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Padre Enzo Redolfi

4 Agosto 2024
XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - B

Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, alla folla entusiasta che lo seguiva più per i miracoli che non per la salute dell'anima, Gesù dice: Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà.

La tentazione di fare del mondo lo scopo della vita è sempre presente e attuale. Ma Gesù ci mette in guardia da questo pensiero seduttore e fuorviante. Egli ci avverte che i beni della terra periscono, perché passano col tempo, mentre i beni del cielo restano in eterno. È lo stesso pensiero di Paolo quando dice: Non comportatevi più come i pagani nella vanità della loro mente, accecati nei loro pensieri, estranei alla vita di Dio a causa dell'ignoranza che è in loro, e per la durezza del loro cuore. Diventati così insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni sorta di impurità con avidità insaziabile. Ma voi dovete deporre l'uomo vecchio con la condotta di prima, l'uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici, rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera.

Il mondo è fatto per l'uomo, perché l'uomo è più grande del mondo. perciò il mondo non può soddisfare l'uomo. La fame di vita e di felicità che è in lui non può essere colmata dall'appagamento di ciò che muore e non sazia, ma solo da ciò che è soprannaturale e non ha fine. È il Signore la Vita. Solo Lui, che vive per sempre, può soddisfare ciò che muore. Ecco perché Egli afferma: Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

La vita è il mezzo per raggiungere il fine, che è la salvezza eterna, e il fine è la Vita che si raggiunge col mezzo, Dobbiamo perciò preoccuparci delle cose che portano in alto e che dall'alto vengono. Pertanto, per non essere spaventati alla fine dei nostri giorni, quando non avremo più futuro temporale davanti e quando ci accorgeremo che tutto è vanità (Qo 1,2; 12,8), dobbiamo vivere il tempo di ora per le cose nobili e spirituali, sapendo che queste ci procurano una gioia illimitata e duratura. Molti invece, ricchi, potenti, famosi, belli, sani, non temono Dio perché credono di non aver bisogno di Lui, non pensando che la vita ha un bisogno solo: quello di temere Dio e di osservare i suoi comandamenti, cioè di amarlo per goderlo in eterno (Qo 12,13). Costoro, giunti alla fine dei loro giorni e vedendosi invecchiare giorno per giorno, si disperano, poiché capiscono che il denaro, il potere, il corpo, il senso, non sono eterni. Vorrebbero tornare indietro per fare il bene che non hanno fatto e recuperare bene il tempo che hanno perso. È allora il tempo di mettere in pratica queste parole di Paolo: Dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera.

Per non temere la morte occorre amare la Vita. Per non temere la morte occorre capire il valore della vita e viverla per ciò che vale, credendo alle seguenti parole del Signore: Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato. Allo stesso modo, per compiere le opere di Dio, che divinizzano l'uomo, bisogna operare ciò che Dio compie, imitandolo nel bene, nella virtù e nell'amore, come indicano il primo e il secondo comandamento.

Gesù ci spinge a credere in Lui e ad osservare la sua parola che è fonte zampillante per la vita eterna (Gv 4,14). Gesù ci esorta a credere in Lui, perché sa che Lui solo ci può fare davvero felici. Ci prepara un regno che non è di questo mondo, dove saremo beati e dove avremo tutto ciò che vogliamo avere per essere felici. Non comportiamoci perciò come i pagani che non credono a nulla, nella vanità della loro mente e nella stoltezza della loro vanità.

Gesù è il "sigillo" di Dio, perché in nessun altro possiamo trovare la vita vera e la verità piena. È Gesù il Salvatore, il Maestro, Colui che vivifica e rende davvero felici. Perciò dice a noi tutti: Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo.

Ricordiamo questo: solo Dio che ha creato l'uomo, può soddisfare l'uomo creato per Dio. Solo il Figlio, inviato dal Padre, ha il "sigillo" della vita e della vera gioia. Chi va a Lui non avrà più fame e chi crede in Lui non avrà più sete, perché possiede il Tutto.

Dice ancora il Maestro: Il Padre mio vi dà il pane del cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo. Si realizzano perciò in Lui queste profetiche parole: Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi.

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MONASTERO DELLE SUORE BENEDETTINE IN KENIA
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Comunico con gioia che, grazie a una santa famiglia che ha versato un grosso contributo, la somma dei 10 mila euro è stata raggiunta e superata.
Eventuali altre offerte che arrivano serviranno per piccoli aiuti in Benin (Suore, Frati e Parrocchia) e in Ghana (due povere famiglie).
Ringrazio di cuore tutti i benefattori, piccoli e grandi, che hanno contribuito. Le preghiere delle monache saliranno per noi in cielo. Appena avrò trasferito il denaro e avrò notizie dal Kenia vi informerò.
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