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Card. Scola: Non dimentichiamoci di Dio. Libertà di fedi, di culture e politica” Una riflessione sul pluralismo della società, sulla libertà religiosa e sullo spazio di Dio nel mondo di oggi. E’ il …More
Card. Scola: Non dimentichiamoci di Dio. Libertà di fedi, di culture e politica”

Una riflessione sul pluralismo della società, sulla libertà religiosa e sullo spazio di Dio nel mondo di oggi.
E’ il filone dell’ultimo libro del cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, dal titolo “Non dimentichiamoci
di Dio. Libertà di fedi, di culture e politica”, edito da Rizzoli, che sarà presentato martedì prossimo alle 18.30
presso l’Auditorium di Milano. Ma lo Stato moderno davanti alla proposta religiosa deve essere indifferente
o neutrale? "Deve essere aconfessionale, risponde l'arcivescovo di Milano a105 FM, cioè non deve assumere
nessuna visione del mondo. L’aconfessionalità dello Stato non deve significare un distacco indifferente nei
confronti delle visioni del mondo, ivi comprese le religioni, ma in una società plurale deve favorire un confronto
serrato tra tutte le religioni e tutte le visioni del mondo.
L’aconfessionalità mi sembra il termine più efficace
riferito alla Stato, piuttosto dei termini indifferenza o neutralità perché dice che lo Stato non si assume una visione
particolare, ma favorisce il confronto tra tutte, in vista dell’individuazione di quei temi comuni, materiali e spirituali,
che permettono una vita buona associata". Quando si parla di temi come la nascita, il matrimonio, l’educazione,
la morte, le società democratico-liberali, quindi gli Stati, sembrano non tener conto della proposta religiosa.
"Questo perché, prosegue il cardinale Scola, manca questa preoccupazione di favorire ciò che all’interno
della società civile è in atto. Ad esempio, nella società civile italiana, vediamo come su questi temi ci siano
appunto soggetti personali e sociali che hanno un pensiero diverso e che si confrontano. Pensiamo a quello
che è successo in Francia in questi ultimi mesi, ad esempio sulla questione dei matrimoni gay. Allora, lo Stato
prima di legiferare deve ascoltare la società civile e, per ascoltarla, deve favorire in tutti i modi la libertà di
un confronto reciproco tra le varie visioni, che sia teso a un riconoscimento per trovare la strada giusta.
Poi, sarà compito dello Stato, nel rispetto dei diritti fondamentali di tutti, legiferare secondo ciò che la maggioranza
dei cittadini decide, lasciando poi a tutti ovviamente la libertà dell’obiezione di coscienza,
qualora una legge
vada contro la propria coscienza".
(a cura di Luca Collodi)

Radio Vaticana 12 aprile 2012
Lepantoguadalupe
L' Islam , caro Scola, non puo' accettare il principio di libera conversione ad altre fedi , perché un musulmano che si converte ad altra fede e' un apostata e come tale va condannato a morte.
Hadith Bukhari 9,89,271 : ' E' verdetto di Allah e Maometto che egli ( un apostata ) sia messo a morte ed io non mi mettero' a sedere fino a quando non l'avete ucciso '