A oltre 3 anni e mezzo dall'ultima dose di vaccino a mRNA, sono stati rilevati proteina spike, sequenze di mRNA del vaccino e frammenti di DNA plasmidico.
Una nuova pubblicazione scientifica descrive il caso di un paziente nel quale, a oltre 3 anni e mezzo dall'ultima dose di vaccino a mRNA, sono stati rilevati proteina spike, sequenze di mRNA del vaccino e frammenti di DNA plasmidico.
Per escludere che questi elementi fossero dovuti a una precedente infezione da SARS-CoV-2, i ricercatori riferiscono di non aver rilevato né la proteina nucleocapsidica né gli anticorpi specifici dell'infezione naturale. Le analisi sono state effettuate nel tempo su sangue e tessuti, utilizzando diverse tecniche di laboratorio e con verifiche in laboratori indipendenti.
Le analisi hanno inoltre evidenziato alterazioni persistenti nell'espressione di alcuni geni esegnali di instabilità genomica. Gli autori ipotizzano che questi cambiamenti possano essere associati alla presenza prolungata del materiale derivato dal vaccino.