Pietro da Cafarnao

PECCATO E PURIFICAZIONE
Basta riflettere un po’ e riuscirete a comprendere quanto di male avete fatto agli occhi di Dio.
Perché gli occhi del vostro Dio sono la vostra coscienza. Io sto lì, in quel pezzo della vostra anima, al centro di essa, perché dirigo i vostri pensieri e le vostre azioni, ma quando voi invece di ascoltare lo Spirito vi discostate da Me, non riuscite più a discernere le vostre azioni ed i vostri pensieri e potete discostarvi dalla retta via e cadere nel peccato.
Ecco perché Io vi dico di stare sempre uniti a Me in Spirito e Verità (1), perché Io faccio sorgere nella vostra coscienza quel sentire il bene o il male.
Ma l’importante è che pur peccando, voi teniate accesa in voi la luce dello Spirito, che illumina la vostra coscienza e vi fa discernere il bene dal male.
Ci sono peccati di varia intensità: gravi e meno gravi, ma è pur sempre grave offendere Dio.
E’ grave quando voi avete il deliberato consenso nel vostro cuore.
di offendere il vostro Dio. Quando …More

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Bernardo di Chiaravalle

Anche l'ai lo capisce...

Seconda lettura di domenica 26 Aprile.
Prima lettera di San Pietro apostolo, 2 20-25.
Carissimi, se facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime.
Parola di Dio

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Dal trattato «Contro le eresie» di sant'Ireneo, vescovo
(Libro I)
La proclamazione della verità.
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La Chiesa, sparsa in tutto il mondo, fino agli ultimi confini della terra, ricevette dagli apostoli e dai loro discepoli la fede nell'unico Dio, Padre onnipotente, che fece il cielo la terra e il mare e tutto ciò che in essi è contenuto (1). La Chiesa accolse la fede nell'unico Gesù Cristo, Figlio di Dio, incarnatosi per la nostra salvezza. Credette nello Spirito Santo che per mezzo dei profeti manifestò il disegno divino di salvezza: e cioè la venuta di Cristo, nostro Signore, la sua nascita dalla Vergine, la sua passione e la risurrezione dai morti, la sua ascensione corporea al cielo e la sua venuta finale con la gloria del Padre. Allora verrà per «ricapitolare tutte le cose» (2) e risuscitare ogni uomo, perché dinanzi a Gesù Cristo, nostro Signore e Dio e Salvatore e Re secondo il beneplacito del Padre invisibile «ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto …More

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Generando Educación Integral

FU, È E SARÀ COSÌ PER SEMPRE

Pietro da Cafarnao

ALLE PERSONE DEL CINEMA, DELLA TELEVISIONE
Quando Dio creò il cielo e la terra e quanto contiene l’universo, pensò alla gioia dell’uomo e quindi l’uomo decise attraverso il pensiero di Dio di divertirsi.
E’ quanto Dio voleva dalle sue creature, che aveva creato come fiori del suo giardino. Nel tempo gli spettacoli andarono di mano in mano perfezionandosi, fino ad arrivare ai nostri tempi.
Ma per gli occhi di Dio quante sozzure, quanta immoralità, quanto peccato. Ora voi non sapete più divertirvi se intorno a voi non c’è nudità, immoralità, linguaggi e concetti sconci.
Perché non essere fedeli ad una certa morale che il vostro Dio vi ha messo nel cuore dalla creazione?
Perché continuare a rappresentare cose inutili che non danno beneficio ad alcuno, anzi danneggiano il cuore dell’uomo, specie della gioventù ed anche dei bambini in genere?
Ma come potete, come farete a continuare con questi vostri programmi di vita e di spettacolo, rendendovi conto che siete sempre più infelici,…More

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giovanna delbueno

C' è immoralità ma anche tanta volgarità e ignoranza. Tutto si accompagna.

Pietro da Cafarnao

L'UNIVERSO E QUANTO CONTIENE, DONO DEL MIO AMORE PER OGNI CREATURA.
Dal link
PACE NEI CUORI - missione di apostolato

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Pietro da Cafarnao

Dalle «Lettere pasquali» di sant'Atanasio, vescovo
Celebriamo la vicina festa del Signore con autenticità di fede
Il Verbo, Cristo Signore, datosi a noi interamente ci fa dono della sua visita. Egli promette di restarci ininterrottamente vicino. Per questo dice: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (1).
Egli è pastore, sommo sacerdote, via e porta e come tale si rende presente nella celebrazione della solennità. Viene fra noi colui che era atteso, colui del quale san Paolo dice: «Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato» (2). Si verifica anche ciò che dice il salmista: O mia esultanza, liberami da coloro che mi circondano (3). Vera esultanza e vera solennità è quella che libera dai mali. Per conseguire questo bene ognuno si comporti santamente e dentro di sé mediti nella pace e nel timore di Dio.
Così facevano anche i santi. Mentre erano in vita si sentivano nella gioia come in una continua festa. Uno di essi, il beato Davide, si alzava di notte non una …More

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Pietro da Cafarnao

La legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Per il Vangelo di questa Seconda Domenica di Quaresima.

Sulla Trasfigurazione di Cristo - San Leone Magno, papa.
Il Signore manifesta la sua gloria alla presenza di molti testimoni e fa risplendere quel corpo, che gli è comune con tutti gli uomini, di tanto splendore, che la sua faccia diventa simile al fulgore del sole e le sue vesti uguagliano il candore della neve.
Questa trasfigurazione, senza dubbio, mirava soprattutto a rimuovere dall'animo dei discepoli lo scandalo della croce, perché l'umiliazione della Passione, volontariamente accettata, non scuotesse la loro fede, dal momento che era stata rivelata loro la grandezza sublime della dignità nascosta del Cristo.
Ma, secondo un disegno non meno previdente, egli dava un fondamento solido alla speranza della santa Chiesa, perché tutto il Corpo di Cristo prendesse coscienza di quale trasformazione sarebbe stato oggetto, e perché anche le …More

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Pietro da Cafarnao

Seconda lettura di Domenica 1 Febbraio.
Dio ha scelto ciò che sembra stolto, debole, per confondere i sapienti, per riportare gli uomini all'umiltà, perché chi si vanti, si vanti nel Signore.
San Paolo Prima lettera ai Corinzi 1, 26-31
Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.
Parola di Dio

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Pietro da Cafarnao

«Commento sui salmi» di san Giovanni Fisher, vescovo e martire
(Salmo 101)
Le meraviglie di Dio.
Dapprima Dio liberò il popolo d'Israele dalla schiavitù dell'Egitto compiendo molte cose straordinarie e prodigiose: gli fece attraversare il Mare Rosso all'asciutto. Lo nutrì nel deserto con cibi venuti dal cielo cioè con la manna e le quaglie. Per calmare la sua sete fece scaturire dalla durissima roccia una inesauribile sorgente d'acqua. Lo rese vittorioso su tutti i nemici che lo osteggiavano. A tempo opportuno fece retrocedere il Giordano in senso opposto alla corrente. Divise e distribuì loro, secondo il numero delle tribù e delle famiglie, la terra promessa. Ma nonostante avesse compiuto queste cose con tanto amore e liberalità, quegli uomini ingrati e veramente immemori di tutto, abbandonarono e ripudiarono il culto di Dio e più di una volta si resero colpevoli dell'empio crimine di idolatria.
In seguito egli recise anche noi dall'oleastro dei gentili () che ci era connaturale -…More

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Pietro da Cafarnao

Dal libro del Deuteronomio 18,1-22 - AUDIO
Sugli idoli, la magia, su I veri e i falsi profeti.

In quei giorni Mosè parlò al popolo dicendo: «I sacerdoti leviti, tutta la tribù di Levi, non avranno parte né eredità insieme con Israele; vivranno dei sacrifici consumati dal fuoco per il Signore, e della sua eredità. Non avranno alcuna eredità tra i loro fratelli; il Signore è la loro eredità, come ha loro promesso. Questo sarà il diritto dei sacerdoti sul popolo, su quelli che offriranno come sacrificio un capo di bestiame grosso o minuto: essi daranno al sacerdote la spalla, le due mascelle e lo stomaco. Gli darai le primizie del tuo frumento, del tuo mosto e del tuo olio e le primizie della tosatura delle tue pecore; perché il Signore tuo Dio l'ha scelto fra tutte le tue tribù, affinché attenda al servizio nel nome del Signore, lui e i suoi figli sempre. Se un levita, abbandonando qualunque città dove soggiorna in Israele, verrà, seguendo il suo desiderio, al luogo che il Signore …More

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Pietro da Cafarnao

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa, il mistero della carità.
(Capitoli 49, 50)
Colui che possiede la carità in Cristo mette in pratica i comandamenti di Cristo. Chi è capace di svelare l'infinito amore di Dio? Chi può esprimere la magnificenza della sua bellezza? L'altezza a cui conduce la carità, non si può dire a parole.
La carità ci congiunge intimamente a Dio, «la carità copre una moltitudine di peccati» (1), la carità tutto sopporta, tutto prende in santa pace. Nulla di volgare nella carità, nulla di superbo. La carità non suscita scismi, la carità opera tutto nella concordia. Nella carità tutti gli eletti di Dio sono perfetti, mentre senza la carità niente è gradito a Dio.
Con la carità Dio ci ha attirati a sé. Per la carità che ebbe verso di noi il Signore nostro Gesù Cristo, secondo il divino volere, ha versato per noi il suo sangue e ha dato la sua carne per la nostra carne, la sua vita per la nostra vita.
Vedete, o carissimi, quanto è grande e meravigliosa …More

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Pietro da Cafarnao

Chiarimento del Catechismo della Chiesa cattolica sull'omosessualità.
I documenti emanati nel precedente pontificato hanno portato confusione nella Dottrina sulla fede e nella pastorale, ancheper via dei molti interventi pubblici da parte di diversi pastori, i quali si discostano dalla Verità della Parola di Dio, dall'insegnamento dei Padri della Chiesa e dal Catechismo della Chiesa cattolica.
I Pastori pro omosessualità nei loro interventi pubblici citano solo una parte del Catechismo della Chiesa cattolica sull' omosessualità, dove al punto 2358, è scritto che gli omosessuali "devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione".
I medesimi pastori non spiegano con lo stesso numero 2358 del Catechismo, che "la tendenza all'omosessualità sebbene sia un'inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova".
Inoltre gli stessi Pastori non richiamano anche il punto …More

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Pietro da Cafarnao

Dai «Discorsi» di san Pietro Crisòlogo, vescovo
(Discorso 160)
Colui che ha voluto nascere per noi, non ha voluto essere ignorato da noi.
Benché nel mistero stesso dell'Incarnazione del Signore i segni della sua divinità siano stati sempre chiari, tuttavia la solennità odierna ci manifesta e ci svela in molte maniere che Dio è apparso in corpo umano, perché la nostra natura mortale, sempre avvolta nell'oscurità non perdesse, per ignoranza, ciò che ha meritato di ricevere e possedere per grazia.
Infatti colui che ha voluto nascere per noi, non ha voluto rimanere a noi nascosto; e perciò si manifesta in questo modo, perché questo grande mistero di pietà non diventi occasione di errore.
Oggi i magi, che lo ricercavano splendente fra le stelle, lo trovano che vagisce nella culla. Oggi i magi vedono chiaramente, avvolto in panni, colui che tanto lungamente si accontentarono di contemplare in modo oscuro negli astri. Oggi i magi considerano con grande stupore ciò che vedono nel presepio …More

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Pietro da Cafarnao

PREMESSA
In questo periodo forte del Natale, nel quale abbiamo chiesto a Gesù, alla Madre di Dio, ai santi, di convertirci, e così intraprendere un cammino di santificazione, ora possiamo essere strumenti dello Spirito Santo e poter usare i nostri talenti, che Dio ci ha donato da amministrare per l’opera di costruzione del Regno di Dio.
Badate bene che è lo Spirito Santo che un po' alla volta ci porta su ciò che è volontà di Dio. Non dobbiamo essere noi con i nostri pensieri, con i nostri progetti a costruire il Regno di Dio, ma è Dio stesso che ci svelerà quale è il piano per noi. A noi il dovere di formarci sulla Parola di Dio, su i documenti della Chiesa, di pregare con costanza, di servirci dei sacramenti e soprattutto di restare in grazia di Dio, perché con peccati mortali sulla coscienza, saremo lontani da Dio ed Egli non potrà far uso di noi per la sua opera di salvezza delle anime.
Detto questo Giosuè, un nostro amico nella fede mi chiede di pubblicare questa ispirazione …More

05:28
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Pietro da Cafarnao

Parola di Dio 27 dicembre
Prima Lettera di San Giovanni apostolo.

Segue il commento di San Agostino
1 Gv 1,1-4
Figlioli miei, quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita - la vita infatti si manifestò, noi l'abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.Parola di Dio
__________________
Dai «Trattati sulla prima Lettera di Giovanni» di sant'Agostino, vescovo
(Tratt. 1,1.3)
La Vita si è manifestata nella carne.
Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi e ciò che le nostre …More

03:38
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Pietro da Cafarnao

Un Augurio di un Santo Natale di rinascita spirituale.
Piccola riflessione tratta da Giosuè, un nostro amico nella fede.
"È a causa del nostro orgoglio spirituale, che non onoriamo prima Dio, invece del prossimo, la causa che siamo deboli a livello spirituale.
Eppure nel Vangelo Gesù ce lo insegna di: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
Come possiamo onorare, amare il nostro prossimo, se non abbiamo quella forza, quella luce spirituale, che provengono solo da Dio?
Iniziamo ad onorare Dio andando alla Santa Messa alla domenica, pregando e offrendo le nostre sofferenze per le persone che ci sono ostili, rispondendo al male con il bene, testimoniando la Verità, dove c'è la tenebra, l'errore, il peccato, facendo sì che il bene prevalga nella realtà di peccato.
Queste mie intenzioni sono contenute nella Parola …More

02:26
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Pietro da Cafarnao

Dal «Commento su san Luca» di sant'Ambrogio, vescovo
(2, 19. 22-23. 26-27; CCL 14, 39-42)
La visitazione di Maria
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L'angelo, che annunziava il mistero, volle garantirne la veridicità con una prova e annunziò alla vergine Maria la maternità di una donna vecchia e sterile, per dimostrare così che a Dio è possibile tutto ciò che vuole. Appena Maria ebbe udito ciò, si avviò in fretta verso la montagna, non perché fosse incredula della profezia o incerta dell'annunzio o dubitasse della prova, ma perché era lieta della promessa e desiderosa di compiere devotamente un servizio, con lo slancio che le veniva dall'intima gioia. Dove ormai, ricolma di Dio, poteva affrettarsi ad andare se non verso l'alto? La grazia dello Spirito Santo non comporta lentezze.
Subito si fanno sentire i benefici della venuta di Maria e della presenza del Signore. Infatti «appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, esultò il bambino nel seno di lei, ed ella fu ricolma di Spirito Santo» (cfr. Lc 1, 41…More

04:31
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Pietro da Cafarnao

Dai «Discorsi» di sant'Anselmo, vescovo
(Discorso 52)
*O Vergine, per la tua benedizione
è benedetta ogni creatura*

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Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell'uomo o disposte per la sua utilità, si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio. Erano schiacciate dall'oppressione e avevano perso vivezza per l'abuso di coloro che s'erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellite dall'uso degli uomini che lodano Dio.
Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia sentendo che Dio …More

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Pietro da Cafarnao

Dal «Commento sul profeta Isaia» di Eusèbio, vescovo di Cesarèa
(Cap. 40, vv. 3. 9; PG 24, 366-367)
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Voce di uno che grida nel deserto
Voce di uno che grida nel deserto: «Preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio» (Is 40, 3).
Dichiara apertamente che le cose riferite nel vaticinio, e cioè l'avvento della gloria del Signore e la manifestazione a tutta l'umanità della salvezza di Dio, avverranno non in Gerusalemme, ma nel deserto. E questo si è realizzato storicamente e letteralmente quando Giovanni Battista predicò il salutare avvento di Dio nel deserto del Giordano, dove appunto si manifestò la salvezza di Dio. Infatti Cristo e la sua gloria apparvero chiaramente a tutti quando, dopo il suo battesimo, si aprirono i cieli e lo Spirito Santo, scendendo in forma di colomba, si posò su di lui e risuonò la voce del Padre che rendeva testimonianza al Figlio: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo» (Mt …More

04:07
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Pietro da Cafarnao

Praticare il bene e la giustizia
Isaia 1, 1-18
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Udite, cieli; ascolta, terra,
perché il Signore dice:
«Ho allevato e fatto crescere figli,
ma essi si sono ribellati contro di me.
Il bue conosce il proprietario
e l'asino la greppia del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende».
Guai, gente peccatrice, popolo carico di iniquità!
Razza di scellerati, figli corrotti!
Hanno abbandonato il Signore,
hanno disprezzato il Santo di Israele, si sono voltati indietro;
perché volete ancora essere colpiti, accumulando ribellioni?
La testa è tutta malata, tutto il cuore langue.
Dalla pianta dei piedi alla testa
non c'è in esso una parte illesa,
ma ferite e lividure e piaghe aperte,
che non sono state ripulite, né fasciate, né curate con olio.
Il vostro paese è devastato, le vostre città arse dal fuoco.
La vostra campagna, sotto i vostri occhi, la divorano gli stranieri;
è una desolazione come Sòdoma distrutta.
È rimasta sola la figlia di Sion
come una capanna in …
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