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Contatto unipatico: tra sofferenza e l'influenza demoniaca

Valerio Lo Vecchio, con il costrutto di status diabolicus, si riferisce a una condizione in cui la vittima di un'influenza demoniaca sperimenta un contatto unipatico che le viene imposto dal demonio. In questo stato, la vittima non solo percepisce la presenza del demonio, ma vive intensamente e profondamente le sue sensazioni e tormenti, come se fosse in una sorta di fusione emotiva e psicologica con l'entità maligna. La vittima è invasa da sentimenti e stati d'animo che non le appartengono, ma che sembrano provenire direttamente dal demonio stesso, generando così una forte sofferenza psicologica e spirituale. Questo contatto unipatico non implica necessariamente un possesso, ma rappresenta una condizione di sofferenza e tormento che il demonio induce nella vittima, la quale subisce impunemente il suo male interiore.

Il concetto di status diabolicus, come elaborato da V. Lo Vecchio, si presta a un'interpretazione complessa che coinvolge vari livelli di esperienza: spirituale, psicologico, fisico. Esamineremo ciascuno di questi aspetti per comprendere meglio il contatto unipatico tra il demonio e la sua vittima.

1. Livello Spirituale

Dal punto di vista spirituale, lo status diabolicus rappresenta una forma di connessione tra il demonio e l'anima della vittima. A differenza del possesso completo, in cui il demonio domina completamente il corpo e la volontà della persona, questo stato si caratterizza per una "contaminazione" parziale, ma comunque profondamente invasiva. La vittima non è completamente sottomessa, ma è costretta a percepire e subire la presenza del male in maniera attiva e dolorosa. La sua anima può sentire la vicinanza e l'influenza del demonio, vivendo in uno stato di oppressione spirituale.

In questo stato, la vittima può essere tormentata da dubbi spirituali, perdita di fede o sensazioni di abbandono da parte di Dio, sentendosi sprofondare in una dimensione oscura e lontana dal divino. Il demonio trasmette alla vittima un'esperienza di vuoto esistenziale e disperazione. La percezione spirituale della vittima è dunque invasa da ciò che si potrebbe descrivere come una vibrazione di male puro, che porta a una distanza progressiva da qualsiasi forma di luce o salvezza divina.

2. Livello Psicologico

A livello psicologico, lo status diabolicus si manifesta come un vero e proprio collasso dell'io. La vittima sperimenta pensieri, emozioni e sentimenti che non le appartengono, come se fossero trasmessi direttamente dal demonio. Questo potrebbe includere angoscia, paura, odio e una profonda sensazione di alienazione, come se la mente fosse assediata da una presenza estranea.

Dal punto di vista psicologico, questa esperienza si traduce in un grave stato di dissociazione. La vittima può anche non distinguere chiaramente tra i propri pensieri e quelli imposti dall'influenza demoniaca. Il demonio, in questo senso, non prende il controllo completo della mente, ma la invade, lasciando la persona in uno stato di confusione e incertezza. Si tratta di una forma di schiacciamento dell'identità: l’individuo perde il senso di sé, vivendo emozioni che appartengono a una realtà aliena e distruttiva.

In alcuni casi, questa condizione psicologica può sfociare in sintomi come ansia estrema, depressione profonda, disturbi del sonno o, in casi più gravi, disturbi psicotici. Tuttavia, ciò che differenzia lo status diabolicus da un normale disturbo psicologico è la forte sensazione che la vittima ha di non essere sola nella propria mente: il male sembra comunicare direttamente con lei.

3. Livello Fisico

A livello fisico, lo status diabolicus può manifestarsi con sintomi che ricordano quelli delle malattie psicosomatiche. La vittima può provare dolori fisici, stanchezza cronica, tremori o improvvisi attacchi di panico, senza una chiara spiegazione medica. Il corpo diventa il campo di battaglia su cui si riflettono le tensioni spirituali e psicologiche in atto.

Il demonio non possiede fisicamente la vittima, ma si rende percepibile attraverso disturbi che coinvolgono il sistema nervoso e il sistema cardiovascolare, generando un senso di oppressione e angoscia fisica. La persona può avvertire la presenza del male come una forza esterna che grava sul proprio corpo, portando a una perdita di energia vitale. In casi estremi, si possono verificare episodi di paralisi temporanea o difficoltà motorie, come se il corpo rispondesse alla volontà di una presenza oscura che cerca di immobilizzare la vittima.
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