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Parrocchia “Sacro Cuore in Prati” – Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio (Le anime del Purgatorio hanno bisogno delle S.Messe in loro suffragio)

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Maccabei 2 - Capitolo 12 Il sacrificio per i morti [38]Giuda poi radunò l'esercito e venne alla città di Odollam; poiché si compiva la settimana, si purificarono secondo l'uso e vi passarono il …More
Maccabei 2 - Capitolo 12

Il sacrificio per i morti

[38]Giuda poi radunò l'esercito e venne alla città di Odollam; poiché si compiva la settimana, si purificarono secondo l'uso e vi passarono il sabato. [39]Il giorno dopo, quando ormai la cosa era diventata necessaria, gli uomini di Giuda andarono a raccogliere i cadaveri per deporli con i loro parenti nei sepolcri di famiglia. [40]Ma trovarono sotto la tunica di ciascun morto oggetti sacri agli idoli di Iamnia, che la legge proibisce ai Giudei; fu perciò a tutti chiaro il motivo per cui costoro erano caduti. [41]Perciò tutti, benedicendo l'operato di Dio, giusto giudice che rende palesi le cose occulte, [42]ricorsero alla preghiera, supplicando che il peccato commesso fosse pienamente perdonato. Il nobile Giuda esortò tutti quelli del popolo a conservarsi senza peccati, avendo visto con i propri occhi quanto era avvenuto per il peccato dei caduti. [43]Poi fatta una colletta, con tanto a testa, per circa duemila dramme d'argento, le inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio espiatorio, agendo così in modo molto buono e nobile, suggerito dal pensiero della risurrezione. [44]Perché se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti. [45]Ma se egli considerava la magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte con sentimenti di pietà, la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato.

Il Padre Jouèt, cittadino marsigliese, missionario del Sacro Cuore, fonda nel 1893 l’Associazione del Sacro Cuore del Suffragio delle anime del Purgatorio, che sarà elevata da Papa Benedetto XV, il 25 ottobre del 1917, ad Arciconfraternita con Breve. Scopo dei Missionari del Sacro Cuore, fondati a Issoudun, in Francia, dal p. Giulio Chevalier P8 dicembre del 1854, era quello di diffondere la devozione al Sacro Cuore di Gesù e a Maria Santissima, invocata con il nuovo titolo di Nostra Signora del Sacro Cuore, di annunciare il vangelo ai popoli pagani di terre lontane e di scoprire il volto di Cristo nei poveri.
La nascita dell’Associazione si deve invece alla promessa che p. Jouét fece alle Anime Sante di compiere per loro qualcosa di speciale se gli avessero permesso di raggiungere in tempo il capezzale del suo allievo e confratello amatissimo Mons. E. Verjus, morente ad Oleggio in provincia di Novara: promessa che mantenne. Nel maggio 1893 l’Associazione vedeva la luce in un piccolo oratorio in Via dei Cosmati a Lungotevere dei Melimi: questo luogo sarà la sede della nascente Opera per i successivi tre anni.

Dalle notizie storiche risulta che la benedizione solenne della prima pietra a Lungotevere Prati, dove P. Jouét aveva potuto acquistare un villino con aria fabbricabile di oltre 1000 mq, risale al 3 febbraio 1894. Qui il 25 agosto 1896 fu inaugurata dal Cardinal Vicario Lucido Maria Parocchi una seconda cappella provvisoria che rimase funzionante fino al gennaio 1914, quando, per agevolare i lavori di costruzione della Chiesa, venne aperta al culto una nuova cappella presso l’oratorio S.Giuseppe in via Pietro Cavallini, terza sede provvisoria prima del trasferimento a Lungotevere Prati. Da notare la lungimiranza del p. Jouèt a scegliere questo luogo per porre le fondamenta della Chiesa perché vi erano allora dei prati autentici, alternati da giardini, orti e viottoli spesso accidentati, sebbene sorgessero le prime costruzioni, alcune grandiose come il Palazzo di Giustizia.

Alla morte di Padre Jouét Papa Pio X dispose che le sue opere venissero affidate alla Provincia Italiana dei Missionari del Sacro Cuore, costituita il 15 agosto 1900. Padre Pietro Benedetti, nominato direttore e delegato pontificio per le opere medesime, fu incaricato a proseguire la costruzione della Chiesa di cui erano appena state poste le fondamenta. La costruzione fu affidata all’architetto bolognese Giuseppe Gualandi che redasse il progetto definitivo nel gennaio 1910; difatti mentre le fondamenta furono poste intorno al 1909, per la realizzazione dei primi lavori di costruzione bisognerà aspettare il 1912.

I lavori, sempre minacciati dalla scarsità dei fondi, terminarono nel 1917, anno in cui il 1° novembre fu inaugurata e aperta al culto la Chiesa e il 10 dicembre con la Bolla “Apostolicis Litteris” Papa Benedetto XV erigeva la nuova “Parrocchia del Sacro Cuore del Suffragio”.

www.sacrocuoreinprati.it