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SUORA DI CLAUSURA SCRIVE A MONS. VIGANÒ. LE DUE LETTERE.

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò ci rende partecipi di una lettera ricevuta da parte di una monaca di clausura, e della sua risposta alla stessa. Uno scambio epistolare veramente molto interessante, e degno di attenzione e riflessione. Buona lettura.

Novena di Pentecoste 2020
Rev.ma Eccellenza Monsignor Carlo Viganò,
Sono una Monaca di clausura e Le scrivo dopo una conversazione avuta con il nostro Padre spirituale. Il nostro discorso riguardava l’ultimo “Appello” che ha girato il mondo per far svegliare le coscienze dal pericolo imminente che ci sta ormai incalzando dietro la maschera dell’emergenza “coronavirus”. Ed è interessante constatare come perfino i non credenti siano allarmati da tale percorso dispotico. La situazione è sempre più schiacciante, certamente, però la strategia usata da Bergoglio e le sue forze alleate verte ad una tecnica di isolamento e disgregazione di qualsiasi gruppo che possa formare una contro-forza. La chiamo “contro-forza” poiché la parola “resistenza” mi sembra “umana” e alquanto insufficiente.
A breve, probabilmente, la preparazione per la manifestazione dell’Anticristo sarà sempre più imposta ed oppressiva, anche per i passi che lo stesso Bergoglio deciderà di compiere a sua preparazione. L’obiettivo, ovviamente, è quello di eliminare le “teste calde” e sovversive che intralciano i piani di un disegno già pianificato e che non aspetta altro che di realizzarsi in pienezza. La preoccupazione che ho comunicato con il nostro Padre spirituale è il fatto che non ci sia una “contro-organizzazione” neanche all’interno della “Chiesa vera”, come una sorta di possibile “Chiesa clandestina”, capace di muoversi in modo coordinato, per quanto sia possibile. […]
Se san Massimiliano M. Kolbe chiamava la Madonna “La sempre vittoriosa”, è anche vero che nella Bolla di Pio IX viene autorevolmente chiamata “l’Eterna Nemica” del diavolo. E Lei sa meglio di me che la battaglia a cui mi riferisco è proprio questa: la reale posta in gioco è la salvezza eterna di tantissime anime.
Ecco che queste povere righe vogliono essere un piccolo incoraggiamento a non demordere e a continuare anche in un’opera di dialogo costruttivo con quei “pochi” ma buoni monsignori e religiosi che soffrono per gli stessi motivi. Molte, potrebbero essere le ispirazioni dello Spirito Santo in queste anime di stretta collaborazione. Per quanto riguarda, invece, le calunnie, le incomprensioni e i vari personalismi che fanno soffrire, sono tutte cose che Lei ha conosciuto da vicino e rappresentano le gemme incastonate nella corona che L’attende… ma è una “corona” non ancora completa: l’Immacolata stessa vuole fissarne le gemme più preziose.
Vorrei concludere con un riferimento al famoso miracolo attribuito a Santa Chiara che fece sì che i saraceni, ormai sulle mura del monastero, scappassero senza più tornare. Ebbene, il miracolo avvenne per la fede di colei che è stata definita la più fedele “Impronta della Madre di Dio” e proprio in virtù del suo amore per il Santissimo Sacramento, vera Luce contro qualsiasi tenebra. Dico questo perché sono “queste” le “forze” in cui confidiamo e così temute dai nemici. Il miracolo avvenne solo al limite, quando ormai le speranze umane erano azzerate. Se il Trionfo del Cuore Immacolato non è distante, ora è il tempo della battaglia e la nostra Condottiera e Corredentrice vuole vederci lottare, soffrire ed implorare la Sua Vittoria che è ormai alle porte. […]

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