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La fucilazione del Cerro de los Ángeles. L’odio “rojo” contro il Sacro Cuore di Gesù

Odiato da massoni e liberali fin dalla sua erezione nel 1919 in occasione della consacrazione della Spagna al Sacro Cuore di Gesù, il Cerro de los Angeles attirò su di se anche l’avversione dei repubblicani rossi che lo occuparono il 23 luglio 1936 per poi farlo saltare in aria. Di seguito la storia di quegli eventi, rappresentativi di quella guerra guerreggiata fra l’ateismo e la religione di Gesù Cristo che si verificò in Spagna segnatamente fra il 1936 e il 1939.

Traduzione dell’articolo El Cerro de los Ángeles, testigo del terror rojo en España: así atacó un monumento a Cristo

Sabato 18 luglio 1936 scoppiò la guerra civile spagnola. Lo stesso giorno, 30 membri delle Compagnie Operaie di San Giuseppe e del Sacro Cuore di Gesù si recarono presso il Cerro de los Ángeles per una veglia di adorazione notturna. Al termine della messa, all’alba, la maggior parte dei fedeli tornò a Madrid, tranne cinque:

Pedro Justo Dorado Dellmans, 31 anni.
Fidel Barrios Muñoz, 21 anni.
Elías Requejo Sorondo, 19 anni.
Blas Ciarreta Ibarrondo, 40 anni.
Vicente de Pablo Garcia, 19 anni.

I cinque rimasero nel Cerro per proteggere il monumento. Gli abitanti di una vicina fattoria li denunziarono quando li videro recitare il Rosario e benedire la tavola prima di mangiare. Il 23 luglio furono assassinati dai miliziani rossi. Al momento del loro assassinio, i cinque stavano guardando il monumento, e il loro ultimo respiro fu per gridare “Viva Cristo Re”, prima che i loro cadaveri stramazzassero sul pavimento del Cerro, dove furono abbandonati per un giorno intero. Oggi le spoglie di quei cinque martiri riposano all’interno della chiesa posta sotto il nuovo monumento.
Il 28 luglio, cinque giorni dopo quel crimine, i miliziani rossi tornarono al Cerro de los Ángeles e scattarono una foto di se stessi letteralmente nell’atto di “sparare” al monumento. Una foto vera, ma che alcuni esponenti della sinistra hanno etichettato per anni come falsa, nonostante la sua autenticità sia ben documentata: è così che vogliono cancellare la traccia di quell’infamia. Distrussero tutte le sculture con scalpelli, con cavi tirati da un trattore e infine con la dinamite [il 7 agosto 1936, ndr]. Ai miliziani servirono cinque cariche per far crollare completamente il monumento, che però miracolosamente resistette ai primi tentativi di demolizione: un odio e una crudeltà identica a quella mostrata anni dopo dai talebani e dai terroristi dell’Isis con altre opere architettoniche. Infine, cambiarono il nome del luogo in “Cerro Rojo”.
Dopo la guerra, il Cerro de los Ángeles recuperò il suo nome originale e fu costruito un altro monumento, inaugurato nel 1965, situato nello stesso luogo del vecchio. I resti del monumento originario furono lasciati davanti al nuovo monumento a testimonianza dell’ondata di fanatismo anticattolico scatenata dal comunismo e dai suoi complici in Spagna.
Immagini della distruzione del Monumento (da museo.getafe.es)






il vandea
Maledetti da Dio. La vostra punizione e' appena cominciata.