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GOG & MAGOG -17-

Album ACTU
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Aldo Maria VALLI :

A- UOMINI GIUSTI ai POSTI GIUSTI (17)

“Al crocifisso abbiamo staccato le braccia, saranno le lancette che permetteranno di segnare le ore e i minuti”.

Dice così il signor vescovo di Innsbruck, Hermann Glettler, amante dell’arte moderna, spiegando perché ha pensato di appendere Nostro Signore Crocifisso all’incontrario, usandolo alla stregua di un orologio. Un braccio segnerà le ore, l’altro i minuti.

A volte mi spiace di non aver studiato da psichiatra, perché sarebbe davvero interessante capire come certi nostri pastori possano toccare queste vette di spiritualità e inculturazione della fede.

Il vescovo Glettler, non nuovo alle innovazioni (emblematica la sua decisione di far distribuire la comunione ai ragazzini, nonostante la perplessità delle stesse giovani anime coinvolte) ha fatto ora un passo avanti. Recuperato un vecchio Crocifisso di legno, l’ha preso, gli ha staccato le braccia, l’ha appeso a testa in giù e ha detto: “Ecco il nuovo orologio”.

Orologio? Sì. “Man mano che il tempo scorre, le braccia formano le diverse costellazioni e il corpo statico del Cristo morto prende all’improvviso vita, il che rappresenta un momento di liberazione dalla croce e un superamento della stessa morte”.

Come non assegnare a sua eccellenza il titolo di uomo giusto al posto giusto in questa Chiesa sempre più in uscita?

Tanto più che, dice il signor vescovo, l’opera esprime “la capacità di movimento del corpo umano, figura tradizionale del Rinascimento”, ma contemporaneamente “riprende il tema barocco della dinamicità”.
Che peccato non possedere la stessa sensibilità del vescovo Glettler e non poter apprezzare appieno queste sue interpretazioni. Qualcosa, tuttavia, riusciamo a intuire. Per esempio, che nella Chiesa in uscita il vescovo è già molto avanti.

“Finché Dio avrà la barba, io sarò femminista” si poteva leggere fino a qualche tempo fa sulla facciata della cattedrale. Un’opera d’arte, anche questa. Realizzata da una signora e prontamente fatta propria da Glettler. Un gigante.

Bene. Trasferiamoci ora sulla bella isola di Malta, dove l’arcivescovo Charles Scicluna, uomo di punta di Bergoglio nella gestione dei casi di abusi sessuali commessi da chierici, ha recentemente inviato un sacerdote a parlare al suo posto durante un programma televisivo, e il sacerdote si è dimostrato all’altezza, perché ha spiegato che Dio “ha creato” le persone omosessuali e che le relazioni omosessuali, lungi dall’essere condannate dalla Chiesa, sono anzi viste come forme legittime di amore.

“Manderò al posto mio qualcun altro, perché è molto bravo nel rispondere alle domande che vorrete porre”, ha detto monsignor Scicluna ai produttori del programma tv. E infatti il sostituto, don Kevin Schembri, “teologo e giurista che insegna all’Università di Malta”, è stato bravissimo.

Dopo aver guardato un video nel quale due protestanti difendono con forza la loro scelta di rifiutare l’omosessualità come voluta da Dio stesso, Schembri si è detto sicuro: i due evangelici soffrono chiaramente di “omofobia” e le Sacre Scritture non condannano veramente la sodomia.

Quando poi il conduttore televisivo ha sottoposto a don Kevin i passi biblici in cui la sodomia è condannata, e anche il passo della Genesi su Dio che crea l’uomo e la donna, il prete ha replicato: “Chiunque sia gay o lesbica, è anche uomo o donna. Quindi il gay è un uomo con un orientamento sessuale gay, e la lesbica è una donna che ha un orientamento sessuale lesbico. Dio li ha creati uomo e donna. Quindi non c’è contraddizione”.

Ma come? Il Catechismo della Chiesa cattolica (n. 2357) non dice che gli atti omosessuali sono “intrinsecamente disordinati” e non ricorda che secondo le Scritture sono espressione di “grave depravazione”?

Sì, ma siamo seri. La Chiesa in uscita è più avanti. E don Kevin Schembri l’ha dimostrato da par suo.

Ottimo. Ecco dunque un altro uomo giusto al posto giusto. Tanto più che don Schembri insegna teologia, liturgia e diritto canonico all’Università di Malta, coordina i programmi dei master su famiglia e matrimonio ed è anche difensore del vincolo e promotore di giustizia presso il tribunale dell’arcidiocesi.

E chiudiamo con un bel po’ di uomini giusti e donne giuste al posto giusto. Sono tutti coloro che a Venezia hanno partecipato a una cena di gala nella chiesa di Santa Maria dei Derelitti o dell’Ospedaletto.

Nelle immagini si vedono alcune modelle (vestite, diciamo così, succintamente) a tavola, proprio davanti all’altare dedicato alle Anime Purganti.

Veniamo a sapere inoltre che finti sposi dopo la passarella nella navata hanno posato davanti alla mensa coram populo, da anni piazzata di fronte all’altare maggiore, al cui centro c’è il tabernacolo a tempietto opera di Baldassare Longhena. In più, un falso prete in camice e casula ha atteso coppie di falsi nubendi onde simulare una falsa cerimonia nuziale.

Molto bene. Un bell’esempio di inculturazione, non c’è che dire. Resta da capire perché mai il Patriarcato di Venezia, precisando che la chiesa non è sconsacrata, abbia parlato di “inaccettabile uso deliberatamente commerciale” del luogo sacro, di mancanza di rispetto e di oltraggio alla fede e alla sensibilità religiosa. Forse la Chiesa di Venezia non si è ancora ben sintonizzata sulla lunghezza d’onda di quella Chiesa in uscita che, andando ben al di là delle consuetudini e degli schemi precostituiti, utilizza i luoghi sacri con fantasia, creatività e spirito aperto. Per esempio come osterie e ristoranti.

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B- STRANO DUNQUE VERO (17)

Ben ritrovati con Strano dunque vero, la rubrica della Chiesa in uscita.

Nessuna grata è gratis

E a proposito di Chiesa in uscita, ecco subito la notizia delle monache di clausura che hanno partecipato a un corso su come amministrare beni mobili e immobili.

Sì, avete letto bene. La Congregazione per gli istituti di vita consacrata ha organizzato per le reverende sorelle claustrali un vero e proprio simposio al fine – leggiamo in un comunicato – di spiegare loro come funziona l’economia. E l’iniziativa pare abbia avuto un certo successo visto che circa trecento monache di clausura hanno lasciato i loro monasteri per parteciparvi

Come dite? Che se sono claustrali dovrebbero star dentro, a pregare, e non andare in giro per simposi, tanto più se dedicati a temi profani?

Non so che dire. Pare comunque che il nuovo indirizzo sia questo: vivere la vita di contemplazione e preghiera in modo diverso, più dinamico e aperto. Da Chiesa in uscita, appunto.

E di uscite, ma anche di entrate, si è parlato parecchio durante il simposio, con vere e proprie lezioni su “come gestire il patrimonio” e sul no profit.

Non è stupendo? D’altra parte i nuovi orientamenti raccomandano alle claustrali di seguire spesso e volentieri corsi di aggiornamento. E poco importa che per parteciparvi le claustrali debbano esclaustrarsi. La Chiesa in uscita ha le sue inderogabili esigenze.

João meravigliao

Restiamo più o meno in tema per occuparci del cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata, il quale tempo fa, parlando delle suore che lasciano i conventi, ha detto che alcune “hanno finito per prostituirsi”.

Come potete immaginare, la notizia ha suscitato un certo interesse. Ma non è vera. Così come non è del tutto corretta neanche l’altra notizia data da Braz de Aviz, e cioè che papa Francesco avrebbe ordinato la costruzione di una casa per ex suore.

La realtà è che si tratta di due case che fanno parte di un progetto più ampio, per tutte le donne in difficoltà. Tra loro anche cinque ex suore (da Nigeria, Senegal, India e Filippine) che hanno abbandonato il cammino religioso, ma nessuna è mai finita sulla strada per prostituirsi.

Ma come ha fatto Braz de Aviz a equivocare così pesantemente? Mistero. Di certo è legittimo chiedersi quanto l’illustrissimo prefetto sia sul pezzo.

Cose da Marto

Voltiamo pagina. Lasciamo il mirabolante mondo dei religiosi e trasferiamoci a Fatima, dove il vescovo locale, il cardinale Antonio Dos Santos Marto ha annunciato ufficialmente che due coppie divorziate e “risposate” e una donna divorziata e “risposata” sono state autorizzate a ricevere la Santa Comunione “come qualsiasi cattolico”.

Dunque, dopo Argentina, Germania, Malta ed Emilia-Romagna, ora anche la diocesi di Leiria-Fatima ha fatto proprio l’insegnamento di Amoris laetitia: ammettere alla Comunione, in seguito a un “percorso di discernimento”, coppie di cattolici divorziati e risposati anche se i precedenti matrimoni religiosi non sono stati dichiarati nulli.

La prima coppia ad aver ottenuto il permesso con l’approvazione del cardinale Antonio Marto è formata da una ex catechista (nonché ministro straordinario della Comunione) e da un uomo divorziato, sposati civilmente da dieci anni, mentre altre tre coppie stanno seguendo l’apposito “percorso di discernimento” che consentirà loro di ricevere i sacramenti dopo aver dimostrato che “hanno un rapporto di buona fede con Dio”.

Sorondo a tutto tondo

La decisione del cardinale Marto è stata resa nota negli stessi giorni in cui la stampa ha raccontato come il nuovo presidente dell’Argentina, Alberto Fernández, durante una Messa nella cripta della tomba di San Pietro, sotto la basilica vaticana, prima di essere ricevuto da Francesco abbia ricevuto la Comunione insieme alla sua seconda compagna ufficiale, Fabiola Yañez, e tutto ciò sebbene il signor presidente sia divorziato e attivamente impegnato a favore della legalizzazione dell’aborto nel suo paese.

Ma come giustificare la scelta della Comunione a Fernández?

Un’autorevole risposta è arrivata dall’arcivescovo Marcelo Sánchez Sorondo, anche lui argentino, il quale, a colloquio con la giornalista Diane Montagna di LifeSiteNews , ha detto che san Paolo è molto chiaro “Il mio unico giudice è la mia coscienza”. Al che Diane Montagna ha replicato: “No, non l’ha detto. Ha detto che il Signore è il mio giudice (cfr. 1 Cor 4, 4)”. E Sánchez Sorondo: “Il Signore è il mio giudice, ma il Signore è nella mia coscienza”. Il confronto è andato avanti così per un po’, e alla fine l’arcivescovo, essendo un rappresentante della Chiesa dell’ascolto, ha dichiarato: “Signora, non sia fanatica, cerchi di usare la ragione”.

Tutto molto strano? Certo! Dunque vero!

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>>> Le IMMAGINI dei 15 MISTERI del ROSARIO 🙏

>>> AVE MARIA (LOURDES & FATIMA) : 650 audios da scaricare 🙏

Grazia del mistero della Visitazione,
scendete nella mia anima e rendetela veramente caritatevole.
🙏

Ohhééé @AJPM Penche-toi un peu par ici, Gilbert, stp. Dis, c'est de toi qu'ils se moquent là ? 🙏 Purée !
Paix et Gilbert 🤗 je n'ai pas envie d'en rire. J'aime particulièrement cette langue. Pourquoi ne pas l'apprendre en m'amusant un peu avec eux ? 😉
🤮 🤮 🤮
Non è detto sia uno svantaggio non aver studiato da psichiatra
La battuta però nel contesto ci sta.. 😀
"A volte mi spiace di non aver studiato da psichiatra, ..." 👏 👏 😀 😀
Penso tuttavia che in certi casi, piuttosto che lo psichiatra, ci vorrebbe l'Esorcista