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Memoria del 09 Novembre 2019, Dedicazione della Basilica Lateranense

Irapuato
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preghiamoinsieme Dedicazione della Basilica Lateranense

Ricorrenza: 09 novembre

Tipologia: Festa

Fino dall'antichità più remota si solevano consacrare a Dio con particolare solennità i luoghi destinati al culto divino. È un fatto questo che si verifica nella storia di tutti i popoli, ma specialmente in quella del popolo d'Israele. Tutti infatti sanno quale fosse la magnificenza e la ricchezza del tempio di Gerusalemme, e con quale pompa il re Salomone lo abbia fatto consacrare a Dio.

Anche la Chiesa di Cristo ebbe fin dai suoi mai i luoghi dedicati al culto; ai tempi della predicazione apostolica, non erano che semplici stanze, ma in seguito si costruirono vere chiese.

Quando l'imperatore Costantino il Grande, dopo la vittoria riportata su Massenzio, diede piena libertà ai seguaci del Vangelo (313), questi non risparmiarono fatiche e spese per edificare al Signore templi sontuosi, e numerose furono le chiese che vennero fabbricate in quei tempi. Lo stesso imperatore ne diede l'esempio facendo costruire sul monte Celio a Roma, sul luogo dell'antico Palazzo Laterano, una magnifica basilica che fece dedicare al SS. Salvatore. In essa fu edificata una cappella dedicata a S. Giovanni Battista che serviva di battistero, donde il nome di S. Giovanni in Laterano dato dai Cristiani a quella chiesa. Il Pontefice S. Silvestro la consacrò solennemente il giorno 9 novembre e stabilì che le cerimonie da lui seguite in quella circostanza fossero quelle con cui i cattolici avrebbero dovuto in seguito consacrare i loro templi.

La basilica del SS. Salvatore, sia per la sua magnificenza, sia per essere stata in antico la residenza dei Sommi Pontefici, fu sempre considerata dai cristiani come la principale, la madre di tutte le chiese del mondo, e perciò, sola fra tutte, viene anche designata con il titolo di arcibasffica. Fin dai tempi di S. Leone Magno la officiava una collegiata di canonici regolari: oggi ai canonici regolari furono sostituiti canonici secolari col titolo di prelati.

Sebbene il Pontefice S. Silvestro avesse ordinato che gli altari nelle chiese dovessero essere di pietra, tuttavia noi troviamo in questa basilica un altare di legno. Ciò non deve far meraviglia poichè fino al tempo di S. Silvestro i cristiani solevano celebrare il Santo Sacrificio su altari portatili di legno. L'altare inoltre che fu collocato nella basilica lateranense era quello che ordinariamente era servito ai Sommi Pontefici nella celebrazione dei Divini Misteri, ed è tradizione che su quel medesimo avesse celebrato lo stesso Principe degli Apostoli. Per questo venne posto in quella chiesa e fu nel medesimo tempo ordinato che nessuno, all'infuori del Papa, potesse su di esso celebrare il Santo Sacrificio.

La basilica del SS. Salvatore, più volte distrutta durante il corso dei secoli, fu sempre ricostruita, e l'ultima sua riedificazione avvenne sotto il pontificato di Benedetto XIII, che la riconsacrò l'anno 1724. Fu in quest'occasione che venne stabilita ed estesa a tutta la cristianità la festa che oggi celebriamo.

PRATICA. Diportiamoci con sommo rispetto nella casa del Signore, ricordando le parole del Divin Maestro: « La mia casa è casa d'orazione ».

PREGHIERA. O Dio, che annualmente rinnovi il giorno della consacrazione di questo santo tempio, e per la virtù dei sacri misteri ci conservi incolumi, ascolta la preghiera del tuo popolo, e fa' che chiunque entrerà in questo tempio per domandarti favori, si rallegri nel vedere attuati i suoi desideri.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 2,13-22.
Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco.
Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi,
e ai venditor…More
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 2,13-22.
Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco.
Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi,
e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato».
I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora.
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?».
Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?».
Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Traduzione liturgica della Bibbia

Beato John Henry Newman (1801-1890)

Cardinale, fondatore di una comunità religiosa, teologo
PPS, vol 6, n° 19

Festa della dedicazione di una cattedrale, festa della Chiesa
Una cattedrale è forse il frutto di un desiderio passeggero o qualche cosa che si possa realizzare con la volontà? Certamente, le chiese che ereditiamo non sono una semplice questione di capitali, né una pura creazione del genio; sono il frutto del martirio, di gesta eroiche e di sofferenze. Le loro fondazioni sono molto profonde; poggiano sulla predicazione degli apostoli, sulla confessione di fede dei santi, e sulle prime conquiste del Vangelo nel nostro paese. Quanto c'è di tanto nobile nella loro architettura, che attrae l'occhio e va al cuore, non è puro effetto dell'immaginazione degli uomini, è dono di Dio, è opera spirituale. La croce è sempre piantata nel pericolo e nella sofferenza, bagnata di lacrime e di sangue. In nessun luogo la predicazione prende radice o porta frutto se non è accompagnata da rinuncia. I detentori del potere possono portare un decreto, favorire una religione, ma non possono piantarla, non possono che imporla. Solo la Chiesa può piantare la Chiesa. Nessun altro oltre ai santi, uomini mortificati, predicatori della rettitudine, confessori della verità, possono creare una vera casa per la verità. Per questo i templi di Dio sono anche i monumenti dei suoi santi. (...) La loro semplicità, la loro solidità, la loro grazia e la loro bellezza non fanno altro che richiamare la pazienza e la purezza, il coraggio e la mitezza, la carità e la fede di coloro che hanno adorato Dio soltanto nei monti e nei deserti; hanno faticato, ma non invano, poiché altri hanno ereditato i frutti della loro fatica (Gv 4,38). A lungo andare infatti, la loro parola ha dato frutto: si è fatta Chiesa, questa cattedrale dove la Parola vive da tanto tempo... Beati coloro che entrano in questo legame di comunione con i santi del passato e con la Chiesa universale. Beati coloro che, entrando in questa chiesa, penetrano con il cuore, in cielo.