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GOG & MAGOG -4-

Album ACTU
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Aldo Maria VALLI :

A- UOMINI GIUSTI ai POSTI GIUSTI (4)

Buongiorno amici e ben ritrovati con la rubrica L’uomo giusto al posto giusto!

Apriamo questa puntata con un pezzo da novanta, nientepopodimeno che un cardinale di Santa Romana Chiesa. E non un cardinale qualunque, bensì l’arcivescovo di Vienna, Christoph Schönborn, il quale anche quest’anno ha messo a disposizione la cattedrale della città per un spettacolo che sarebbe stato meglio ospitare da un’altra parte: parliamo della performance dell’attore Philipp Hochmair, che si è esibito a torso nudo per una campagna benefica promossa da un attivista Lgbt.

Narrano le cronache che Hochmair (già protagonista di pellicole a sfondo omosessuale) è apparso tra fumi e luci psichedeliche per promuovere un progetto contro la diffusione dell’Hiv in Sudafrica. Trattasi, riferiscono sempre le cronache, di opera rock, con la partecipazione di ballerini mascherati da demoni. Il tutto a pochi passi dall’altare e davanti al cardinale, che ha assistito compiaciuto alla performance in compagnia dell’attivista Lgbt Gery Keszler

Resta da capire perché per tali esibizioni ci sia bisogno di una cattedrale. Tanto più che l’ineffabile Schönborn non è nuovo a questa scelta. Lo scorso anno infatti era stato il turno, in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids, di Thomas Neuwirth, in arte Conchita Wurst, drag queen con la barba divenuta celebre in tutto il mondo dopo aver vinto il festival Eurovision.

Inoltre lo scorso ottobre nel duomo di Santo Stefano era stata allestita una mostra fotografica in cui per illustrare «l’incontro tra Occidente e Oriente» veniva proposta l’immagine di due figure femminili intente a scambiarsi un bacio saffico.

Bene. Riconosciuto a Schönborn quel che è di Schönborn, veniamo al nostro secondo uomo giusto al posto giusto, che è don Paolo Farinella, il prete di Genova che ha annunciato che quest’anno a Natale chiuderà la chiesa. Perché? Ma per protesta contro il decreto Salvini, ovviamente.

Definito il «nuovo Don Gallo», lui parla di sé come di un «prete cattolico dal cuore laico» e dice che contro il decreto Salvini era necessaria «un’obiezione di coscienza». Di qui la genialata di chiudere la chiesa a Natale. Perché, spiega, «il provvedimento del governo, nel silenzio totale dei cattolici e dei cristiani e alla vigilia di Natale, espelle dall’Italia quel Gesù di Nazareth di cui si vorrebbe celebrare la nascita».

La scuola di pensiero alla quale appartiene don Farinella è dunque quella, di gran moda oggi, secondo la quale Gesù sarebbe stato migrante e profugo. Peccato che la circostanza sia semplicemente falsa. Il che, unitamente all’idea di chiudere la chiesa a Natale, fa di don Farinella e di altri reverendi della sua specie ottimi esempi al quadrato di uomini giusti al posto giusto.

Ed ora eccoci al terzo uomo meritevole di citazione. Parliamo di sua eccellenza Richard Malone, vescovo di Buffalo, nello Stato di New York, il quale, secondo quanto riferisce il sito americano Church Militant, ha ordinato di distruggere un’ostia consacrata che era forse manifestazione di un miracolo eucaristico. Caduta accidentalmente durante la Santa Messa, la particola è stata raccolta da un diacono e affidata al parroco, il quale, correttamente, l’ha immersa nell’acqua e custodita nel tabernacolo. Dopo qualche giorno, l’ostia, che non si era sciolta, appariva macchiata di rosso. Ma il vescovo ha tagliato corto: anziché avviare un’indagine più approfondita, ha ordinato di buttare via tutto. Perché? O bella, perché lì, ha spiegato, «Gesù ormai non c’è più».

Siamo passati così da un possibile miracolo eucaristico a un effettivo abuso eucaristico, dice Mary Ellen Sanfilippo, una fedele della parrocchia di San Vincenzo de’ Paoli a Springrook, New York. Ammettiamo pure che il materiale rosso che essudava dall’ostia consacrata non fosse sangue. Sta di fatto, spiega Mary, che ai cattolici di Buffalo è stata negata l’opportunità di determinarne l’origine. Il che, come potete ben capire, fa automaticamente del vescovo Malone (il quale si è perfino rifiutato di guardare le foto dell’ostia) un perfetto uomo giusto al posto giusto!

Per oggi è tutto. Alla prossima settimana! E non dimenticate di mandare segnalazioni.

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B- STRANO DUNQUE VERO (4)

Il vescovo di Mitù (Colombia), Medardo de Jesús Henao del Río, ha riferito di aver conferito il diaconato a un indio con “due riti”, il rito romano e il “rito indigeno”.

Strano, dunque vero.

Come dite? Che non esiste alcun “rito indigeno”?

Suvvia, non siate pedanti. Come avete ben visto il 4 ottobre nei giardini vaticani, basta poco per organizzare un rito indigeno. Prendete una tovaglia (meglio se multicolore), stendetela sopra un prato come per un pic-nic, metteteci sopra alcuni idoli, chiamate un frate con i capelli lunghi, prostratevi insieme a lui davanti alla tovaglia, fate un girotondo, lanciate invocazioni imprecisate et voilà, il rito indigeno è fatto. Facoltativo: ripetere tre volte Hocus Pocus e brandire un giavellotto gridando Pachamama!

Nella conferenza stampa amazzonica del 10 ottobre monsignor Henao ha spiegato che durante il “rito”, a ogni buon conto, alcuni capi indigeni mettono “una corona sulla testa del diacono”. Meno male. Temevamo per l’ortodossia del rito.

Secondo sua eccellenza Henao, la corona è simbolo della saggezza del popolo, da condividere con la comunità.

Non avete capito? Non importa.

Dopo qualche danza, ha aggiunto il vescovo, c’è stata l’ordinazione cattolica. Più sbrigativa. D’altra parte, ciò che è veramente “essenziale”, ha detto il monsignore, è assimilare alcuni dei valori dei nativi e incorporare gli elementi dei loro riti.

Strano, dunque vero.

E ora eccoci nella chiesa di Santa Maria in Traspontina, a due passi dal Vaticano, dove, apprendiamo, non solo sarà celebrata una messa amazzonica già vietata in passato dalla Santa Sede, ma oggetti amazzonici sono stati deposti sopra gli altari in marmo. Da segnalare, in particolare, alcuni idoli riguardanti la solita Pachamama (la Madre Terra), sonagli, ciotole, reti e una canoa. Sulla canoa a un certo punto è stata issata una giovane donna e poi la medesima canoa, con donna incorporata, è stata portata come in processione.

Strano, dunque vero.

Apprendiamo altresì che all’interno della chiesa un manifesto mostra un’indigena che tiene in braccio un bimbo e allatta al seno un animale. La scritta sopra il manifesto dice: Todo está connectado. Resta il dubbio che non sia tanto connectado il cervello di chi ha portato in chiesa tutta quella roba.
Ma forse non è il caso di sottilizzare. Lo spirito amazzonico è tra noi.

Pare che dentro la basilica vaticana i chierichetti d’ora in poi si sposteranno utilizzando vere liane, specie per incensare. E, ovviamente, dopo aver assunto infusi psichedelici a base di erbe amazzoniche.

Strano dunque vero?

Per ora solo strano. Ma vedrete che prima o poi…

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>>> Le IMMAGINI dei 15 MISTERI del ROSARIO


>>> AVE MARIA (LOURDES & FATIMA) : 650 audios da scaricare


Grazia del mistero della Purificazione,

scendete nella mia anima e rendetela veramente saggia e veramente pura.