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Il panino negato. Secondo la Cassazione il panino da casa per gli studenti non è un diritto e la pretesa dei genitori costituirebbe “un’ingerenza”. I giudici dimenticano che non è lo Stato ad avere il diritto all’educazione, bensì i genitori, come riconosce anche la Costituzione. Altrimenti si abbraccia una concezione statalista, che oltre a negare la libertà d’educazione mette in pericolo tutte le altre libertà.

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Video si Silvana De Mari

Questa infelice espressione usata dalla Cassazione, comunque, mette in rilievo che nella cultura dominante nel nostro Paese non riesce, in vario modo e in diverse circostanze, a passare il concetto che i titolari del DIRITTO ALL’EDUCAZIONE sono i genitori e solo i genitori. Carta (costituzionale) canta in questo senso. Ciò mi fa dire che una delle battaglie principali che occorre combattere è quella per affermare che tale diritto venga concretamente realizzato. In questo senso non si può non guardare con favore il Ddl presentato in Parlamento, che fa riferimento al “costo standard”, applicando il quale ogni famiglia potrebbe scegliere la scuola di maggiore gradimento, secondo la propria impostazione di vita (compresa quella di dare o no i panini confezionati ai propri figli).

Insomma, il caso che ti ho sottoposto è di rilevanza particolare, ma anch’esso mette in luce quale sia la posta in gioco. Senza la libertà di educazione, tutte le altre libertà, prima o poi, cadrebbero.

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