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Le cinque imposture pseudo-sinodali del “cammino” tedesco

José Antonio Ureta, Acies Ordinata, Monaco di Baviera (18 gennaio)

Il “percorso sinodale” intrapreso dalla Conferenza episcopale tedesca si discosta radicalmente dal tradizionale modello dei Sinodi[1] e, se non sarà fermato a tempo, porterà allo scisma. In effetti, tale “cammino sinodale” si basa su cinque imposture:

1. L’impostura teologica Essendo gli obiettivi di un regolare sinodo diocesano puramente pastorali e disciplinari, le questioni di fede e le questioni disciplinari che oltrepassano il livello diocesano, stanno al di fuori delle sue competenze[2]. I quattro forum creati per preparare l’evento tedesco (il potere nella Chiesa; il celibato sacerdotale; la morale sessuale e l’accesso delle donne ai ministeri) affrontano esplicitamente temi rientranti nelle due tipologie di domande proibite.Inoltre, le proposizioni avanzate in questi quattro ambiti sono, per la maggior parte, eretiche, e lo è anche il pretesto addotto, ovvero ascoltare ciò che lo Spirito dice alla Chiesa attraverso la comunità, poiché suggerisce che la Rivelazione divina è espressa e si evolve attraverso le vicissitudini umane.

2. L’impostura ecclesiologica I vescovi hanno ricevuto con l’ordinazione e la nomina il potere di santificare, insegnare e governare. Come maestri, devono essere non solo testimoni ma anche giudici della verità rivelata, una funzione che non possono delegare a nessuno quando insorgono controversie. Come pastori, possiedono un potere ordinario, proprio e immediato sul loro gregge, compreso il potere legislativo, che devono esercitare in modo personale ed esclusivo senza essere tenuti a “legiferare insieme ad altre persone, organismi o assemblee diocesane”[3]. Il ruolo dei membri del sinodo è quindi meramente “consultivo”[4] e tanto più se questi membri sono semplici laici.

Contrariamente a tale carattere gerarchico della Chiesa, il “cammino sinodale” tedesco mette su un piano di parità la Conferenza episcopale della Germania con il Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK), il quale diviene così corresponsabile nello sviluppo e nel risultato del processo sinodale. La natura democratica dell’evento è accentuata dal fatto che:

• l’assemblea sinodale, l’organo supremo che prenderà tutte le decisioni, sarà composta, ad oggi, da una maggioranza di 122 laici (che include la maggioranza di 70 donne) rispetto a soli 105 chierici (di cui 69 vescovi, 32 sacerdoti e 4 diaconi);• la presidenza sinodale sarà co-gestita equamente dai presidenti e dai vicepresidenti della Conferenza episcopale e dal Comitato centrale dei laici;• i forum preparatori saranno composti da 20 membri nominati equamente da ciascuno di questi due organismi. Insomma, la “sinodalità” è solo un’etichetta fraudolenta per ottenere una democratizzazione radicale della Chiesa.

3. L’impostura sociologica Il “cammino sinodale” tedesco presume che il Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi sia un corpo rappresentativo dei fedeli cattolici. Si scopre, però, che lo ZdK sia invece una sorta di parlamento, di cui quasi i 2/3 dei membri sono delegati di associazioni cattoliche che non rappresentano affatto il comune frequentatore della Messa domenicale, ma piuttosto ciò che viene denominato “Räte und Verbandskatholizismus”, e cioè una sorta di nomenklatura composta da apparatchik di organizzazioni attivistiche di orientamento progressista[5].

4. L’impostura metodologica Il “cammino sinodale” si avvale del pretesto del rapporto MHG[6] sugli abusi sessuali compiuti da religiosi cattolici in Germania. Contrariamente all’evidenza e ad altri studi che indicano nel lassismo morale e nel crollo della teologia morale i principali colpevoli[7], questo rapporto accusa invece la struttura di potere della Chiesa, il carattere sacro del ministero sacerdotale, la morale sessuale cattolica e in particolare la sua condanna dell’omosessualità. In altre parole, sin dall’inizio, il “cammino sinodale” considera premesse indiscutibili le stesse conclusioni che intende trarre.

5. L’impostura umana Da cinquant’anni, la corrente predominante della Conferenza episcopale tedesca cerca d’infiltrare nella Chiesa cattolica le eresie promosse dai leader della teologia neo-modernista tedesca. Invece di assumersi la responsabilità di queste eresie con piena trasparenza, i vescovi tedeschi si nascondono dietro i laici e, col pretesto della “sinodalità”, vogliono che siano i laici ad assumersi la piena responsabilità della rottura con la verità di Cristo operata dalla nuova chiesa scismatica che stanno costruendo sulle orme di Lutero. Ma il cardinale Marx e i suoi compari si sbagliano completamente: anche se papa Francesco approvasse le raccomandazioni del “cammino sinodale” tedesco, gli elementi viventi e dinamici della Chiesa cattolica in Germania, così come tutti i veri cattolici del mondo, non saranno ingannati dalle loro mosse e riusciranno a rimanere fedeli a Nostro Signore Gesù Cristo e alla Sua Chiesa. In effetti, la Chiesa appartiene a Cristo e non al suo vicario. La vera sinodalità si raggiunge nella Chiesa quando i pastori ed i fedeli “camminano insieme” seguendo il Buon Pastore, guidati dai Suoi insegnamenti, e non distorcendoli per seguire i venti capricciosi dello Zeitgeist.