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Abolire il latino ha impoverito tutti quanti Silvana De Mari

Altare della Trasfigurazione, in San Pietro, Roma

Culto e cultura sono due parole legate ad un’etimologia comune. Se qualcuno cambia il culto cambia anche la cultura. Il culto è stato cambiato con il Vaticano II. La Chiesa è ormai desacralizzata, resa incapace di risposte, persa nel relativismo, incapace di guardare a Dio.
Inchiodata sull’uomo, essa non è più in grado di rispondere a nulla, si occupa di ecologia e migranti, celebra la madre terra (il minuscolo non è un errore) con una cerimonia di apertura del Sinodo per l’Amazzonia che è stata una cerimonia dalle apparenze pagane.

La desacralizzazione della Chiesa è l’evento indispensabile al suicidio dell’Occidente ed è cominciato con la cosiddetta Messa in italiano, in realtà Messa in volgare. Quando si parla di Messa in latino e in italiano, inevitabilmente l’attenzione si sposta sulla lingua e tutti pensano che si tratti della stessa Messa, semplicemente tradotta. Sono, invece, due Messe completamente diverse, La Messa fu modificata, ma il termine corretto è stravolta, alla fine del Concilio Vaticano II.
Da sempre i concili si fanno per fronteggiare una crisi, ma non c’era nessuna crisi alla fine degli anni Cinquanta. Anzi, le chiese e i seminari erano pieni. Gli alberi si giudicano dai frutti. Dopo il Concilio 100.000 tra monaci e sacerdoti, 70.000 tra suore e monache abbandonarono la vita ecclesiastica. Non pochi sono morti suicidi.

A mezzo secolo da quel Concilio, sempre più chiese sono chiuse e diventano centri commerciali o moschee. Mentre una cerimonia, che per gentilezza definiamo pagana, è stata appena celebrata in Vaticano per l’inizio dei lavori del Sinodo per l’Amazzonia. Sinodo che, se mantiene le sue tragiche promesse, terminerà il cattolicesimo trasformandolo in un ecologismo opinabile.
Come siamo arrivati a questo? Modificando, ma il termine corretto è stravolgendo, la
Messa che, in realtà, non poteva essere modificata.

Papa Pio V, infatti, aveva stabilito che la messa cosiddetta tradizionale - quella
che ora chiamiamo Vetus Ordo - non poteva essere modificata. Nessuno, nemmeno un altro pontefice, poteva contraddire questo ordine.

«La Messa non potrà essere cantata o recitata in altro modo da quello prescritto dall’ordinamento del Messale da Noi pubblicato». «Con la presente Nostra Costituzione, da valere in perpetuo [...] stabiliamo e comandiamo, sotto pena della nostra indignazione, che a questo Nostro Messale, recentemente pubblicato, nulla mai possa venire aggiunto, detratto, cambiato […]».
Invece la Messa fu violentemente cambiata e, come sottolineò il cardinale Alfredo Ottaviani in una lettera che mai trovò risposta, nella Messa tradizionale c’era un sacrificio (era il sacrificio di Cristo che si ripeteva) mentre nella Messa nuova si parla di «mensa».

L’altare non è più un altare su cui si compie un sacrificio, ma una mensa. Tutto il testo è rattrappito, come il Confiteor, stravolto, cancellato e sostituito. Le parole in latino: «Signore, non sono degno che tu entri sotto il mio tetto» (cioè che tu entri dentro di me perché la tua presenza nell’Ostia è reale), diventa «Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa» (l’Ostia è Cristo oppure è una cena?). L’altare è, dunque, diventato una tavola rivolta verso l’assemblea, come per i protestanti. Tutta l’operazione è stata fatta per riappacificarsi con i protestanti. Ma non ha funzionato. Ai protestanti non siamo piaciuti e noi ci siamo spampanati.

Appartengo a una famiglia cattolica. Saltiamo il discorso teologico: o era corretta la Messa precedente e l’ordine di non modificarla, o era giusto modificarla. La stessa cosa non può essere, contemporaneamente, vera o falsa.
Con quel gesto folle la Chiesa ha rinunciato alla Verità, che è una. La Chiesa dovrebbe essere di Dio, non dei preti. E poi c’eravamo noi, che eravamo il popolo.
Quella che hanno stravolto e immiserito era la nostra Messa, quelli che hanno reso inutili erano i nostri altari. Quelle che hanno tolto, spendendo cifre folli, erano le nostre balaustre: quelle davanti alle quali, da secoli, ci inginocchiavamo le hanno tolte e poi svendute al primo acquirente. Non c’era villetta di neo ricco che non avesse al suo interno una balaustra d’altare a delimitare il salotto dall’angolo bar. Quelli che hanno sperperato in mano ad architetti atei per costruire chiese di una bruttezza ripugnante erano i nostri soldi.

Ricordo mia madre senza parole: la striminzita Messa che andavamo a sentire non era più la stessa, la lingua sacra era stata abolita. Prima tutti conoscevano il latino, anche gli analfabeti. Nel pronunciare le formule latine si alzavano verso Dio, gli offrivano il loro sforzo. Ora, tutto si sfarina in traduzioni sempre diverse, ma tradurre vuol dire perdere: se vado in Polonia non capisco la Messa, se morirò in Irlanda non capirò l’estrema unzione.

Prima il sacerdote guardava il tabernacolo. Ora gli volta le spalle. Il significato simbolico è terribile. Per evitarlo, nelle chiese dell’età postconciliare, ripeto di ripugnante e non casuale bruttezza, il tabernacolo è messo «da qualche parte», di lato. Il crocifisso, se è dietro il sacerdote e sopra il vecchio altare, può essere guardato dall’assemblea ma non dal sacerdote, che gli dà le spalle. Il significato simbolico è atroce. Così, sempre per rimediare, si mette anche il crocifisso «di lato». Che cosa vuol dire?

Non ci inginocchiamo più per ricevere la comunione, chi lo fa intralcia, eppure per un cattolico l’Ostia è Cristo. Non si mette più il piattino per raccogliere l’Ostia se cade: non è più sacra?
La Messa aveva una potenza sacra ed esorcistica enorme, era un rito potente e pieno di significato. Ora, un gruppo sempre più striminzito di sacerdoti santi riesce a riempire di sacro anche la Messa Novus Ordo, che è comunque valida se la consacrazione è stata fatta. Ma miriadi di sacerdoti la banalizzano, la insultano. In Germania aggiungono perfino la danza, uno o due ballerini davanti all’altare durante la consacrazione.
Il Novus Ordo, la messa nuova, è una mensa, il Vetus Ordo era un sacrificio che si rinnovava.

Il fumo di Satana nella casa del Signore.

Dopo aver stravolto la Messa, Paolo VI osservò che il fumo di Satana era entrato nel tempio di Dio. Ora la nostra spassionata impressione, mentre guardiamo la cerimonia di apertura del Sinodo, mentre ascoltiamo altissimi prelati dire inenarrabili fesserie, dalla salvezza di Sodoma all’inesistenza del Demonio, mentre la nuova Chiesa 2.0 sempre più incredibile e pirotecnica chiama la signora Emma Bonino una grande italiana e si inginocchia davanti a statuette falliche, l’impressione è che il fumo di Satana in Vaticano abbia fatto il nido e si stiano schiudendo le uova.

E allora, cercate qualcuno che dica una Messa in latino e dopo che l’avete trovato, non muovetevi da lì.
Silvana De Mari

unavox.it
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C'è da piangere..
Però, come dice Lei Silvana, "un gruppo di sacerdoti santi riesce a riempire di sacro anche la Messa Novus Ordo, che è comunque valida se la consacrazione è stata fatta".

Da queste parole si evince chiaramente che non è la forma che difetta, ma il materiale umano.
Non riesco infati ad attribuire a un cambiamento di forma la corruzione dei cuori.. E anche se certi cambiamenti …More
C'è da piangere..
Però, come dice Lei Silvana, "un gruppo di sacerdoti santi riesce a riempire di sacro anche la Messa Novus Ordo, che è comunque valida se la consacrazione è stata fatta".

Da queste parole si evince chiaramente che non è la forma che difetta, ma il materiale umano.
Non riesco infati ad attribuire a un cambiamento di forma la corruzione dei cuori.. E anche se certi cambiamenti sembrano più di sostanza che di forma, io, che non sono certo giovane, non ho mai partecipato a una messa vetus ordo, per cui per me, la messa è sempre stata questa.

Ora, riprendendo il discorso sul materiale umano, mi sembra che quelle sue parole riferite alla messa novus ordo, in cui "miriadi di sacerdoti la banalizzano, la insultano. In Germania aggiungono perfino la danza, uno o due ballerini davanti all’altare durante la consacrazione.",
non possano avere come causa il cambiamento di sostanza della messa, ma piuttosto sono il risultato del tipo di formazione cui i novelli preti sono andati incontro nei seminari a partire dai primi anni '80.

In altre parole, ho come l'impressione che vetus o novus ordo che sia, il Vaticano abbia deliberatamente formato una classe di preti meno preparati di quelli di un tempo.
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Marziale
ottimo
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