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Istruzione Cattolica
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L'idolatria che offende l'amore divino

Il primo comandamento proibisce l'idolatria. Per idolatria si intende l'atto (interiore ed esteriore) di esaltazione di ciò che è creato su ciò che è increato. Cosa è creato? Tutto. Ogni cosa è creata da Dio che, pertanto e' il solo essere increato. Idolatria quindi è mettere un ente creato al posto di Dio. La Sacra Scrittura recita testualmente che Dio è un Dio geloso! Geloso! Geloso della sua gloria, del suo primato nel cuore dell'uomo. Un primato di amore e di dominio. Oggi parlare di dominio sa tanto di anacronismo ma dobbiamo ricordare che non è Dio a doversi adattare alle nostre mentalità, siamo noi che dovremmo adattarci alla sua Parola. Quando lo chiamiamo "Signore" noi lo chiamiamo "Padrone", perché il termine Signore deriva dal latino "Dominus" che appunto significa padrone. Questo forse scandalizza ma è utile per comprendere il senso del termine dominio di cui abbiamo parlato. Il livello di sensibilità del Cuore di Dio è ALTISSIMO e ci tengo che comprendiate bene questo punto. L'amore è sensibile, non è superficiale. Non chiude gli occhi di fronte alle offese, non fa finta di nulla dicendo: "fa niente, ti perdono". No, il cuore di Dio, l'amore stesso, guarda ai minimi particolari, scruta i pensieri dei cuori in attesa di scorgere un pensiero rivolto a se. Ascolta tutte le invocazioni e preghiere dei suoi figli, contando le parole una per una. Ogni minima mancanza produce una ferita su questo cuore divino e nessuna offesa rimane senza effetto. Allo stesso tempo nessun atto di carità rimane senza effetto e tutto viene ritenuto dalla divina sapienza. Dimentichiamoci della nostra idea di Dio e impariamo a conoscere ciò che Dio ha rivelato su di se. L'idolatria è un peccato tremendo, abominevole, disdicevole perché offende l'amore divino, ferisce il Cuore amorevole di Gesù Cristo e lo abbassa al di sotto degli amori terreni. Ricordiamo le parole evangeliche: "Chi ama il padre o la madre più di Me, non è degno di Me". L'amore ai genitori c'è e ci deve essere, per questo esiste il quarto comandamento, ma non può in alcun modo paragonarsi all'amore che l'uomo deve a Dio suo Creatore e Redentore. Nessun amore terreno, seppur lecito, può frapporsi tra Dio e l'uomo. Nessuna autorità terrena può interporsi fra il Creatore e la sua creatura. Non solo creature terrene, neanche angeliche! Cosa vediamo nel libro dell'apocalisse al termine della rivelazione? San Giovanni si rivolge all'angelo che lo ha guidato nella visione soprannaturale e si prostra per adorarlo. L'angelo inorridisce e lo richiama con forza: non adorare me, Dio solo devi adorare. Io sono un servo come lo sei tu. A Dio solo la gloria, l'onore, la potenza, la forza.
Quanto abbiamo da imparare di fronte a questi insegnamenti! Un esempio più recente a noi, uno dei più grandi santi del secolo scorso (se non il più grande): Padre Pio. La gente arrivava persino a strappargli pezzetti di tonaca per avere con se una reliquia del santo. Come reagiva Padre Pio? Con dei modi che ancora oggi lo fanno passare tra i disinformati come un burbero e arcigno frate. Lui sapeva benissimo che questi atti fatti in buonissima fede e con devozione popolare, erano sgraditi al cielo, perché fatti con disordine. Chi è Padre Pio per noi? Un santo mirabile cui bisogna prendere esempio e venerarlo come merita. Chi è Padre Pio rispetto a Dio? Il nulla più assoluto. Il niente stesso. Il Cuore divino di Gesù sa che certi atti sono fatti con buona fede e con devozione filiale, ma spesso si vede messo da parte, eclissato rispetto ai suoi stessi servitori. Questo Padre Pio non lo voleva e per questo reagiva in modo molto, molto forte, quando si vedeva fotografato o trattato come un idolo vivente. "Io sono solo un povero frate che prega". Diceva lui e in questa frase c'è tutta la spiegazione del peccato di idolatria. Un povero frate che prega otteneva miracoli strepitosi da Dio onnipotente ma rimandava sempre, nelle sue parole, nei suoi atti, alla fonte. Io non sono niente - prego - è il cielo che si manifesta a voi. Bisogna fare molta attenzione quindi quando ci apprestiamo a rendere onore agli uomini, santi o no che siano (non parlo neanche degli "idoli" - appunto - dello spettacolo e della televisione). Dio e' geloso ed è giusto che sia così, perché ha creato, amato e redento, ci ha donato tutto se stesso e ancora oggi troppo pochi ricambiamo questo suo amore. Ricordiamoci sempre che quando facciamo un elogio a qualcuno, che esaltiamo una persona, una cosa, che amiamo un individuo tanto da dare di più a lui/lei che a Dio, che questo modo di fare addolora il Signore. Non bisogna farsi prendere dagli scrupoli se si sta con la propria famiglia o se si spende del tempo con le persone, ma solo tenere a mente che le minime mancanze di attenzione verso Gesù sono da Lui ritenute e percepite come ferite. L'amore è così, non c'è niente di più sensibile alle minime cose. "Se sarete fedeli nelle piccole cose lo sarete anche nelle grandi" ci dice Gesù - "Viceversa non lo sarete con le grandi se non lo sarete nelle piccole." Chiediamo alla Madonna, la sola creatura che è fatta interamente per portare sempre le anime dei suoi devoti al Figlio, la grazia di non offendere mai la maestà divina con atti del genere.

MariaRosaMystica shares this
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Bellissimo articolo