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MESE MARIANO

- Beato Alano della Rupe: I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO DELLA RUPE

- Terzo Sermone di San Domenico: Visione comprovata delle 15 Perverse Bestie degli Abissi dell’Inferno. (3°parte)


- SECONDA CINQUANTINA

LA SESTA BELVA INFERNALE E’ IL LUPO
DELLA GOLA.


"(Tale Belva) è famelica e vorace.
1. Si oppone ad essa, la (sesta)
Sorgente di Grazia (che corrisponde alla
sesta) parola dell’Ave Maria: “Tecum (con
Te)”.
Giacchè il Signore sta con i
temperanti, scrive Sant’Ambrogio, il diavolo
sta con i golosi.
E’ la Beata Vergine Maria che ha
meritato, per la Sua integrità di essere la
Regina dei temperanti.
Quanto grande è il Bene della
Temperanza, altrettanto grande è la
bestialità della Gola.
Se Dio le permettesse di esistere in
natura in una forma corporea, da sola,
distruggerebbe e divorerebbe tutte le cose
animate ed inanimate, e potrebbe anche
inghiottire il mondo stesso.
In questa voragine (della Gola), ahimè!,
quante volte anche voi, accogliendo in voi
questa Belva, avete ingoiato le realtà create
e avete annientato gli esseri viventi?
Di qual grandezza e fattezza fosse
(questa Belva), l’avete visto voi stessi!
Il Lupo era famelico e aveva un ventre
insaziabile; aveva la bocca spalancata dalla
fame, dalle fauci sbavava sangue putrefatto
e lo masticava.
In bocca aveva cinque filiere di denti,
dal momento che sono cinque le specie di
Gola: essi erano di ferro, ed erano lunghi
come aste.
Cosa mai, infatti, non divorerà la Gola?
La voce era così mostruosa, che il
mondo intero sarebbe stato scosso al suo
ululato.
Cosa vi è, infatti, di più fragoroso della
gola?
Il cattivo odore delle fauci superava
ogni limite, ed era capace di avvelenare la
Terra intera, e far morire ogni forma di vita.
Al di sotto del pelo, irto come astine di
ferro, si trovavano le dispense e le tavole
imbandite dei golosi, che si tramutavano in
luoghi di supplizi, ahimè!
E quanti!
Dai genitali immensamente grandi
sprizzavano fiamme sulfuree
d’insopportabile fetore.
La Lussuria è figlia della Gola: essa
viene punita con le stesse cose con le quali
pecca.
Infine, la coda ricurva all’in su
mostrava il posteriore, osceno e
abominevole a guardarsi.
Oh, che orrendo Mostro!
Per evitare la sua furia, lodate Dio nel
Rosario.

LA SETTIMA BESTIA INFERNALE E’ IL
CAPRO DELLA LUSSURIA.


(E’ la Belva) delle fornicazioni e degli
adulteri, degli incesti, degli stupri, delle
violenze, delle sodomie e di simili
nefandezze.
1. Si oppone ad essa, la (settima)
Sorgente di Grazia (che corrisponde alla
settima) parola dell’Ave Maria: “Benedicta
(Benedetta)
Dal momento che, come Maria è
Vergine delle Vergini, così anche la nefanda
lussuria genera tutte le altre indicibili
perversità.

2. Pensate quanto (è nefanda), solo da
questo: se Dio materializzasse il fetore della
lussuria, in un attimo esso asfissierebbe e
porterebbe alla distruzione ogni essere
vivente.
Scrive Sant’Agostino che non bisogna
meravigliarsi di questa cosa, dal momento
che il fetore della lussuria è il fetore senza
fine dell’Inferno.
I Beati del Cielo riuscirebbero a
sopportare tutti i tormenti dell’Inferno, ma
non resisterebbero alle esalazioni della
lussuria.

3. Essa aveva le sembianze di un
Capro, immensamente nero e imponente e
portava nella pancia protesa in fuori, un
numero sterminato di dannati.
Aveva dieci corna ritte, ramificate,
come degli alberi, in infinite corna minori,
ognuna delle quali era capace di
distruggere il mondo.
La Lussuria è così enormemente forte,
da (riuscire) a far peccare contro tutti e
dieci i Comandamenti di Dio.
Vedevate tutti straziati dalle fiamme:
secondo San Gregorio, infatti, il fuoco
(dell’inferno) è originato dalla libidine.
I peli (del Capro) erano serpenti
sibilanti, che non lasciavano scampo a chi li
toccava, solo la vista provocava la morte.
L’immane sconcezza dei suoi genitali,
non è lecito, né possibile da spiegare con le
parole.
L’avete vista coi vostri occhi, e sareste
morti all’istante dall’orrore, se Dio non vi
avesse soccorso.
Scrive a ragione Sant’Ambrogio: “Cosa
esisterà mai di più ignobile ed orrendo della
lussuria, o cosa v’è di più spaventoso?”.
Dai genitali scorreva un fiume di fuoco
e di zolfo, il cui fumo oscurava il mondo
intero.
Aveva gli occhi spalancati e la bocca
immensamente aperta, che faceva vedere,
una accanto all’altra, tutte le pene
dell’Inferno, e, spirando fiamme e fumo,
pronunciava parole oscene.
Anche voi avete avuto questa immensa
infelicità, ogni qual volta vi siete
contaminati con la libidine. Da ora in avanti,
per sfuggirla, lodate Dio nel Rosario.

L’OTTAVA BELVA INFERNALE
E’ L’ORSO DELL’INCREDULITA’.


Questa (Belva) infesta il mondo con
sortilegi, divinazioni, magie, eresie ed
inganni.
1. Si oppone ad essa, (l’ottava)
Sorgente, la Fede, che zampilla (nell’ottava)
parola (dell’Ave Maria): “Tu”, il cui mirabile
significato lo mostra con chiarezza: non è
forse Lei che rende possibile la fede,
facendoci conoscere il Cristo?
Non è forse la fede autentica della
Vergine e Madre che ci farà conoscere (il
Cristo)?
Solo per (fede), Maria SS. è la più
grandiosa ed immensa delle meraviglie.
Questo, lo Spirito (Santo) lo rivelò ad
Elisabetta, quando ella disse: “Beata Te,
che hai creduto”.
Da qui, San Gerolamo: “O Maria,
grande è la tua fede!
Proprio Tu hai indicato la fede al
mondo: Tu, portando a noi il Verbo di Dio,
hai fondato la Chiesa del (Tuo) Figlio sulla
Roccia Santa (della Tua Fede).
Ed è per questo che, tutti coloro che
confidano in Te, ottengono (la Fede)!
Mediante (la Tua Fede), infatti, hai
conquistato Dio, meritando di diventare la
Madre di Dio”.

2. La malvagità dell’Incredulità,
superava largamente la perversità delle
(Belve) precedenti.
Aveva l’aspetto di un orso, rispetto alle
altre Belve, ancor più gigantesco nel fisico,
ancor più feroce e sanguinario, e ancor più
famelico.
Perché, scrive Sant’Agostino, la
mancanza di fede è il più grande dei
peccati.
La sua bocca è la Bocca dell’Inferno,
della quale si dice: “Dalla Bocca degli Inferi,
o Signore, sollevi le loro anime”.
Nella bocca aveva dodici file di denti
simili a chiodi da trave; e si vedeva che essi
erano molto appuntiti, a motivo dei sottili
ragionamenti dei perturbatori contro i dodici
Articoli della Fede.
L’orso evacuava innumerevoli Belve
che imperversavano sulle anime e le
torturavano.
L’incredulità, infatti, scrive
Sant’Ambrogio, è la madre di tutti i peccati.
Dalla bocca fuoriusciva un grido, che
sconquassava il mondo.
Cosa vi è, infatti, di più immane della
bestemmia?
E quell’urlo fece venir giù un fiume di
fuoco, che sommerse in un istante ogni
forma di vita.
I piedi erano immensi, ed avevano
(dodici file) di unghie, quanti erano i denti; e
da esse fuoriusciva sangue completamente
marcio, che indicava la ferocia degli
increduli.
Le ali di avvoltoio avevano, piume di
serpenti di fuoco.
Scrive, infatti San Fulgenzio in un
Sermone: “Gli increduli mentre volano qua e
là tra le false dottrine, avvelenano il
mondo”.
Ciascuno di voi ha accolto in sé questa
Belva.
Da ora in poi, per sfuggirla, lodate Dio
nel Rosario."


(Beato Alano della Rupe o.p.:
I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO
Libro III: CAPITOLO IV )


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