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COS'E' LA MISERICORDIA?

La misericordia non è mai gratis, come insegnavano i gesuiti: è il punto di arrivo, dopo il sacrificio della croce. Infatti, la domenica di san Tommaso (per gli orientali) o della misericordia per i cattolici, viene celebrata nell’ottava di Pasqua, dopo la settimana santa, dopo aver commemorato e fatta nostra, la passione e l’espiazione di Cristo. Dunque, la misericordia significa ritenere possibile la conversione, il cambiamento di mentalità e di comportamento morale. La violazione del Decalogo, è avvenuta un momento dopo che Dio l’aveva dato a Mosè, ma tale violazione non ha fatto venire in mente ai profeti, a Gesù o alla Chiesa che bisognasse cambiarlo, perché difficile da praticare; al contrario, ha reso più insistente il richiamo alla conversione. Misericordia vuol dire chiamare a conversione il peccatore. I Giubilei hanno quest’unico significato: favorire l’abbandono della condotta immorale e il ritorno a Cristo. Questi, ha chiamato a conversione noi peccatori, non ha detto: rimanete nella condizione di peccato in cui siete. Invece, sembra che la misericordia, oggi, sia intesa in questo modo: “Tu sei come sei, e Dio lo sa, ma non fa niente, rimani pure nella condizione di peccato”. All’inizio del ministero di Gesù, c’è l’appello: “Il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo”(Mc 1, 15). Negare questo, significa pensarla come Lutero: poter essere peccatore – perché la natura, secondo lui, sarebbe irrimediabilmente corrotta - e contemporaneamente giusto, perché la grazia mi assolverebbe dal castigo. Per questo, all’epoca della Riforma protestante, nessun cattolico si sognava di dire che Lutero avesse ragione. Oggi, succede di sentire il contrario. Tra gli appunti di Giovanni Paolo II, pubblicati dal suo segretario, si legge: “Una domanda: intendo il mio servizio nella Sede di Pietro come la difesa della legge di Dio? Delle leggi del Creatore e Redentore”(Karol Wojtyla, Joannes Paulus II. Sono tutto nelle mani di Dio. Appunti personali 1962-2003,Libreria Editrice Vaticana 2014, p 245).

Don Nicola Bux
Franco Toscano
"NE MANDA PIÙ ALL'INFERNO LA MISERICORDIA DI DIO CHE NON LA SUA GIUSTIZIA". Sant'Alfonso Maria de' Liguori.
La falsa e la vera misericordia di Dio.
Et misericordia ejus... timentibus eum, dice la Santa Vergine nel Magnificat. Oggi si fa un gran parlare della misericordia di Dio e si vuol fare di Dio un buonista ed è per questo che si precisa poco quali siano le condizioni per ottenere …More
"NE MANDA PIÙ ALL'INFERNO LA MISERICORDIA DI DIO CHE NON LA SUA GIUSTIZIA". Sant'Alfonso Maria de' Liguori.
La falsa e la vera misericordia di Dio.
Et misericordia ejus... timentibus eum, dice la Santa Vergine nel Magnificat. Oggi si fa un gran parlare della misericordia di Dio e si vuol fare di Dio un buonista ed è per questo che si precisa poco quali siano le condizioni per ottenere misericordia. La prima, anche se non la più elevata, è l'aver il Timor di Dio che è l'inizio della sapienza. Questo dono dello Spirito Santo non ci fa peccare o ci fa uscire dal peccato. Chi fa un peccato mortale non ha il timor di Dio, chi non esce dal peccato mortale non ha il timor di Dio. Ancor di più, chi fa un peccato mortale, checché ne dica, non ha l'amor di Dio; il peccato mortale è un rifiuto pratico dell'amor di Dio. Comunque, se non abbiamo almeno il Timor di Dio non possiamo ottenere misericordia ed è per questo che sant'Alfonso Maria de' Liguori dice che : "Ne manda più all'inferno la misericordia di Dio che non la sua giustizia", perché molti sperano nella misericordia di Dio senza però aver il Timor di Dio che ci impedisce di peccare o ci fa uscire dal peccato. E' vero che nell'orazione delle rogazioni la Chiesa ci fa dire "Deus cui proprium est misereri semper et parcere" (Dio, di cui è il proprio aver misericordia e perdonare) o nella Bibbia: "Dic ad eos: Vivo ego, dicit Dominus Deus, nolo mortem impii, sed ut convertatur impius a via sua, et vivat".
(Di a loro: Io vivo, dice il Signore Iddio, non voglio la morte del peccatore, ma che egli si converta e viva) Ezechiele, 33, 11. Dio vuol aver pietà di noi ma non contro la nostra volontà libera. Se noi liberamente abbiamo il timor di Dio, l'amor di Dio, Dio avrà misericordia di noi. La libertà Dio ce l'ha data per fare liberamente il bene; se uno fa il male, e tutti, più o meno lo facciamo, non usa della libertà ma ne abusa.

Ecco il testo del santo che parla di questo.
“Sant’Agostino dice che il demonio inganna gli uomini in due modi: con la disperazione e con la speranza. Dopo il peccato, tenta il peccatore alla disperazione con il terrore della divina giustizia; ma prima di peccare spinge l’anima al peccato con la speranza nella divina misericordia. Perciò il Santo ammonisce: «Dopo il peccato, spera nella misericordia, prima del peccato, abbi timore della giustizia». Infatti non merita misericordia chi si serve della misericordia di Dio per offenderlo. Dio usa misericordia con chi lo teme, non con chi si serve di essa per non temerlo.
È difficile trovare una persona così disperata, che voglia veramente dannarsi. I peccatori vogliono peccare senza perdere la speranza di salvarsi. Peccano dicendo: «Dio è misericordioso; farò questo peccato e poi mi confesserò». «Farò ciò che mi piace, tanto Dio è buono»: cosi parlano i peccatori, come scrive sant’Agostino. Però tanti con questo modo di pensare sono finiti male. Dice il Signore: Non dire: «La sua misericordia è grande; mi perdonerà i molti peccati» (Sir 5,6). Non dire: «Per quanti peccati io possa commettere, con un atto di dolore sarò perdonato!» E perché? Poiché ci sono presso di lui misericordia e ira, il suo sdegno si riverserà sui peccatori. Dio pur essendo misericordioso, è anche giusto… Dio promette la sua misericordia a chi lo teme, non a chi abusa di essa. La sua misericordia si stende su quelli che lo temono (Lc 1,50), cantò la Madre di Dio. Agli ostinati Dio minaccia la giustizia. […]
Insomma, dice San Paolo, non ci si può prendere gioco di Dio (Gal 6,7). Non si può offenderlo continuamente con proposito e poi pretendere il Paradiso. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato: chi semina peccati non ha motivo di sperare altro che il castigo da scontare nell'inferno. La rete con la quale il demonio trascina le anime all'inferno e l’inganno sibilato attraverso le parole: «Peccate pure liberamente, perché vi salverete nonostante tutti i peccati». Dio detesta la speranza di chi si ostina al peccato poiché la loro speranza è abominio. Una tale speranza provoca Dio al castigo, meritato da chi, abusando della sua bontà, lo ha offeso in tutti i modi".
S. Alfonso Maria de’ Liguori

Dopo aver redatto l'articolo qui sopra ho trovato questo. "Sì, è la falsa misericordia quella che si sta diffondendo nel mainstream cattolico. Ecco una acuta e profonda riflessione di padre Richard Heilman sulla comprensione distorta e pericolosa della misericordia di alcuni esponenti di alto livello della Chiesa. Il caso Biden.
La falsa misericordia - Il blog di Sabino Paciolla
alacer
Non c'è niente da fare: in Paradiso ci si arriva solo con lacrime e sangue, come d'altronde ha insegnato Gesù. Se va bene, chi sta nel mondo, se non ha particolari vocazioni eroiche, si fa un lunghissimo Purgatorio... se va bene, appunto!
Sam Gamgee
''Non per nulla l'abolizione della legge divina naturale e' il perno sul quale e' stato fatto ruotare il sinodo sulla famiglia ,mentre la questione dei 'divorziati' e' stata prefabbricata con l'intento plateale di desacralizzare la promessa matrimoniale per distruggere cosi' l'istituzione . La contraffazione della misericordia divina serve a sollevare dalla difficolta' di obbedire a comandamenti …More
''Non per nulla l'abolizione della legge divina naturale e' il perno sul quale e' stato fatto ruotare il sinodo sulla famiglia ,mentre la questione dei 'divorziati' e' stata prefabbricata con l'intento plateale di desacralizzare la promessa matrimoniale per distruggere cosi' l'istituzione . La contraffazione della misericordia divina serve a sollevare dalla difficolta' di obbedire a comandamenti che mortificano il desiderio individuale di felicita'...guadagnando la simpatia popolare . E qui si innesta un paradossale non senso : viene innalzata la bandiera della misericordia di Dio per alleviare le insofferenze verso la Sua Legge e il disagio creato dalla eventuale violazione.....siamo di fronte alla appropriazione indebita della misericordia di Dio usata per cancellare la Sua Legge che va sostituita con quella umana piu' in voga. ( Patrizia Fermani , da ' Riscossa Cristiana ' 04/4/2016