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LETTERA FIRMATA racconta di abuso clericale


CI HANNO SCRITTO e noi volentieri pubblichiamo questo fatto...
CLICCA QUI TESTO ALL'ORIGINE

Cari Amici, ci è giunta questa email che vogliamo condividere con tutti voi. E’ firmata e, l’Autrice (alla quale giungano i nostri Auspici di Buon Onomastico), si raccomanda che la sua testimonianza non venga strumentalizzata e perciò facciamo nostro il suo Appello.

Il primo: che questi sentimenti espressi nei confronti del sacerdote in questione, non sono assolutamente di rabbia o rancore, ma solo di dispiacere. Altrettanto dicasi per papa Francesco.

Il secondo: è un invito a quanti leggeranno (e chiunque volesse lasciare dei commenti su questa pagina in relazione a questa vicenda) a non lasciarsi travolgere da un’indignazione sterile verso i sacerdoti che traballano – ricordando che anche Pietro rinnegò Cristo per paura ma poi se ne pentì – e che la miglior maniera per combattere questi errori consiste nel pregare senza sosta il Signore Onnipotente, affinché raddrizzi i sentieri di chi sbaglia come fece con Saulo, il quale poi divenne l’Apostolo delle genti. E’ vero che Dio rispetta il libero arbitrio di ciascuno ma, ci confida Valentina, sono sicura che una preghiera costante possa predisporre molti cuori – distratti, superficiali o induriti – ad ascoltare la Sua Voce con maggior attenzione. Invito tutti (e anche noi stessi) a compiere questo sforzo.

Carissimi di “Le Cronache di papa Francesco”,

vi sto scrivendo con l’animo amareggiato, per denunciare un episodio molto spiacevole sperimentato il primo febbraio di questo 2019.

Come potete notare, sono passate due settimane: questo perché non ero sicura di dover raccontare la mia esperienza. In primo luogo, perché ogni giorno sento di avvenimenti ben più gravi attuati ai danni dell’Opera Redentrice di Nostro Signore. E poi, perché – avvilita com’ero – temevo che non fosse tanto lo zelo cristiano a motivare una lettera del genere, quanto il desiderio di mettere in pubblica piazza ciò che è avvenuto purtroppo in una chiesa. Per la precisione la chiesa del Sacro Cuore di Gesù in piazza Vittorio Veneto, a Salerno.

Ma vado al fatto: volevo partecipare a una Santa Messa perché era il primo venerdì del mese. Non vivo a Salerno, ma quel giorno dovevo recarmici per una visita oculistica e così ho pensato di andare alla funzione che si sarebbe tenuta verso le 18:00 in quella particolare chiesa, che so essere retta da monaci francescani. Non ero mai stata lì prima di quel giorno e non conosco nemmeno il nome del celebrante, ma posso dirvi che era un prete (o monaco) abbastanza anziano. Sorvolo sulla predica che verteva quasi esclusivamente sull’imminente viaggio di papa Francesco negli Emirati Arabi (quindi parole come “aperture”, “tolleranza” e “pace” scorrevano a fiumi). Devo invece raccontare nei dettagli cosa è accaduto quando mi sono accostata al Sacramento dell’Eucarestia.

Premetto una cosa: nelle chiese da me frequentate è più unico che raro vedere qualcuno ricevere l’Ostia in ginocchio come ai tempi di mio nonno. RiceverLa in piedi è dunque stata la norma che ho adottato da sempre, escluso – se ben ricordo – il giorno della mia Prima Comunione. Tuttavia, da qualche anno a questa parte, ho iniziato a genuflettermi davanti a Gesù Eucarestia prima di riceverLo. Naturalmente, se potessi inginocchiarmi ne sarei più contenta, ma mi limito a una genuflessione dopo la quale mi alzo e ricevo il Signore in piedi. Ho pensato di adottare questa soluzione per non obbligare il sacerdote – che a volte ci comunica rimanendo sui gradini dell’altare – a doversi chinare chissà quanto.

Detto ciò, ecco cosa è successo: mi metto in fila assieme agli altri e, giunta davanti all’ignoto celebrante (il quale solleva l’Ostia) mi genufletto e mi rialzo. Invece di comunicarmi, costui borbotta qualcosa di incomprensibile: riesco a captare solo la parola “trent’anni!!”. Lo guardo interrogativamente. Al che, lui ripete, in tono quasi di compatimento: “Sono trent’anni che non ci si inginocchia più …

Sul momento non capii se giudicasse tale consuetudine sconveniente o meno. Benché spaesata, non potei trattenermi dal rispondere, con un mezzo sorriso: “Ma si dovrebbe fare …” E lui, raggelandomi: “Non comanda lei! Comanda il papa!!” Dopo di che, invece di darmi l’Ostia, l’allungò verso qualcuno che si trovava alle mie spalle. Quasi che non ne fossi più degna. Soltanto dopo prese un’altra Ostia e finalmente – ormai ridotta al silenzio – potei accogliere Gesù in me. Naturalmente fu una specie di shock. Lo dichiaro qui davanti al Signore, al Quale nulla si può nascondere: ho scritto quello che è accaduto senza nulla modificare. Non ho aggiunto o tolto nemmeno una lettera a ciò che è stato detto.

A parte il momento inopportuno scelto per farmi un rimprovero che di cattolico non ha niente, resta il fatto che questo prete/monaco ha basato tale appunto su di una menzogna: nessun papa – a quanto mi risulta – ha mai “comandato” di non inginocchiarsi o genuflettersi davanti al Re dei re, anche se è evidente che la concessione di evitare la cosa (nata forse per favorire vecchine doloranti o persone ammalate) è diventata la triste regola della maggioranza, specie se giovane e sana. A questo punto mi chiedo se questo tale abbia agito così per ignoranza o per partito preso.

Certo è che ha presentato il papa come una sorta di dittatore, mentre il vicario di Cristo dovrebbe essere ben altra cosa. Peggio ancora: una frase come quella da lui pronunciata farebbe passare il sottinteso che, dall’anno in cui sono nata ad oggi, nessuno abbia più potuto ricevere la Comunione in ginocchio, peraltro su “comando” di San Giovanni Paolo II, il quale era appunto papa trent’anni fa! A meno che non stesse pensando a papa Francesco … Certo, mi chiedo anche se la nota riluttanza di Bergoglio a inginocchiarsi davanti a Gesù Eucaristico non abbia fatto la sua parte, in questa faccenda. Ovviamente diverse persone hanno udito questo triste scambio di battute: che conclusione ne avranno tratto?

Chiedo perdono per la lungaggine, ma penso a tanti poveri fedeli alla mercé di simili predicatori. Avrei voluto ricordargli della mula di Sant’Antonio. Perché mai le creature fatte a immagine e somiglianza di Dio dovrebbero essere da meno di una bestiola senza coscienza?

Spero che questo appello, prima o poi, raggiunga sia lui che papa Francesco.

Non siete obbligati a pubblicare questa lettera: vi lascio la libertà di farne ciò che riterrete più giusto. Ho scritto a voi perché, quando ho udito quel “comanda il papa!”, ho immediatamente ricordato le vostre sottolineature a tutti quegli atti di Bergoglio, i quali – onestamente parlando – lo avvicinano non tanto a colui che conferma i fratelli nella fede, quanto a chi – come si suol dire – fa il bello e il cattivo tempo.

Quello che vi chiedo è di continuare a lavorare come state facendo per la Verità, e soprattutto a pregare ogni giorno per i sacerdoti. Perché chi – tra loro – sbaglia, si ravveda, e chi invece cerca di mantenersi fedele all’Unica, Vera, Santa e Cattolica Chiesa non ceda mai ad alcuna pressione del mondo, della carne o del demonio.
Fraternamente in Cristo
Valentina Albonico
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Ai fratelli e alle sorelle che si lamentano della distribuzione della S. Comunione durante le celebrazioni eucaristiche, invio un semplice appello: se potete, e quando potete, recatevi alle S. Messe celebrate secondo il rito vigente fino al 1965.
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CR71983
In quella stessa Chiesa io ho evitato un furto eucaristico:una ragazza aveva ricacciato dalla bocca il Sacramento e sorridendo la stava portando a un ragazzo fuori che l'aspettava...li ho seguiti e l'ho obbligata a rimetterla in bocca davanti la Chiesa...il sacerdote non si era accorto di nulla...
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Marziale
Se tutti si inginochiassero, come è dovere di tutti, non accadrebbe questo. Quei Sacerdoti si fanno forti della la forza che da loro il numero : quello dei tiepidi. Si iginocchia davanti a Dio uno su mille, è la percentuale del "piccolo gregge" che rimarrà : i testimoni.
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Ho avuto un esperienza più o meno simile qualche anno fa, quando ancora non capivo come dovevo comportarmi di fronte alle sparate di Bergoglio. Mi sono andato a confessare in un santuario vicino dove abitavo e dissi al sacerdote che avevo provato un certo risentimento nei confronti di Bergoglio per alcune cose che aveva detto. Vi giuro che in 30 anni di confessioni e con peccati che reputo molto …More
Ho avuto un esperienza più o meno simile qualche anno fa, quando ancora non capivo come dovevo comportarmi di fronte alle sparate di Bergoglio. Mi sono andato a confessare in un santuario vicino dove abitavo e dissi al sacerdote che avevo provato un certo risentimento nei confronti di Bergoglio per alcune cose che aveva detto. Vi giuro che in 30 anni di confessioni e con peccati che reputo molto più gravi di questo (anche se ora non lo reputo più peccato) non mi era mai capitato che un sacerdote si arrabbiasse con me come quella volta. Ricordo che diventò tutto rosso di volto e mi diceva minaccioso puntando il dito: "cose deve fare di più questo papa?" "chi sei tu per giudicarlo?"; Io al momento confuso non ho saputo ribattere. L'assoluzione me l'ha data ma ne sono uscito sconcertato completamente.
Questo per farvi capire come effettivamente Bergoglio è un "Pastore Idolo" e come tutto passa in secondo piano per i suoi seguaci, basta che non gli si tocchi l'idolo.
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"Minacciando"...una prassi ormai...
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Memorare
Prendere in contropiede il prete , tattica che lo fa cedere in particolare se progressista. Niente da temere , se redarguisce o mostra insofferenza ricambiare con un sorriso
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Niente di nuovo sotto il sole: noi a Roma possiamo solo abbassare il capo per un breve inchino (parrocchia di San Saturnino). Una mia amica si è inginocchiata ed è stata redarguita. Ha cambiato parrocchia ma anche lì non usa e si è dovuta accontentare di chinare il capo. La soluzione: aspettiamo nuovi santi e giovani zelanti sacerdoti inviati dal Signore a cambiare lo stato di cose, perchè …More
Niente di nuovo sotto il sole: noi a Roma possiamo solo abbassare il capo per un breve inchino (parrocchia di San Saturnino). Una mia amica si è inginocchiata ed è stata redarguita. Ha cambiato parrocchia ma anche lì non usa e si è dovuta accontentare di chinare il capo. La soluzione: aspettiamo nuovi santi e giovani zelanti sacerdoti inviati dal Signore a cambiare lo stato di cose, perchè continuare a cambiare parrocchia non serve, sono tutte conformate allo stesso modo. I sacerdoti oggi sono dei manager, spicci e rustici di modi.
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NON MOLLIAMO C'E' UN SISTEMA quando siamo dietro al fedele che sta ricevendo la Comunione, inginocchiamoci ... così quando toccherà a noi, non ci sono problemi da sollevare.... docili ma astuti!! ;-)
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Forte...
mina50
Per chi è di Roma e se vi interessa, vi consiglio di andare nella Chiesa della Beata Vergine Annunziata, via Lungotevere 1, dove ci si può inginocchiare per l'Eucarestia.
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Roma è grande, sarebbe difficile raggiungerla tutte le mattine prima del lavoro per la Messa. Comunque il consiglio è valido per chi abita nei paraggi..
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mjj75
Valentina un abbraccio. Parole Sante!
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cara Valentina, mi permetta di farle una confessione: anch'io, da diversi anni, mi genufletto sempre prima di ricevere la Comunione, solo in bocca, e finora non mi ha mai rimproverato nessun sacerdote (cambio spesso chiesa). L'unica volta che sono rimasto un po' sorpreso è quando il sacerdote ha lasciato cadere l'ostia in terra : si è subito chinato a raccoglierla e me la ha messa in bocca ! …More
cara Valentina, mi permetta di farle una confessione: anch'io, da diversi anni, mi genufletto sempre prima di ricevere la Comunione, solo in bocca, e finora non mi ha mai rimproverato nessun sacerdote (cambio spesso chiesa). L'unica volta che sono rimasto un po' sorpreso è quando il sacerdote ha lasciato cadere l'ostia in terra : si è subito chinato a raccoglierla e me la ha messa in bocca ! sinceramente pensavo che la consumasse lui, ma non ho battuto ciglio. Normalmente scelgo una chiesa dove il sacerdote celebra versum Deo, fa spesso preghiere in latino (il pater, il Gloria..), non fa mai omelie moderniste, anche se è la messa Novum Ordo "cum Bergoglio". Non si faccia scoraggiare da quel prete, mi raccomando, tiri dritto per la sua strada, il Signore glie ne renderà merito. Christus Vincit !
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