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Fatima.
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"Ripeterò nei secoli il miracolo con pochi spregevoli pesciolini e con dei tozzi scarsi di pane, anime umili e laiche..."

Valtorta – Evangelo 629.9

(Gesù risorto agli undici apostoli)

(…) MA QUANDO POI, COME VENDEMMIATORI AD UN TINO, VOI TUFFATE LE MANI NEL MARE DEL MIO SANGUE E NE ATTINGETE DI CHE MONDARE LE STOLE CORROTTE DEI MISERI CHE PECCARONO, SIATE, OLTRE CHE PURI, PERFETTI PER NON MACCHIARVI DI UN PECCATO MAGGIORE, ANZI, DI PIÙ PECCATI, SPARGENDO E TOCCANDO CON SACRILEGIO IL SANGUE DI UN DIO O MANCANDO A CARITÀ E GIUSTIZIA, NEGANDOLO O DANDOLO CON UN RIGORE CHE NON È DEL CRISTO – CHE FU BUONO COI MALVAGI PER ATTIRARLI AL SUO CUORE E TRE VOLTE BUONO COI DEBOLI PER CONFORTARLI ALLA FIDUCIA – USANDO QUESTO RIGORE TRE VOLTE INDEGNAMENTE, PERCHÉ CONTRO LA MIA VOLONTÀ, LA MIA DOTTRINA E LA GIUSTIZIA.

COME ESSER RIGOROSI CON GLI AGNELLI QUANDO SI È PASTORI IDOLI?

O MIEI DILETTI, AMICI CHE IO MANDO PER LE VIE DEL MONDO PER CONTINUARE L'OPERA CHE IO HO INIZIATA E CHE SARÀ PROSEGUITA FINCHÉ IL TEMPO SARÀ, RICORDATE QUESTE MIE PAROLE.

VE LE DICO PERCHÉ LE DICIATE A COLORO CHE VOI CONSACRERETE AL MINISTERO NEL QUALE IO VI HO CONSACRATI.

IO VEDO... GUARDO NEI SECOLI... IL TEMPO E LE TURBE INFINITE DEGLI UOMINI CHE SARANNO MI SONO TUTTI DAVANTI...

VEDO... STRAGI E GUERRE, PACI BUGIARDE E ORRENDE CARNEFICINE, ODIO E LADROCINIO, SENSO E ORGOGLIO.

OGNI TANTO UN'OASI DI VERDE: UN PERIODO DI RITORNO ALLA CROCE.

COME OBELISCO CHE SEGNA UN'ONDA PURA FRA LE ARIDE ARENE DEL DESERTO, LA MIA CROCE SARÀ ALZATA CON AMORE, DOPO CHE IL VELENO DEL MALE AVRÀ RESO MALATI DI RABBIA GLI UOMINI, E INTORNO AD ESSA, PIANTATE SUI BORDI DELLE ACQUE SALUTARI, FIORIRANNO LE PALME DI UN PERIODO DI PACE E BENE NEL MONDO.

GLI SPIRITI, COME CERVI E GAZZELLE, COME RONDINI E COLOMBI, ACCORRERANNO A QUEL RIPOSANTE, FRESCO, NUTRIENTE RIFUGIO, PER GUARIRE DAI LORO DOLORI E SPERARE NUOVAMENTE.

ED ESSO RINSERRERÀ I SUOI RAMI COME UNA CUPOLA PER PROTEGGERE DA TEMPESTE E SOLLEONI, E TERRÀ LONTANO SERPENTI E FIERE COL SEGNO CHE METTE IN FUGA IL MALE. COSÌ, FINCHÉ GLI UOMINI VORRANNO.

IO VEDO... UOMINI E UOMINI... DONNE, VECCHI, BAMBINI, GUERRIERI, STUDIOSI, DOTTORI, CONTADINI... TUTTI VENGONO E PASSANO COL LORO PESO DI SPERANZE E DI DOLORI.

E MOLTI VEDO CHE VACILLANO, PERCHÉ IL DOLORE È TROPPO E LA SPERANZA È SCIVOLATA DALLA SOMA PER PRIMA, DALLA SOMA TROPPO GRAVE, E SI È SBRICIOLATA AL SUOLO...

E MOLTI VEDO CHE CADONO AI BORDI DELLA VIA PERCHÉ ALTRI PIÙ FORTI LI SOSPINGONO, PIÙ FORTI O PIÙ FORTUNATI NEL PESO CHE È LIEVE.

E MOLTI VEDO CHE, SENTENDOSI ABBANDONATI DA CHI PASSA, CALPESTATI ANCHE, CHE SENTENDOSI MORIRE, GIUNGONO AD ODIARE E A MALEDIRE.

POVERI FIGLI!

FRA TUTTI QUESTI, PERCOSSI DALLA VITA, CHE PASSANO O CADONO, IL MIO AMORE HA, INTENZIONALMENTE, SPARSO I SAMARITANI PIETOSI, I MEDICI BUONI, LE LUCI NELLA NOTTE, LE VOCI NEL SILENZIO, PERCHÉ I DEBOLI CHE CADONO TROVINO UN AIUTO, RIVEDANO LA LUCE, RIODANO LA VOCE CHE DICE: "SPERA. NON SEI SOLO. SU TE È DIO. CON TE È GESÙ".

HO MESSO, INTENZIONALMENTE, QUESTE CARITÀ OPERANTI, PERCHÉ I MIEI POVERI FIGLI NON MI MORISSERO NELLO SPIRITO, PERDENDO LA DIMORA PATERNA, E CONTINUASSERO A CREDERE IN ME-CARITÀ VEDENDO NEI MIEI MINISTRI IL MIO RIFLESSO.

MA, O DOLORE CHE MI FAI SANGUINARE LA FERITA DEL CUORE COME QUANDO FU APERTA SUL GOLGOTA!

MA CHE VEDONO I MIEI OCCHI DIVINI?

NON CI SONO FORSE SACERDOTI FRA LE TURBE INFINITE CHE PASSANO? PER QUESTO SANGUINA IL MIO CUORE?

SONO VUOTI I SEMINARI?

IL MIO DIVINO INVITO NON SUONA PIÙ, DUNQUE, NEI CUORI? IL CUORE DELL'UOMO NON È PIÙ CAPACE DI UDIRLO?

NEI SECOLI VI SARANNO SEMINARI E IN ESSI LEVITI. DA ESSI USCIRANNO SACERDOTI, PERCHÉ NELL'ORA DELL'ADOLESCENZA IL MIO INVITO AVRÀ SUONATO CON VOCE CELESTE IN MOLTI CUORI ED ESSI L'AVRANNO SEGUITO.

MA ALTRE, ALTRE, ALTRE VOCI SARANNO POI VENUTE CON LA GIOVINEZZA E LA MATURITÀ, E LA MIA VOCE SARÀ RIMASTA SOVERCHIATA IN QUEI CUORI.

LA MIA VOCE CHE PARLA NEI SECOLI AI SUOI MINISTRI PERCHÉ ESSI SIANO SEMPRE QUELLO CHE VOI ORA SIETE: GLI APOSTOLI ALLA SCUOLA DI CRISTO.

LA VESTE È RIMASTA. MA IL SACERDOTE È MORTO.

IN TROPPI, NEI SECOLI, ACCADRÀ QUESTO FATTO.


OMBRE INUTILI E SCURE, NON SARANNO UNA LEVA CHE ALZA, UNA CORDA CHE TIRA, UNA FONTE CHE DISSETA, UN GRANO CHE SFAMA, UN CUORE CHE È GUANCIALE, UNA LUCE NELLE TENEBRE, UNA VOCE CHE RIPETE CIÒ CHE IL MAESTRO GLI DICE.

MA SARANNO, PER LA POVERA UMANITÀ, UN PESO DI SCANDALO, UN PESO DI MORTE, UN PARASSITA, UNA PUTREFAZIONE...


ORRORE! I GIUDA PIÙ GRANDI DEL FUTURO IO LI AVRÒ ANCORA E SEMPRE NEI MIEI SACERDOTI!

AMICI, IO SONO NELLA GLORIA E PURE IO PIANGO.

HO PIETÀ DI QUESTE TURBE INFINITE, GREGGI SENZA PASTORI CON TROPPO RARI PASTORI.

UNA PIETÀ INFINITA!

EBBENE, IO LO GIURO PER LA MIA DIVINITÀ, IO DARÒ LORO IL PANE, L'ACQUA, LA LUCE, LA VOCE CHE GLI ELETTI A QUEST'OPERE NON VOGLIONO DARE.

RIPETERÒ NEI SECOLI IL MIRACOLO DEI PANI E DEI PESCI.


CON POCHI, SPREGEVOLI PESCIOLINI, E CON DEI TOZZI SCARSI DI PANE - ANIME UMILI E LAICHE - IO DARÒ DA MANGIARE A MOLTI, E NE SARANNO SAZIATI, E VE NE SARÀ PER I FUTURI, PERCHÉ "HO COMPASSIONE DI QUESTO POPOLO" E NON VOGLIO CHE PERISCA.

BENEDETTI COLORO CHE MERITERANNO D'ESSER TALI.


NON BENEDETTI PERCHÉ SONO TALI. MA PERCHÉ L'AVRANNO MERITATO COL LORO AMORE E SACRIFICIO!

E BENEDETTISSIMI QUEI SACERDOTI CHE SAPRANNO RIMANERE APOSTOLI: PANE, ACQUA, LUCE, VOCE, RIPOSO E MEDICINA DEI MIEI POVERI FIGLI.

DI LUCE SPECIALE SPLENDERANNO IN CIELO. IO VE LO GIURO, IO CHE SONO LA VERITÀ. (…)
Suari
Benedetta Maria Valtorta, preghi per noi, perché restiamo saldi e fedeli.
KoalaLumpur
Maranathà vieni, Signore Gesù!!