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San Donato di Fiesole - 22 ottobre - Un Santo al giorno

FamigliaCristiana. San Donato di Fiesole Titolo: Vescovo Ricorrenza: 22 ottobre Tipologia: Commemorazione Donato, chiamato anche Donat o Dino, era un monaco irlandese, che si recò in pellegri…More
FamigliaCristiana. San Donato di Fiesole
Titolo: Vescovo
Ricorrenza: 22 ottobre
Tipologia: Commemorazione
Donato, chiamato anche Donat o Dino, era un monaco irlandese, che si recò in pellegrinaggio a Roma all'inizio del ix secolo. Sulla strada del ritorno sostò a Fiesole (nei pressi di Firenze) proprio mentre i chierici e la popolazione della città si erano riuniti nella cattedrale per eleggere il nuovo vescovo. Secondo la leggenda, quando Donato entrò nella basilica le campane cominciarono a suonare e le candele si accesero all'improvviso; tutti allora riconobbero in questo l'indicazione divina che designava Donato come futuro vescovo ed egli fu immediatamente eletto all'unanimità: era circa l'anno 829.
Indipendentemente dalla storicità di questi fatti, certamente Donato è stato vescovo di Fiesole per molti anni, forse quasi cinquanta. Lo troviamo a Roma nell'850 per la cerimonia di incoronazione, per mano del papa, di Ludovico II e poi seduto in giudizio insieme al papa e …More
Irapuato
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Irapuato
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 12,35-38.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese;
siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, …More
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 12,35-38.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese;
siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!».

Traduzione liturgica della Bibbia

San Massimiliano Kolbe (1894-1941)

francescano, martire
Conferenza del 13/2/1941

« Siate pronti, con le lucerne accese »
Cosa occorre fare per vincere la debolezza dell'anima? Ci sono due mezzi: la preghiera e il distacco da sé. Il Signore Gesù ci raccomanda di vegliare. Occorre vegliare se vogliamo che il nostro cuore sia puro, ma occorre vegliare nella pace perché il nostro cuore venga toccato. Infatti può venire toccato da cose buone o da cose cattive, interiormente o esteriormente. Dunque, occorre vegliare bene. Di solito, l'ispirazione di Dio è una grazia discreta: non bisogna respingerla (...); se il nostro cuore non è attento, la grazia si ritira. L'ispirazione divina è molto precisa; come lo scrittore dirige la penna, così la grazia di Dio dirige l'anima. Quindi, cerchiamo di raggiungere un più grande raccoglimento interiore. Il Signore vuole che abbiamo il desiderio di amarlo. L'anima che resta vigilante si accorge che cade e che, da sola, non può riuscirci; per questo sente il bisogno della preghiera. La supplica è fondata sulla certezza che non possiamo fare nulla da soli, ma che Dio può tutto. La preghiera è necessaria per ottenere la luce e la forza.