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Fatima.

"Più un soldato ha le carni rigate da cicatrici e più il mondo al valoroso si inchina. Nelle battaglie spirituali succede lo stesso."

Valtorta – quaderni - 19 settembre 1944

Più un soldato ha le carni rigate da cicatrici e più il mondo al valoroso si inchina. Nelle battaglie spirituali succede lo stesso.

Ma coi “miei”! Oh! coi miei è un’altra cosa! Sono la preda che più solletica la sua livida fame. Sono gli “imprendibili”.

E Satana, cacciatore esperto, sa che vi è merito a catturare le difficili selvaggine. Sono le “gioie” di Dio.

E Satana fa gran festa quando può dar dolore a Dio e offesa e delusione. Vive d’odio. Come Dio vive d’amore.

È l’Odio. Come Dio è l’Amore. L’Odio è il suo sangue. Come l’Amore è il mio. Eccolo allora moltiplicare cure e sorveglianze intorno ad un “mio”.

Entrare in una fortezza smantellata è giuoco di bimbi. Non lo vuole il re crudele dell’Inferno.

Vuole le fortezze di Dio, le rocche monde e lisce, limpide come cristallo, resistenti come acciaio che da ogni parte mostrano scolpito, fin nelle latebre più fonde ‑ anzi è dalle latebre che trapela come fluido che si emana da un interno all’esterno ‑ il Nome più santo: Dio.

Il Nome che essi amano, servono, pronunciano, con lo spirito adorante, ad ogni battito del loro cuore. Prenderli, prendervi, strapparvi a Me, cancellare dal vostro essere trino di spirito, carne e ragione, quel Nome, fare di voi, fiori del mio giardino, immondezza per il suo inferno, e ridere, gettando il suo riso bestemmiatore contro il trono divino, ridere per la sua vittoria sull’uomo e su Dio. Ecco la gioia di Satana.

Più siete “miei” e più egli si accanisce a farvi suoi. E siccome è in voi una vigilanza e una volontà assidue, egli, l’Astuto, non vi segue e persegue col metodo usato per gli altri. Ma vi assale proditoriamente, a distanze sempre più lunghe, nei momenti più imprevedibili e coi motivi più impensabili.

Approfitta del dolore, del bisogno, dell’abbandono, delle delusioni, e balza come pantera sulla vostra stupita, accorata debolezza del momento, sperando di vincervi allora per rifarsi di tutte le volte che l’avete vinto.

I mezzi? Infiniti. Il metodo? Uno solo.

Quello di una benevola, bugiarda dolcezza, di una ragionata e pacata parola, di un aspetto di amicizia che aiuta, che vuole aiutare.

Ne hai avuti di assalti?

E ne avrai ancora, e molti, e sempre più astuti. Oh! che livore per Me e per te! Sempre più ne avrai; e di così sottili da trarre in inganno anche il più furbo. Furbo umanamente parlando. Perché ‑ sorridi, anima che amo ‑ perché la semplicità compenetrata di Dio, e che si conserva tale, è impenetrabile ad ogni sottigliezza.

Ti ferirà l’esterno. Ma è onore di soldato la cicatrice che segna la carne e dice: “Questo segno è prova di battaglia virile”.

E PIÙ UN SOLDATO HA LE CARNI RIGATE DA QUESTI SEGNI E PIÙ IL MONDO AL VALOROSO SI INCHINA. NELLE BATTAGLIE SPIRITUALI SUCCEDE LO STESSO.

E le vostre ferite, che non ledono lo spirito ma illividiscono solo ciò che è involucro allo spirito‑re, sono il vostro onore. E per esse sarete onorati in Cielo.

In verità ti dico che voi chiamate “martiri” solo coloro che perirono per opera di tiranni.


Ma tutti i miei santi sono martiri.

Perché per esser santi dovettero subire persecuzione di Satana e rimanere fedeli.
Gloria a chi vince! Le palme celesti sono per voi.»