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Sardegna misteriosa -Mores

Paul
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Non solo il mare, ma centinaia di misteriosi monumenti fanno della Sardegna una terra misteriosa ed affascinante : tombe ipogee e dolmen di 4000 anni fa ci parlano di una grande civiltà. A Mores un …More
Non solo il mare, ma centinaia di misteriosi monumenti fanno della Sardegna una terra misteriosa ed affascinante : tombe ipogee e dolmen di 4000 anni fa ci parlano di una grande civiltà. A Mores un profilo nella roccia, disegnato dal tempo...e poi i miei bisnonni di Mores (Sassari) in foto d'epoca. . Demartis
Paul
在撒丁岛人不同于其他文明的国家,他发现早在新石器时代相信一个来世的可能性。 Hypogean陵墓是这方面的证据是,因为它是一个强大的基质上,后来扎根萨蒂尼亚强烈的宗教意识。其中一些地下墓(多莫斯日亚纳斯)也在家古教堂
Paul
Il popolo sardo, a differenza di altre civiltà, mostrò già nel neolitico di credere nella possibilità di una vita ultraterrena. Le tombe ipogeiche ne sono la testimonianze e costituiscono, come dire, un forte substrato sul quale si sarebbe in seguito radicato il forte senso religioso dei sardi. Alcune di queste tombe ipogee (domus de Janas) furono anche dimora di antichissime chiese, come …More
Il popolo sardo, a differenza di altre civiltà, mostrò già nel neolitico di credere nella possibilità di una vita ultraterrena. Le tombe ipogeiche ne sono la testimonianze e costituiscono, come dire, un forte substrato sul quale si sarebbe in seguito radicato il forte senso religioso dei sardi. Alcune di queste tombe ipogee (domus de Janas) furono anche dimora di antichissime chiese, come aBonorva (Sassari) dove troviamo la Chiesa diS.Andrea Priu (SS ) Questa Chiesa è costituita da una ventina di tombe ipogeiche, ossia sotterranee scavate durante la fase del neolitico I primi riferimenti relativi a S. Andrea Priu risalgono al sec. XIII, ma la prima Chiesa Bizantina che vi fu edificata è del 535 d.C.
L’interno di questi luoghi mantiene l’aspetto delle coeve abitazioni:architravi, stipiti, pilastri di sostegno laterale e zoccolatura perimetrale, questo perché si credeva che il defunto ritornasse a nuova vita, che avesse necessità di continuare a vivere in un luogo simile alle capanne in cui aveva trascorso l’intera esistenza.

Infatti notevoli quantità di utensili e oggetti di vita quotidiana, i corredi funerari, venivano accostati al corpo. Si credeva insomma, già allora, in una sorta di resurrezione, proprio come il popolo egizio, la cui similitudine è sorprendente.

Inoltre sono stati ritrovati scheletri di uomini in posizione fetale, così disposti perché potessero rinascere direttamente dal grembo della Madre Terra e cioè la grotta in cui venivano deposti. L’ambiente era anche interamente colorato di ocra rosso, il colore del sangue, ma qui inteso come fluido che porta la vita, l’energia per risorgere.

All’entrata della grotta è possibile vedere una sorta di solchi rotondi, erano coppelle votive per raccogliere le offerte destinate ai defunti, cibo, olio, grano.

Questo luogo fu riutilizzato come chiesa bizantina nel 535 d.C., come testimoniano le tombe scavate nella roccia con cuscino simbolico.

Fu poi riconsacrata nel 1313 come chiesa intitolata a S.Andrea dal Vescovo di Sorres Guantino di Fanfara. Venne intonacata di bianco, affrescata e i pilastri interni furono levigati e trasformati in colonne. Chiusero inoltre le nicchie di sepoltura lasciando solamente i tre vani principali: nartece per i catecumeni, aula per i fedeli già battezzati e presbiterio per i sacerdoti.
Sopra l’altare fu aperto un pozzo luce per illuminare il sacerdote con la luce del sole, così da dargli un’apertura divina di fronte a tutti i fedeli che invece restavano al buio.
Anche la pioggia era importante perché proveniva dal cielo e, entrando direttamente in Chiesa, toccando l’altare, defluiva in due canali che finivano in un pozzetto utilizzato come fonte battesimale, perché era già considerata benedetta. All’interno troviamo diversi affreschi, un Cristo pantocratore nella mandorla con i quattro evangelisti ai lati, i 12 apostoli alla sua destra e la sua infanzia alla sua sinistra.
Questo luogo è considerato una delle prime chiese nel tempo delle persecuzioni e l’ennesima dimostrazione di un tempio cristiano costruito su un tempio pagano.
Di fuori è possibile trovare diversi avelli, “contenitori” antichi di defunti.
fabiana atzori
Il mistero più vero e profondo della Sardegna
che la riempie di irresistibile fascino
è la sua secolare devozione alla Madre di Dio
testimoniata dalla numerosa presenza di santuari mariani
e di numerosissime parrocchie che ell'arco dei secoli si son consacrate al Suo Cuore Immacolato.

una sarda, Fabiana