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Istruzione Cattolica

IL CULTO AL SACRO CUORE NELLA MISERENTISSIMUS REDEMPTOR DI PAPA PIO XI

Il Papa Pio XI nella sua enciclica "Miserentissimus Redemptor" ha illustrato mirabilmente e puntualmente i punti essenziali del culto al Sacro Cuore di Gesù e ha ordinato ai pastori di insegnare ai fedeli ciò che egli ha scritto nella presente enciclica a gloria di Dio e per la salvezza del mondo. Il Pontefice afferma di farsi portavoce della volontà del Salvatore che manifestò a S. Margherita Maria Alacoque i desideri del suo adorabile cuore. Storicamente manifestatosi in un momento in cui la Chiesa era minacciata dalla velenosa eresia giansenista che mostrava Dio come giudice implacabile e oscurava il suo volto paterno e misericordioso, il culto al Sacro Cuore volle essere la risposta di Dio agli errori umani che erano causa di smarrimento per tanti cristiani fedeli. Obiettivo di questa devozione - come per tutte le devozioni - è l'imitazione. Caratteristica peculiare della devozione al S. Cuore è quella di rende amabile e facile l'imitazione delle virtù del Salvatore. Il popolo cristiano - afferma il Papa - ha sempre amato questa devozione sicuramente mosso dallo Spirito Santo; i Pontefici a loro volta hanno approvato e arricchito tale pratica devozionale con innumerevoli benefici e favori spirituali. Illustra di seguito le pratiche di pietà che incarnano questa devozione: la pratica dei primi nove venerdi del mese, la consacrazione al Sacro Cuore (per singoli, gruppi, popoli e nazioni), l'Ora santa, la comunione riparatrice. Al centro e all'inizio di questa devozione c'è l'espiazione e la riparazione dei peccati commessi verso il Sacro Cuore del Salvatore. Il Papa denuncia la mentalità eretica - simile a quella di Pelagio dice - dei superbi che pensano che espiazione e riparazione siano concetti antichi e non adatti alla natura umana. In realtà non può dirsi cristiano chi negasse tali caratteristiche intrinseche alla vita cristiana. Non si tratta dunque solo di pratiche legate a questo particolare culto ma di pratiche legate in maniera indissolubile alla stessa pratica della religione cristiana. Ogni uomo deve sentirsi mosso all'espiazione e alla riparazione dalla giustizia - poiché egli è peccatore - e dall'amore - che mira a consolare l'amato che soffre a causa dei peccati dell'umanità. Il primo ed essenziale sacrificio di espiazione e riparazione è quello di Gesù che si rinnova sugli altari ad ogni Messa. A esso però va aggiunto il sacrificio della sua Chiesa che, nei suoi singoli membri, completa ciò che manca ai fini della salvezza delle anime. "Dio che ti ha creato senza di te - dice S. Agostino - non ti salva senza di te" cioè senza la tua collaborazione. La Passione di Cristo è sempre anche passione della Chiesa. Il Papa infatti passa a denunciare i peccati più evidenti di quell'epoca che miravano anche a spodestare Cristo re dal suo dominio incontrastato su tutto il genere umano, secondo le parole di Papa Leone XIII che consacrò appunto il genere umano al Cuore di Gesù. Chiunque crede alla verità rivelata per cui "tutto il mondo è posto sotto il potere del maligno" deve sentire urgente dentro di sé questo bisogno di espiazione e di riparazione. Conclude l'enciclica con l'atto di consacrazione al Sacro Cuore da recitarsi il più sovente possibile.