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— Theologica —
«LASCIA CH’IO PIANGA». LA NOTTE BUIA NELLA QUALE DIO APPARE LONTANO E PER QUESTO È REALMENTE VICINO
Chi ha attraversato questa soglia non diventa cinico. Diventa essenziale. Non disprezza la devozione semplice, ma non può più confondere la consolazione con Dio. Non cerca più di “sentire” la presenza; abita il silenzio. E nel silenzio scopre che Dio non era assente: era semplicemente oltre ogni rappresentazione. La notte, quando è autentica, non toglie Dio: toglie l’illusione di possederlo. E in questa spoliazione nasce una libertà più grande di ogni entusiasmo religioso; una libertà che nasce dal pianto di chi ha accettato di essere liberato dalla verità.

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