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"TORNATI DALL'ALDILÀ" (Antonio Socci con Francesco Agnoli - Trento 30/05/2014 )

Francesco Federico
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Serata organizzata dall'Associazione"Libertà e Persona" Antonio Socci parla del dramma e della sconvolgente esperienza personale e vera che riguarda sua figlia Caterina e del miracolo straordinario …More
Serata organizzata dall'Associazione"Libertà e Persona"

Antonio Socci parla del dramma e della sconvolgente esperienza personale e vera che riguarda sua figlia Caterina e del miracolo straordinario che per lei, deve scomodare l'impegnativa parola di "resurrezione".

La storia è raccontata nel suo libro "Tornati dall'aldilà" . Una testimonianza destinata a suscitare polemiche, perplessità, probabilmente sarcasmo, perchè parla di resurrezione, ovvero il non-plus ultra del politicamente scorretto per il mondo contemporaneo, razionalista, nichilista e permeato dal pensiero debole e che vorrebbe piegare al campo del "razionale scientifico" anche ciò che la stessa scienza, la medicina (quella seria e obiettiva), ritiene semplicemente inspiegabile. Per la fede è sì stupore ma più "semplicemente" è un miracolo, semplicemente cioè, una cosa possibile per quel Dio Creatore che tutto può.

La ragione interroga la fede ed ha davanti due strade o accettare l'assurdo oppure abbandonarsi al Mistero:
"PER COLORO CHE CREDONO NESSUNA PROVA È NECESSARIA. PER COLORO CHE NON CREDONO, NESSUNA PROVA È SUFFICIENTE."

Caterina Socci, 24 anni, morì il 12 settembre 2009
. Il 24 si sarebbe dovuta laureare in architettura. Quella sera, intorno alle 20, lei e le altre universitarie, con le quali condivideva un appartamento a Firenze, stavano decidendo se cucinarsi gli spaghetti o recarsi in pizzeria. Ebbe appena il tempo di dire: «Oddio, mi sento male». Le amiche la afferrarono al volo, impedendo che sbattesse la testa sul pavimento. Il cuore s'era fermato, il respiro pure.
«Aritmia fatale», fu la diagnosi. Nessuna malformazione congenita. Escluse cause virali o tossicologiche. Era semplicemente cessato, senza motivo, l'impulso elettrico che fa contrarre il muscolo della vita. Per tentare di ripristinarlo, i soccorritori del 118 usarono il defibrillatore più e più volte, con ostinazione. Dal momento dell'arresto cardiaco, le probabilità che questa manovra di rianimazione sortisca qualche effetto decadono del 7-10 per cento ogni 60 secondi. Dieci minuti, un quarto d'ora al massimo, e sei spacciato. E se per caso negli istanti successivi riescono a riacciuffarti, i danni al cervello provocati dalla mancata ossigenazione delle cellule nervose sono già irreversibili. È il coma profondo o lo stato vegetativo permanente.
Caterina era morta da un'ora e mezzo quando giunse sul posto don Andrea Bellandi, assistente spirituale degli studenti di Comunione e liberazione. S'inginocchiò sul pavimento e cominciò a recitare il rosario. L'équipe medica gli fece capire che era fiato sprecato, che non c'era più nulla da fare. Ma alla seconda, o terza, Ave Maria, «il miracolo», è così che lo chiama papà Socci: «Il cuore riprese a pulsare di colpo. Un battito forte, regolare, non deboli segnali come avviene subito dopo una defibrillazione. Tornata di botto normalissima anche la pressione arteriosa. Due eventi scientificamente inspiegabili.
Caterina è viva.
Francesco Federico
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Francesco I
Antonio Socci dimostra di saper affrontare le difficoltà della vita con profonda fede, speranza e carità e di saperle accettare con cristiana rassegnazione.
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Francesco Federico
Francesco Federico
Su Gloriatv ho pubblicato molti articoli scritti da Antonio Socci: con questo video desidero farvi partecipi del dramma che ha vissuto e che sta vivendo questo noto giornalista. È da sottolineare come egli viva tutto questo alla luce della Fede ed abbia sopportato il dolore con cristiana rassegnazione.
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