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Istruzione Cattolica
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LE ORIGINI DEL CULTO AL CUORE DI GESU'

Sarebbe errato considerare la devozione al Sacro Cuore di Gesù come scaturita dalle rivelazioni di Paray e Margherita Maria come l'iniziatrice di questo culto. La chiesa non avrebbe potuto farlo proprio, perché attinge sempre e solo dalla Rivelazione ciò che propone ai fedeli. Essa inoltre considera e giudica come sana e credibile una rivelazione privata nella misura in cui questa concorda con i dati della Sacra Scrittura e della Tradizione. D'altra parte, un messaggio dal cielo può servire a richiamare una verità che merita di essere presentata agli uomini con maggior chiarezza: ma non sarà mai annunciato qualcosa di nuovo.

- "Anche se un angelo del cielo venisse a predicarvi un vangelo diverso, consideratelo anatema! insegna san Paolo".

Se dunque la chiesa, oggi come ieri, ci esorta a praticare verso il Cuore di Cristo un culto di adorazione e d'amore confidente e riparatore vuol dire che tale culto affonda le radici nella Sacra Scrittura. La stessa parola "cuore" è già un termine biblico. Esso simbolizza la sorgente e il centro della vita profonda dell'uomo. Così che quando Dio ci guarda, non si ferma alle apparenze e alla maschera, ma scruta il cuore cioé il santuario intimo dei nostri pensieri e dei nostri desideri. Di qui anche la necessità di rinnovare il nostro cuore se è indurito, di ricevere la parola di Dio con un "cuore ben disposto", di amare Dio con "tutto il cuore" ecc.

La Bibbia parla ugualmente molte volte del "Cuore di Dio" designando con questo termine tutto l'insieme del suo intimo, la tenerezza e la misericordia del Signore, il suo piano d'amore sugli uomini che vuol condurre alla salvezza.

Anche Gesù, Verbo incarnato, designa con la parola "cuore" il suo Io profondo, i suoi sentimenti di tenerezza e di misericordia, la sua volontà redentrice: "Imparate da me, egli dice, che sono mite e umile di cuore". Non si può però limitare il "Cuore di Gesù" alla sola interiorità di Cristo, a significare unicamente la sua persona. Infatti il cuore fisico di Gesù, come ci narra la passione secondo Giovanni, fu aperto sul Calvario dalla lancia del soldato e agli occhi attoniti dell'apostolo testimone della scena, da quest'organo che aveva cessato di battere, uscì sangue e acqua; questa trasfissione del cuore fisico di Gesù è così divenuta allo sguardo di tutti coloro che hanno contemplato, con fede e riconoscenza, Colui che è stato trafitto, come una "epifania", la manifestazione luminosa dell'amore eroico del Redentore e insieme la certezza della resurrezione e della vita divina che ci sono donate e comunicate e che vengono simbolizzate dallo sgorgare del sangue e dell'acqua dal Costato aperto del Salvatore.

SVILUPPO PROGRESSIVO DEL CULTO AL CUORE DI GESU'

Il culto al Cuore di Gesù è nato nella chiesa progressivamente, partendo dalla contemplazione di Gesù crocifisso.

I padri della chiesa, nei loro commentari alla Sacra Scrittura, si soffermano sulla scena del calvario.

S. Agostino, per esempio, scorge nel sangue e nell'acqua sgorganti dalla piaga aperta del costato di Cristo, la chiesa uscita dal Cuore trafitto, la nascita della novella Eva, nostra madre secondo la grazia. Più tardi, con San Bernardo, Guglielmo di Saint-Thierry, Riccardo e Ugo di San Vittore, poi con le Sante Lutgarda, Gertrude e Matilde, si passa dalla teologia alla mistica. L'anima si inebria al torrente di delizie che scaturiscono dal cuore amabile del Salvatore. Queste anime innamorate di Cristo ricevono le sue confidenze. E sono introdotte e trasformate nella fornace d'amore, costituita dal petto divino del loro Maestro adorato. Santa Gertrude, per esempio, ci descrive con lirismo i battiti del Cuore di Gesù e ce ne propone il significato spirituale.

Giunge in seguito Francesco di Assisi. Sull'Averna riceve nel proprio corpo le stimmate del Crocifisso. Questo prodigio suscita allora uno straordinario rinnovato fervore nella devozione alla santa umanità del Salvatore e alla sua Passione. Gli uomini, la cui carità si riscalda a questi contemplazione, riprendono a mirare colui che è stato trafitto. Così, in un modo del tutto naturale, i predicatori della scuola francescana, San Bonaventura in particolare, attirano l'attenzione sul Cuore di Gesù, mentre i mistici, discepoli del Poverello, Angela da Foligno, Margherita da Cortona... si pongono con lui in amoroso dialogo.

I Domenicani - la scuola tedesca sopratutto con Maestro Eckart, Taulero ed Enrico Susone - pervengono ugualmente alla devozione al Sacro Cuore, partendo dalla contemplazione di Gesù Crocifisso. Più tardi, Caterina da Siena insiste sulla devozione al sangue di Cristo di cui il Cuore del Salvatore è la sorgente. Il secolo XV è un'epoca di "santi del Sacro Cuore". Basti pensare a Bernardino da Siena, Caterina di Bologna, Ludvina di Schiedam, Caterina di Genova, Francesca Romana, Lorenzo Giustiniani, Giovanna di Francia.

A questa epoca, prendono le redini in mano i padri gesuiti: Pietro Canisio e Francesco Borgia sono fervorosamente conquistati da questa devozione.

All'alba del XVII secolo tutta una corrente spirituale trasporta le anime alla contemplazione delle piaghe di Cristo, specialmente a quella del costato aperto. Si pensi, per esempio, a Maria Maddalena dei Pazzi e a Rosa da Lima.

IL SECOLO DI MARGHERITA MARIA

Si può quindi affermare che al tempo di santa Margherita Maria era cosa ordinaria parlare del Cuore di Gesù ed esaltarne il culto. Fra gli apostoli di questo culto, un posto speciale deve essere riservato sopratutto a San Giovanni Eudes (1601-1680), contemporaneo della santa.

Egli cominciò con il predicare il Cuore di Maria e, ben presto, "il Cuore di Gesù e di Maria", che egli vede indissolubilmente uniti. In loro onore compose messe ed uffici e il 20 ottobre 1672, fece celebrare per la prima volta, la messa del Cuore di Gesù, nella congregazione da lui fondata. Violentemente attaccato, si fa apologista delle devozioni da lui raccomandate. Un mese prima di morire (19 maggio 1680) termina la sua opera più importante: "Il Cuore ammirabile della SS. Madre di Dio" il cui 12° libro è tutto dedicato al Cuore di Gesù.

La bolla per la sua canonizzazione, a buon diritto, lo proclama "padre, dottore e apostolo del culto liturgico" dei sacri Cuore di Gesù e Maria.

Ad eccezione di una preghiera al Cuore di Maria; tra quelle raccolte più che composte dalla santa di Paray e che comprende una preghiera di San Giovanni Eudes, non si può affatto affermare che essa abbia conosciuto le opere del santo apostolo della Normadia.

IL CULTO DEL SACRO CUORE NELL’ORDINE DELLA VISITAZIONE

«È particolarmente degna di attenzione, scrive Languet de Gergy nel `Discorso' che precede "La vita della venerabile madre Margherita Maria", la predizione fatta precedentemente da San Francesco di Sales che "l'ordine da lui fondato era destinato ad onorare in modo speciale il Cuore di Gesù Cristo. Le religiose della Visitazione, diceva questo grande santo, secondo quanto narra l'antico autore della sua vita (Vita di San Francesco di Sales di M. Dupuy), potranno gloriarsi del nome di figlie evangeliche, poste in questo mondo per essere specialmente le imitatrici delle due più care virtù del Sacro Cuore del Verbo Incarnato, la dolcezza e l'umiltà, che sono la base e il fondamento del loro ordine e danno ad esse il privilegio di questa grazia incomparabile di portare il nome di Figlie del Cuore di Gesù».

Ma lasciamo parlare il fondatore stesso. Egli scrive a madre de Chantal, il 10 giugno 1611, (cioè il venerdì seguente, in quell'anno, l'ottava del SS. Sacramento): "Veramente la nostra piccola congregazione è opera del Cuore di Gesù e di Maria. Il Salvatore morente ci ha generati attraverso la piaga del suo Sacro Cuore". Santa Giovanna de Chantal, da parte sua, dichiara: "Se le suore della Visitazione saranno molto umili e fedeli a Dio, erediteranno il Cuore di Gesù come dimora e soggiorno in questo mondo".

Si potrebbero citare molti altri testi con i quali il santo dottore propone alle sue figlie il culto del Cuore di Gesù. Egli se le immagina "adoratrici", "schiave", "imitatrici" di questo divin Cuore che deve diventare "loro dimora" come è già "radice dell'albero di cui esse sono i rami". Nel Cuore del Salvatore faranno la loro continua contemplazione e d'ora in poi vedranno il prossimo "nel Cuore di Gesù e come attraverso il suo sacro petto".

Si può quindi affermare che l'ordine della Visitazione, sin dalla sua origine, è caratterizzato da un culto speciale verso il Cuore di Cristo e l'imitazione delle virtù di questo Cuore divino ne riassume tutta la regola.

La caratteristica, di Santa Margherita Maria non sarà solo di essere la confidente del sacro Cuore; altre religiose dell'ordine lo sono state, sia pure in grado minore, ma di essere l'apostola di questo Cuore, trasmettendone, al mondo i lamenti e gli appelli, per suscitare a suo riguardo, una immensa corrente d'amore e di riparazione.

UN ANNUNZIO PROFETICO

Il 27 dicembre, giorno della sua festa, l'apostolo San Giovanni invitò Santa Gertrude a chinarsi con lui sul petto del Salvatore e percepirono insieme con ineffabile gioia le pulsazioni del Cuore di Gesù. Ed ecco il dialogo che ebbe luogo tra la mistica e l'evangelista. "Allorché durante l'ultima cena posaste il capo sul petto benedetto di Gesù non avete sentito la bellezza di questi palpiti d'amore?".

- "Confesso d'averli percepiti. La loro soavità penetrò nel mio essere e la mia anima divenne bruciante d'amore!".

"Quale il motivo allora del vostro assoluto silenzio? Perché neppure una parola, sia pur vaga, che rivelasse questo ineffabile mistero, con grande profitto delle anime?".

- "La mia missione era di far conoscere alla chiesa nascente il Verbo incarnato del Padre. Era invece riservato ai tempi presenti di sentire la soave eloquenza dei palpiti d'amore. Il mondo freddo ed invecchiato si riscalderà a contatto con la tenerezza di Dio".

Certamente questa predizione dell'apostolo prediletto caratterizza già le rivelazioni di Santa Gertrude. Ma nello stesso tempo presagisce senza velo il ruolo di Margherita Maria. Alla fine del secolo XVII, il mondo conosceva una vecchiaia ben più fredda che ai tempi di Gertrude. La paura e l'adorazione tremebonda hanno sostituito la semplicità e il calore dell'amore. Il Giansenismo inaridisce le anime e le affama. Mai come nel 1673, il mondo ha sentito il bisogno di riascoltare nuovamente i palpiti del Cuore divino!

È quindi giunta l'ora che il Cuore di Gesù riveli agli uomini la sua appassionata tenerezza e le amarezze del suo amore.

Ciò è ancor più vero dopo trecento anni. Infatti amare e far amare il Cuore di Gesù significa dare la vita, la gioia e la speranza di cui tanto manchiamo.

Noi tutti abbiamo bisogno di ritornare a contemplare la tenerezza dei Cuori di Gesù e di Maria per poter vincere lo smarrimento e l'angoscia esistenziale.

La via più semplice e sicura è quella della devozione indicata da Santa Margherita Maria.
Sam Gamgee
In epoca moderna la devozione al Sacro Cuore e' (ri)nato per motivi e fini precisi ,cioe' per contrastare il razionalismo illuminista : non a caso i Vandeani lo avevano a proprio simbolo e c'e' a Parigi la Chiesa del Sacre Coeur .