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L'identikit del Padre

P.Elia
“L’Identikit” del Padre Vangelo di Domenica 31 Marzo 2019 quarta di Quaresima Cari amici, Gesù raccontandoci la parabola del Padre buono nel brano del Vangelo di Luca che ascolteremo Domenica 31 …More
“L’Identikit” del Padre Vangelo di Domenica 31 Marzo 2019 quarta di Quaresima Cari amici, Gesù raccontandoci la parabola del Padre buono nel brano del Vangelo di Luca che ascolteremo Domenica 31 Marzo, ci delinea, per così dire, l’identikit del Padre di cui Lui è l’immagine visibile. Dai verbi che Gesù usa per descrivere il rapporto che il Padre ha con i due figli, possiamo comprendere qualcosa del mistero dell’essere e dell’agire del Padre. Sintetizzando e semplificando al massimo, lasciando a voi cari amici, il compito esaltante dell’approfondimento, vediamo le caratteristiche di questo meraviglioso Padre nostro. Innanzitutto l’orizzonte nel quale si contestualizza la parabola è un orizzonte di grande libertà, infatti, ci rendiamo conto del “rischio” che Dio è disposto a correre di “perdere” i suoi figli, in quanto da Lui creati liberi di restare o di andare via. E mentre il figlio minore decide di andar via, il figlio maggiore sembra voler restare… Sappiamo dallo svolgimento della parabola cosa succede al figlio minore lontano dal Padre… Vediamo allora I verbi che Gesù usa per descrivere il Padre al ritorno del figlio minore, un ritorno tanto desiderato preparato, atteso e voluto dal Padre… Lo vede da lontano. Il Dio di cui Gesù di Nazareth è l’Immagine visibile è un Padre che vede bene! Vede da lontano, vede da da vicino, vede nel segreto del cuore. Vede lo stato miserevole in cui versano i suoi figli e che si creano da sé stessi quando si chiudono nella prigione invisibile del proprio egoismo, del proprio peccato… Si commuove… Il Dio che Gesù è venuto a rivelare, a “rendere presente” non è un Dio lontano, indifferente, insensibile, al contrario sente come se fosse sua la sofferenza dei suoi figli schiavi del peccato, gettati nelle tenebre e tentati dalla disperazione. Gli corre incontro… Un correre incontro che è innanzitutto un non abbandonare mai i suoi figli anche quando essi si allontanano da Lui; un sostenerli perché non cedano alla disperazione; un risvegliare in loro il ricordo della Sua tenerezza e della Sua misericordia; un muovere il loro cuore al pentimento e alla conversione; un dare loro la forza per uscire dalla prigione del peccato e iniziare a compiere il faticoso cammino di ritorno a Casa. Gli si getta al collo… L’abbraccio per il Figlio ritrovato perché si era perduto… per il figlio che era come morto, ma ora, grazie al suo Amore, è ritornato in vita… Lo bacia… L’esperienza straordinaria dell’essere “toccato nel cuore” dallo Spirito del Padre che “potenzia”, entusiasma, accende, risveglia la vita, Lo riveste… Dopo che il figliuol prodigo è stato rigenerato dal perdono del Padre, ha ritrovato la sua dignità, perduta per il peccato, ed è stato reso capace di rialzarsi in piedi… Si può fare festa! Fa festa…. La festa per la vittoria del’Amore sul peccato della Libertà sulla schiavitù, della Vita sulla morte della Gioia sulla tristezza… Ma sono i verbi che Gesù usa per descrivere il rapporto del Padre con il Figlio maggiore che sconvolgono. Il figlio maggiore che indignato per l’accoglienza che il Padre aveva riservato al figlio prodigo non voleva entrare in casa per fare festa. Il Figlio maggiore, quello che solo fisicamente era rimasto, ma che con il cuore era molto più lontano del figlio minore da Lui… Il Padre, infatti, racconta Gesù, usci fuori…. Usci fuori… Davvero il Padre, in Gesù, esce “fuori di Sè”, dal suo silenzio, dal suo mistero per amare l’uomo fino all “Follia della Croce”… Per supplicarlo… Dio che, in Gesù Crocifisso, supplica l’uomo di lasciarsi riconciliare… lo supplica di aprire il suo cuore, indurito dall’orgoglio, dall’indifferenza, e dal rancore, alla gioia dell’amore che rende perfetti come il Padre che fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. E che si rallegra più per un peccatore convertito che per tutti i giusti che non hanno bisogno di conversione… E alle fine le parole sconvolgenti : Tutto cio che è mio è tuo! Che mistero incredibile, meraviglioso, inaudito. Dio Padre che, in Gesù suo Figlio, ci dona tutto ciò che è suo, la sua vita divina… Come si fa cari amici a non amare con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze un Padre così meraviglioso?