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Nel silenzio ipocrita di tutti, s’avvicina la scadenza per la legge sul fine vita. Entro il 24 settembre si deve legiferare o ci penserà la Corte Costituzionale. Un vicolo cieco che ha molti responsabili e foriero di esiti nefasti.

«È accaduto quello che succede sempre: i mesi passano senza che nessuno affronti i problemi e quando ci si decide a farlo, all’ultimo, si scopre che l’intesa non c’è ed è troppo tardi per trovarla. …More
«È accaduto quello che succede sempre: i mesi passano senza che nessuno affronti i problemi e quando ci si decide a farlo, all’ultimo, si scopre che l’intesa non c’è ed è troppo tardi per trovarla. Così, in Commissione a Montecitorio, si è preferito perdere tempo per convocare esperti affinché ripetessero le cose che avevano già scritto sui giornali: il vecchio escamotage delle audizioni, perfetto per chi non sa quali pesci prendere. L’appuntamento con i disegni di legge per disciplinare la materia è stato così rinviato al 24 giugno, quindi al 12 luglio e ora a una data imprecisata di settembre, cioè a ridosso della scadenza dell’ultimatum».

Come andrà a finire

In parlamento sono depositate proposte di legge dalle ispirazioni più diverse. Da quelle ultra libertarie a quelle più assennate. Secondo voi, con un maggioranza così divisa su questi temi (M5s di qui, Lega di là), si può arrivare a una sintesi? Ecco dunque che l’esito pare essere scontato: sarà la Corte a “dettare” la legge. Non un bell’affare.

Una buona occasione per fare un punto della situazione sarà l’incontro organizzato a Roma giovedì 11 luglio con Alfredo Mantovano e Assuntina Morresi. Il titolo è “Diritto o condanna a morire per vite inutili?”.

www.tempi.it/nel-silenzio-ip…

Fondazione Ant ha da tempo avviato un servizio gratuito dedicato ai piccoli pazienti malati gestito da medici, infermieri e psicologi specializzati. “Il progetto ‘Bimbi in Ant’ ci permette ogni giorno di essere vicini alle famiglie che si trovano ad affrontare la malattia di un figlio – commenta Raffaella Pannuti, Presidente Ant – perché in momenti così drammatici è fondamentale poter contare su un’assistenza multiprofessionale che permetta al bambino di essere curato tra le pareti di casa, in un’atmosfera il più possibile familiare”.

“Medici, infermieri, psicologi e tutti i professionisti sanitari che assistono neonati, bambini e giovani in fine vita – concludono Cartabellotta e Pannuti – dovrebbero utilizzare queste linee guida per implementare percorsi assistenziali basati sulle evidenze, condivisi e personalizzati sulle preferenze e aspettative del paziente, tenendo conto anche della sostenibilità del servizio sanitario”.

www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php