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Istruzione Cattolica

Il segreto della santità

Ciò che Gesù ti chiede è di amare. Il segreto della santità è l'amore. L'amore è l'unione con Dio che si attua per mezzo della preghiera. La preghiera quindi è amore ma se questo è vero il santo dovrebbe pregare "sempre senza stancarsi" (Lc 18, 1). Com'è possibile questo? La gente normale non vive in convento, lavora, ha famiglia, mille impegni, a malapena riesce a trovare il tempo per dire un Rosario al giorno... (Anche se molti su questo punto mentono sapendo di mentire, perchè una corona prende 15 minuti, non di più!).

E' bene ricordare che quando si parla di preghiera, non si intende solamente l'atto vocale, quale può essere per esempio il Rosario. Santa Teresa d'Avila individua nove gradini della scala della preghiera. Cos'è la preghiera, cos'è l'amore? E' unione dell'amante con l'amato. Un ragazzo che ama una ragazza anche svolgendo il suo dovere quotidiano, con la sua mente è sempre fisso su di lei. La gioia di sapere che lei c'è e che può amarla e che lei lo ama, gli riempie il cuore tanto da produrgli il sorriso sul volto. Per questo la gioia è il distintivo di un cristiano! Così ogni tipo di dovere può diventare preghiera, basta farlo per amore di Dio. Questo produce anche il "Merito" dell'azione fatta per fini soprannaturali. Attenzione qui: non sto dicendo che non bisogna dire il Rosario - possibilmente completo - ogni giorno, né che bisogna saltare la Messa o peggio ancora, con questa scusa, cadere nella tentazione dell'attivismo. Chi mi conosce sa che per togliermi la corona dalle mani devo mettermi a lavare i piatti, altrimenti è sempre pronta per essere usata! No, sto dicendo che si può fare una cosa santissima come pregare molto ogni giorno ma perdere di vista la volontà di Dio! Esempio: sono una madre di famiglia: Dio al giudizio mi chiederà se ho curato i bisogni dei miei figli, se li ho istruiti nella fede e amati. Se io mi presento da Lui dicendo: Signore, a catechismo mio figlio non l'ho mandato, in compenso ho recitato tanti rosari" Lui dirà: "Ottima cosa dire il Rosario, ma Io ti avevo chiesto un'altra cosa!". Cosi, possiamo fare molte opere buone, opere di carità e mancare al nostro dovere. S. Agostino diceva: "Temo il Signore che passa!" Perchè? Perchè potrei non accorgermene. Ma come? Agostino, un vescovo e padre della Chiesa che ogni giorno operava, scriveva e serviva il Signore in modo mirabile, temeva di perdere di vista Dio? Si, perchè il fine della preghiera è l'unione con Dio, non la preghiera di per sé. Madre Teresa di Calcutta: "Non conta ciò che facciamo ma quanto amore mettiamo in ciò che facciamo" e lei puliva il sedere a migliaia di lebbrosi ogni giorno! Anche il Rosario, anche la Messa può divenire motivo di scandalo, quando è vissuta come pratica religiosa cioè quando è priva di amore, di unione con Dio. S. Teresina di Lisieux si addormentò in coro mentre pregava. Cosa avreste detto voi se foste stati nella madre superiora? L'avreste rimproverata? Avreste dubitato della sua santità? Ecco cosa le disse Gesù: "Vedi come abbiamo riposato bene insieme?" Perchè anche nel sonno lei era intimamente unita a Lui nell'amore. Non ha valore la preghiera di per sé ma il motivo per cui prego, l'amore che mi spinge a ricercare e ad abbracciare continuamente "l'amato del mio cuore" (Cantico dei Cantici). San Pio da Pietrelcina diceva centinaia di corone al giorno ma ciò che conta non è tanto il numero quanto il perché ne diceva cosi tante: perchè amava la Madonna e Gesù in modo sconfinato! Chi lo ha visto pregare ricorda come pregava! Questa consapevolezza ci sproni non a dire meno Rosari, ma al contrario, a dirne tanti per amore e a vedere Dio anche nelle pentole che sto pulendo perchè ho cucinato per gli ospiti che sono venuti a trovare mio marito. Cosi sia.

di Cristiano M. G.