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I FRATELLI DI GESU' (Dott. Roberto Reggi)

Gesù aveva cugini, non fratelli Uno studio scientifico giunge a dimostrare che gli «adelfòi» del Vangelo erano quattro cugini paterni del figlio di Giuseppe e Maria. di MARIO IANNACCONE (da "Avven…More
Gesù aveva cugini, non fratelli

Uno studio scientifico giunge a dimostrare che gli «adelfòi» del Vangelo erano quattro cugini paterni del figlio di Giuseppe e Maria.
di MARIO IANNACCONE
(da "Avvenire" del 10/11/2010)


Roberto Reggi
I FRATELLI DI GESÙ
Considerazioni filologiche, ermeneutiche, storiche, statistiche sulla verginità perpetua di Maria

EDB– 2010
Gesù aveva fratelli carnali? Ogni tanto la questione viene risollevata, talvolta puntellandola all’interpretazione di nuovi reperti archeologici; è il caso di quell’Ossario di Giacomo che fu presentato nel 2002 a Washington da André Lemaire (ma il reperto oggi è sospettato di falso). Com’è ovvio, una risposta affermativa alla domanda se Gesù avesse fratelli può rendere invalido il dogma della verginità perpetua di Maria. La posizione tradizionale della Chiesa, ribadita dalla patristica a partire da San Girolamo e da numerosi dottori, è che Maria non ebbe altri figli oltre a Gesù. La posizione protestante (per la quale si espressero Lutero, Zwingli e Calvino) è stata simile per lungo tempo. Fu Elpidio, vescovo ariano di Milano nel IV secolo, che sostenne che gliadelfòinominati nei Vangeli, Giacomo Giuseppe, Giuda e Simone, siano stati i "fratelli" di Gesù nati da Maria prima o dopo Gesù. A lui rispose, appunto, Girolamo sostenendone la verginità perpetua.
Dalla fine dell’Ottocento, il dibattito è stato ripreso in molte chiese riformate (che hanno negato la verginità) e da ricercatori di varia provenienza e serietà. La posizione classica della Chiesa viene attaccata perché sarebbe fondata su una sovrastruttura teologica e non già sulla storia. Ben consapevole della delicatezza del tema e della presenza d’un dibattito multidisciplinare fittissimo di contributi, Roberto Reggi – giovane studioso che ha già all’attivo una quindicina di traduzioni di testi veterotestamentari – ha scritto il libroI "fratelli" di Gesù, Considerazioni filologiche, ermeneutiche, storiche, statistiche sulla verginità perpetua di Maria, appena pubblicato dalle Edizioni Dehoniane Bologna (pagine 256, euro 22,50), tenendo conto di tutte le posizioni e di tutte le ipotesi che si sono accumulate nei secoli. Per esporre le sue conclusioni con chiarezza e migliorare la leggibilità e la persuasività di un ragionamento che si avvale dell’apporto di discipline storiche (e non poggia sul fideismo), l’autore ha inserito nel suo libro numerosi diagrammi, tabelle, esami comparati, schemi ed analisi statistiche. In questo modo, la discussione sui personaggi che nel Nuovo Testamento possono essere identificati, anche implicitamente, come "fratelli" di Gesù diventa più chiara. E le varie ipotesi, che gliadelfòifossero cugini paterni, materni, fratellastri, fratelli o "collaboratori" (apostoli o altri discepoli) vengono presentate con singolare chiarezza visiva assieme a quella che ha la maggiore probabilità di essere vera: che gliadelfòisiano quattro "cugini paterni", figli dello zio paterno di Gesù, Alfeo Cleofa, e di sua moglie Maria di Cleofa.
Il termine che traduce il grecoadelfòsè polisemico e suscettibile di varie traduzioni. Nel greco precristiano il vocabolo indica proprio i fratelli carnali o i fratellastri, che abbiano in comune almeno un genitore, e occupa dunque un campo semantico circoscritto. Nelle traduzioni in greco ellenistico di brani di lingue semitiche, il campo semantico, inevitabilmente, si allarga, sfuma, si fa meno certo ed è per questo che sono possibili una mezza dozzina di traduzioni, da precisare a seconda del contesto: cugino o parente in senso generico, fratello, fratellastro e collaboratore-discepolo. Roberto Reggi presenta anche le altre ipotesi e argomenta con efficacia il perché, sulla base di argomenti filologici, di ermeneutica del testo, storiche e antropologiche, esse possano essere considerate, nel complesso, assai meno probabili.
Va detto, che questo libro è accessibile anche ai lettori non specialisti grazie proprio alla struttura con la quale è costruito. Ogni ipotesi viene illustrata con il medesimo metodo e con pari accuratezza, a ciascuna viene dato il giusto spazio. Reggi conclude che l’unica interpretazione che riesce a comporre in un quadro coerente, organico e non contraddittorio le informazioni rintracciabili nel Nuovo Testamento è proprio l’interpretazione di adelfòi come "cugini". A tale approdo si arriva per ragione, e non per forzare le pur frammentarie evidenze storiche all’interno del quadro dell’esigenza teologica. Nessun fideismo cieco ma, al contrario, un’analisi guidata dal lume della ragione, che circoscrive il campo, seleziona i metodi storici e filologici mediante i quali procedere per approdare a conclusioni che – ma questo lo si verifica in fondo al percorso – si armonizzano con gli insegnamenti della Chiesa.
Roberto Reggi
Sono Roberto Reggi, per completezza volevo segnalare che questa catechesi è quella andata in onda su Radio Maria il 31 gen 2011
rolomar
a riguardo mi soffermerei ad esaminare le rivelazioni fatte a Conchiglia.
La figura della Vergine Maria è molto più elevata di quanto si possa immaginare.

Pertanto è assurdo e blasfemo che si possa immaginare che, una creatura che racchiude in se la divinità di Dio stesso, possa aver procreato con un comune mortale.

LA VERGINE IMMACOLATA APPARTIENE A DIO DALL'ETERNITA' ED E' NOSTRA …More
a riguardo mi soffermerei ad esaminare le rivelazioni fatte a Conchiglia.
La figura della Vergine Maria è molto più elevata di quanto si possa immaginare.

Pertanto è assurdo e blasfemo che si possa immaginare che, una creatura che racchiude in se la divinità di Dio stesso, possa aver procreato con un comune mortale.

LA VERGINE IMMACOLATA APPARTIENE A DIO DALL'ETERNITA' ED E' NOSTRA MADRE DALL'ETERNITA'.
cristianolibero.rns
Il sito a cui allude il Dott Reggi è cathopedia, cioè un'Enciclopedia Cattolica

it.cathopedia.org/wiki/Fratelli_di_gesù

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