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«Mi hanno messo alla gogna». Si dimette Cavina, vescovo di Carpi. "Ai tanti sinceri amici che riceveranno la notizia delle mie dimissioni da questa comunicazione, voglio dire che non potevo fare diversamente perché vincolato dal segreto pontificio. Diceva San Pio da Pietrelcina: L’uomo potrà sfuggire alla giustizia umana ma non a quella divina. Pertanto, al Signore, Giudice giusto ed imparziale, affido questi miei sette anni di episcopato perché, a tempo debito, dia a ciascuno secondo le sue opere." (lettrice, Enzina Pasquali)

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Il mix intercettazioni-diffusione mediatica condiziona perfino la libertà della Chiesa Le dimissioni di Mons Francesco Cavina da Vescovo di Carpi, accolte oggi “con dispiacere” da Papa Francesco, …More
Il mix intercettazioni-diffusione mediatica condiziona perfino la libertà della Chiesa

Le dimissioni di Mons Francesco Cavina da Vescovo di Carpi, accolte oggi “con dispiacere” da Papa Francesco, sollecitano attenzione non solo nell’ambito ecclesiale. Pur essendo stata la posizione processuale di Mons Cavina definita con un provvedimento giudiziario di archiviazione, l’impropria diffusione mediatica della trascrizione delle intercettazioni telefoniche che lo hanno riguardato si è tradotta in un pesante continuativo tentativo di delegittimazione. A tal punto che, per amore della Chiesa, Mons Cavina ha preferito rinunciare alla Diocesi che guida dagli anni difficili del terremoto in Emilia.

Chi ritiene che le questioni che attengono alla magistratura in Italia si risolvano cambiando qualcosa nella legge elettorale del CSM non considera a sufficienza che i problemi sono più gravi e complicati. Fra essi, l’illegale e mai sanzionata propalazione degli esiti delle intercettazioni, in stretto collegamento col fango messo in circolazione in modo sistematico sempre dalle stesse testate giornalistiche: il che, oltre a provocare sofferenze a innocenti, giunge, come in questo caso, a condizionare la libertà della Chiesa. Non se ne esce se non affrontando i nodi più critici della giurisdizione con decisione, equilibrio e coraggio.

www.tempi.it/mi-hanno-messo-…

Dietro le dimissioni choc del vescovo di Carpi Cavina c'è una campagna di delegittimazione proseguita anche dopo l'inchiesta per voto di scambio da cui è uscito pulito. Le intercettazioni con materiale privato ed ecclesiale e non inerente all'inchiesta, stanno girando ancora indisturbate nelle chat di whatsapp "impazzite". La solita gogna mediatico giudiziaria. Ma anche l'abbandono dei piani alti della Chiesa che di fronte alla barbarie giustizialista non l'ha mai difeso. Forse perché Cavina era abituato a dire la verità anche su temi ormai scottanti per la Chiesa su famiglia e vita.

www.lanuovabq.it/it/barbarie-su-cav…