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LA NUOVA BEATA Guadalupe, la chimica che si stupiva delle cose di Dio. 16 luglio

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LA NUOVA BEATA Guadalupe, la chimica che si stupiva delle cose di Dio. - Sarà beatificata oggi la spagnola Guadalupe Ortiz (1916-1975), la prima laica dell’Opus Dei a salire agli onori degli …More
LA NUOVA BEATA

Guadalupe, la chimica che si stupiva delle cose di Dio. -

Sarà beatificata oggi la spagnola Guadalupe Ortiz (1916-1975), la prima laica dell’Opus Dei a salire agli onori degli altari, che realizzò la sua vocazione dopo l’incontro a 27 anni con san Josemaria Escrivá. Professoressa di chimica, amata dalle sue alunne, trasmetteva la bellezza della scienza vista con gli occhi della fede. Nelle piccole croci quotidiane trovava «molta più presenza di Dio» e diceva: «Questo mi dà molta gioia».

«Ogni giorno vedo più chiaramente quanto vicino mi è Gesù in tutti i momenti; le racconterei dettagli piccoli ma continui, che nemmeno mi stupiscono, ma li apprezzo e li aspetto costantemente…». Così scriveva nell’aprile 1946 Guadalupe Ortiz de Landázuri (12 dicembre 1916 - 16 luglio 1975) in una delle molte lettere a padre Josemaria Escrivá, il santo fondatore dell’Opus Dei, che in controtendenza all’ateismo dilagante del XX secolo ricordò e diffuse l’insegnamento che tutti siamo chiamati a santificarci nella vita ordinaria di ogni giorno, passando attraverso la santificazione del lavoro. Uno dei frutti più belli di questo carisma è proprio Guadalupe, ricercatrice e professoressa di chimica, che oggi - dopo il riconoscimento del primo miracolo attribuito alla sua intercessione (opusdei.org/…/approvato-il-mi…) - sarà proclamata beata a Madrid, sua città natale, divenendo la prima laica dell’Opera a salire agli onori degli altari.

Ultima di quattro figli e unica femmina, nata nel giorno in cui la Chiesa celebra la Madonna di Guadalupe, ricevette un’educazione cristiana e nel 1933 si iscrisse alla facoltà di Chimica. Tre anni più tardi, durante la guerra civile spagnola (1936-1939), un fatto doloroso sconvolse la sua famiglia. Il padre, tenente colonnello dell’esercito, venne condannato a morte: il figlio Eduardo riuscì anche a ottenere l’indulto per il genitore, ma questi, poiché i suoi sottoposti erano comunque destinati alla fucilazione, rifiutò di essere liberato. Venne fucilato l’8 settembre 1936. Guadalupe, non ancora ventenne, aveva passato la notte precedente accanto al padre e, tempo dopo, dirà che «a lui devo la mia vocazione», mentre il fratello Eduardo, oggi Servo di Dio, testimonierà che quella notte era stata proprio la sorella a fare «coraggio con la sua serenità a mia madre e naturalmente a me».

Finita la guerra civile, poté laurearsi e iniziò a insegnare. Passarono pochi anni e, dopo una grazia ricevuta a Messa, capì che Dio le stava chiedendo di più. Alla fine della celebrazione incontrò un amico al quale domandò se conoscesse un buon sacerdote verso cui indirizzarla. Così, il 25 gennaio 1944, a 27 anni, avvenne l’incontro con padre Josemaria Escrivá, grazie al quale «mi caddero le squame dagli occhi». Seguì un ritiro spirituale e il 19 marzo chiese di essere ammessa come numeraria all’Opus Dei, dove le donne erano ancora poche. Si dedicò all’amministrazione domestica dei primi centri dell’Opera, cavandosela tra piccole e grandi cose, problemi organizzativi ed economici, ricorrendo continuamente all’aiuto di Dio: «Sento molto accanto a me il Signore, che, soprattutto, mi aiuta moltissimo a obbedire, rendendomi tutto quello che mi dicono facile e gradevole. Nell’orazione il tempo mi passa molto in fretta, e benché in realtà dica poche cose, non sono distratta, e sento che sono vicina a Lui» (lettera da Bilbao, 29 ottobre 1945).