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L’Uomo di Dio e il Generale Siriano

P.Elia
L’Uomo di Dio e il Generale Siriano 13 Ottobre 2019, XXVIII Domenica del Tempo Ordinario Cari fratelli e sorelle, il brano della prima lettura di Domenica, 13 Ottobre, un brano del secondo libro dei …More
L’Uomo di Dio e il Generale Siriano
13 Ottobre 2019, XXVIII Domenica del Tempo Ordinario


Cari fratelli e sorelle, il brano della prima lettura di Domenica, 13 Ottobre, un brano del secondo libro dei re che conclude la bellissima storia della guarigione del Generale Siriano, Naaman, ad opera di Dio per mezzo del Profeta Eliseo, ci fa comprendere il cammino che l’uomo deve fare per incontrare il Dio vivente, per conoscerlo non per sentito dire, ma personalmente. Sintetizzando al massimo, siamo collocati storicamente nell’VIII secolo avanti Cristo e Naaman, il Capo di Stato Maggiore dell’esercito Siriano, viene colpito dalla lebbra. Dalla schiava della moglie, tradotta da Israele, viene a sapere che in quel Paese c’è un uomo di Dio, chiamato Eliseo, che sarebbe sicuramente capace di liberarlo dalla lebbra. Ed ecco cari fratelli e sorelle, che abbiamo qui il primo passo di questo cammino di cui abbiamo detto all’inizio: Naamam decide di lasciare il suo paese e i suoi dei per andare incontro al Dio d’Israele. Infatti, Il Generale chiede il permesso al Re per andare in Israele e incontrare l’uomo di Dio ed essere guarito. Il Re acconsente e manda una lettera al Re d’Israele per presentare il suo Generale e chiedergli di guarirlo. Il Re d’Israele una volta letta la lettera si straccia le vesti e intende quel gesto come un pretesto per far esplodere una guerra ed esclama: sono forse Dio, io, per poter guarire un uomo dalla lebbra? Eliseo, l’uomo di Dio, viene a sapere Che il Re si era stracciato le vesti e gli manda a dire: perché o Re, ti sei stracciato le vesti? Manda quell’uomo da me, così si saprà che c’e un Dio in Israele!
Naaman si presenta quindi, alla casa dell’uomo di Dio e, nel suo orgoglio e superbia, si immagina che Eliseo, uscito fuori per accoglierlo, gli avesse preparato un grande rituale per invocare il suo Dio e chiedere e ottenere, così, la sua guarigione, ma non solo Eliseo non esce , ma gli manda a dire che per essere guarito deve semplicemente bagnarsi per sette volte nel fiume Giordano.
Ferito nel suo orgoglio, il Generale siriano decide di andarsene sdegnato per quell’accoglienza e per quella richiesta ritenendo i fiumi di Damasco molto più importanti dell’insignificante Giordano. Solo La Sapienza e e il buon senso di un suo povero servo lo distoglie dall’insano proposito di andarsene. Infatti il Servo così lo fa ragionare : Signore se l’uomo di Dio ti avesse chiesto qualcosa di gravoso per essere guarito non l’avresti forse fatta? Tanto più se ti ha chiesto semplicemente di bagnarti sette volte nel fiume…

Ed ecco cari fratelli e sorelle, abbiamo qui il secondo passo del cammino di conversione a Dio: Naaman si decide ad obbedire al comando di Dio datogli attraverso Eliseo e “spogliandosi” della sua superbia e del suo egoismo si bagna sette volte nel Giordano.
Guarito completamente dalla lebbra, tanto che la sua pelle era ridivenuta come quella di un giovinetto, Naaman torna dall’uomo di Dio. Ed ecco cari fratelli e sorelle il terzo passo del cammino di conversione: pieno di gratitudine per il miracolo ricevuto avrebbe voluto ricambiare il dono di Dio ricompensando Eliseo con oro, argento e tutti i doni che aveva portato con sé.

Ma è proprio qui, cari fratelli e sorelle, che avviene il colpo di scena, è proprio qui che emerge la differenza abissale che c’e tra Dio e l’uomo, tra il Creatore e la creatura; è qui che la luce accecante della purezza dell’Amore di Dio sconvolge e lascia senza parole il Generale Siriano. Infatti, Eliseo all’offerta di Naaman replica che mai e poi mai accetterà i suoi doni!

Cari fratelli e sorelle, è davvero qui che emerge in tutta la sua potenza, lo stile dell’agire purissimo di Dio, che traspare dal comportamento di Eliseo. Il nostro Dio, Padre del Signore Gesù Cristo, è un Dio che dona e si dona gratuitamente senza richiedere nulla in cambio se non un cuore puro e riconoscente che lo riami a sua volta…. Conquistato dall’Amore misericordioso del vero Dio, Naaman il Siro chiede il permesso a Eliseo di portare con sé sacchi della terra di quel luogo, considerata da lui sacra, perché nella sua vita non avrebbe amato né adorato nessun altro dio se non l’unico e vero Dio: il Dio di Israele!