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Persecuzione contro i fedeli cattolici

Persecuzione contro i fedeli cattolici

12 novembre 2022

Fonte: www.unavox.it


Da diversi anni, due sacerdoti della diocesi di Novara celebrano seguendo la liturgia tradizionale in due luoghi di Messa: nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria, nella frazione di Vocogno del comune di Craveggia, nella Val Vigezzo, e nella cappella dell’ospedale San Biagio di Domodossola.
I due sacerdoti hanno iniziato queste celebrazioni dopo molte controversie col vescovo di allora, Mons. Renato Corti, che li autorizzò a continuare la celebrazione esclusiva secondo i libri liturgici del 1962, e seguendo quanto stabilito dal Motu Proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI, del 7 luglio 2007.

L’apostolato di questi sacerdoti cattolici può essere seguito sul sito Radicati nelle Fede
radicatinellafede.com

L’1 novembre 2022, l’attuale vescovo di Novara, Mons. Franco Giulio Brambilla, ha emanato un “ comunicato sull’applicazione del Motu Proprio Traditionis custodes” di Papa Francesco.

Con questo comunicato, il vescovo stabilisce che a partire dalla prima Domenica di Avvento, 27 novembre 2022, “il gruppo dell’ospedale di Domodossola si unirà al gruppo della Chiesa di Vocogno, per celebrare la messa secondo il Missale Romanum (1962) nel Santuario di Re”.

E precisa “Il Vescovo concederà la facoltà di celebrare solo a quei presbiteri (art. 5 di Traditionis custodes) che riconoscano esplicitamente la validità, legittimità e fecondità del rito celebrato con il Missale Romanum, Editio Typica Tertia del 2002, e si impegnino a prendersi cura affinché i fedeli partecipino al rito celebrato secondo il Missale Romanum (1962) non con uno spirito alternativo alla forma attuale della Messa romana”.

Prima considerazione: La distanza tra Vocogno e Re è di 9 km., la distanza tra Domodossola e Re è di 25 km.
Seconda considerazione: a Vocogno non esiste un “gruppo”, ma è tutta la comunità parrocchiale ad assistere alla Messa tradizionale e a fruire dei Sacramenti secondo il Rito tradizionale. Senza contare che nel periodo estivo si uniscono ai parrocchiani molti dei fedeli che sono in vacanza; e senza contare che si recano a Vocogno e a Domodossola molti fedeli provenienti dalla provincia Verbano-Cusio-Ossola e dalle province vicine.
E questo perché tanti fedeli scelgono volutamente di seguire la liturgia tradizionale invece della liturgia moderna.
Terza considerazione: il vescovo parla volutamente e ambiguamente di “gruppo” di Vocogno per nascondere il fatto, eclatante da anni, che si tratta di migliaia di fedeli che vogliono rimanere legati alla liturgia tradizionale.
Quarta considerazione: se i sacerdoti devono riconoscere “esplicitamente la validità, legittimità e fecondità del rito celebrato con il Missale Romanum, Editio Typica Tertia del 2002”, per quale patologico motivo avrebbero deciso di seguire esclusivamente la liturgia tradizionale? Sarebbero: o dementi o in male fede.
Quinta considerazione: se i sacerdoti si devono impegnare “a prendersi cura affinché i fedeli partecipino al rito celebrato secondo il Missale Romanum (1962) non con uno spirito alternativo alla forma attuale della Messa romana”, come potrebbero giustificare il loro apostolato fondato esclusivamente sulla liturgia tradizionale? E i fedeli, come potrebbero giustificare la loro decisione di seguire esclusivamente la liturgia tradizionale? I primi sarebbero dei mistificatori e i secondi sarebbero dei capricciosi ingiustificabili.

In ogni caso, il detto comunicato manifesta un evidente disprezzo sia per i sacerdoti sia per i fedeli.

Di fronte di questa ennesima manovra per distruggere la liturgia tradizionale praticata dalla Chiesa cattolica da due millenni, invitiamo tutti nostri lettori a:

- comunicare il loro caloroso sostegno ai sacerdoti interessati (don_secci@libero.it - stefanocoggiola@libero.it);

- esprimere al vescovo, Mons. Franco Giulio Brambilla, le loro rimostranze, sia usando la posta elettronica – segreteriavescovo@diocesinovara.it - sia scrivendo al vescovo: Via Puccini, 11, 28100 Novara.

Riportiamo un esempio di lettera da inviare al vescovo (lettera in pdf):

A sua Eccellenza Reverendissima, Mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara

Via Puccini, 11, 28100 Novara.

Eccellenza Reverendissima,
Le scrivo in merito al Suo comunicato del 1 Novembre, in particolar modo riguardo la Sua decisione di eliminare le celebrazioni in rito tradizionale di Domodossola e Vocogno, pregandola di rivedere la Sua decisione.

Sono … …, ho … anni ed è dal … che tutte le Domeniche e nelle feste di precetto, faccio volentieri molti chilometri per recarmi alla Santa Messa celebrata alla cappella dell’ospedale San Biagio e, nelle celebrazioni solenni, nella chiesa di Santa Caterina a Vocogno.
Dal … ho iniziato a parteciparvi con mia moglie, e portiamo con gioia anche i nostri figli; è anche a nome loro che Le scrivo questa lettera.

Se molti fedeli, dopo tutto questo tempo, sono ancora legati a questi centri di Messa, è anche grazie al lavoro quotidiano di don Stefano Coggiola e don Alberto Secci, che mantengono viva la Fede di queste comunità con le preghiere pubbliche, gli incontri di dottrina cattolica, i sacramenti amministrati ai malati in ospedale, l’insegnamento a scuola (quando ancora ne avevano la possibilità), e, soprattutto, la Santa Messa quotidiana.

Limitando le celebrazioni alla sola Santa Messa domenicale è evidente che la Sua decisione è stata presa per distruggere tutto ciò che è stato costruito in questi anni. La ritengo infatti troppo intelligente per non capire le conseguenze di questa scelta sulle anime dei fedeli.

Io e la mia famiglia non possiamo accettare di essere allontanati dai sacerdoti che il buon Dio ha messo sui nostri passi, uomini di grande fede. Abbiamo quindi intenzione di appoggiarli nelle decisioni che prenderanno e di seguirli nelle loro scelte.

In conclusione, La supplico di fare un passo indietro, e lasciare a don Stefano e a don Alberto la cura delle anime nei luoghi dove hanno servito il Signore fino ad oggi.
Le conseguenze, se così non fosse, saranno disastrose.

Le ricordo umilmente che se anche solo un’anima si disperdesse e si allontanasse dalla Fede cattolica, Lei dovrà risponderne davanti a Nostro Signore.
Per questo prego per Lei e per la diocesi.
Giorgio Tonini
Esigere (facendo valere l’obbligo di obbedienza al Vescovo) che si possa celebrare Messa Vetus Ordo subordinandola a qualsivoglia condizione da parte di un essere umano, va 1) contro la Tradizione 2) contro la Giustizia 3) contro i celebranti 4) contro i fedeli. Io pur frequentando si può dire da sempre la Messa N.O. affermo e sfido chiunque a smentirmi che non esiste nulla di più Sacro, nulla di …More
Esigere (facendo valere l’obbligo di obbedienza al Vescovo) che si possa celebrare Messa Vetus Ordo subordinandola a qualsivoglia condizione da parte di un essere umano, va 1) contro la Tradizione 2) contro la Giustizia 3) contro i celebranti 4) contro i fedeli. Io pur frequentando si può dire da sempre la Messa N.O. affermo e sfido chiunque a smentirmi che non esiste nulla di più Sacro, nulla di più Santo, nulla di più Perfetto della Messa Tridentina. Che sarà celebrata, pertanto, finché Dio vorrà, non un uomo.
Dio è tutto
Per chi ha avuto la grazia immeritata di capire cosa è la Messa tridentina non è possibile tornare indietro, tanto più se l’alternativa è l’ultimissima, aggiornatissima e modernissima edizione italiana del novus ordo. Costi quello che costi! Se poi aggiungiamo che ci sono fondati dubbi sull’autorità che richiede obbedienza...
N.S.dellaGuardia
Abito a centinaia di km da Vocogno in Val Vigezzo, ma seguo qui si gloria le omelie di don Alberto Secci, che mi arricchiscono spiritualmente, e le sento inserite in un contesto di cattolicesimo vero e senza compromessi. Quei compromessi che tanto piacciono al traghettatori che stanno portando alla dissoluzione della Chiesa.
La mia lettera al vescovo non varrebbe quindi per territorialità, ma spero …More
Abito a centinaia di km da Vocogno in Val Vigezzo, ma seguo qui si gloria le omelie di don Alberto Secci, che mi arricchiscono spiritualmente, e le sento inserite in un contesto di cattolicesimo vero e senza compromessi. Quei compromessi che tanto piacciono al traghettatori che stanno portando alla dissoluzione della Chiesa.
La mia lettera al vescovo non varrebbe quindi per territorialità, ma spero ugualmente gli possa arrivare tutta la riprovazione e indignazione per ciò che egli sta cercando di distruggere, invano, pensando che il documento partorito da menti malate contro la Santa Messa, possa avere un qualche valore.
Stia attento, perché si sta rendendo partecipe si un vero abominio.
Ai parrocchiani ed ai sacerdoti che rischiano di subire l'ennesima ingiustizia, presentata per di più con perfido sarcasmo, tutta la vicinanza della comunione in Cristo Gesù, ed un invito a sublimare la loro resistenza fino a dove lo Spirito Santo suggerirà loro, fosse anche una Santa e doverosa disobbedienza agli uomini ingiusti, agenti del maligno.
Cioè obbedienza a Dio.
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Chi è come Dio Nessuno È come Dio
La comunione va fatta in ginocchio e sulla lingua. Solo il sacerdote può toccare con la mano la particola.
Crociato
persecuzione=Santità
Piena solidarietà a Don Alberto
E a tutti i sacerdoti legati alla tradizioneMore
persecuzione=Santità

Piena solidarietà a Don Alberto

E a tutti i sacerdoti legati alla tradizione
Sit nomen Domini benedictum shares this
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Don Andrea Mancinella
La lettera di protesta al vescovo è fin troppo educata.
Io gli avrei scritto così:
"Uela', Brambila! Che caspita stai dicendo? Celebratela tu la Messa filoprotestante di Bugnini, "legittima" come tu' nonno n'cariola.
Ma cosa credi di fare? Guarda che noi ce ne infischiamo dei tuoi diktat contro la Liturgia bimillenaria della Chiesa, e la Santa Messa di sempre ce la terremo stretta.
Mo' so' finiti …More
La lettera di protesta al vescovo è fin troppo educata.
Io gli avrei scritto così:
"Uela', Brambila! Che caspita stai dicendo? Celebratela tu la Messa filoprotestante di Bugnini, "legittima" come tu' nonno n'cariola.
Ma cosa credi di fare? Guarda che noi ce ne infischiamo dei tuoi diktat contro la Liturgia bimillenaria della Chiesa, e la Santa Messa di sempre ce la terremo stretta.
Mo' so' finiti i 'bei' tempi di Papa Paolo VI, quando tutti, abituati ancora al grande Papa Pio XII, tremavano davanti a quel filomodernista con l'abito bianco addosso. Mo' i fedeli hanno capito chi so' e se so' scocciati dei modernisti.
E pure de Lei.
Buondì. Firmato: X Y

Va bene così?
Gesù, Maria SS.ma, San Giuseppe, salvateci dai vescovi conciliari e leccafibbie!
Eremita della Diocesi di Albano