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I «grandi scandali»: messaggi-profezie di Anguera e una riflessione molto attuale

ALCUNI MESSAGGI DI NOSTRA SIGNORA REGINA DELLA PACE DI ANGUERA SUGLI SCANDALI...

Messaggio n° 615 (23 marzo 1993)

Cari figli, oggi il mio messaggio è per tutti voi, ma specialmente per la famiglia dei miei eletti. Evitate gli scandali. Frenate la vostra lingua. Misurate le vostre parole, poiché le vie di Dio non sono le vostre vie. Fate attenzione. Badate a ciò che dite. Siate un esempio per coloro che vengono qui. Non offendete il Dio, che vi ama e vi attende a braccia aperte. Non vengo per aggiungere obblighi, né per essere offesa. Sono vostra Madre. So che il vostro amore per me è sincero. Ascoltatemi.

Messaggio n° 1.091 (30 marzo 1996)

Cari figli, questa sera vi invito a essere fedeli al Signore. Testimoniate che appartenete completamente a Cristo e ovunque cercate di imitare il mio Gesù. Sono arrivati i tempi che ho predetto in passato. Le tribolazioni inizieranno ad apparire. Pregate, poiché solo mediante la preghiera sarete forti e in grado di sopportare quello che deve venire! Ho fretta e vi chiedo di essere docili alle mie parole. Non voglio obbligarvi, ma evitate gli scandali. Siate cristiani autentici! Non fingete di essere più di quello che siete. Vivete umilmente il Vangelo del mio Gesù! Sono vostra Madre e vengo dal cielo per seminare buona semente, ma voglio dirvi che verrà il giorno del raccolto. Fate attenzione! Avanti con gioia.

Messaggio n° 2.956 (12 febbraio 2008)

Cari figli, il demonio perseguiterà gli eletti di Dio e molti cadranno. Ci saranno grandi scandali e la fede di molti sarà scossa. Verranno giorni in cui non ci sarà più rispetto per i ministri del Signore e il disprezzo alla casa di Dio sarà maggiore che nei vostri giorni. Sono venuta dal cielo per farvi coraggio. Anche davanti ai problemi, molte volte senza risposta, non perdetevi d’animo. Come ho già detto in passato, alla fine la vittoria sarà del Signore. Solo pregate.

Messaggio n° 3.075 (28 ottobre 2008)

Cari figli, Dio ha tutto sotto controllo. Anche davanti alle prove, non perdetevi d’animo. Sono vostra Madre e voglio aiutarvi. Siate fedeli. Avvicinatevi al Signore, perché egli vi ama e vi chiama. Vivete nel tempo peggiore di quello del diluvio. L’umanità cammina cieca spiritualmente ed è giunto il momento del grande ritorno. Sappiate che in questa terra accadrà un avvenimento doloroso. Causerà grande sofferenza agli uomini e alle donne di fede. La Chiesa del mio Gesù perderà molto. Non tiratevi indietro. Qualunque cosa accada, non allontanatevi dalla verità. Il mio Gesù è al vostro fianco. Il demonio desidera allontanarvi dalla verità. Coinvolgerà molti consacrati in scandali, ma voi potete vincerlo con la forza della preghiera. Alla fine, la vittoria sarà del Signore. Io intercederò presso il mio Gesù per voi. Avanti.

Messaggio n° 3.814 (4 maggio 2013)

Cari figli, dal Signore verrà il vostro aiuto. Egli è il Signore della Bontà, Fortezza per i deboli e Amore per i peccatori. Aprite i vostri cuori a Lui. Sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per offrirvi la grazia della conversione. Non state con le mani in mano. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Quando tutto sembrerà perduto, accendete in voi la fiamma della speranza e lasciatevi condurre da Gesù. Con Gesù la vittoria è certa. Sono vostra Madre Addolorata e soffro per quello che vi aspetta. State attenti. Il futuro sarà segnato da ulteriori divisioni e scandali nella Chiesa del mio Gesù. I giusti saranno perseguitati e messi da parte, ma il Signore verrà in soccorso dei suoi. Pregate. Solo con la forza della preghiera potete sostenere il peso delle prove che verranno. Coraggio. Io camminerò con voi. Non perdetevi d’animo. Io supplicherò il mio Gesù per voi. Avanti senza paura.

Messaggio n° 4.244 (1 gennaio 2016)

“Cari figli, io sono vostra Madre. Vi amo come siete e chiedo che facciate del bene a tutti. Accada quel che accada, restate con Gesù. Ecco il Tempo della Grande Battaglia Spirituale. Camminate verso un futuro doloroso e molti ferventi nella Fede berranno il Calice Amaro della sofferenza. Il Calvario per la Chiesa sarà grande. Molti scelti per difendere la Verità causeranno scandali e divisioni. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Non vi allontanate dal Cammino della Verità. Accogliete il Vangelo del Mio Gesù e vivete con amore i miei appelli. Io voglio aiutarvi, ma non voglio forzarvi. Abbiate cura della vostra vita spirituale. Voi siete nel mondo, ma appartenete al Signore. La vittoria di Dio verrà per coloro che vivono i miei messaggi. Coraggio. Nulla è perduto. Datemi le vostre mani e io camminerò sempre con voi. Avanti con coraggio e gioia.

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(UNA RIFLESSIONE MOLTO ATTUALE)

GUAI A CHI SI SCANDALIZZA DI GESÙ CRISTO!...


Gesù è apparso come un segno di contraddizione: pur essendo stato mandato per la salvezza di tutti, di fatto è occasione di indurimento per molti: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione» (Lc 2, 34). Nella persona di Gesù e nella sua vita tutto costituisce scandalo:

- è il figlio del falegname di Nazareth (Mt 13, 57);
- rifiuta il messianismo vendicatore (Mt 11, 2-5; cfr. Gv 3, 17), così come il messianismo politico (Gv 6, 15);
- si incammina verso il suo destino di passione e di croce (Mt 16, 21).
Perfino molti discepoli si oppongono a lui come Satana (Mt 6, 22-23) e, scandalizzati, abbandonano il loro Maestro (Gv 6, 66). Ma Gesù risorto li raduna (Mt 26, 31-32).

L'evangelista Giovanni mette in rilievo il carattere scandaloso del Vangelo: Gesù è in tutto un uomo simile agli altri (Gv 1, 14), del Quale si pensa di conoscere l’origine (Gv 1, 46; 6, 42; 7, 27) e del Quale non si può comprendere il disegno redentore mediante la croce (Gv 6, 52) e mediante l'ascensione (Gv 6, 62). Gli uditori inciampano tutti nella rivelazione del triplice mistero dell'incarnazione, della redenzione e dell'ascensione; ma i discepoli sono rialzati da Gesù, mentre altri si ostinano e il loro peccato è senza scusa (Gv 15, 22-24).

Presentandosi agli uomini, Gesù li ha posti in condizione di optare per lui o contro di lui: «Beato è colui che non trova in me motivo di scandalo» (Mt 11,6; Lc 7, 23). La comunità apostolica ha quindi applicato a Gesù in persona l'oracolo di Is 8,14 che si riferiva a Dio: Gesù è la “pietra di scandalo” e nello stesso tempo “la pietra d'angolo” (1 Pt 2, 7-8; Rm 9, 32-33; Mt 21, 42); Cristo è, ad un tempo, per gli uni fonte di vita e per gli altri causa di morte (cfr. 2 Cor 2, 16).

San Paolo ha dovuto affrontare lo scandalo generato da Cristo sia nel mondo greco che nel mondo giudaico, cosa di cui peraltro aveva fatto egli stesso esperienza prima della sua conversione. Per l’Apostolo delle genti Cristo – e in particolare la sua croce – è «stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio» (1Cor 1, 18). Cristo crocifisso è «scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani» (1Cor 1, 23). La sapienza umana non può comprendere che Dio voglia salvare il mondo per mezzo di un Messia umiliato, sofferente, crocifisso. Soltanto lo Spirito di Dio permette all’uomo di superare lo scandalo della croce – o meglio – di riconoscervi la suprema sapienza (1 Cor 1, 25; 2, 11-16).

Lo stesso scandalo, la stessa prova della fede continuano attraverso tutta la storia della Chiesa. La Chiesa è sempre nel mondo un segno di contraddizione, e l’odio, la persecuzione sono per molti un’occasione di caduta (Mt 13, 21; 24, 10), benché Gesù abbia annunciato tale realtà affinché i suoi discepoli non soccombano davanti ad essa (Gv 16, 1).

...E GUAI A CHI NON SI SCANDALIZZA DEL MALE!

Ma esiste un’altra modalità, un altro profilo complementare a quello cristologico sotto il quale considerare lo scandalo.

Se lo scandalizzatore merita il severo “guai!” del Divin Maestro – «Guai al mondo per gli scandali! È necessario che succedano scandali; ma guai a colui per colpa del quale avviene lo scandalo» (Mt 18, 6-7)» – per la gravità del fatto stesso di attentare alla vita di grazia nell'anima di un fratello o di una sorella, commettendo peccato e inducendolo altri a cadere nei lacci di Satana, si può considerare anche un altro aspetto dello scandalo, quasi ribaltando il punto di vista adottato dal Signore.

Potremmo dire: “guai” a chi non si scandalizza; “beato” è, invece, colui si scandalizza. In che senso? È presto spiegato.
Lo scandalo etimologicamente significa “ostacolo” e consiste in una parola, azione o fatto che offende o turba la coscienza altrui. È sempre un male che induce al male. Quindi chi assiste ad uno scandalo, in un certo senso, ha il dovere di scandalizzarsi perché se non si scandalizzasse non considererebbe il male quale esso è veramente, qualcosa di malvagio che si oppone alla norma morale e alla volontà del supremo Legislatore.

Chi non si scandalizza davanti al male ha una coscienza erronea, deformata, che non gli permette di vedere il male nel male e di indignarsi per esso. L’incapacità di scandalizzarsi del male pone nell’impossibilità di convertirsi perché se il esso è accettato come qualcosa di innocuo che non ferisce, non dispiace, come si farà a rifuggirlo attaccandosi al bene che è l’aspetto fondamentale di ogni vita morale? Guai a chi commette gli scandali dunque, si, guai severi da parte di Gesù; ma anche guai a coloro che, inebetiti dal dilagare del male, stravolti e disorientati dal turpe fango morale presente ovunque, non è più capace di scandalizzarsi di esso.

Senza scandalizzarsi del male, d’altra parte, è impossibile anche ogni riscossa controrivoluzionaria. Solo in chi si scandalizza del male si genera interiormente quell’energia per contrastarlo. Diceva Sant'Agostino: “La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle.” Coraggio dunque, certo, ma preceduto ed alimentato dalla santa indignazione che spinge a cambiare le cose.

Senza indignazione per il male la vita cristiana (sia dal punto di vista del proprio progresso spirituale che dal punto di vista della riscossa controrivoluzionaria nel mondo) sarebbe atona, flemmatica. Chiediamo, perciò, a Dio di darci sempre la grazia di scandalizzarci del male instillando in noi una santa indignazione per poterlo contrastare con energia.

L’emblema dell'uomo apatico davanti al turpe oceano di male in cui il mondo affoga lo troviamo nei tre Apostoli che, durante l'agonia di Gesù nel Getsemani – l'ora del male per antonomasia, l'ora del peccato supremo –, anziché vegliare e pregare come comandato dal Maestro si addormentano. Guai a quel sonno dei buoni per il quale cui il male può avanzare nel mondo! Guai a quella tiepidezza spirituale che non pone frontiera all’azione diabolica! Scriveva Benedetto XVI nel secondo volume della trilogia Gesù di Nazareth: «La sonnolenza dei discepoli rimane nel corso dei secoli l’occasione favorevole per il potere del male. Questa sonnolenza è un intorpidimento dell’anima che non si lascia scuotere dal potere del male nel mondo [...], è una insensibilità che [...] si tranquillizza col pensiero che tutto, in fondo, non è poi tanto grave, per poter così continuare nell’autocompiacimento della propria esistenza soddisfatta. Ma questa insensibilità delle anime, questa mancanza di vigilanza [...] conferisce al Maligno un potere nel mondo» (1).

E nell’Udienza generale di Mercoledì Santo 20 aprile 2011, con ulteriori pennellate, perfezionava questo importante concetto, spiegando che quello della sonnolenza dei tre Apostoli nel Getsemani «è un messaggio permanente per tutti i tempi […], è il problema di tutta la storia. La questione è in che cosa consiste questa sonnolenza, in che cosa consisterebbe la vigilanza alla quale il Signore ci invita. Direi che la sonnolenza dei discepoli lungo la storia è una certa insensibilità dell'anima per il potere del male, un’insensibilità per tutto il male del mondo. Noi non vogliamo lasciarci turbare troppo da queste cose, vogliamo dimenticarle: pensiamo che forse non sarà così grave, e dimentichiamo. E non è soltanto insensibilità per il male, mentre dovremmo vegliare per fare il bene, per lottare per la forza del bene. È insensibilità per Dio: questa è la nostra vera sonnolenza; questa insensibilità per la presenza di Dio che ci rende insensibili anche per il male. Non sentiamo Dio - ci disturberebbe - e così non sentiamo, naturalmente, anche la forza del male e rimaniamo sulla strada della nostra comodità», e invitava a «riflettere sulla sonnolenza dei discepoli, dei difensori di Gesù, degli apostoli, di noi, che non vediamo, non vogliamo vedere tutta la forza del male, e che non vogliamo entrare nella sua passione per il bene, per la presenza di Dio nel mondo, per l'amore del prossimo e di Dio».

Se, al contrario, i discepoli del Signore non dormono ma vegliano non potranno fare a meno di scandalizzarsi del male. Ma nessuna paura: è proprio da qui che prende inizio quella battaglia spirituale e sociale per il trionfo del regno di Dio su quello di Satana. Noi tutti, in essa, giochiamo il nostro ruolo. Almeno noi non tiriamoci indietro.

fr. Pietro P. M. (Tempi di Maria)

Note

(1) Benedetto XVI, Gesù di Nazareth, LEV, Città del Vaticano 2011, pp. 172-173.

(2) Idem, Udienza generale, Piazza San Pietro, mercoledì 20 aprile 2011.

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PS | Invito tutti ad iscriversi al canale telegram di Tempi di Maria nato per poter continuare a condurre con maggior libertà la buona battaglia della diffusione della verità, anche riguardo a quei temi oggi più osteggiati e censurati: t.me/tempidimaria
Maria Di Napoli
Parole Sante! Vegliamo e scandalizziamoci del male, sempre!!! Grazie Fra Pietro
Vincenzo Palumbo
Chiediamo al Signore Dio Uno e Trino di darci la Grazia del santo zelo per la sua casa:
iniziamo a gridare "basta preti con le mascherine durante la Santa Messa; basta col gel sanificante al posto dell'acqua benedetta; basta battere le mani e fare pseudo concerti durante la Santa Messa; basta, basta, basta con la Eucarestia data in mano ai semplici fedeli ed altresì distribuita, sempre più …More
Chiediamo al Signore Dio Uno e Trino di darci la Grazia del santo zelo per la sua casa:
iniziamo a gridare "basta preti con le mascherine durante la Santa Messa; basta col gel sanificante al posto dell'acqua benedetta; basta battere le mani e fare pseudo concerti durante la Santa Messa; basta, basta, basta con la Eucarestia data in mano ai semplici fedeli ed altresì distribuita, sempre più sovente, da meri fedeli non consacrati a tale supremo ministero.....BASTA!!!"

La preghiera sincera è ristoro dell'anima, l'azione giusta è merito agli occhi del Signore Iddio.
Ed anche voi che gestite siti o blog:
non potete limitarvi ad un attività di mera diffusione di messaggi celesti, di catechesi e di riflessioni; sia chiaro, ben vengano, sono importanti:
ma siamo in guerra ormai, e non possiamo e non potete limitarvi a stare chiusi in casa a pregare.
In guerra si scende sul campo di battaglia.
Ed il campo di battaglia oggi è Roma, Piazza San Pietro:
bisogna organizzare un pellegrinaggio al fine di mostrare a chi DEVE e NON PUÒ NON VEDERE che i figli di Dio non tollerano più di vedere la Santissima Eucarestia trattata ne più ne meno che mero cibo biologico!!!
È il Corpo del Signore Gesù!!!
Corpo composto dalla carne e sangue della Santissima Vergine Maria Madre di Dio!!!
Basta con questo orrendo sacrilegio!!!!!
Lucia Sinigaglia
Grazie fra Pietro. E proprio questo lo spartiacque tra i " i piccoli " benedetti e protetti dal Padre , perché in LUI si rifugiano inorriditi; e i cosiddetti sapienti di questo mondo gonfio e tronfio di ogni sorta di malizia e sfrontatezza ....Non a caso DIO ci ha consegnato alla MADRE IMMACOLATA!!!