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Tra le cose cose che più nessuno ci dice... c'è anche questa

PERCHÉ GLI SPOSI DOVREBBERO PROCREARE Siamo nell’anno 2020 e si rifà sentire un’idea ormai vecchia di oltre un secolo, quella che la procreazione, i figli, siano più un male che un bene. Avere …
N.S.dellaGuardia
Essere genitori ha il doppio beneficio (tra i mille altri) di comprendere cosa vuol dire spendere la vita per qualcuno, mettendo se stessi in secondo piano, ed in "piccolo" la sofferenza di un Padre che riceve rifiuto anziché amore, quelle volte in cui il conflitto coi figli sembra "irrisolvibile".
La paternità, in tutte le sue "forme" (affettiva, educativa, formativa, biologica, ecc.) è uno dei …More
Essere genitori ha il doppio beneficio (tra i mille altri) di comprendere cosa vuol dire spendere la vita per qualcuno, mettendo se stessi in secondo piano, ed in "piccolo" la sofferenza di un Padre che riceve rifiuto anziché amore, quelle volte in cui il conflitto coi figli sembra "irrisolvibile".
La paternità, in tutte le sue "forme" (affettiva, educativa, formativa, biologica, ecc.) è uno dei doni più grandi per l'umanità, e fonte ed origine di ogni "cosa buona" che l'uomo sia riuscito a compiere nella Storia, con l'aiuto della Grazia e della Provvidenza di Dio.
L'uomo che rifiuta la paternità (spero che non mi si accusi perché non lo declino al femminile, se serve lo spiego...) è destinato a morire, in tutto e per tutto, come un albero senza radici o una barca senza vele alla deriva.
Soprattutto è un essere profondamente ingannato, da sé stesso e da colui che odia l'uomo in quanto creatura di Dio.
La sola speranza per il mondo è la paternità riposta al centro della società, nella politica, nell'economia, nell'istruzione, nel lavoro, nell'arte, nella comunicazione, ecc., quale fonte di amore, vita, speranza, creatività, ordine e armonia, a cominciare dal Padre di tutti e di ogni cosa, quel Dio che ci ha Donato Suo Figlio e che bussa all'infinito alla porta dura e chiusa dei cuori superbi, orgogliosi, stolti e lontani (non perché siano in periferia...).
Quando la Chiesa tornerà a farsi promotrice di questa centralità, lasciando perdere "le menate" (perdonate il termine, citato da un cantautore nostrano, tale E. Finardi...) degli ultimi anni, allora anche lo Spirito potrà tornare a soffiare liberamente sulle vele della barca, non più alla deriva.