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Tempi di Maria
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La Madonna del Buon Consiglio (26 aprile) e la prodigiosa traslazione dell'icona miracolosa

Introduzione

La storia del Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano presenta la commovente premura materna della Vergine Maria che preoccupandosi dei suoi figli e del loro bene spirituale non trascura di ascoltare le suppliche delle anime a lei devote, anzi dimostra una delicatezza ed attenzione commoventi verso la storia privata di ciascuna di queste come vedremo tra poco parlando della storia del santuario.

Storia del Santuario

Comincio con qualche rapido cenno storico.

A Genazzano, nel luogo dove oggi sorge il Santuario della Madre del Buon Consiglio, esisteva già un’antica chiesa del sec. X. Nel 1356 Pietro IV di Giordano Colonna affidò la parrocchia ai religiosi eremitani di Sant'Agostino i quali avevano fin dal 1278 il monastero di San Francesco fuori le mura del paese che, abbandonato, crollerà nel XVI secolo.

Nella seconda metà del 1400, una vedova e terziaria agostiniana di nome Petruccia, mise a disposizione tutti i suoi beni per ingrandire e restaurare la vecchia chiesa ormai in rovina.

Nonostante la generosità della pia donna il denaro per portare a compimento il restauro si rivelò insufficiente; i lavori furono sospesi e la santa vedova dovette subire anche l’ironia e gli scherni della popolazione che con sarcasmo derideva il suo insuccesso. Nonostante tutto la fede di Petruccia si mostrava forte ed incrollabile: infatti affermava: “Figlioli miei, non vi preoccupate, perché prima che io muoia (ed era già molto vecchia) la Beata Vergine e S. Agostino porteranno a termine questa chiesa”.

E così avvenne: non vi è pena o sofferenza che non prepari ad un maggiore e più splendido trionfo e la Madre Dolcissima volle premiare la virtù e la devozione della sua umile figlia con uno splendido miracolo…

L’apparizione

Non passò un anno dalla predizione perché nel 1467, il 25 di aprile, festa di S. Marco, all’ora del vespro, un’immagine della beata Vergine "divinamente" apparve in una parete della chiesa. Grande fu la commozione della popolazione non solo per il prodigioso evento, ma per i tanti miracoli e grazie con i quali la Beata Vergine volle manifestarsi attraverso la sua bellissima Immagine. Il ripetersi di questi fatti suggerì al notaio del paese di trascriverli in un apposito registro (Codice del Miracoli).

Secondo la leggenda, l'icona Sacra proveniva da una chiesa di Scutari, in Albania. Fu portata via dalle mani degli Angeli prima che fosse distrutta dall'invasione dei Turchi. Ancora oggi questa tradizione, che si tramanda di generazione in generazione, è vivissima presso gli albanesi che, venendo pellegrini al Santuario, invocano Maria con l’antico titolo di "Signora d’Albania".

A questo proposito non possiamo omettere due brevi riflessioni:

a. La prima è legata al valore delle tradizioni che si mostrano molto spesso una fonte valida anche dal punto di vista storico; viene spontaneo l’accostamento alla Santa Casa di Loreto che secondo la Translatio miraculosa composta verso il 1472 da Pietro Giorgio di Tolomei -detto il “Teramano” - fu trasportata miracolosamente dagli Angeli a Loreto[1].

b. La seconda vorrebbe sottolineare il fatto che la Madonna, quale Madre Purissima e Santissima f u g g e dalle persone e dai luoghi dove si consumano empietà e irreligione mentre solo i cuori puri e fedeli possono essere resi degni di accostarsi a Lei: come infatti l’immagine miracolosa della Madonna “fuggì” dalla chiesa albanese a causa dell’invasione dei musulmani così anche la santa Casa “fuggì”da Nazareth perché minacciata dagli oltraggi dei medesimi.[2]

L’icona

Per concludere, solo qualche breve parola che metta in risalto il significato e la simbologia dell’ immagine miracolosa.

Si tratta di uno splendido affresco definito da alcuni esperti “opera di pura arte romana del sec. XIII” e da altri “opera tardo gotica bizantina con influssi della scuola veneta”. Indubbiamente una raffigurazione con un profondo ed evidente senso religioso e sacro, espresso tanto nel vigore del volto del Bambino quanto nella dolcezza dei lineamenti della Madre.

La differenza dell’espressione dei volti non è casuale ma oltre a manifestare plasticamente la sensibilità della devozione popolare, contiene in sé anche forti significati teologici; in particolare l’immagine si sviluppa su un tema: l'intenso abbraccio del Figlio alla Madre, ove appare con chiarezza che la fonte di energia è nel Dio incarnato, dal quale la Madre attinge forza e luce: Ella infatti è la Tutta Santa, la nostra Dolce Corredentrice, gloriosa Signora che regna in Cielo non per virtù propria ma per la benevolenza di Quel Dio che l’ha eletta ad essere protagonista col Figlio della storia della salvezza e della redenzione e del genere umano.

Sia anche per noi ancora di salvezza e rifugio sicurissimo nelle tempeste che si scagliano violente sulla barchetta della nostra anima. Sia la guida infallibile verso il porto dell’eterna gioia e beatitudine celeste. Così sia.

Note:

[1] Prima fu trasportata a Tersatto, vicino a Fiume in Croazia, poi sul territorio di Recanati in tre siti diversi: nella foresta di un certa Loreta; sulla collina di due fratelli che litigarono per dividersi le offerte raccolte; infine nel bel mezzo di una via pubblica dove attualmente si trova.
[2] Cf LAURENTIN R., SBALCHIERO P., Dizionario delle Apparizioni della Vergine Maria, Edizioni ART, Roma 2010.

Fra Pietro Pio Maria, di Tempi di Maria

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Nelle remote terre dell'Albania, oltre il Mare Adriatico, si trova la piccola città di Scutari. Edificata su una collina scoscesa e con ai suoi piedi i fiumi Crina e Bojana, già nel XIII secolo la cittadina conteneva nei suoi domini un tesoro prezioso: la bell'immagine di "Santa Maria di Scutari". Il Santuario che la custodiva si era trasformato nel centro di pellegrinaggio più frequentato del paese ed era per gli albanesi un importante punto di riferimento in materia di grazie e conforto spirituale.

Si tratta di un dipinto su di un sottile strato di intonaco, che misura 31 cm di larghezza e 42,5 cm di altezza. Questo affresco sacro è avvolto nella penombra del mistero e del miracolo: si ignora quando e da chi fu dipinto.

Intimità e unione dell'anima

Ci soffermiamo un po' a contemplare questo meraviglioso dipinto.

Esso rappresenta la Santissima Vergine, dall'incomparabile affetto materno, che tiene tra le braccia Gesù Bambino, entrambi incoronati da un semplice arcobaleno. I colori sono soavi, sottili le linee dei volti ammirevoli.

Il Bambino Gesù trasmette il candore di un bambino e la saggezza di chi analizza tutta l'opera della creazione ed è il Signore del passato, del presente e del futuro. Con indicibile tenerezza, il Divino Infante preme leggermente il suo viso contro quello della Madre. Vi è tra di loro un'attraente intimità e l'unione di anime è chiaramente vista riflessa nello scambio di sguardi. Nostra Signora, in un altissimo atto di adorazione, sembra che stia cercando di indovinare ciò che accade dentro al proprio Figlio. Allo stesso tempo, Ella considera il fedele afflitto inginocchiato ai suoi piedi e, in qualche modo, lo rende partecipe del celestiale convivio che contempliamo in questo quadro. Non sarà necessario dire, basta che il devoto si avvicini a Lei, per sentire l'opera dell'azione balsamica nella propria anima.

Scanderbeg, uomo Provvidenziale

Nella metà del XIV secolo, l'Albania viveva un periodo costellato da diversi problemi. Dopo essere stata disputata dai popoli vicini, fu invasa dal potente impero turco.
Essendo sprovvista di una struttura militare capace di resistere al potente avversario, il popolo afflitto pregava, confidando nell'ausilio dei cieli. L'effetto di queste preghiere non si fece attendere: in quest'emergenza apparve un uomo di Dio, di nobile lignaggio e devotissimo di Nostra Signora, deciso a lottare in favore della Patrona e della libertà del suo paese. Il suo nome è Giorgio Castriota, chiamato in albanese Scanderbeg.

A costo di immensi sforzi bellici, egli riuscì a mantenere l'unità e la fede del suo popolo. Le cronache dell'epoca esaltano le sue gesta e quelle dei valorosi albanesi che, spinti dal suo ardore, lottavano al suo fianco.

Negli gli intervalli tra i combattimenti, essi si inginocchiavano supplicanti ai piedi di "Santa Maria di Scutari", e da li uscivano rafforzati; grazie a ciò ottenevano portentose e decisive vittorie contro il nemico della Fede. Già allora splendeva una caratteristica di Colei che futuramente sarebbe stata conosciuta in tutto il mondo come la Madre del Buon Consiglio: quella di fortificare tutti coloro che nel combattere in un buon combattimento, Le si avvicinano alla ricerca di animo e coraggio.
Tuttavia...dopo 23 anni di lotte, Scanderbeg lasciò la vita terrena. La mancanza di questo pietoso leader fu irreparabile.

Tutti nutrivano il presentimento di una prossima sconfitta. Il popolo si trovava nella tragica alternativa di abbandonare la patria oppure di sottomettersi alla schiavitù dei turchi.

Avvolta in luminosa nuvola

In questa situazione dubbiosa, la Vergine dell'affresco compare in sogno a due dei valorosi soldati di Scanderbeg, chiamati Georgis e De Sclavis, ordinando loro di seguirLa in un lungo viaggio. Ella inspirava loro una grande fiducia, e stare inginocchiati ai suoi piedi era per loro un motivo di grande consolazione.

Una certa mattina, mentre erano entrambi in fervorosa preghiera, videro il più grande miracolo della loro vita.

Il meraviglioso affresco si stacca dal muro e, condotto da angeli, avvolto in una candida e luminosa nuvola, si ritira soavemente dalla stanza. Possiamo bene immaginare la reazione dei bravi uomini!

Attoniti, accompagnano Nostra Signora che avanza sú per i cieli di Scutari. Quando si rendono conto, sono ai margini del Mare Adriatico. Avevano percorso trenta chilometri senza stancarsi! Sempre avvolta in una candida nuvola, la miracolosa immagine avanza dentro il mare.

Perplessi, Georgis e De Sclavis non vogliono lasciarla per nessun motivo. Verificano, allora, stupefatti e euforici, che sotto i loro piedi le acque si trasformano in solidi diamanti, tornando allo stato liquido dopo il loro passaggio. Che miracolo! Come San Pietro sul lago di Gennesaret, questi due uomini camminano sul Mare Adriatico, guidati dalla propria "Stella del Mare".

Senza saper dire per quanto tempo camminarono, né quanti chilometri abbiano lasciato alle spalle, i bravi devoti vedono nuove spiagge. Si trovano adesso sulla Penisola Italica! Ma allora....dov'è Santa Maria di Scutari? Guardano da un lato...guardano dall'altro. Sentono parlare un'altra lingua, sentono un ambiente diverso dalla loro Albania...

Ma già non vedono la Signora della nuvola luminosa. Ella era sparita....Che sofferenza! Cominciano quindi, una ricerca instancabile. Dove sarà Ella?

Petruccia, una donna di Fede

In questa stessa epoca, nella piccola città di Genazzano, non lontano da Roma, viveva una pietosa vedova chiamata Petruccia di Nocera, già ottantenne.

Signora di grande rettitudine e solida vita interiore, degna terziaria dell'ordine agostiniano, la sua eredità le bastava appena per vivere modestamente.

Petruccia era molto devota della Madre del Buon Consiglio, venerata in una vecchia chiesa di Genazzano. Questa pietosa signora ricevette dallo Spirito Santo la seguente rivelazione: "Maria Santissima, nella sua immagine di Scutari, desidera uscire dall'Albania". Molto sorpresa da questa comunicazione soprannaturale, Petruccia si spaventò ancor più nel ricevere dalla stessa Vergine Santissima l'ordine espresso di edificare il tempio che avrebbe dovuto accogliere il suo affresco, così come la promessa di essere soccorsa in tempo opportuno.

Petruccia iniziò allora la ricostruzione della piccola chiesa. Impiegò tutte le sue risorse...le quali finirono quando le pareti avevano soltanto un metro di altezza. Ed ella diventò oggetto di scherno e di sarcasmi da parte degli scettici abitanti della piccola città, che la chiamavano pazza, visionaria, imprudente, antiquata. Affrontò fiduciosa questa difficoltà, così come Noè, di cui tutti si burlarono mentre costui costruiva l'arca.

"Un miracolo! Un miracolo!"

Era il 25 aprile 1467, festa di San Marco, patrono di Genazzano.

Alle due del pomeriggio, Petruccia si incammina verso la chiesa, passando per il movimentato mercato in cui i venditori offrivano dai tessuti portati da Genova e Venezia fino ad un elisir dell'eterna gioventù, oppure un "potentissimo" liquore contro qualsiasi tipo di febbre.

In mezzo a questo tumulto, il popolo ascolta una melodia di rara bellezza, proveniente dal cielo. Si fa silenzio e tutti notano che quella musica proveniva da una nuvoletta bianca, così luminosa che offuscava i raggi dello stesso sole. Essa scende gradualmente e si dirige verso la parete incompiuta di una cappella laterale. La folla vi accorre stupefatta, riempie la piccola stanza e vede la nuvola disfarsi.
Eccolo lì - sospeso in aria, senza nessun supporto visibile - il sacro affresco, la Signora del Buon Consiglio! "Un miracolo! Un miracolo! - gridano tutti. Che gioia per Petruccia, quanto conforto per Georgis e De Sclavis quando poterono arrivarvi!... Era così confermato il superiore disegno della costruzione iniziata. Ebbe inizio, quindi, a Genazzano, un lungo e ininterrotto susseguirsi di miracoli e di grazie che Nostra Signora concedette in quel luogo.

Il Papa Paolo II, appena seppe di ciò che era accaduto, vi inviò due prelati di fiducia per verificare cosa fosse avvenuto.

Essi constatarono la veridicità di ciò che si diceva e testimoniarono, quotidianamente, innumerevoli guarigioni, conversioni e prodigi realizzati dalla Madre del Buon Consiglio. Nei primi 110 giorni dopo l'arrivo di Nostra Signora furono registrati 161 miracoli.

Consiglio, correzione, orientamento: grandi favori

Tra i suoi grandi devoti spiccarono i Papi San Pio V, Leone XIII - che incluse l'invocazione Madre del Buon Consiglio nella Litania Lauretana - San Pio X, Paolo VI e Giovanni Paolo II e numerosi santi come San Paolo della Croce, San Giovanni Bosco, Sant'Alfonso de Liguori, Beato Orione. Nello stesso Santuario di Genazzano, si può venerare il corpo incorrotto del Beato Stefano Bellesini, uno dei suoi parroci, grande propagatore della devozione alla Madre del Buon Consiglio.

Anche gli Araldi del Vangelo sono tra i suoi devoti. Hanno molto per cui ringraziarLa, per favori e grazie più importanti della cura di malattie corporali.

I più grandi miracoli Ella li compie nell'anima di ciascuno, consigliando, correggendo, orientando.

Chi potrà venerare il miracoloso dipinto della Madre del Buon Consiglio a Genazzano, comproverà personalmente il fiume di grazie che emana da quella celestiale fisionomia e capirà perché chi vi è stato una volta, sogna di tornare un giorno a quel sublime convivio.

L'affresco di Nostra Signora del Buon Consiglio di Genazzano

Nella chiesa della Madonna del Buon Consiglio, nella piccola e bella città di Genazzano, si trova un affresco che ha più di sette secoli di esistenza. Fino ad oggi si ignora dove e da chi sia stato dipinto. Sarà stato un angelo il suo autore? Sarà venuto dal Paradiso? Sono domande osate. Si capisce che queste domande sorgano durante i secoli, quando si conosce la storia degli effetti prodotti da questa pietosissima immagine.

L'affresco crea l'impressione di essere stato dipinto da pochi giorni, anche se osservato da vicino. Tuttavia, si trova da 535 anni accanto alla parete di una cappella laterale della chiesa. Ancora di più: secondo quanto attestano i documenti, si mantiene sospeso in aria durante tutto questo tempo! È stato spostato da Scutari, in Albania, fino a Genazzano grazie ad un'azione angelica.

Così descrive questi avvenimenti soprannaturali uno dei più grandi esperti in materia:
"Portata da mani angeliche, si trovò (l'immagine") sospesa lì nella rustica parete della nuova chiesa, e con tre nuovi singolarissimi prodigi allora avvenuti. (...) Il celeste dipinto era sospeso per virtù divina a un dito dal muro, sospeso senza fissarsi su di esso; e questo è un miracolo, tanto più stupendo se consideriamo che la riferita immagine è dipinta con colori vivi su di uno strato sottile di intonaco -con il quale si è staccato dalla chiesa di Scutari, in Albania- così come per il fatto, comprovato tramite l'esperienza e le osservazioni fatte, che nel toccare la Santa Immagine, essa cede" (Fra Angelo Maria De Orgio, Istoriche de Maria Santissima del Buon Consiglio, nela Chiesa de'Padri Agostoniani di Genazzano, 1748, Roma, p. 20).

Nel XIX secolo, un rinomato studioso di questo celestiale fenomeno ha osservato:
"Tutte queste meraviglie (della Santa Immagine) si riassumono, infine, nel prodigio continuo che consiste nel ritrovare oggi quest'immagine nello stesso posto e allo stesso modo in cui fu lasciata dalla nuvola nel giorno della sua apparizione, alla presenza di tutto un popolo che ebbe allora la felicità di vederla per la prima volta. Essa si è posata ad una piccola altezza da terra, ad una distanza di circa un dito dalla parete nuova e rustica della cappella di San Biagio, e lì rimase, sospesa senza alcun supporto" . (Raffaele Buonanno, Memorie Storiche della Immagine de Maria, SS. Del Buon Consiglio Che si venera in Genezzano, Tipografia dell'Immacolata, Napoli, 20 ed., 1880, p. 44).

Alla festa del Battesimo di Sant'Agostino e di San Marco, patrono di Genazzano, il 25 aprile 1467, intorno alle quattro del pomeriggio, una celestiale melodia inizia a farsi sentire nei più diversi angoli della città. Un grande numero di persone, riunite nella piazza del mercato, cominciano a chiedersi meravigliate da dove vengano i sublimi e affascinanti accordi. Ecco che una divina sorpresa si rivela davanti agli occhi di tutti: in mezzo a raggi di luce, una piccola nuvola bianca scende fino ad una parete della già citata chiesa, le cui campane cominciano a suonare fortemente e da sole. Prodigio ancora piú grande: all'unisono, tutte le campane della città suonano con energia.

La notizia di un così straordinario avvenimento si sparse per tutta l'Italia come una saetta. Due giorni più tardi ebbe inizio una vera valanga di miracoli: un posseduto si liberò dai demoni, un paralitico cammino con naturalità, una cieca recuperò la visione, un giovane lavoratore morto da poco risuscitò... Nei primi centodieci giorni, Maria del Buon Consiglio distribuì centosessantuno miracoli ai suoi fedeli devoti. Pellegrini di tutto il paese si spostarono per ricevere i benefici dalla Madre di Dio.Nel disfarsi lentamente dei raggi di luce e della nuvola, il bellissimo affresco che fino ad oggi si trova in quel posto può essere contemplato dal popolo, e da quel giorno non ha smesso di versare copiose e sensibili grazie, facendo giustizia alla preziosa invocazione di Madre del Buon Consiglio.

Davanti al santo affresco, una scena si ripete costantemente: Ella esaudisce in qualche modo tutte le richieste che Le sono rivolte. Nei dubbi, nelle perplessità o persino nelle provazioni, dopo un certo tempo di preghiera - maggiore o minore, dipendendo da ciascun caso - Maria Santissima fa sentire nel fondo dell'anima in difficoltà, il suo sapiente e materno consiglio, accompagnato da cambiamenti di fisionomia e di colorazione del dipinto. È indescrivibile, questo specialissimo fenomeno.

È stato a Genazzano, ai piedi del santo affresco della Madre del Buon Consiglio, che sono nati gli Araldi del Vangelo. Lì Ella li inspirò, li orientò e li rese forti. Per questo motivo, ad esempio di tanti altri, gli Araldi del Vangelo La considerano come la loro patrona. Inoltre, grazie al privilegio concesso dal Santo Padre Giovanni Paolo II, lucrano nel giorno della sua festa, il 26 aprile, un'indulgenza plenaria.

Fonte:

it.arautos.org/…/14746-la-meravi…
Diodoro
@solosole E pensare che iniziai questa stranissima strada (sono il primo a riconoscerlo) rifiutandomi di oKKupare la scuola, tanti anni fa!
Già allora era presente, ed esplicitato, il concetto "I credenti saranno la punta di lancia della Rivoluzione iniziata nel '68, che finalmente completerà i validi sforzi rivoluzionari del Settecento Francese, dell'Ottocento Piemontese, del Novecento …More
@solosole E pensare che iniziai questa stranissima strada (sono il primo a riconoscerlo) rifiutandomi di oKKupare la scuola, tanti anni fa!
Già allora era presente, ed esplicitato, il concetto "I credenti saranno la punta di lancia della Rivoluzione iniziata nel '68, che finalmente completerà i validi sforzi rivoluzionari del Settecento Francese, dell'Ottocento Piemontese, del Novecento Comunista (Togliatti comunque era torinese, anche se nato occasionalmente a Genova...)". E già allora mi era chiarissimo che Cristo non aveva la stella delle BR sul berretto (che non aveva...).
Grazie!
solosole
@Diodoro Si è oKKupato negli anni ad aKKulturarsi ben bene,vivi complimenti
Diodoro
Furono devoti e alcuni pellegrinarono a Genazzano "...i Papi San Pio V, Leone XIII - che incluse l'invocazione Madre del Buon Consiglio nella Litania Lauretana - San Pio X, Paolo VI e Giovanni Paolo II e numerosi santi...". Quei Papi si videro di fronte, tutti, un Mostro enorme, apparentemente invincibile: nell'ordine, i Turchi, la Massoneria Mondiale, il Modernismo fra i preti, la voglia di …More
Furono devoti e alcuni pellegrinarono a Genazzano "...i Papi San Pio V, Leone XIII - che incluse l'invocazione Madre del Buon Consiglio nella Litania Lauretana - San Pio X, Paolo VI e Giovanni Paolo II e numerosi santi...". Quei Papi si videro di fronte, tutti, un Mostro enorme, apparentemente invincibile: nell'ordine, i Turchi, la Massoneria Mondiale, il Modernismo fra i preti, la voglia di suicidio della Chiesa, l'associazione fra Comunismo e ateismo pratico dell'Occidente.
Videro di "non poter vincere", e chiesero aiuto all'Invincibile Vergine.
Diodoro