Beirut. Leone XIV: «Fate risuonare la lingua della speranza»
Beirut (Libano) - Leone XIV ha aperto il suo primo pomeriggio in terra libanese senza concedere al linguaggio diplomatico l’abito comodo della circostanza. Fin dai saluti rivolti alle autorità nel Palazzo Presidenziale del Libano, il Pontefice ha messo al centro della scena un concetto concreto, ripetuto come criterio di governo prima che come auspicio: la pace non come tregua, ma come processo esigente, strutturale, bisognoso di coraggio politico e cura sociale.
Alle 16:45 locali (le 15:45 a Città del Vaticano), il convoglio papale ha raggiunto il cancello principale del Palazzo Presidenziale. Ad aprire la sequenza di accoglienza, la scorta solenne della cavalleria libanese, schierata per accompagnare il Pontefice lungo il viale d’ingresso. All’arrivo, il Presidente della Repubblica e la First Lady hanno ricevuto Leone XIV nel piazzale, mentre un gruppo di dabke, la danza tradizionale levantina, introduceva la visita con un linguaggio coreografico di appartenenza. Due giovani …