Perché tanta "smania" di cambiare il Padre Nostro?

Il nuovo Padre nostro arriverà dunque dopo Pasqua, con il “non abbandonarci alla tentazione” al posto del “non indurci”. Un cambiamento che non soddisfa tutti, come ci dice in questa conversazione …
Armalibro
Un’altra considerazione sul cambio delle parole del Padre Nostro:

Sulle parole “non abbandonarci alla tentazione” con le parole “non indurci in tentazione” si può fare questa ulteriore considerazione.

Noi sappiamo da 1Gv 4,8 che Dio è Amore nella sua essenza e poichè ci ha amati per primo inviandoci il Suo unico Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, ed essendo Egli stesso Amore, perchè mai …More
Un’altra considerazione sul cambio delle parole del Padre Nostro:

Sulle parole “non abbandonarci alla tentazione” con le parole “non indurci in tentazione” si può fare questa ulteriore considerazione.

Noi sappiamo da 1Gv 4,8 che Dio è Amore nella sua essenza e poichè ci ha amati per primo inviandoci il Suo unico Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, ed essendo Egli stesso Amore, perchè mai dovrebbe abbandonarci? Da cosa nasce questa preghiera se siamo coscienti che quelli che si distaccano da Dio siamo noi creature con il peccato? Dunque, in relazione al fatto che con il peccato siamo noi peccatori ad allontanarci dal Signore, e dunque non è Egli ad abbandonarci, ed in relazione a quanto riportato in 1Gv 4,8, si può asserire che non è il Signore Dio che ci abbandona, ma siamo noi che ci allontaniamo con il peccato.

Volendo, però, per assurdo, ipotizzare che la preghiera al Signore Dio di “non abbandonarci alla tentazione” abbia un senso, è lecito cercare di darne un senso ragionevole: Se noi figli di Dio, per adozione, ci allontaniamo con il peccato da Lui e Lo preghiamo, nello stesso tempo, di non abbandonarci, deve discendere necessariamente, che il Signore Dio ci segua, ci accudisca, e voglia Lui sforzarsi di adeguarsi alla nostra condizione di peccato. Ma se è verò che volendo giustificare il “non abbandonarci” deve conseguire per forza che il Signore Dio debba adattarsi ai nostri peccati, allora diventa vero che il “non abbandonarci” implica una tentazione al Signore Dio stesso poiché, proprio in virtù di 1Gv 4,8 che ci conferma che Dio è Amore, è come se ci rivolgessimo a nostro Signore dicendoGli: Signore, Tu Sei Amore e dunque poiché Tu Sei tale non vuoi abbandonarci e dunque, è dunque non abbandonarmi alla tentazione. Ma ancora posta in questi termini è un annichilimento dell’agire dell’uomo e della sua libertà, in quanto sappiamo che Onnipotente è il Signore Dio e che lui permette la prova o la tentazione e nello stesso tempo gli chiediamo di non abbandonarci ad essa, implicando con ciò un sostegno nella prova. La prova però è fatta affinchè sia sostenuta da noi creature e figli, e il non abbandono è gia contenuto nella volontà del Signore Dio di indurci nella prova, poichè come è noto da molti santi, il Signore non assegna una prova che prevede, per il superamento, una grazia maggiore di quella che il Signore concede;
In questi termini si guardi questo esempio: il “non abbandonarci” nella preghiera dà certezza al fedele di essere sempre nel giusto qualsiasi azione compie, in quanto il Signore non abbandona e se dunque pecco, in realta non ho peccato, perche chiedendo di non essere abbandonato ed avendo compiuto l’atto carnale, quell’atto è lecito perchè garantito dalla mancanza di abbandono del Signore nella prova.

Diverso è il caso invece, in cui ci fosse chi, come i massoni, pensassero, sulla scorta del mito del buon selvaggio, che l’uomo è senza peccato originale. In tal caso il “non abbandonarci” implicherebbe necessariamente il “servici” nella tentazione. Se, infatti, il peccato è la caduta che impedisce all’uomo di vivere con il Signore Dio e che tale caduta viene redenta solo con la vita di nostro Signore Gesù Cristo e se il mito del buon selvaggio asserisce che l’uomo è privo di peccato originale, allora ne discende che, la vita di Cristo Gesù nostro non è necessaria alla redenzione e che l’uomo è senza debito o peccato, e che dunque, lo scopo del Signore Dio è quello di servirci non abbandonandoci, nella prova, mentre il buon selvaggio fa altro. Con un altro esempio: se compio un atto peccaminoso carnale tale atto non solo non è peccato ma è anche gradito al Signore in quanto, con la preghiera a Lui affidata si ha la certezza che lui non abbandona nella prova e se dunque un atto avviene vuol dire che non era ne una prova, ne una tentazione, ne un peccato.
Dunque il “non abbandonarci” in sostituzione al “non indurci” è una scelta molto infelice, perche per quasi 2000 anni la formula è stata sempre “ e non indurci in tentazione”.

Ecco di seguito il nuovo Credo della Chiesa povera per i poveri:

art.1 - Fai ciò che vuoi perchè Dio è Amore e non ti abbandona mai.

È molto breve, ha un solo articolo. Questo naturalmente dopo un lungo processo di ammodernamento e sistemazioni varie, e dopo tanti conclavi.

Siano lodati Gesù e Maria!
ATTAL
La sintassi latina è chiarissima nei correlativi ”et…et” e nel finale rafforzativo “sed” libera nos a malo.

Pater noster, qui es in cœlis.Sanctificétur nomen tuum.Advéniat Regnum tuum.Fiat volúntas tua, sicut in cœlo
et in terra.Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie.Et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris.Et ne nos indúcas in tentatiónem;sed líbera nos a …More
La sintassi latina è chiarissima nei correlativi ”et…et” e nel finale rafforzativo “sed” libera nos a malo.

Pater noster, qui es in cœlis.Sanctificétur nomen tuum.Advéniat Regnum tuum.Fiat volúntas tua, sicut in cœlo
et in terra.Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie.Et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris.Et ne nos indúcas in tentatiónem;sed líbera nos a malo. Amen.
Armalibro
quella di cambiare le parole del Padre Nostro implica necessariamente un cambio della relazione con il Signore Dio e per questo la testimonianza ed esegesi dei Santi (Vedi San Tommaso d'Aquino) è certezza della strada. Sopratutto in un momento in cui, dal concilio vaticano II, si parla di paradigma e cambio di paradigma. Costruirsi un idolo può avvenire in un istante, con la pena di non godere …More
quella di cambiare le parole del Padre Nostro implica necessariamente un cambio della relazione con il Signore Dio e per questo la testimonianza ed esegesi dei Santi (Vedi San Tommaso d'Aquino) è certezza della strada. Sopratutto in un momento in cui, dal concilio vaticano II, si parla di paradigma e cambio di paradigma. Costruirsi un idolo può avvenire in un istante, con la pena di non godere dei frutti della redenzione e della salvezza. Come si può ancora dare cosi peso ad una classe di prelati cosi confusi e promiscui e mettere nel casseto grandi Santi. Questo cambio di formula potrebbe discendere dal fatto che alla conoscienza di Dio sia stata sostituita una immagine, un costrutto, del Signore,che l'uomo si è fatto a seguito del tentativo di cambio di paradigma, o prima, tentando di riferire tutto all'uomo, che gode della molteplicità e della ricchezza dell'essere creato, invece che mantenere tutto in riferimento all'immutabile verità eterna del Signore Dio. Fare questo implica una santità dell'uomo che non sembra pregnare la società e men che meno noi cattolici, a cominciare da chi scrive.
Memorare
Io non cambio
alda luisa corsini
Io neppure.
muntcarimell
Io neppure.
N.S.dellaGuardia
Ancora una volta e sempre di più: ignoranza, superficialità e presunzione.
Dice bene il sacerdote, non ci abbandonare rivolto a Dio è una bestemmia! Senza quasi.
Marziale
Allora Gesù disse: 'Quando pregate, dite così :..."
Dunque:
“ Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della legge per praticarle. “ Gal.3,10
"Poiché tu hai fatto questo,
sii tu maledetto più di tutto il bestiame
e più di tutte le bestie selvatiche.” Gen. 3,14
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo” Ger. 17,5
Leone XIII insegna che “Non è permesso a nessuno di …More
Allora Gesù disse: 'Quando pregate, dite così :..."
Dunque:
“ Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della legge per praticarle. “ Gal.3,10
"Poiché tu hai fatto questo,
sii tu maledetto più di tutto il bestiame
e più di tutte le bestie selvatiche.” Gen. 3,14
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo” Ger. 17,5
Leone XIII insegna che “Non è permesso a nessuno di interpretare la S. Scrittura contro l’insegnamento unanime dei Padri (v. Conc. Trento [DS, 1507] e Conc. Vat. I [DS, 3007]) … Somma è l’autorità dei Padri… ogni volta che all’unanimità interpretano con uguale senso una qualche testimonianza biblica… Dal loro unanime consenso, appare chiaramente che così sia stato tramandato dagli Apostoli secondo la fede cattolica… Ingiustamente e con danno alla religione si introdusse l’artificio presentato sotto il nome di alta critica… in base a sole ragioni interne” (DS 3281/3284/3286).
Marziale
Maurizio Muscas
Ah, ora un bagonchi qualsiasi dopo 2020 anni perfeziona le parole di NSGC ? Spero nell'ignoranza ( in buonafede ) di greco e latino del clero neooterico.
padrepasquale
Cambia la traduzione perchè la Parola di Dio sia più chiara. Nessuno scandalo
N.S.dellaGuardia
La Parola di Dio è Parola, Verbo, Logos, non deve essere né rivista né interpretata perché "sia più chiara". Non è chiara solo per coloro che nella Parola vogliono a tutti i costi cercare e trovare qualcos'altro che a loro piace di più, e a loro sembra non esserci.
La chiarezza è ambivalente, di chi parla ma soprattutto di chi ascolta, e l'unione avviene solo quando chi ascolta lo fa veramente, …More
La Parola di Dio è Parola, Verbo, Logos, non deve essere né rivista né interpretata perché "sia più chiara". Non è chiara solo per coloro che nella Parola vogliono a tutti i costi cercare e trovare qualcos'altro che a loro piace di più, e a loro sembra non esserci.
La chiarezza è ambivalente, di chi parla ma soprattutto di chi ascolta, e l'unione avviene solo quando chi ascolta lo fa veramente, con umiltà e fortezza. Altrimenti è il solito mettere parole in bocca a Dio, che in realtà è solo il "dio" che fa comodo.
Tradurre è la forma più alta di ascolto!
Presuntuosi e superbi!
Francesco I
@padrepasquale
@Maurizio Muscas
Ecco un preclaro esempio della distorsione del messaggio evangelico da parte del lìder maximo argentino: Angelus dell'otto ottobre: Il Vangelo secondo Bergoglio
La Verità vi farà liberi
In verità non traducono affatto, ma modificano le parole di Cristo, pervertendo il senso profondo della preghiera da Lui insegnataci e, così facendo, deformando il vero Volto del Padre che da essa promana.
Cambiano le Parole del Signore semplicemente perché pretendono di farsi dio al posto di Dio.
Gaetano2
Semplicemente perché vogliono deformare, profanare e cancellare il cristianesimo
Armalibro
quella dei registratori è una cosa che più passa il tempo e più assume connotazioni surreali. Come a dire che ora ci pensano i Gesuiti del 20simo e 21simo secolo a mostrare la verità mentre gli altri precedenti prelati e religiosi che li hanno preceduti hanno avuto un valore minore nel riportare fedelmente quello in cui credevano e che hanno appreso da chi li ha preceduti fino a coloro che lo …More
quella dei registratori è una cosa che più passa il tempo e più assume connotazioni surreali. Come a dire che ora ci pensano i Gesuiti del 20simo e 21simo secolo a mostrare la verità mentre gli altri precedenti prelati e religiosi che li hanno preceduti hanno avuto un valore minore nel riportare fedelmente quello in cui credevano e che hanno appreso da chi li ha preceduti fino a coloro che lo videro risorto il Signore Gesù.
Maurizio Muscas
@padrepasquale Ma se addirittura più volte il suo Borgoglio ha deformato parole chiarissime del Vangelo ????
Nicolaos
Io dovrò cambiare perché parroco. Non posso imporre cose diverse da quelle imposte dall'alto! Ma che bella intervista!! Grazie don Alberto! Che profondità!
Nicolaos
Prossimamente cambieranno l'atto di dolore!! E poi? ....