L'arte medioevale di ritrarre i cadaveri

Far scolpire statue che raffiguravano i propri cari da morti: per le famiglie europee del Quattrocento era uno status symbol. Una studiosa indaga su questa macabra usanza

di Becky Little fotografie Christina Welch

Nella foto: La scultura del cadavere di un uomo non identificato (dettaglio dell'inguine coperto per modestia) conservata alla Chiesa di St. Nicholas di Denston, Regno Unito.

La maggior parte sono scolpite in una specie di stato di tensione, quasi liminale, tra la vita e la morte; le bocche sono semichiuse e gli occhi sono aperti, con un espressione di dolore.

Penso che all’epoca, in Inghilterra e in Galles, credessero che mentre il corpo si decomponeva, si provasse fisicamente il dolore delle pene del purgatorio. Anche le scritture e le altre rappresentazioni artistiche descrivevano il purgatorio con un linguaggio molto viscerale. Cercavano, forse, di rafforzare l’idea che il purgatorio fosse un luogo molto sgradevole e che la vita andasse vissuta nel migliore dei modi possibili.

Pagare un artista per farsi ritrarre da morti, magri ed emaciati, potrebbe sembrare piuttosto bizzarro, ma non era così nel Medioevo. Come ricorda Christina Welch, nel tardo Medioevo era comune per le famiglie benestanti commissionare delle sculture particolarmente realistiche che riproducevano il cadavere del defunto.

A volte l’opera veniva commissionata direttamente dal committente, quando era ancora in vita; in altri casi, invece, erano i congiunti a richiedere la scultura. Welch, docente di studi religiosi dell’Università di Winchester, ha esaminato 41 di queste sculture, conosciute come transi. In questa intervista ci spiegherà questa macabra usanza medievale.

Cos’è un transi?

Transi è un termine francese che significa defunto. Un transi, in generale, è un memoriale dedicato ad una persona morta. Io mi sono concentrata su una particolare forma di transi, che era diffusa solo in Inghilterra e Galles.

Chi ritraevano?

Queste sculture raffigurano persone ricche, esponenti del clero, cavalieri, mercanti e in un caso, una donna. Queste sculture, in effetti, costavano molto, oggi si potrebbero paragonare a una vettura sportiva top di gamma. Erano delle opere estremamente ricercate che non si potevano trovare dai locali commercianti locali di pietre.

Nella foto: Un ritratto "cadaverico" di John Fitzalan, un aristocratico morto nel 1453. Si trova nel Castello di Arundel, nel Regno Unito.

Perché venivano commissionate queste opere?

Sono conosciuti anche come memento mori, perché le persone si soffermavano a pregare per la persona raffigurata, che soffriva in purgatorio. In questo modo la loro sofferenza si accorciava. Essere uomini pii in quel periodo era molto importante, ecco perché i ricchi donavano l’elemosina ai poveri: in questo modo cercavano di garantirsi le loro preghiere.

Esistono due stili principali. Nel primo i morti sono rappresentati distesi, nudi e avvolti in un sudario che stringono all’altezza dei genitali, in segno di umiltà e modestia (vedi foto 4); nel secondo invece sono raffigurati nell’atto della resurrezione. In molti casi, però, appaiono come dei semplici cadaveri.

La maggior parte di queste figure sono molto emaciate e magre, quasi anoressiche; credo che questo sia un modo di rappresentare visivamente l’umiltà spirituale interiore, più che la realtà fisica. In questo periodo storico le persone benestanti potevano mangiare bene, ed era più facile che morissero per l’obesità piuttosto che per mal nutrizione.

Nella foto: La scultura del cadavere di un uomo facoltoso, non identificato, conservata nella Chiesa di St. Andrew di Feniton, Regno Unito.

Dal punto di vista anatomico, per il periodo, sono molto precise, vero?

La prima scultura di questo genere fu commissionata tra il 1420 e il 1425. A quel tempo, soprattutto in Nord Europa, le conoscenze anatomiche erano molto scarse. Gli scultori non avevano a disposizione, come oggi, di modelli dal vivo, poiché mostrarsi nudi in pubblico era considerato un peccato. I dettagli di alcune opere, in cui si vedono addirittura le vene o i muscoli, sono assolutamente sorprendenti (nella foto, la dettagliata cassa toracica della scultura che ritrae John Fitzalan).

Come spiega questa accuratezza anatomica?

Ho una teoria, ma è piuttosto controversa. Probabilmente questi scultori pagavano dei medici per avere un accesso diretto ai cadaveri. Potrebbe sembrare strano, ma in realtà non è la prima volta che succedeva. Il pittore inglese Ford Madox Brown fu incaricato di rappresentare allegoricamente la poesia e per ottenere i dettagli anatomici che voleva chiese ad un amico di procurargli un cadavere.

Nella foto: La scultura del cadavere di un uomo non identificato (dettaglio dell'inguine coperto per modestia) conservata alla Chiesa di St. Nicholas di Denston, Regno Unito.

Alcune di queste opere raffigurano dei corpi morenti, in lotta contro qualcosa.

La maggior parte sono scolpite in una specie di stato di tensione, quasi liminale, tra la vita e la morte; le bocche sono semichiuse e gli occhi sono aperti, con un espressione di dolore.

Penso che all’epoca, in Inghilterra e in Galles, credessero che mentre il corpo si decomponeva, si provasse fisicamente il dolore delle pene del purgatorio. Anche le scritture e le altre rappresentazioni artistiche descrivevano il purgatorio con un linguaggio molto viscerale. Cercavano, forse, di rafforzare l’idea che il purgatorio fosse un luogo molto sgradevole e che la vita andasse vissuta nel migliore dei modi possibili.

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