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Maurizio Muscas

Papa apre cantiere su convivenze, divorziati e nozze nulle .

Città del Vaticano, 16 set. (TMNews) - Papa Francesco non si ferma alla riforma della Curia romana. Jorge Mario Bergoglio vuole aprire la discussione anche su annose questioni pastorali. Collegialmente, ossia coinvolgendo collaboratori e vescovi di tutto il mondo, e senza rivoluzioni dottrinali. Ma voltando comunque pagina rispetto ad una certa idea di magistero rigido, burocratico e distante che nel corso degli anni ha fatto perdere alla Chiesa tanti fedeli. A partire dalle famiglie. L'occasione è l'annuale incontro con i preti romani, che il vescovo di Roma sceglie di tenere nella sua cattedrale, San Giovanni in Laterano. Accolto dal suo vicario, il cardinale Agostino Vallini, il Papa giunge alle 10 e solo due ore dopo conclude un botta-e-risposta senza filtri. Forse per garantire la piena libertà d'espressione dei sacerdoti, viene deciso di non diffondere la diretta dell'evento. Il contenuto del colloquio emerge via via, nel corso del pomeriggio, tramite la cronaca della 'Radio vaticana', il resoconto del settimanale diocesano 'Roma sette', il racconto delOsservatore romano e la testimonianza diretta di chi ha preso parte all'incontro. Jorge Mario Bergoglio non evita le questioni scottanti. Quando parla di "accoglienza" che i sacerdoti devono riservare ai fedeli, fa riferimento "in particolare - riferisce 'Roma sette' - alle coppie conviventi". Un'accoglienza da esercitare nella "verità", sapendo che "la verità non si esaurisce nella definizione dogmatica" ma si inserisce "nell'amore e nella pienezza di Dio", precisa il Papa, perché il prete deve "accompagnare". In un documento del 2008 che il Papa ha voluto fosse distribuito ai preti romani prima dell'incontro, peraltro, l'allora cardinal Bergoglio evidenziava che "capita che molte volte i nostri fedeli, nella confessione, trovano sacerdoti lassisti o rigoristi", e invece "solo il presbitero misericordioso si fa carico della persona, si fa prossimo, si fa vicino, e la accompagna nel cammino della riconciliazione". Un sacerdote formula una domanda sui matrimoni annullati e le seconde nozze. La risposta del Papa è ampia. Ricorda la sua esperienza a Buenos Aires, dove il tribunale ecclesiale interdiocesano rende a volte arduo e inutilmente burocratico, per il fedele, affrontare un percorso già di per sé faticoso. "Il problema - afferma a quanto riportato dalla 'Radio vaticana' - non si può ridurre soltanto" al fatto se i divorziati risposati possano "fare la comunione o no, perché chi pone il problema soltanto in quei termini non capisce qual è il vero problema". E' un "problema grave", aggiunge, "di responsabilità della Chiesa nei riguardi delle famiglie che vivono in questa situazione". La Chiesa, afferma, "in questo momento deve fare qualcosa per risolvere i problemi delle nullità" matrimoniali. Si tratta - precisa il Papa - di un problema che Benedetto XVI "aveva a cuore". Sia da teologo, sia da prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, sia infine da Pontefice, in effetti, Joseph Ratzinger aveva affrontato più volta la questione con spirito più 'liberal' di quanto una vulgata gli attribuisse. "Sappiamo tutti - disse ad esempio con i sacerdoti valdaostani nell'estate del 2005 - che questo è un problema particolarmente doloroso per le persone che vivono in situazioni dove sono esclusi dalla comunione eucaristica e naturalmente per i sacerdoti che vogliono aiutare queste persone ad amare la Chiesa, ad amare Cristo. Questo pone un problema. Nessuno di noi ha una ricetta fatta, anche perché le situazioni sono sempre diverse. Direi - specificò Benedetto XVI - particolarmente dolorosa è la situazione di quanti erano sposati in Chiesa, ma non erano veramente credenti e lo hanno fatto per tradizione, e poi trovandosi in un nuovo matrimonio non valido si convertono, trovano la fede e si sentono esclusi dal Sacramento. Questa è realmente una sofferenza grande e quando sono stato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ho invitato diverse Conferenze episcopali e specialisti a studiare questo problema: un sacramento celebrato senza fede. Se realmente si possa trovare qui un momento di invalidità perché al sacramento mancava una dimensione fondamentale non oso dire. Io personalmente lo pensavo, ma dalle discussioni che abbiamo avuto ho capito che il problema è molto difficile e deve essere ancora approfondito. Ma data la situazione di sofferenza di queste persone - disse Ratzinger - è da approfondire". Esattamente ciò che intende fare il suo successore. Del tema, infatti, Papa Bergoglio parlerà con il gruppo degli otto cardinali che si riuniscono i primi giorni di ottobre in Vaticano. Sono i suoi consiglieri per riformare la Curia romana, ma anche per affrontare annose questioni pastorali. E ancora, ha aggiunto Papa Francesco, se ne parlerà nel prossimo Sinodo dei vescovi sul "rapporto antropologico" del Vangelo con la persona e la famiglia, in modo che "sinodalmente si studi questo problema".