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Francesco I
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Antonio Socci, indiscrezione sul prossimo Papa: il filippino per un patto da brividi con la Cina

È partita la corsa per il Quirinale. Per la verità già da tempo erano cominciate le grandi manovre, ma ora tutto è stato portato allo scoperto da Matteo Renzi, a cui si è accodato ieri Eugenio Scalfari col solito sgangherato sermone domenicale.

Il Pd è uscito battuto alle elezioni politiche 2018, precipitando al 18 per cento, il minimo storico, ciononostante ritiene che - come per diritto divino - la Presidenza della repubblica spetti ancora e sempre a un suo esponente.

Al partito di Zingaretti non basta occupare già il governo e le tante altre poltrone annesse e connesse. Pur avendo perduto le elezioni vuole anche il Quirinale e per ottenerlo ha fatto di tutto per scongiurare le elezioni anticipate nelle quali gli italiani gli assisterebbero un'altra batosta che lo metterebbe fuori dai giochi.
Ma perché è così importante il Quirinale?
Secondo il costituzionalista Alessandro Mangia tutto comincia da quando Mani pulite ha spazzato via i partiti storici: «Il problema che abbiamo da quasi
trent'anni è quello di una Repubblica parlamentare senza più partiti, costretta a farsi governare da presidenza della Repubblica e magistratura».

Antonio Socci, l'intervento di Molinari: "Perché le opposizioni hanno abbandonato l'aula"

IL PARTITO SISTEMA
Questo fa capire perché il Pd vuole a tutti i costi il Quirinale? Può darsi. Certo, il partito di Zingaretti non può contare sul consenso degli italiani, ma cerca di far tesoro di quello degli stranieri. Infatti si pone come il "partito sistema", quello che dà garanzie di affidabile remissività alla Ue e agli altri governi occidentali. Stavolta però il quadro geopolitico è in subbuglio. È dominato dalla guerra commerciale Stati Uniti/Germania e dallo scontro politico ed economico degli Usa con la Cina comunista. L'Unione europea si caratterizza per l'ostilità verso la presidenza Trump e per l'amicizia verso la Cina. Ancora di più l'Italia giallorossa. Ad avere "buoni rapporti" con la Cina non è solo il M5S, come tutti dicono, ma anche (e soprattutto) la sinistra che va da Prodi a D'Alema passando per Gentiloni e Zingaretti (in fondo nel Pd c'è sempre il vecchio Pci). Com' è noto l'influenza del "partito cinese" è molto forte in Europa e specialmente in Italia, dove si giocano delle partite strategiche.
Tutto lascia pensare che i candidati del Pd siano graditi alla Cina, ma riusciranno a tenere il piede in due staffe facendosi piacere anche alla Casa Bianca? I pesanti attacchi a Trump da esponenti del Pd e della Sinistra fanno pensare che non riusciranno. Ma ovviamente tutto dipende dalle presidenziali americane di novembre: è chiaro che la Cina tifa per Biden e, se vincerà lui, a Pechino brinderanno. Se vincerà Trump vincerà l'Occidente che può riconquistare influenza geopolitica e forza economica, ridimensionando la tirannia comunista. Ma c'è un'altra corsa che si sta preparando ed è quella del futuro conclave. A prescindere dal "quando" già sono iniziate le grandi manovre. Anche qui c'entra il partito cinese. Con Bergoglio, che ha praticamente consegnato la Chiesa cinese al regime di Pechino, l'attuale Vaticano è diventato uno degli alleati strategici di Xi Jinping.

Guarda caso, il candidato di Bergoglio per la propria successione è il cardinale filippino Luis Antonio Tagle che è in parte cinese (per via di madre) e che, già dalle Filippine, era il ponte tra Vaticano e Pechino. Ancora di più adesso che Bergoglio lo ha nominato Prefetto del potente dicastero di Propagande fide per occuparsi dell'Asia. Quel posto è il trampolino di lancio per il Conclave. Tutte le mosse recenti del Vaticano vanno lette in questa chiave. Nei mesi scorsi Bergoglio voleva realizzare finalmente la sua storica visita in Cina, magari cominciando da Wuhan, per sancire solennemente la grande alleanza con la tirannia rossa. Oggi il regime gli farebbe ponti d'oro per rompere l'attuale isolamento internazionale. Ma il Vaticano ha fermato l'operazione. Secondo Repubblica ciò è dovuto alla paura del Covid e al fatto che - in questo clima di tensione per la repressione a Hong Kong - sarebbe un troppo smaccato spot per il regime comunista. La verità è che al Vaticano sono arrivati forti moniti da Washington. Un ulteriore sbilanciamento verso Pechino sarebbe interpretato dalla Casa Bianca come un vero e proprio cambio di campo del Vaticano.

LO SCHIAFFO A DONALD
A Bergoglio non dispiacerebbe affatto assestare un tale colpo all'odiato Trump. Ma il fatto è che non vuole bruciare Tagle proprio ora che stanno cercando di accreditarlo - dice Repubblica - in «contesti americani anche conservatori». È un'operazione che stanno realizzando nell'eventualità che a novembre vinca Trump. È la stessa strategia che adottarono nel 2013 (con successo) facendo restare Bergoglio fuori dai riflettori e presentandolo come moderato (addirittura come avversario della teologia della liberazione) per farlo digerire e votare dai cardinali moderati (anche americani). Un minuto dopo l'elezione i cardinali capirono che avevano eletto uno fortemente di sinistra che avrebbe terremotato la Chiesa. Tagle sarebbe perfino peggio (se possibile). Ha dalla sua lobby influenti, ma stavolta non sarà facile replicare l'operazione. Il gioco ora è scoperto e chiaro perfino agli ingenui prelati americani. Così la guerra non convenzionale Usa/Cina è cominciata e a Roma si giocano due partite fondamentali. La Cina è all'arrembaggio. Certo, il Covid è stato un incidente che le ha creato problemi, ma, con la compiacenza dei media, sembra che Pechino ne stia uscendo indenne. Infatti per la Sinistra Usa e italiana, per il Vaticano e per la Ue, il Nemico, il Diavolo da combattere, è Trump, non la tirannia comunista cinese.

liberoquotidiano.it
Il presagio
Ma non erano vietati gli accordi pre conclave?
Francesco I
@Diodoro
Già nel 1963 un Massone fu incoronato papa: egli nella sua furia iconoclastica si liberò del triregno e donò l'anello piscatorio, simbolo dell'autorità papale al suo sodale di loggia Donald Ramsey, arcivescovo anglicano di Canterbury, distrusse la messa cattolica, ordinò che il Santissimo fosse posto in un angolo oscuro delle chiese, fu il primo ad elogiare la madre terra, si dimostrò …More
@Diodoro
Già nel 1963 un Massone fu incoronato papa: egli nella sua furia iconoclastica si liberò del triregno e donò l'anello piscatorio, simbolo dell'autorità papale al suo sodale di loggia Donald Ramsey, arcivescovo anglicano di Canterbury, distrusse la messa cattolica, ordinò che il Santissimo fosse posto in un angolo oscuro delle chiese, fu il primo ad elogiare la madre terra, si dimostrò molto amico dei comunisti, In altri termini, vi erano già, "in nuce" tutti gli elementi che stanno caratterizzando il pontificato del compagno don Bergoglio.
vedi:
-) Ricordare Paolo VI … per immagini
-) Tombali massonici.
Diodoro
Tre "Centri del mondo": la Cina (il nome significa "Regno di Mezzo"); gli USA (la Nuova Terra Promessa dei Protestanti più settari, poi la Patria "definitiva" dei Massoni - fin dalla fondazione, avvenuta con il matricidio dell'Inghilterra); Roma, al centro del Mediterraneo (il "Mare di Mezzo").
A Roma i Santi Pietro e Paolo, e la Sede Apostolica occupata da un "Occidentale" anticattolico
Don Reto Nay
Per il mio gusto, Socci è troppo atlantista e troppo bianco-nero: "Se vincerà Trump vincerà l'Occidente." Scusa, chi è "L'Occidente"?
Francesco I
Socci ha avuto il grande merito di essere stato il primo giornalista italiano ad accorgersi di che pasta fosse il compagno don Bergoglio.

Certo, anch'egli non è perfetto, come non lo è nessun essere umano, tuttavia a lui possiamo attribuire quanto il Manzoni, nel XXXIII capitolo de "I promessi Sposi", riferisce di Bortolo (cugino e poi anche socio di Renzo Tramaglino ):

"Forse voi vorreste un …More
Socci ha avuto il grande merito di essere stato il primo giornalista italiano ad accorgersi di che pasta fosse il compagno don Bergoglio.

Certo, anch'egli non è perfetto, come non lo è nessun essere umano, tuttavia a lui possiamo attribuire quanto il Manzoni, nel XXXIII capitolo de "I promessi Sposi", riferisce di Bortolo (cugino e poi anche socio di Renzo Tramaglino ):

"Forse voi vorreste un Bortolo più ideale: non so che dire: fabbricatevelo. Quello era così."
Marziale
Concordo totalmente con lei Reverendo.
Credo che oggi possiamo dire con certezza:" Se vincerà Putin, oppure Orban, vincerà il Cristianesimo."
Certamente è meglio vinca Trump al posto di Biden o Clinton, ma l'equivalenza Cristianesimo/Occidente non esiste più, penso da secoli.
Se vogliamo trovare il Cristianesimo oggi dobbiamo cercare ad Oriente.
N.S.dellaGuardia
Tolkien faceva coincidere l'Occidente con le terre Cattoliche. Dopo l'ufficializzazione dell'Unione europea questa corrispondenza è venuta drammaticamente meno. Tuttavia Trump si sta rivelando sempre più uomo chiave negli equilibri del mondo, e sta facendo più lui nella lotta per i "principi cattolici non negoziabili" di tutta la, scusate, marmaglia neovaticana...