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L’INTERVISTA «Vi spiego come si curano le vite fragili come Vincent»- «La morte per disidratazione e denutrizione imposta a Vincent Lambert è segno di un abbandono e disprezzo del valore della vita». «Il problema è che nel momento storico attuale un’élite culturale ha fatto passare come un’emergenza il fare una legge sull’eutanasia, quando in realtà l’emergenza è quella di garantire assistenza». «Una volta una mamma mi ha detto: “La mia Maria è grave, però per me è come se l’avessi partorita un’altra volta”». Intervista al dottor Giovanni Battista Guizzetti, che al Don Orione di Bergamo si prende cura di 24 pazienti con deficit di coscienza. E testimonia l’importanza per queste persone della relazione con i loro cari, fonte di una ricchezza nascosta. (video di repertorio)

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video: Giovanni Battista Guizzetti: "L’umano nascosto" Prima ha parlato di recuperi. Sì, ho visto pazienti che hanno recuperato. Ultimamente abbiamo dovuto addirittura dimettere due persone perché …More
video: Giovanni Battista Guizzetti: "L’umano nascosto"

Prima ha parlato di recuperi.
Sì, ho visto pazienti che hanno recuperato. Ultimamente abbiamo dovuto addirittura dimettere due persone perché non erano più considerate in stato vegetativo oppure di minima coscienza, e nel nostro reparto i posti letto sono dedicati soltanto alle persone con compromissione molto grave. Perché queste persone avevano recuperato parecchio e ora hanno capacità di comprendere, di parlare, di alimentarsi, venendo imboccati. Hanno un quadro di grave disabilità, che comunque gli consente una vita di relazione.

In Italia siamo stretti tra la legge sulle Dat e l’ordinanza della Corte Costituzionale che spinge per aprire le porte al suicidio assistito.
Noi non possiamo assimilare, come invece fa adesso la legge, idratazione e nutrizione a un trattamento terapeutico; il tentativo di identificarli come trattamento terapeutico è per poter dire che acqua e cibo sono futili e sproporzionati. Ma non sono certo futili perché servono allo scopo per cui sono garantiti, che è permettere alla persona di continuare a vivere, e non sono nemmeno sproporzionati perché si tratta al più di posizionare una Peg. Non mi pare che togliere da mangiare e da bere a un disabile sia la soluzione del problema: 2.000 anni di storia e di civiltà non ci hanno insegnato queste cose. Il punto è che nel momento storico attuale un’élite culturale ha fatto passare come un’emergenza il fare una legge sull’eutanasia, quando in realtà l’emergenza è quella di garantire assistenza.

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