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Cardinale ANGELO COMASTRI San Giovanni Paolo II il Papa che ha cambiato la storia famiglia, misericordia e un ricordo personale - Wadowice, 18 maggio 1920Città del Vaticano, 2 aprile More
Cardinale ANGELO COMASTRI
San Giovanni Paolo II
il Papa che ha cambiato la storia

famiglia, misericordia e un ricordo personale - Wadowice, 18 maggio 1920Città del Vaticano, 2 aprile 2005

Fu eletto Papa il 16 ottobre 1978

I nostri occhi, umidi di pianto, osservavano attoniti - lo ricordate? - osservavano l’Evangeliario posto sulla semplice bara di rovere, collocata al centro del sagrato. Un vento improvviso, tra lo stupore di tutti, cominciò a sfogliare le pagine del libro. Tutti in quel momento ci chiedevamo: “Chi era Giovanni Paolo II? Perché l’abbiamo così tanto amato?”. Ebbene, la mano invisibile che sfogliava l’Evangeliario sembrava dire: “La risposta è nel Vangelo! La vita di Giovanni Paolo II è stata una continua obbedienza al Vangelo di Gesù: per questo - ci diceva il vento! - per questo lo avete amato! Avete riconosciuto nella sua vita il Vangelo di sempre: il Vangelo che ha dato luce e speranza a generazioni e generazioni di cristiani!”

Mi avvicino e chiedo: “Scusi, cosa desidera?”. “Mi faccia – mi risponde – mi faccia baciare i piedi del Papa”. “Ma non è possibile. Assolutamente. Qui se apriamo la transenna, c’è un fiume di gente che scavalca!”. “No, mi faccia baciare i piedi del Papa. Me lo permetta. Me lo permetta, perché io avevo perso la fede. L’ho ritrovata guardando la fede di quell’uomo”. Chiamai il gendarme, aprimmo la transenna. Quell’uomo lo vedo ancora, si avvicina al Papa, bacia i piedi, lo vedo in ginocchio con le spalle che sussultano per l’emozione. Si alza, mi dice: “Grazie”. Non so chi sia. La notte successiva, ero ancora in Basilica. Ad un certo punto si presenta la stessa scena della sera precedente. Questa volta era un giovane. Mi fa cenno. Mi avvicino e gli dico: “Cosa desideri?”. “Guardi – mi risponde il giovane – mi permetta di baciare la mano di Giovanni Paolo II”. “Vediamo un po’” risposi. Chiamai il gendarme. Si avvicinò e io chiesi al giovane. “Ma perché vuoi toccare il braccio di Giovanni Paolo II”. Il giovane mi mostrò il braccio, mi fece vedere tutti i tatuaggi e anche i segni di uso di droghe e mi disse: “Padre, io ho 26 anni ma sono vecchio. Lui era giovane! M’ha richiamato alla vita!”.

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