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Maranatha - Bethléem (Terra Santa School) 25.08.2013.

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Il pellegrinaggio "Maranatha" in Terra Santa Un evento poco banale Il numero di partecipanti e la loro diversità Sognato nel 2011, progettato nel 2012, annunciato pubblicamente il 9 marzo 2013 alla …More
Il pellegrinaggio "Maranatha" in Terra Santa
Un evento poco banale

Il numero di partecipanti e la loro diversità


Sognato nel 2011, progettato nel 2012, annunciato pubblicamente il 9 marzo 2013 alla Basilica di Koekelberg e poi diffuso su Internet, il pellegrinaggio « Maranatha » in Terra Santa, dal 19 al 27 agosto scorso, ha riunito più di 600 persone: 550 sin dall’inizio, alle quali si sono aggiunti più di 50 Argentini che, non potendo raggiungerci che alcuni giorni dopo, hanno prolungato di altrettanto il loro pellegrinaggio, dopo il nostro rientro. Rari sono i pellegrinaggi che riescono a riunire così tanta gente nello stesso momento, in questo luogo. Ciò è stato reso possibile grazie alla competenza professionale dell’organizzazione francese "Routes bibliques" (trad: Strade bibbliche), che colgo l’occasione di salutare. Certo, bisogna dire che solo di rado eravamo tutti riuniti in uno stesso luogo e allo stesso momento. Le assemblee plenarie si sono limitate ai tempi di insegnamento, alle celebrazioni della messa e all’attraversata del Lago di Tiberiade, durante laquale tre grandi battelli, con a bordo noi pellegrini, hanno navigato uno accanto all’altro. Per il resto del pellegrinaggio, i diversi gruppi hanno seguito delle rotazioni sapientemente organizzate. Tra i pellegrini, una dozzina di preti. Ciò fu prezioso per la celebrazione del sacramento di riconciliazione, a Betlemme, nel Campo dei Pastori.

E poi, la diversità. Una maggioranza di Europei, con una supremazia di Belga, rappresentanti le tre lingue nazionali, e di Francesi, ma senza dimenticare i Polacchi, i Croati, gli Spagnoli, i Portoghesi, gli Italiani, i Britannici e alcune altre nazioni meno fortemente rappresentate. Anche gli altri quattro continenti erano presenti, soprattutto l’America del Sud con dei pellegrini venuti dall’Argentina, dall’Uruguay, dal Paraguay, dal Cile, dal Perù, dalla Colombia e dal Brasile, e l’America del Nord con un gruppo proveniente dagli Stati Uniti e un altro dal Canada, principalmente dal Québec. E per concludere, anche alcuni pellegrini Africani e Asiatici.

Inutile dire che il sistema di traduzioni simultanee, trasmesse grazie a dei piccoli apparecchi portati al collo, ha funzionato senza interruzione. Sempre a partire dal francese, la lingua più rappresentata, o a partire dall’arabo via il francese, verso l’olandese, lo spagnolo, il portoghese, l’inglese, il polacco e il croato. Grazie ai traduttori benevoli!

Le intenzioni del pellegrinaggio

L’intenzione di preghiera che impregnava la globalità del pellegrinaggio era, come in occasione del grande raduno di 2500 persone alla Basilica del Sacro-Cuore di Koekelberg nel marzo scorso, la conversione del cuore umano – a cominciare dal nostro – e la guarigione dell’umanità. Come spiegato nel libro che ho pubblicato per questa occasione: Il cuore della Buona Novella. Un invito a pregare e a ingaggiarsi per la guarigione dell’umanità attraverso la misericordia divina, si tratta di pregare e di impegnarsi, a tutti i livelli, di fronte agli ostacoli gravissimi ai quali si urta la nostra civilizzazione. Ma, poichè esiste una guarigione del cuore umano e dell’umanità che non potrà venire che dall’Alto, questa preghiera e questo impegno si rivolgono anche verso Gesù risorto, implorando la sua seconda venuta, nella gloria, come lo facciamo ad ogni Eucaristia, dopo la consacrazione. Da qui la designazione generale de movimento e del pellegrinaggio sotto il nome di « maranatha-conversione », in cui la prima parola significa, in aramaico, la lingua di Gesù, " Vieni, Signore! " (cf. Ap 22, 20).

Coloro che hanno organizzato il pellegrinaggio sono cattolici. Ma, sin dall’inizio, la nostra intenzione era di dare al nostro progetto una dimensione ecumenica e pure interreligiosa. E se, per questo primo pellegrinaggio – poichè, con la grazia di Dio, ce ne saranno probabilmente degli altri – abbiamo scelto la Terra Promessa, è perchè lei è emblematica delle sfide che vogliamo incontrare. Il paese di Gesù è, in effetti, una polveriera, sempre pronta ad infiammarsi, e tutto l’insieme del Medio-Oriente è un vulcano in eruzione o suscettibile di risvegliarsi ad ogni istante. In oltre, la Terra Santa riunisce in uno stesso territorio le tre grandi religioni monoteiste del pianeta: l’Islam, il Giudaismo e il Cristianesimo. Da qui la necessità del dialogo interreligioso. E, per quello che riguarda la fede cristiana, coesistono, non sempre pacificamente, le diverse confessioni (ortodossi, cattolici, protestanti e anglicani) e i diversi riti (greco-melchita, maronita e latino).

L’incontro prioritario con i cattolici della Terra Santa

Globalmente, il nostro secondo scopo era di incontrare, di imparare a conoscere e di sostenere tutti i cristiani della Terra Santa, a qualunque confessione o rito essi appartengano, anche se abbiamo incontrato soprattutto dei cattolici.

Non evocherò dunque le nostre visite dei Luoghi Santi. Come tutti i pellegrini di Terra Santa, vi abbiamo pregato …