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Visitare i carcerati

P.Elia
Visitare i carcerati Inizio Anno Pastorale 2019-2020 dell’Arcidiocesi di Napoli Cari fratelli e sorelle, il 13 settembre ho avuto la grazia di partecipare alla solenne celebrazione della Santa Messa …More
Visitare i carcerati Inizio Anno Pastorale 2019-2020 dell’Arcidiocesi di Napoli Cari fratelli e sorelle, il 13 settembre ho avuto la grazia di partecipare alla solenne celebrazione della Santa Messa celebrata nel Duomo di Napoli, e presieduta dal Cardinale Crescenzio Sepe, in occasione dell’inizio dell’anno pastorale dell’Arcidiocesi di Napoli, che ha visto riunite tutte le compagini della Chiesa Napoletana. La missione dell’Arcidiocesi in questo anno pastorale 2019-2020 è approfondire, e soprattutto, praticare la sesta opera di misericordia corporale: visitare il carcerati. Il cardinale ha consegnato a tutti la sua bellissima lettera pastorale nella quale indica l’essenza dell’ opera di misericordia e da delle indicazioni concrete su come viverla e aiutare così in nostri fratelli e sorelle detenuti. Inoltre, il 14 Settembre celebriamo la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce che ci ricorda il “Prezzo”, per così dire, che Gesù ha dovuto pagare per liberarci dalla nostra “vuota condotta” ereditata dai nostri padri e infine nel Vangelo nei Domenica, 15 Settembre, Gesù ci racconta la parabola del figliol prodigo. La luce proiettata da questi tre “eventi” ci aiuta a capire quale dovrebbe essere, nella mente di Dio, la “Pena”, la Croce, che tutti, non solo i nostri fratelli e sorelle detenuti, dobbiamo in qualche modo “portare” per liberarci dalla prigione del male nella quale ci siamo rinchiusi da soli per il peccato per “guadagnare” la libertà di figli di Dio, cittadini pienamente reinseriti nella società e fratelli dell’umanità intera. Infatti, La pena è quel faticoso, doloroso, ininterrotto, finché siamo sulla terra, cammino di conversione che è certamente opera della grazia di Dio meritataci dai meriti della vita, passione, morte e risurrezione di Gesù, ma che richiede la nostra attiva collaborazione per trasformare il nostro modo di pensare, di sentire, di agire, che ci permette di amare Dio, i fratelli e il creato con l’Amore stesso di Dio. Purtroppo, per quanto riguarda i nostri fratelli e sorelle detenuti, “l’Istituzione carcere”, così come è fatto, non solo non aiuta questo cammino di conversione, di riabilitazione, ma “rinchiude” ancora di più questi nostri fratelli e sorelle nella spirale del male. Preghiamo Fratelli e sorelle perché le autorità civili competenti, illuminate dalla sapienza di Dio, capiscano che la vera sicurezza della società non si ottiene vendicandosi del male compiuto dai nostri fratelli e sorelle detenuti, ma nell’accompagnarli nel doloroso, faticoso e ininterrotto cammino di conversione e riabilitazione….