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Aldo Maria VALLI :

A- UOMINI GIUSTI ai POSTI GIUSTI (1)

Buongiorno cari amici, e benvenuti alla rubrica “L’uomo giusto al posto giusto”.

Incominciamo con il Comitato organizzatore dell’incontro che si terrà il prossimo febbraio in Vaticano su “La protezione dei minori nella Chiesa”. Come avrete saputo, mentre nel comitato non c’è il cardinale Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston e presidente della Pontificia commissione per la tutela dei minori, c’è il cardinale Blase J. Cupich, arcivescovo di Chicago.

Poiché è noto che la sua nomina a Chicago è stata sponsorizzata dal cardinale Maradiaga e dall’ex cardinale Theodore McCarrick, molestatore seriale di seminaristi e abusatore di ragazzi, l’arcivescovo Cupich risulta davvero l’uomo giusto al posto giusto!

Inoltre la Catholic News Agency ha riferito che lo stesso Cupich, insieme all’ex arcivescovo di Washington Wuerl, successore di McCarrick, ha lavorato al piano alternativo a quello anti-abusi elaborato dai vescovi Usa e bloccato da un intervento vaticano dell’ultima ora poco prima dell’assemblea dei vescovi degli Stati Uniti. Un’altra circostanza che ne fa l’uomo giusto al posto giusto!

Ma non basta. Come si ricorderà, tempo fa Cupich dichiarò che il papa ha cose più importanti degli abusi di cui occuparsi, come il problema del clima o l’immigrazione.

Invece O’Malley, che in passato prese le distanze dalla linea di Bergoglio circa la gestione della crisi degli abusi in Cile, evidentemente sarebbe stato davvero l’uomo sbagliato al posto sbagliato.

Ed eccoci al secondo uomo giusto al posto giusto.

Si tratta del generale dei gesuiti, padre Augusto Sosa, eletto presidente dei superiori generali di tutti gli ordini religiosi.

L’elezione, avvenuta durante i lavori della novantunesima assemblea dell’Usg, Unione superiori generali, che si è tenuta presso la Casa Divin Maestro di Ariccia sul tema “Giovani, fede e discernimento”, non può che rallegrare.

Ricorderete infatti che padre Arturo Sosa Abascal tempo fa, interrogato a proposito della comunione ai divorziati risposati, si distinse per aver autorevolmente spiegato: “Intanto bisognerebbe incominciare una bella riflessione su che cosa ha detto veramente Gesù. A quel tempo nessuno aveva un registratore per inciderne le parole”. E quando poi gli si fece notare il passo evangelico di Matteo 19,3-6 (“Non divida l’uomo ciò che Dio ha congiunto”), Sosa autorevolmente rispose: “Io mi identifico con quello che dice papa Francesco. Non si mette in dubbio, si mette a discernimento”. Ecco perché i colleghi superiori devono aver automaticamente pensato: è lui l’uomo giusto al posto giusto!

Ma crediamo che la qualifica di uomo giusto al posto giusto spetti di diritto al padre Sosa anche per altre circostanze, come, per esempio, essersi fatto fotografare in preghiera in mezzo a monaci buddisti, aver detto che il diavolo in fondo non esiste e aver scritto sull’importanza della mediazione marxista della fede cristiana.

Ed ora il terzo uomo giusto al posto giusto.

In questo caso non ne conosciamo il nome, ma possiamo descrivere l’accaduto grazie al racconto che ci è stato fornito da un gentile amico.

Siamo in una chiesa in quel di Napoli ed ecco che alla fine della Santa Messa il prete, prima della benedizione, chiama all’altare un giovanotto che ha chiesto di poter ricordare un defunto.

L’uomo dunque va, prende la parola e ringrazia. Per che cosa? Per la possibilità di ricordare “suo marito”.

Ecco qui il nostro terzo uomo giusto al posto giusto! Al quale, volendo, potremmo aggiungere il signor reverendo celebrante, ma non sappiamo se, quando invitò il giovanotto per il ricordo, egli fosse al corrente dell’identità della persona che doveva essere ricordata.

Nella nostra rubrica, gentili amici, gli uomini giusti al posto giusto in genere non sono mai più di tre, ma oggi vogliamo fare un’eccezione.

Citiamo infatti anche sua eccellenza monsignor José Rodríguez Carballo, segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, il quale pochi giorni fa, durante un incontro con le monache di clausura, si è rivolto loro con queste nobili espressioni: “Siete donne adulte! Trattate la vostra vita da adulte, non da adultere!”. E tutto questo per convincere le suddette monache di clausura ad aprirsi al mondo, a non aver paura dei cambiamenti imposti dal Vaticano e a non fare resistenza di fronte alla pretesa che i monasteri perdano la loro indipendenza e autonomia.

Crediamo che i motivi per cui monsignor Carballo è il nostro quarto uomo giusto al posto giusto siano del tutto evidenti: per la finezza del suo eloquio, per la delicatezza mostrata nei confronti delle claustrali, per la coerenza e la profondità delle sue argomentazioni.

Cari amici, per oggi ci fermiamo qui.

Arrivederci alla prossima puntata e non dimenticate di segnalarci le vostre proposte per “L’uomo giusto al posto giusto”!

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B- STRANO… DUNQUE VERO (1)

Sempre più spesso, vi dico la verità, mi vien voglia di riesumare la rubrica Uomini giusti ai posti giusti, alla quale ho messo termine tempo fa. La cronaca infatti offre ogni giorno molteplici spunti.

Quel che è fatto è fatto. Niente però mi vieta, prendendo spunto dalla famosissima pagina Strano ma vero della Settimana enigmistica, di elencare alcune notizie recenti che potrebbero entrare, al punto in cui siamo, in una ipotetica rubrica Strano… dunque vero.

Un vero pastore

Parto da monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, il quale, a proposito delle dichiarazioni del signor ministro dell’Istruzione, a cui giudizio il Crocifisso andrebbe tolto dalle aule scolastiche, ha commentato: «Togliere il crocifisso dalle aule delle nostre scuole darebbe solo manforte a Salvini».

Che dire? Complimenti, una presa di posizione da autentico pastore. Gesù non potrebbe contare su un difensore migliore. Forse solo un pochino ossessionato da Salvini?

Tortellini politically correct

Ed eccoci a Bologna, dove, per la festa di san Petronio, saranno cucinati, accanto ai tortellini classici, anche quelli al pollo, senza maiale, «per chi non può mangiarne per diversi motivi», come ha spiegato la curia bolognese. Non essendo un cultore della materia, sono andato a controllare. Il ripieno del vero tortellino bolognese si fa con il lombo di maiale, il prosciutto crudo e la mortadella di Bologna. Se non ci sono questi ingredienti, niente tortellino bolognese. Quindi fare i tortellini mettendoci il pollo sarebbe come fare la carbonara mettendoci la panna, o l’ossobuco senza il buco. Può darsi che mi sbagli, ma quelli con il pollo, semplicemente, non sono tortellini alla bolognese. Vogliamo chiamarli alla saracena?

San Francesco ai Fridays for Future?

E ora ad Assisi, dove, a proposito delle manifestazioni degli studenti seguaci di Greta, il responsabile della sala stampa del sacro convento ha detto: «Oggi Francesco d’Assisi guardando l’anelito e la sete di autenticità di milioni di giovani nelle piazze del mondo direbbe: “Laudato si’ mi Signore per questi giovani che amano e desiderano rispettare sora nostra madre terra la quale ne sustenta e governa, e produce diversi frutti con coloriti flori et herba”. Siamo chiamati a sostenere e incoraggiare i giovani che stanno dimostrando pacificamente in tutte le piazze del mondo i valori che Papa Bergoglio ha espresso nella Laudato si’. Sono certo che il Santo di Assisi sarebbe stato al loro fianco a manifestare».

Mi dicono che, dopo queste parole, dalla tomba del Poverello è giunto un rumore cupo. Come di uno che si volta e rivolta.

Avanti tutta!

Secondo l’arcivescovo di Monaco di Baviera, Reinhard Marx, la Chiesa non può essere statica. «Non siamo ancora a destinazione, siamo in movimento, non dobbiamo fermarci, c’è un avanzamento dinamico, stiamo cambiando, verso un grande obiettivo», ha detto il cardinale sabato alla consacrazione di cinque diaconi permanenti.

Interessante. Siamo felici di sapere che c’è tutto questo «avanzamento dinamico». Bisognerebbe solo capire verso dove è diretto. Comunque, se l’ha detto Marx…

Eccellenza grigia

E chiudiamo con monsignor Mario Grech, vescovo di Gozo, a Malta, che è stato nominato dal papa pro-segretario del sinodo dei vescovi. Una bella promozione.

Ma perché proprio Grech? Forse perché, tempo fa, in un’intervista al Times of Malta, Grech dichiarò che la Chiesa deve essere «un’esperienza di Dio»”, non «un’agenzia morale». E poi, quando gli chiesero un giudizio sulle relazioni tra persone dello stesso sesso, disse che non tutti i dibattiti morali sono in bianco e nero e che i cattolici devono «imparare a vedere il grigio».

Possiamo rassicurare sua eccellenza: siamo in molti ormai a vedere che per la Chiesa la situazione è grigia, molto grigia.

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>>> Le IMMAGINI dei 15 MISTERI del ROSARIO
🙏

>>> AVE MARIA (LOURDES & FATIMA) : 650 audios da scaricare 🙏

Grazia del mistero dell'Incarnazione,
scendete nella mia anima e rendetela veramente umile.
🙏
Christoforus78
Ormai non si trova più neppure un cattolico nei posti chiave della Chiesa. Pensano come i politici, credono di mandare la chiesa dove vogliono occupando tutti i posti disponibili. Peccato per loro che lo Spirito Santo soffi dove vuole ed il rivale a cui cercano di fare le scarpe è niente meno che il Dio uno e trino per cui non è difficile immaginare chi avrà l'ultima parola..