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Tre Fontane e Anguera sull'attacco dell’Islam all'Europa alla Chiesa

Il revival dell'Islam degli ultimi decenni con il feroce e violento attacco delle sue ali estremiste in Europa (destinato purtoppo a crescere) è ribadito e specificato, in tempi recenti, dalla stessa Vergine Maria nelle sue apparizioni e nei suoi messaggi celesti.

Nell’ottobre del 2014 la copertina di Dabiq, il periodico dello Stato islamico, sconvolse il mondo civile, pubblicando un fotomontaggio nel quale la bandiera dell’Isis sventolava sull’obelisco dinanzi alla basilica di San Pietro.

Sessantanove anni fa, nell’apparizione romana delle Tre Fontane, una simile profezia era già stata proposta dalla Vergine della Rivelazione a Bruno Cornacchiola: «Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte d’Oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sante e sacre, quando gli sarà dato di farlo».

Tra il 1998-99 il veggente ebbe delucidazioni da Maria SS. in merito a questo messaggio:

« Un castigo vi verrà improvviso dall’oriente. Costoro riceveranno forza di persuasione di essere dèi e di poter soggiogare coloro che essi chiamano ‘infedeli’. Questo avverrà molto presto ».

Cornacchiola è morto nel 2001, dopo una vita romanzesca segnata dapprima dall’intenzione di uccidere il papa, da lui considerato il capo della ‘sinagoga di Satana’, e successivamente dalla fulminea conversione al cattolicesimo, a seguito della straordinaria esperienza del 12 aprile 1947. Quel giorno, insieme ai suoi tre figli, vide sulla collinetta delle Tre Fontane a Roma una ragazza di grande bellezza, scura di pelle e di capelli, con un manto verde e un libro fra le mani; e da quel momento per tutta la vita continuò a ricevere da lei messaggi spirituali e annunci profetici fino a pochissimi mesi prima della morte, avvenuta il 22 giugno 2001.

Tra questive ne sono diversi che riguardano la persecuzione dell'Islam contro la Chiesa soprattutto nel cuore della Cristianità, a Roma.

Eccone alcuni a seguire:

“Vedo molti sacerdoti con la loro talare e religiosi e religiose con il loro saio: tutti in fila e degli aguzzini che li spingono e trascinano uno alla volta su un palco di legno. Li facevano inginocchiare e chiedevano loro: ‘Getta l’abito’. Alla risposta ‘No!’ gli prendevano la testa e gliela mettevano su un ceppo e lì venivano decapitati dal boia che aveva una scure” (12 novembre 1986)

“Ho sognato che musulmani circondavano le chiese e chiudevano le porte e dai tetti gettavano benzina e davano fuoco, con dentro i fedeli in preghiera e tutto andava a fuoco” (21 luglio 1998)

“Mi trovo a San Pietro […] una folla di barbari correva dentro la basilica uccidendo chiunque incontrava. […]. Tutti i sacerdoti presenti erano con l’abito talare, ai lati del sagrato i vescovi erano a sinistra i cardinali a destra e pregavano in ginocchio col viso a terra” (10 febbraio 2000)

“Questa notte ho visto la basilica di San Pietro andare a fuoco” (26 gennaio 1996)

“Questa notte ho sofferto molto in sogno. C’era la guerra e gli stranieri invadevano l’Italia” (13 luglio 1998)


Ma sono soprattutto le profezie della Regina della Pace di Anguera ad aver molto da dire in proposito. Nei suoi profetici e, per certi versi, allarmanti messaggi, la Vergine SS. preannuncia una feroce persecuzione contro i cristiani proveniente
dagli "uomini dalla grande barba".

Il suo accorato invito, per questo, è quello di « piegare le ginocchia in preghiera ».

A seguire, alcuni significativi messaggi su questo tema:

Messaggio n. 2.518 – 03.05.2005
« Cari figli, armi nucleari e biologiche saranno usate dagli uomini dalla grande barba e il terrore si diffonderà in varie nazioni ».

Messaggio n. 2.529 – 31.05.2005
« Il palazzo sarà sorpreso dall’invasione furiosa e sanguinosa degli uomini dalla grande barba. Restate saldi sul cammino che vi ho indicato ».

Messaggio n. 2.548 – 14.07.2005
« L’umanità sperimenterà l’amaro preparato dalle mani stesse degli uomini. Gli uomini dalla grande barba stanno preparando una grande azione malefica. In diverse zone e nello stesso momento verranno sofferenza e dolore ».

Messaggio n. 2.553 – 24.07.2005
« Gli uomini del terrore raggiungeranno il Vaticano. La piazza sarà piena di cadaveri. L’umanità vedrà l’azione malefica degli uomini dalla grande barba. Il Colosseo crollerà ».

Messaggio n. 2.579 – 24.09.2005
« L’Italia sarà invasa. Gli uomini dalla grande barba agiranno con grande furia ».

Messaggio n. 2.863 – 14/07/2007
« Inginocchiatevi in preghiera. La croce sarà pesante per molti dei miei poveri figli. Gli uomini dalla grande barba preparano una terribile azione contro il palazzo del Re (Re = Papa) ».

Messaggio n. 2.908 – 27/10/2007
« L’unione degli uomini dalla grande barba con quelli di colore rosso causerà grande dolore all’umanità. Io sono vostra Madre e so cosa vi attende ».

Messaggio n. 2.945 – 19/01/2008
« A causa della reliquia nera degli uomini dalla grande barba, ci sarà grande sofferenza per i miei poveri figli. L’umanità tremerà davanti ai dolorosi avvenimenti che devono venire ».

Messaggio n. 2.968 – 11/03/2008
« Accogliete i miei appelli. Non tiratevi indietro. Gli uomini dalla grande barba agiranno contro i cristiani. Le pareti del palazzo saranno macchiate di sangue. Ecco che verranno giorni di grande dolore per i miei poveri figli ».

Messaggio n. 2.975 – 23/03/2008
« Cari figli, gli uomini seguaci del falso profeta marceranno con grande furia in direzione del tempio santo. Lì ci sarà grande distruzione. La Chiesa piangerà e si lamenterà. In questo giorno sarà visibile una eclissi lunare ».

Messaggio n. 3.319 –15/5/2010
« Gli uomini del terrore agiranno contro la Chiesa. Cercheranno di distruggere un tempio e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. L’ Italia sarà scossa da questo doloroso avvenimento ».

Messaggio n. 3.792 – 18 marzo 2013
« Pregate per la Chiesa. I nemici agiranno con grande furia. La morte sarà presente nella casa di Dio. I nemici arriveranno dalla Via Appia. Soffro per quello che vi aspetta. Pregate ».

Questo scenario non ci deve agitare. Chi vive in grazia di Dio non ha nulla da temere e sperimenterà la speciale protezione della Vergine Immacolata. Tutte queste profezie siano uno stimolo a farci più santi e ad essere più fedeli nel compimento della volontà di Dio nella nostra vita. Se così faremo avremo dimostrato di capire il senso e il fine di queste dolore profezie e « tutto concorrerà al nostro vero bene » (cf Rm 8, 28).

* * *

PER APPROFONDIRE:

«DA IMAM LANCIO UN ALLARME: BASTA DIRE CHE IL TERRORISMO NON C’ENTRA CON L’ISLAM»


«Sono un imam e ho il dovere di lanciare un allarme: esiste un islam politico che rappresenta un pericolo prima di tutto per noi musulmani. Non possiamo più nasconderci e continuare a dire che il terrorismo non c’entra niente con la nostra religione. Se le società europee apriranno la porta all’estremismo, richiuderla sarà difficilissimo». È per affermazioni come questa che Hocine Drouiche è attaccato, insultato e addirittura minacciato da molti suoi correligionari. Il giovane imam nato in Algeria è la guida di una piccola comunità musulmana nella città francese meridionale di Nîmes, che si riunisce nel “Centro islamico della fraternità”.

Le sue prese di posizione contro il terrorismo, che non manca mai di definire «islamico», e a favore di una «riforma dell’islam» ne hanno fatto uno dei personaggi più controversi di Francia. Il suo nome è apparso su tutti i giornali, non solo d’Oltralpe, quando all’indomani della strage di Nizza ha annunciato le sue dimissioni da vicepresidente della Conferenza degli imam per «rifiuto di queste istituzioni [musulmane] incompetenti che non fanno nulla per la pace sociale e che non la smettono di ripetere che l’estremismo non esiste, che è prodotto dai mass media». Drouiche è poi tornato sui suoi passi a patto che la Conferenza tagliasse i ponti con il Consiglio francese del culto musulmano, consulta che rappresenta per legge i musulmani di Francia, accusato di non aver commemorato gli attentati di Nizza, salvo emettere un «comunicato striminzito».

Formatosi presso l’Université des Frères Mentouri a Costantina in Algeria, durante la guerra civile degli anni Novanta, poi in Siria e Arabia Saudita, Drouiche ha conseguito un dottorato a Marsiglia in teologia islamica e dialogo tra religioni e culture. Nonostante questo molte autorità musulmane in Francia lo accusano di essere un «impostore» e un «falso imam che non sa nulla di religione». Accuse alle quali ha più volte risposto mostrando attestati e diplomi, tra cui uno firmato dal Consiglio regionale del culto musulmano francese: «Il Crcm attesta che Hocine Drouiche esercita la funzione di imam in seno alla comunità musulmana e che è persona competente e positiva soprattutto nell’ambito del dialogo interreligioso», si legge. «Mi attaccano perché dico la verità, che tanti non vogliono vedere, e perché ho amici cristiani. Ma per me è un onore essere attaccato solo perché sono amico dei cristiani», dichiara Drouiche a Tempi.

Non sono tanti gli imam che in merito agli attentati dell’Isis in Europa osano parlare di terrorismo “islamico”.
Io sì, perché è la verità e perché sono un imam. Insegno religione e ho una grande responsabilità educativa: non posso nascondere come stanno davvero le cose. Anche perché tradirei la mia storia.

Cioè?
Vivevo ancora in Algeria durante la guerra civile degli anni Novanta. Ho visto con i miei occhi come l’estremismo trasforma giovani normali in terroristi che sgozzano e uccidono nel nome di Allah e dell’islam. Oggi gli attentati di Nizza, Bataclan, Hyper Cacher, Tolosa non sono una novità per me. Ecco perché continuo a lanciare un allarme.

Quale?
Se questi giovani che vengono plagiati vinceranno, non ci saranno più libertà né diritti umani in Europa. Anche la convivenza tra religioni sarà un miraggio. Un po’ come nel mondo arabo, dove si giustifica la persecuzione dei cristiani e l’uccisione degli ebrei.

Chi è che plagia i giovani?
L’islam politico, che è molto pericoloso per i paesi arabi, per i musulmani stessi e per il mondo intero. Questo islam non deve conquistare l’Europa, dove una religione che mortifica la libertà giustamente è inconcepibile. Perché la religione esalta la libertà dell’uomo e conferisce dignità a tutti. Non può essere il contrario.

La stragrande maggioranza degli attentati in Europa è stata compiuta da musulmani, veri o presunti tali. È una coincidenza?
Purtroppo no. In Francia gli imam amano ripetere che l’islam non c’entra niente. Ma non è vero. Queste cose bisogna dirle per costruire la pace e io sono lieto di prendermi qualche rischio per farlo.

Perché crede che la sua religione offra un terreno fertile agli estremisti?
Il problema comincia dentro l’islam, nei suoi testi religiosi, quando essi vengono insegnati letteralmente e senza contestualizzazione storica. Ci sono testi e parole nel Corano, come quando si invita a combattere i miscredenti, che non vanno intesi in senso assoluto perché si riferiscono a un periodo storico in cui i musulmani erano in guerra e sotto attacco. Per questo il Corano chiedeva ai musulmani di difendersi: questo è logico e normale. Ma oggi…

Oggi?
Bisogna spiegare bene ai musulmani d’Europa, a Roma, Parigi, Londra, Bruxelles, che non si può più chiedere a qualcuno di combattere in base a queste parole del Corano, perché la situazione storica è cambiata. Ecco perché bisogna fornire un’educazione coranica più attinente alla cronologia della rivelazione islamica e alla storia dell’islam.

Questo discorso vale solo per il Corano?
No, anche per la sharia e gli hadith, che raccontano la vita, le opere e le parole del profeta Maometto. Alcuni messaggi violenti sono stati aggiunti dopo per scopi politici, altri sono stati annullati da hadith successivi e quindi non valgono più. Ci sono delle parole di odio che non possono appartenere ad Allah e al profeta Maometto, che era un uomo di tolleranza e pace, e non devono essere insegnate come autentiche.

L’islam ha bisogno di una riforma?
Sì, oggi bisogna insegnare il Corano nel suo vero contesto ma per farlo è necessario che, almeno in Europa, ci siano imam coraggiosi che dicano la verità. Non possiamo continuare a ripetere il discorso del razzismo e dell’islamofobia dell’Occidente, ai quali bisogna reagire con il jihad. Non è vero che il mondo è contro i musulmani. Questi discorsi vanno condannati, perché servono solo a traviare i giovani.

Perché questa riforma è così difficile e osteggiata?
C’è un problema storico, nell’islam ci sono sempre state lotte intestine, a partire dal tempo dei primi califfi. Nei secoli si è preferita una lettura molto rigida del Corano, che non lascia spazio alla ragione e al razionalismo. Ora è difficile cambiare rotta, ma se non lo faremo l’islam ne uscirà danneggiato e destabilizzato.

Perché ci sono stati così tanti attentati in Francia?
Qui abbiamo la più grande comunità musulmana d’Europa, che conta circa sei milioni di persone, attraversata da problemi storici, legati al colonialismo, e sociali. Tanti vivono ghettizzati nelle banlieue. L’islam politico approfitta di questo malessere sociale, aizzando i giovani e dicendo che l’Occidente è contro di loro.

In dieci anni 40 mila ebrei hanno deciso di lasciare Parigi per Tel Aviv. È un fenomeno che la preoccupa?
Sì e anche qui in parte è colpa dell’islam politico, che disprezza gli ebrei e nega la Shoah. Io non so come sia possibile farlo, è inaccettabile.

Il percorso che propone come viene recepito in Francia?
Purtroppo abbiamo degli imam che chiedono ai musulmani di non augurare buon Natale e buon anno ai cristiani. È da questi comportamenti, che sembrano innocui, che nasce l’odio che poi sfocia nel terrorismo. Se auguri buon anno a questi imam ti guardano male, come se li avessi offesi. È un atteggiamento non solo anti-islamico, ma disumano. Come può una religione proibire di augurare la gioia a qualcuno? Ma l’islam non è questo e infatti la maggior parte degli imam si oppone a queste pratiche.

Eppure lei critica spesso i responsabili musulmani perché non fanno abbastanza per condannare il terrorismo.
Un anno dopo l’attentato al supermercato ebraico Hyper Cacher ero l’unico imam presente per commemorare le vittime. Questo immobilismo non aiuta a costruire un’opinione positiva dell’islam. La comunità deve reagire con forza e scendere in strada dopo gli attentati. C’è bisogno di una risposta vigorosa, altrimenti la nostra immagine ne esce danneggiata.

Un sondaggio di aprile realizzato da Ifop ha rivelato che i francesi sono molto sospettosi verso l’islam e ritengono che i musulmani non siano in grado di integrarsi. Come si può vincere questa diffidenza?
La gente ha paura perché dopo gli attentati non vede una risposta chiara e univoca dei musulmani. Teme che i musulmani vogliano conquistare l’Europa e imporre la sharia. Se ci sono alcuni imam che lo vogliono davvero, la maggioranza no. Ma deve dirlo pubblicamente. E questo ci porta al secondo problema.

Quale?
I francesi si accorgono che nel mondo musulmano c’è anarchia. Non ci sono portavoce, tutti possono parlare a nome dell’islam. Noi abbiamo bisogno di una struttura nazionale che riformi l’islam e se non lo faremo noi, prima o poi ci penserà lo Stato a farlo. E questo è un rischio per la nostra religione.

Come giudica il lavoro del governo in proposito?
In Francia non è facile, perché ci sono tante comunità diverse: algerini, marocchini, tunisini, turchi, africani. Ognuna di queste ha dietro uno Stato e il governo francese non può pensare di creare un islam di Francia parlando con persone pagate dai governi stranieri. Il Consiglio francese del culto musulmano strumentalizza l’islam e non è un partner affidabile.

Lei che cosa propone?
Noi non abbiamo bisogno di un islam in Francia, ma di un islam di Francia. Se non sarà così, sarà saudita o qatariota. Lo Stato non può intromettersi nei testi religiosi, ma deve aiutare i musulmani a trovare un islam locale, indipendente dall’estero e coerente con i valori europei. Basta con gli imam provenienti dall’estero, basta con le moschee costruite con finanziamenti stranieri.

Che cosa ne pensano i fedeli che la seguono?
Io cerco di educarli e di trasmettere il messaggio della convivenza possibile. Ci sono quelli che si arrabbiano, che si offendono ma anche quelli che sono d’accordo. E queste discussioni sono ben accette perché c’è bisogno di aprire un dibattito dentro la comunità.

Lo sa che cosa dicono di lei alcuni blog francesi?
Sì.

Dicono che è un impostore e un falso imam.
Lo so. È normale che questa cosa accada. Mi accusano perché sono amico di ebrei, cristiani e perfino di atei. Non vogliono sentire quello che dico. Ma per me è un onore essere calunniato per questo motivo. Io voglio diffondere una mentalità di pace e cambiamento.

Crede che ce la farà?
Ci sono tanti musulmani che mi seguono. Gli estremisti e i fanatici sono una piccola minoranza, ma parlano a nome di tutti. Abbiamo bisogno di responsabili che parlino davvero a nome di tutti i musulmani e ad alta voce.

Non teme le minacce?
Ho fede, dire queste cose è il mio dovere e credo sinceramente che l’incontro tra islam e valori europei possa essere fecondo. Penso che così svilupperebbe gli anticorpi per contrastare l’odio e la violenza che si vedono nel mondo arabo. E chissà, potrebbe anche cambiarlo.

Fonte:

www.iltimone.org/…/da-imam-lancio-…
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«Gli uomini del terrore raggiungeranno il Vaticano e spezzeranno le cose più sacre»: Tre Fontane-Anguera sulla persecuzione dell’Islam contro la Chiesa
Francesco I
Le pecore temono il lupo, ma è sempre il pastore che le conduce al macello!
La Chiesa milanese rapita dal fascino del Ramadan
Tempi di Maria
@DolceMente @Sempliciotto Nei messaggi mariani, e molto in quelli di Tre Fontane ed Anguera, si parla anche del problema a cui vi riferite voi ma i messaggi che ho raccolto parlano proprio degli islamici. Bisogna tenere distinti i piani perchè l'apostasia nella Chiesa non è l'uncio problema e l'unica fonte di pericolo per la Chiesa nè tantomeno l'unico tema su cui si concentrano i messaggi …More
@DolceMente @Sempliciotto Nei messaggi mariani, e molto in quelli di Tre Fontane ed Anguera, si parla anche del problema a cui vi riferite voi ma i messaggi che ho raccolto parlano proprio degli islamici. Bisogna tenere distinti i piani perchè l'apostasia nella Chiesa non è l'uncio problema e l'unica fonte di pericolo per la Chiesa nè tantomeno l'unico tema su cui si concentrano i messaggi profetici della SS. Vergine.
DolceMente
Gli uomini del terrore non sono gli islamici ma i cardinali, vescovi e papi eretici con cui abbiamo tristemente a che fare in questi tempi. Infatti stanno spezzando le cose più sacre, come ha predetto la Vergine.
Sempliciotto
Uno penserebbe all'Islam, invece sono gli Apostati.