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Francesco I
11

Una macina legata al collo ?

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Un giorno quel chierichetto gli punterà contro il dito

di Francesco Lamendola

La fredda malvagità con cui Bergoglio pronuncia le sue bestemmie e compie i suoi gesti sacrileghi, e più ancora il sorriso di autocompiacimento che ogni volta gli brilla nello sguardo da rettile dopo ciascuna delle sue immonde prodezze, attestano che non sbaglia per umana debolezza, ma per satanica perversione; che non c’è richiamo, protesta o correzione fraterna che possano farlo rientrare nel suo ruolo (peraltro usurpato e perciò illegittimo) di vicario di Cristo in terra; che sono pie illusioni quelle di quanti sperano e sognano che le ferite inferte alla Chiesa da questo osceno personaggio possano essere medicate nel corso di qualche anno, se verrà eletto un degno successore (cosa impossibile, poiché ormai il collegio cardinalizio è interamente blindato dalla massoneria ecclesiastica).

È nostra personale opinione che tanta pervicace malizia e una così subdola capacità di simulare e mentire davanti a milioni di persone, ingannando e beffando atrocemente le anime dei credenti, non possano trovare una spiegazione meramente psicologica e umana, come l’ambizione smodata, la brama di gloria e di cogliere facili allori mondani, ma debba necessariamente rimandare a una spiegazione preternaturale. In altre parole, siamo profondamente persuasi che quell’uomo è posseduto, fieramente e interamente posseduto; e non da un diavolo soltanto, ma da una legione di demoni, come avviene nei casi più gravi di possessione. Pertanto è del tutto inutile discutere o tentare di ricondurlo alla ragione: si può solo pregare per lui, ma sapendo che non sarà sufficiente, perché sarebbe necessario un esorcismo in piena regola, e forse neppure quello potrebbe liberarlo dal maligno in una volta sola, tanto a fondo si è spinta la presenza diabolica, da aver sostituito al cento per cento la sua personalità cosciente di anima battezzata e da averlo trasformato in un fantoccio pienamente controllato dalle forze del Male.

Che cosa significa, esattamente, pregare con le mani giunte? Ai nostri tempi, pregare inginocchiati e con le mani giunte era la postura che ci era stata insegnata e che esprimeva pienamente l’atteggiamento di fede e confidenza nel Signore. Oggi prevale un tutt’altro tipo di preghiera, ammesso che la si possa ancora considerare tale: quella di chi, standosene ben ritto in piedi, senza piegare le ginocchia, senza unire le mani, senza abbassare la testa, guarda anzi dritto il Mistero Eucaristico come se si trattasse della cosa più normale e quotidiana di questo mondo, e magari prende in mano l’Ostia consacrata per portarla in bocca da sé, come si farebbe con un qualsiasi boccone di pane o con le patitine fritte!

È umanamente impossibile, inimmaginabile e inconcepibile che, dopo aver detto e fatto tante azioni malvagie, un soggetto ancor padrone di se stesso non provi mai neppure un’ombra di rimorso, non manifesti il più piccolo segno di pentimento né mostri di volersi ravvedere, di voler correggere i propri errori ed eresie, e di desistere dal dare scandalo incessante alle anime. Ora, non solo nessuno ha mai visto il più piccolo indizio di ravvedimento o, meno ancora, di pentimento, nei gesti e nelle parole di questo sciagurato; ma, se possibile, si assiste quotidianamente in lui, nei suoi comportamenti, nei suoi discorsi e perfino – cosa incredibile a dirsi – nei documenti che escono dalla sua penna e che dovrebbero rappresentare il magistero ufficiale e solenne della Chiesa di Gesù Cristo - ad un impressionante crescendo di furore distruttivo, di apostasia deliberata e radicale e pieno ripudio della Verità divina per sostituirla con una “verità” tutta umana, e più precisamente massonica, che la dovrebbe sostituire quale nuova tavola della legge. Eppure, se dovessimo indicare un gesto, in particolare, che riveli fino a che punto Bergoglio è uno strumento delle forze maligne, uno fra i mille e mille di cui si è macchiato quest’essere demoniaco che va in giro vestito e addobbato da papa, con la tiara in capo e l’anello piscatorio al dito, ma senza esserlo affatto, anzi essendo il perfetto contrario e la piena antitesi di ciò che un papa deve essere, vale a dire il premuroso custode della anime nella verità di Gesù Cristo, torneremmo indietro di sette anni e ci soffermeremmo su un episodio apparentemente marginale, del quale a malapena i mass-media hanno preso atto, ovviamente quasi tutti senza coglierne, né evidenziarne, la tremenda carica di malvagità distruttiva che si celava, com’è nel suo stile, dietro un fare apparentemente gioviale e perfino scherzoso. Già erano stati colpiti a morte i Francescani dell’Immacolata, nell’indifferenza o nel complice silenzio generali, per tacere di tante altre cose brutte, tali che avrebbero dovuto suscitare l’attenzione e l’allarme non solo dei cattolici, ma anche della stampa e degli osservatori imparziali, se nel mondo esistesse ancora una tale categoria e se il Deep state internazionale, massonico e satanista, non avesse già posto a libro paga pressoché tutti i giornalisti e i sedicenti intellettuali, facendo di essi dei banali megafoni prezzolati della pseudo cultura mainstream.

Un gesto rivelatorio di "Possessione maligna"? Quando Bergoglio separò "a viva forza" le mani giunte di un bambino che pregava, dicendogli: "Ti si sono attaccate le mani?"

Il 2 novembre 2013, nelle Grotte Vaticane, Bergoglio, che camminava velocemente, si trovò a passare davanti ad alcuni chierichetti, uno dei quali teneva le manine giunte in segno di preghiera e adorazione, evidentemente come gli era stato insegnato. Il gesto non sfuggì allo sguardo di falco di Bergoglio, il quale, benché procedesse con passo spedito, trovò il tempo e la voglia di fermarsi un attimo davanti a quel bambino, prendergli le mani e separargliele a viva forza, dicendogli, nello stesso tempo, con tono beffardo, d’ironica derisione: Ti si sono attaccate le mani? In una frazione d’istante quell’uomo terribile ha visto un atto di fede, ha percepito un’anima candida e innamorata del Signore, una di quelle che Gesù particolarmente amava, e con decisione fulminea ha voluto cogliere anche quella ghiotta occasione per fare tutto il male che è possibile infliggere ad una giovanissima anima nello spazio di due o tre secondi al massimo. Solo tanto gli ci è voluto per staccare le mani del bambino e apostrofarlo con quelle crudeli, odiosissime parole, volte a ridicolizzare, per l’ennesimo volta, i segni del sacro e a manifestare tutta la sua empietà e il suo odio satanico nei confronti di Gesù e dei suoi seguaci.

Il Divino Maestro fu sempre di una chiarezza cristallina. E' proprio delle anime perdute, degli individui perversi e pervertitori, godere nel dare scandalo e nel turbare, confondere, umiliare l’innocenza dei piccoli!

Proviamo infatti a domandarci: che cosa significa, esattamente, pregare con le mani giunte? È un segno esteriore della disposizione interiore del credente: è il segno visibile del fatto che quell’anima confida interamente in Dio, si rivolge con fede assoluta a Lui solo, e lo supplica, non già in nome di un qualche diritto spettante alla persona umana, ma unicamente in nome dell’infinita pietà divina nei confronti delle sue creature tribolate e sofferenti. Ed è un simbolo in via di estinzione, così come è in via di estinzione la fede cattolica, quella vera, quella che nasce da una conversione profonda di tutto l’essere, di tutta la volontà e di tutta l’intelligenza: perché, non li scordi mai, la fede è un atto compiuto dalla volontà, ma preparato e reso possibile dall’intelligenza, che Dio non chiede all’uomo di sacrificare o di mortificare in alcun modo, ma anzi di utilizzare sino in fondo per ben valutare l’enormità del dono di amore che la Rivelazione costituisce, e per accettarlo ed accoglierlo con grata e piena consapevolezza. Diciamo pure che da anni non si vede più quasi nessuno pregare con le mani giunte, se non, appunto, qualche bambino; prevale un tutt’altro tipo di preghiera, ammesso che la si possa ancora considerare tale: quella di chi, standosene ben ritto in piedi, senza piegare le ginocchia, senza unire le mani, senza abbassare la testa, guarda anzi dritto il Mistero Eucaristico come se si trattasse della cosa più normale e quotidiana di questo mondo, e magari prende in mano l’Ostia consacrata per portarla in bocca da sé, come si farebbe con un qualsiasi boccone di pane o con le patitine fritte, servite al bar per accompagnare un calice di vino da bere insieme agli amici. Questo andazzo, a dire il vero, è abbastanza recente: ai nostri tempi, pregare con le mani giunte era cosa del tutto normale: così ci era stato insegnato da bambini, sia in casa che al catechismo, e così facevano tutti i bambini della nostra generazione – vale a dire l’ultima generazione che ha avuto l’immensa fortuna di ricevere i rudimenti della dottrina cristiana, e di venir preparata ai sacri Misteri, innanzi che l’esiziale Concilio Vaticano II incominciasse l’opera di sostituzione della vera fede con una fede nuova e del tutto diversa, per non dire opposta e perciò satanica, presentata però con la sottile e diabolica abilità di far sì che i credenti non si accorgessero della falsificazione e della sostituzione, e finissero per trovarsi in piena apostasia senza nemmeno aver capito come e perché ciò fosse accaduto. Quelli, beninteso, che se ne sono accorti: una piccola minoranza rispetto alla grande maggioranza delle anime bovine, divenute seguaci della nuova religione del Concilio: si tratta degli stessi “cattolici” che oggi sono entusiastici fautori del simpatico e coraggioso papa Francesco, e che in suo onore, e con la sua benedizione, il viso dipinto coi colori della stregoneria amazzonica, hanno introdotto portandolo a spalla l’idolo perverso e sanguinario della Pachamama nella basilica di San Pietro e nella chiesa di Santa Maria in Transpontina, intronizzandolo festosamente in mezzo all’accoglienza trionfale di una pletora di vescovi, sacerdoti, frati e suore completamente impazziti o, come sarebbe più giusto dire, completamente posseduti dagli spiriti maligni, che hanno tolto loro il bene dell’intelletto e che hanno completamente sovvertito in essi la percezione del bene e del male, del vero e del falso.

Le brave persone si distinguono dai cialtroni e dai degenerati dal grado di rispetto che mostrano nei confronti dell’infanzia!

Ai nostri tempi, dicevamo, pregare inginocchiati e con le mani giunte era la postura che ci era stata insegnata e che esprimeva pienamente l’atteggiamento di fede e confidenza nel Signore. Sulla testa del mio letto, da bambino, la mamma aveva appeso un quadro col disegno di un bambino inginocchiato a lato del suo lettino, in pigiama, biondo come lo ero io, tutto raccolto nella preghiera della sera e con le manine giunte; e sopra il letto di mio fratello, moro di capelli, c’era un altro quadro con un disegno molto simile, solo che stavolta anche il bambino aveva i capelli neri. Era quasi come se i due quadretti fossero stati confezionati per noi, che in essi ci eravamo identificati; e quella semplice, immediata lezione di autentica spiritualità si è impressa nella nostra anima e, ne sono convinto, ha esercitato un influsso durevole sulle nostre vite. Poi quei quadri sono passati sopra i letti delle mie figlie, sin da quando erano piccole: spero che quelle dolci immagini, ingenue senza dubbio, ma esprimenti un sentimento autentico, siano entrate a far parte anche del loro orizzonte spirituale, come pure quelle che accompagnano il quadretto del Padre nostro, sempre disegnate con dei bambini che riflettono sul senso della preghiera insegnata da Gesù, e cercano di calarlo nella realtà concreta della loro vita quotidiana. Invece è divenuta cosa rara, ai nostri giorni, vedere ancora dei bambini come quel chierichetto, ai quali è stata insegnata la medesima postura, indice di un atteggiamento dell’anima rivolto verso Dio e non, come nella liturgia cripto-massonica della cosiddetta riforma di Paolo VI - in realtà pensata e attuata dal vescovo massone Annibale Bugnini – verso la persona del sacerdote o verso la cosiddetta comunità dei fedeli (ma quale “comunità”, se Dio non è riconosciuto pienamente come sovrano unico e universale?).
Paolo VI era massone ?

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Se accade, è qualcosa di raro e, al tempo stesso, di bello e prezioso: non li si può guardare senza provare un brivido di commozione e senza ripensare alle parole di Gesù il quale, davanti ai suoi discepoli che cercavano di tenere i bambini lontani da Lui, s’indignò addirittura, e disse (Mc., 10, 14-16):
«Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. 15 In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso». 16E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva.

Un giorno quel chierichetto gli punterà contro il dito? Chissà se quel bambino, che oggi avrà sui diciassette anni, ha superato il trauma. Una cosa è certa: non lui, ma una forza più grande di lui lo ha spinto a riunire subito le mani!

Desta perciò uno speciale raccapriccio, un orrore tutto particolare il fatto che qualcuno, davanti allo spettacolo di un bambino che tiene le mani giunte in atteggiamento orante, non solo non provi la benché minima commozione, né ricordi il tempo in cui anche a lui era stato insegnato così (e Bergoglio, coi suoi ottantaquattro anni, dovrebbe averne perfettamente memoria), ma scatti in lui, immediata, irriflessa, la reazione opposta: una reazione di fastidio, insofferenza, disgusto, come se avesse assistito a qualcosa di riprovevole e di particolarmente fastidioso. E non è forse questa la reazione tipica dell’indemoniato di fronte alla cose sacre? Non è la sua reazione di fronte al Crocifisso, all’acqua benedetta, al Nome della Vergine Maria? Vogliamo dire: si può comprendere che un ateo militante, un nemico dichiarato del cattolicesimo, un miscredente che disprezza il Vangelo, si irriti di fronte allo spettacolo d’un bambino che tiene le mani giunte in atto di preghiera, perché evoca, nella sua mente, tutta una dimensione spirituale che a lui è invisa e che considera un’abile truffa per tenere gli uomini nell’ignoranza e nella superstizione. Peraltro, se si tratta di una persona moralmente e intellettualmente onesta, reprimerà dentro di sé la propria reazione istintiva di fastidio o disappunto, e si guarderà bene dal turbare la serenità e la fiducia di quel bambino nelle cose in cui crede; rispetterà in lui l’innocenza dell’infanzia, così come rispetterebbe quella dei propri figli, e vorrebbe che anche dagli altri fosse rispettata.

Un fantoccio pienamente controllato dalle forze del Male? Siamo profondamente persuasi che quell’uomo è posseduto, fieramente e interamente posseduto; e non da un diavolo soltanto, ma da una legione di demoni, come avviene nei casi più gravi di possessione!

È proprio dell’anima bennata, oltreché della persona sensibile e rispettosa del prossimo, astenersi dal dire o fare alcunché sia suscettibile di dare scandalo o di mortificare l’innocenza dei bambini; ed è proprio, viceversa, delle anime perdute, degli individui perversi e pervertitori, godere nel dare scandalo e nel turbare, confondere, umiliare l’innocenza dei piccoli. Le brave persone si distinguono dai cialtroni e dai degenerati dal grado di rispetto che mostrano nei confronti dell’infanzia. Il fatto che, per Bergoglio, vedere quel gesto da parte del bambino e precipitarsi a disgiungere quelle mani e dire quelle atroci parole, siano stati tutt’uno, nel senso che non ha avuto neanche il tempo di riflettere, ma si è gettato a testa bassa nell’azione peggiore fra tutte quelle che avrebbe potuto compiere in quelle circostanze, lascia profondamente pensosi.

Chissà se quel bambino, che oggi avrà sui diciassette anni, ha superato il trauma. Una cosa è certa: non lui, ma una forza più grande di lui lo ha spinto a riunire subito le mani.

Del 27 Ottobre 2020
accademianuovaitalia.it

Una via Crucis Pagana fatta da vescovi "cattolici" in onore della dea Pachamama:

Giuseppe Perla
…Onore a DON MINUTELLA vero Sacerdote che, in ossequio a Galati 1,8-9, denuncia l'usurpatore del soglio pontificio badoglio (dimissioni del vero papa Benedetto XVI estorte ed invalide) nonché le sue eresie in aperto contrasto con la Teologia Cattolica Romana ergo dice che Gesù non é Dio,che la Santa Maria Vergine non è Regina e che i Suoi dogmi Mariani sono delle cavolate. Non contento, badoglio …More
…Onore a DON MINUTELLA vero Sacerdote che, in ossequio a Galati 1,8-9, denuncia l'usurpatore del soglio pontificio badoglio (dimissioni del vero papa Benedetto XVI estorte ed invalide) nonché le sue eresie in aperto contrasto con la Teologia Cattolica Romana ergo dice che Gesù non é Dio,che la Santa Maria Vergine non è Regina e che i Suoi dogmi Mariani sono delle cavolate. Non contento, badoglio ha anche intronizzato idoli satanici amazzonici (cerimonia della pachamama) in una chiesa romana. I cattolici che ancora stanno con lui non se ne andranno neanche quando verrà messo un caprone al posto del crocifisso….

Veri Cattolici d'Italia, in ossequio ai Nostri Santi (siamo il paese che ne ha di più) unitevi al PICCOLO RESTO FEDELE DI MARIA REGINA di DON MINUTELLA e DON RONCAGLIA. Unica vera Chiesa Cattolica reale in comunione con Papa Benedetto XVI. DON MINUTELLA è stato scomunicato due volte da badoglio e gli hanno levato parrocchia e stipendio. Almeno si può dire che ha pagato di persona e c'ha rimesso di persona per le sue idee. RADIO DOMINA NOSTRA su face book e Youtube….
N.S.dellaGuardia
Veritasanteomnia
Sì, è stato proprio un gesto cattivo...
N.S.dellaGuardia
...e quindi spontaneo...
nolimetangere
Si sapeva già chi era e chi è.

Verbitsky: non fidatevi di Bergoglio, è un grande attore

Scritto il 16/3/13 • FONTE

Fare la predica ai cattivi, con un unico obiettivo: evitare che i buoni si ribellino davvero. «Quando celebrerà la sua prima messa in una via di Trastevere o nella stazione Termini di Roma, e parlerà delle persone sfruttate dagli insensibili che hanno chiuso il loro cuore a …More
Si sapeva già chi era e chi è.

Verbitsky: non fidatevi di Bergoglio, è un grande attore

Scritto il 16/3/13 • FONTE

Fare la predica ai cattivi, con un unico obiettivo: evitare che i buoni si ribellino davvero. «Quando celebrerà la sua prima messa in una via di Trastevere o nella stazione Termini di Roma, e parlerà delle persone sfruttate dagli insensibili che hanno chiuso il loro cuore a Cristo», avverte Horacio Verbitsky, «ci sarà chi si dichiarerà entusiasta del tanto invocato rinnovamento ecclesiastico». Ma guai a lasciarsi fuorviare dalle parole di un “professionista” consumato come Jorge Bergoglio, ammonisce il prestigioso giornalista argentino, grande accusatore del nuovo pontefice «populista e conservatore», pronto a soccorrere i poveri solo dopo aver fatto terra bruciata attorno ai veri difensori del popolo, civili e religiosi. Il copione del film è già scritto: «I giornalisti amici racconteranno che ha viaggiato in metro o in bus», e i fedeli «ascolteranno le sue omelie recitate con i gesti di un attore nelle quali le parabole bibliche coesisteranno con la parola chiara del popolo». Tutto questo, mentre le redazioni di Buenos Aires vengono tempestate di telefonate: i parenti dei desaparecidos sono indignati, addolorati, amareggiati.
«Tra le centinaia di chiamate e e-mail ricevute»,

scrive Verbitsky su “Página 12”, quotidiano argentino vicino al governo democratico di Cristina Kirchner, il giornalista ne sceglie una, quella di Graciela, la sorella del sacerdote gesuita Orlando Yorio, che sostenne di esser stato “consegnato” da Bergoglio nelle mani dei torturatori dell’Esma, la famigerata scuola della marina trasformata in lager per dissidenti. «Non posso crederci», dice Graciela Yorio, subito dopo la fatidica fumata bianca in piazza San Pietro. «Sono cosi sconvolta e arrabbiata, che non so cosa fare». Bergoglio? «Ha ottenuto quello che voleva». Suo fratello l’aveva avvertita: «Vuole diventare Papa: è la persona più indicata per coprire il marciume, è un esperto nel dissimulare». Piange, al telefono, anche il fratello del religioso perseguitato, Alfonso, detto “Fito”. Una vita intera dedicata a difendere la memoria di Orlando, che denunciò Bergoglio come responsabile del suo rapimento e delle torture che patì per 5 mesi, nel 1976. L’incubo di padre Yorio adesso è diventato realtà: è diventato Papa, per giunta col nome di Francesco d’Assisi, l’uomo che non è ancora riuscito ad archiviare in modo convincente le ombre del passato.
Un disinvolto uomo di potere, lo accusa Verbitsky, pronto anche a resistere ai tribunali impegnati a ricostruire la tragedia argentina: davanti al Tribunal Oral Federal 5, scrive il giornalista su “Página 12”, Bergoglio sostenne che era venuto a conoscenza solo recentemente, cioè dopo la dittatura, del caso dei bambini scomparsi, sottratti ai genitori sequestrati e poi fatti sparire. Peccato però che il Tribunal Oral Federal 6, che ha giudicato il piano sistematico di appropriazione di figli dei detenuti-desaparecidos, avesse ricevuto documenti imbarazzanti per il nuovo Papa: quel tribunale, scrive Verbitsky, provò che «già dal 1979 Bergoglio era consapevole della situazione», tant’è vero che – almeno in un caso, su sollecitazione del suo superiore, il capo dei gesuiti Pedro Arrupe – intervenne in modo attivo nella vicenda. «Dopo aver ascoltato il racconto dei familiari di Elena de la Cuadra, sequestrata nel 1977, al quinto mese di gravidanza, Bergoglio avrebbe consegnato un documento al vescovo ausiliare di La Plata, Mario Picchi, chiedendogli di intercedere presso il governo militare». Picchi scoprì che Elena aveva dato alla luce una bambina, poi affidata ad altri. «Si trova presso una famiglia per bene e non tornerà indietro», avrebbe comunicato Bergoglio ai parenti della madre “desaparecida”.

Nel processo sul sequestro dei gesuiti Orlando Yorio e Francisco Jaclis, continua Verbitsky,

Bergoglio arrivò a dichiarare per iscritto che nell’archivio episcopale non c’erano documenti sui detenuti scomparsi. A smentirlo ha provveduto il nuovo direttore dell’archivio, José Arancedo, che «inviò al giudice Martina Forns una copia del documento sull’incontro del dittatore Videla con i vescovi Raúl Primatesta, Juan Aramburu e Vicente Zazpe», nel quale «fu discusso con straordinaria franchezza su cosa si doveva dire e cosa non dire sui detenuti scomparsi, che erano stati assassinati, dal momento che Videla voleva proteggere chi li aveva uccisi». Nel suo libro “Chiesa e dittatura”, Emilio Mignone indica Bergoglio come esempio di un pastore che, anziché difenderle, consegna le pecore al lupo. «Bergoglio – aggiunge Horacio Verbitsky – mi raccontò che, in una delle sue prime messe da arcivescovo, cercò di avvicinare Mignone per dargli spiegazioni, ma il presidente fondatore del Cels alzò la mano indicandogli di fermarsi».
E ora? «Non sono sicuro che Bergoglio sia stato eletto per coprire il marciume che ha ridotto all’impotenza Joseph Ratzinger», scrive Verbitsky su “Página 12”. «Le lotte interne della curia romana seguono una logica così imperscrutabile che i fatti più oscuri sono in genere attribuiti allo spirito santo, sia che si tratti delle manovre finanziarie per le quali lo Ior è stato escluso dal meccanismo del clearing internazionale, dal momento che non ottempera alle normative per il controllo del riciclaggio del denaro, sia che si tratti dei casi di pedofilia che si sono verificati a livello mondiale e per i quali Ratzinger ha chiesto perdono in quanto massimo rappresentante della Chiesa cattolica. Non mi sorprenderebbe che Bergoglio, con il pennello in mano, iniziasse una crociata moralizzatrice per imbiancare i sepolcri degli apostoli». Quello di cui invece Verbitsky si dichiara sicuro è che il nuovo vescovo di Roma sarà semplicemente «un surrogato, un succedaneo di scarsa qualità», come quelli che le madri indigenti utilizzano «per ingannare la fame dei propri figli».
Il brasiliano Leonardo Boff, escluso dal sacerdozio da Ratzinger in quanto fondatore della “teologia della liberazione”,

che impegna la Chiesa a schierarsi con decisione dalla parte degli ultimi e contro il potere che li opprime, coltivava la speranza che sarebbe stato eletto Papa un francescano vero, l’americano di origine irlandese Sean O’Malley, che regge la diocesi di Boston, piegata dai tanti indennizzi pagati a bambini molestati dai sacerdoti. «Si tratta di una persona molto legata ai poveri, avendo lavorato molto nei Caraibi e in America Latina, sempre a contatto con gli umili», sostiene Boff. La sua elezione sarebbe stato «un segnale di quello che potrebbe essere un Papa davvero nuovo, un Papa di una nuova tradizione». Invece, sul trono di Pietro ora siede un gesuita che si fa chiamare Francesco, come il santo di Assisi, nonostante la sua reale biografia tracci il profilo di «un populista conservatore, come lo sono stati Pio XII e Giovanni Paolo II», assolutamente «inflessibili sulle questioni dottrinali», nonostante l’apertura verso il mondo e l’attenzione – esibita e spettacolare – verso le masse dei diseredati.
Nei tre lustri durante i quali è stato a capo dell’arcidiocesi di Buenos Aires,

sostiene Verbitsky, monsignor Bergoglio si è mosso innanzitutto da politico, unificando l’opposizione contro il primo, vero governo democratico e popolare dell’Argentina post-dittatura. «Adesso potrà farlo su un’altra scala, ma questo non implica che si lascerà l’Argentina alle spalle», aggiunge Verbitsky. «Se Papa Pacelli ricevette finanziamenti dalla Cia per sostenere la Democrazia Cristiana e impedire la vittoria comunista alle prime elezioni italiane del dopoguerra, e se Wojtyla fu l’ariete che aprì il primo spiraglio nel Muro di Berlino, il Papa argentino potrà giocare lo stesso ruolo nel mondo latinoamericano». Parlano da soli «i suoi trascorsi nella Guardia de Hierro», il settore giovanile del peronismo di destra, che ancora oggi rivendica il diritto argentino sulle isole Malvine-Falkland. Battaglie, conclude “Página 12”, che potrebbero consentire a Bergoglio di proseguire lungo la sua tradizionale e ambigua linea politica: «Apostrofare gli sfruttatori e predicare mansuetudine presso gli sfruttati».
N.S.dellaGuardia
Quando dicono "rappresenta il peggio di noi argentini"...
demaita
Bergoglio posseduto da satana. Tesi già sostenuta da chi lo conosce bene da decenni il prof storico universitario Antonio Caponnetto di Buenos Aires, cf youtube.com/watch?v=RNhjKCedQYs ; che nel 2017 ha scritto anche su di lui il libro: ‘No lo conozco. De l’iscariotismo a la apostasia'. Cf cronicasdepapafrancisco.com/…rgoglio-visto-da-molto-vicino/More
Bergoglio posseduto da satana. Tesi già sostenuta da chi lo conosce bene da decenni il prof storico universitario Antonio Caponnetto di Buenos Aires, cf youtube.com/watch?v=RNhjKCedQYs ; che nel 2017 ha scritto anche su di lui il libro: ‘No lo conozco. De l’iscariotismo a la apostasia'. Cf cronicasdepapafrancisco.com/…rgoglio-visto-da-molto-vicino/
Walter
Ammiro molto Antonio Caponnetto... ho scaricato diverse sue conferenze in audio e video.... niente a che vedere con l'eretico, apostata, idolatore di falsi idoli che siede sul trono di Pietro...
fidelis eternis
Grande Lamendola, impareggiabile! Riesce a scoprire tutti i trucchi, isegnali massosatanici, gli ammiccamenti e le trappole del sicario dei sangallini eretici, apostati ed empi che lo hanno messo dove non merita di stare, ma da dove Qualcuno lo caccerà, prima o poi ( speriamo il prima possibile). Lamendola riesce a sviscerare tutti gli aspetti, i segnali che rivelano la vera natura di quest'uomo,…More
Grande Lamendola, impareggiabile! Riesce a scoprire tutti i trucchi, isegnali massosatanici, gli ammiccamenti e le trappole del sicario dei sangallini eretici, apostati ed empi che lo hanno messo dove non merita di stare, ma da dove Qualcuno lo caccerà, prima o poi ( speriamo il prima possibile). Lamendola riesce a sviscerare tutti gli aspetti, i segnali che rivelano la vera natura di quest'uomo, come nel famoso articolo in cui parla delle zampe caprine che spuntano da sitto il gonnellone, per chi sa ben osservare...
nolimetangere
Se si guardano le scarpe calza scarponcini scuri molto lucidi
E molto deformati.
Che belli i piedini di Ratzinger nelle pantofoline!