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Manuale di Demonologia

Prefazione di Don Gabriele Amorth e di Padre Mario Granato
Autore | Simone Iuliano © Tutti i diritti riservati all’Autore

Indice
3 Introduzione dell’ autore Simone Iuliano
4 Prefazione di Don Gabriele Amorth
5 Prefazione di Don Mario Granato
I) CREDI NEL DEMONIO?
II) VASTITA’ DELL’ AZIONE DIABOLICA
III) I POTERI DI SATANA
IV) SATANA E I DEMONI DICONO LA VERITA’?
V) L’INFERNO VISTO DAI SANTI
VI) I MALEFICI
VII) COME SI DISTINGUONO… I MALEFICI?
VIII) LA STREGONERIA
IX) LA MAGIA
X) LO SPIRITISMO
XI) IL MALOCCHIO
XII) LE PRESENZE
XIII) I SENSITIVI
XIV) L’OCCULTISMO
XV) I TATUAGGI
XVI) LO YOGA
XVII) LO ZEN
XVIII) LA MASSONERIA
XIX) MEDICINE ALTERNATIVE:
PRANOTERAPIA
AGOPUNTURA
XX) I DONI DI SATANA
XXI) HALLOWEEN
XXII) ELENCO DELLE DISCIPLINE
ESOTERICHE A RISCHIO
XXIII) TESTIMONIANZE DALL’INFERNO
XXIV) LE DOMANDE SULL’ AVVERSARIO
XXV) HAI PAURA DEL DIAVOLO?
XXVI) I SANTI POSSEDUTI DAL DEMONIO
XXVII) LA CARTOMANZIA
XXVIII) L’ ASTROLOGIA
XXIX) LE JANARE DI BENEVENTO
Definito da numerosi esorcisti:
“Il manuale più completo
e più odiato dal demonio”

INTRODUZIONE
Questo libro, va meditato, rispettando l’ordine di esposizione stabilito,
altrimenti, si incorrerebbe nel rischio di poter fortemente turbare il
proprio spirito e di non ottenerne alcun beneficio.
Il testo non è da leggere, ma da meditare profondamente, in ogni suo
contenuto.
Maturato in ambiente francescano laico, conserva la fragranza della
verità senza alcuna corruzione o paura espositiva.
Se il testo viene messo in pratica può consentire al lettore di
“corazzarsi” nel proprio combattimento spirituale.
Ostacolato in ogni modo dal demonio stesso, costato tante sofferenze
fisiche, (vessazioni, patologie cardiache, incubi, problemi economici di
ogni tipo, minacce telefoniche etc..) unitamente a rotture e guasti causati
a molti computer che lo hanno visionato in versione bozza,
il libro è candidato a far discutere i lettori sul suo forte messaggio e si
appresta ad essere uno dei testi più diffusi all’interno delle scuole e
delle università, ma in generale tra il mondo giovanile.
Tuttavia la visione del testo è adatta ad ogni fascia di età.
Le anime che ne inizieranno la lettura e completeranno il libro,
guarderanno la propria vita, di sicuro, con occhi diversi.
Aver avuto il seguente libro tra le mani, sia per voi sentimento di
chiamata alle armi fattavi, da nostra Madre, l’Immacolata!
Simone Iuliano
Avellino
17 Ottobre 2009
PREFAZIONE
di Don Gabriele Amorth

Esorcista della Diocesi di Roma
Fondatore dell’ Associazione Internazionale degli esorcisti
Presidente onorario dell’ Associazione Internazionale degli esorcisti
“E’ un gioiello tascabile. Con brevità e chiarezza esprime
una grande ricchezza d’argomenti. Dai poteri del demonio a
come vincerli,dall’inferno visto dai Santi e da chi ci è stato;da
tutte le forme di occultismo alle persone che lo trasmettono.
La medicina alternativa, la massoneria, lo zen,e tanti altri
argomenti.”
In Gesù e Maria Don
Gabriele Amorth
PREFAZIONE
di Don Mario Granato

Parrocchia di San Nazzaro (Diocesi di Benevento)
“Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro,
cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede.”
Queste parole dell’Apostolo Pietro, il primo Papa, descrivono in
modo esatto la situazione attuale del nostro mondo.
Il diavolo come leone ruggente va in giro cercando chi divorare,
chi attrarre a se e al suo regno, chi soggiogare con le sue promesse
di falsa felicità e successo. Resistetegli saldi nella fede, ma per
resistere e combattere, perchè di combattimento si tratta, bisogna
necessariamente conoscere.
Questo libro vuole essere uno strumento utile per conoscere le
menzogne di colui che è l’avversario per eccellenza, avversario di
Dio e degli uomini. Nella sua chiarezza e semplicità il testo vuole
aiutare il cristiano a prendere coscienza delle arti subdole che il
demonio usa per divorare le anime e vuole essere un invito alla
vigilanza contro le sue seduzioni. Possa la lettura attenta di queste
pagine spronare tutti alla lotta contro il principe delle tenebre
mettendoci alla sequela di Colei che gli schiaccia il capo:
l’Immacolata Mamma di Gesù e nostra.
Per informazioni o per contattare Don Mario Granato scrivere a:
Parrocchia S. Maria Assunta
Padre Mario Granato
82018 S. NAZZARO (BN)
Tel: 082458371
Il 13 di ogni mese:
DA NOVEMBRE A APRILE
ore 17.00 (17.30 ora legale)
S. ROSARIO S.Messa e preghiera di guarigione
DA MAGGIO A OTTOBRE – ORE 17.30 (18.00 ora legale)
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I questione
Credi nel demonio?
Cfr: SUMMA DAEMONIACA – J. A. FORTEA – TRE EDITORI
Cfr: INCHIESTA SUL DEMONIO – MARCO TOSATTI – PIEMME RELIGIO CFR: ANGELI E DIAVOLI – MONS. ARAMILLO –
EDIZIONI SAN MICHELE CFR: LE POTENZE MALEFICHE – RAUL SALVUCCI – SHALOM
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Questa domanda, oggi, è la meno considerata.
Le risposte a tale quesito, ovviamente, sono vaghe, come vaga è la
conoscenza del male. L’uomo d’oggi non crede nel demonio, o se ci
crede, lo fa in maniera errata o comunque non esatta. Molti, in particolare
tra i giovani, rispondono che il demonio non esiste, altri si mettono a
ridere, pieni di quella “beata ignoranza” che un noto esorcista (Raul
Salvucci) così definisce. Altri credono al male, ma come cosa generica o
generale, semplicemente astratta. Altri credono che per demonio si possa
far riferimento a persone che hanno commesso terribili ingiustizie (vedi
Hitler ed altri). Niente di tutto questo è vero; niente di tutto questo
rappresenta l’insegnamento che ci viene fornito dalla Sacra Scrittura.
Ognuno di noi, ha un avversario che è sempre presente, dal mattino alla
sera, come il nostro angelo custode. Questo avversario è il demonio, il
quale è costantemente vicino al nostro corpo, pronto per corromperlo ed
averlo in suo pieno possesso. Il male non è soltanto una deficienza da noi
praticata. Oggi si sente dire: “Hai fatto del male a molte persone con le
tue azioni …”. Il male è prima di tutto una efficienza, un essere vivo,
spirituale, pervertito e pervertitore. Questa per molti è una dura realtà
che è meglio negare; eppure non basta negare, per rendere le cose, così
come ci farebbe comodo.
Il demonio esiste e in questo momento sa che state leggendo queste
righe. Anzi vi dirò di più, molti di quei pensieri che in questo momento vi
sono balenati nella testa, sia quelli di rigetto, che quelli di accettazione,
molto probabilmente vi sono da lui sussurrati. Egli è furibondo e pieno di
odio verso il contenuto di questo libretto, farà di tutto, per non farvene
completare la lettura. L’esistenza del demonio è negata da molti cristiani,
da molti preti, da molti vescovi, da alcuni cardinali. Questa è una triste
verità che dimostra come la tattica principale del maligno stia vincendo, su
chi, dovrebbe farsi testimone del messaggio di Gesù. Lui stesso infatti, ci
rivela l’esistenza del demonio, ci avverte e ci allarma sulla sua potenza
in questo mondo, di cui satana è principe dominatore. Già! Satana è il
principe di questo mondo, tale affermazione è proferita proprio da Gesù,
il quale ricordandolo come Suo avversario, lo definisce: “Principe di
questo mondo”.
(cfr Gv 12, 31; 14, 30; 16,11).
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Tale verità che, ostinatamente, molti negano pur di non vivere nella
paura, è affermata più e più volte nel Nuovo Testamento. San Paolo lo
chiama “dio di questo mondo” mettendoci in guardia circa la lotta che
dobbiamo sostenere con questo nostro temibile avversario. San Paolo ci
dice, anche, che i nostri avversari, non sono di sangue o di carne
(solamente), ma sono Principati, Potestà…la nostra lotta è contro i
dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che si
aggirano nell’aria (cfr Ef 6,11-12). Le prove dell’ esistenza del demonio,
sono molteplici. La cosa di cui però urge testimoniare, è che di demoni
ce ne sono, non uno, ma tantissimi. Questa verità ci viene indicata da
molti brani evangelici (cfr Lc 11,21; Mc 5,9); ma certo è, ovviamente,
che il demonio nemico per eccellenza, nemico principale, è satana, che
vuol dire: “l’avversario”, “il nemico”. A lui si uniscono i numerosi
demoni che erano angeli, poi però decaduti dopo esser stati condannati
per essersi ribellati (cfr Denz. Sch. 800-428). Se da un lato conosciamo
poco di quanto avvenne e determinò la ribellione di alcuni angeli, e quindi
sulla loro caduta, dall’altro noi cristiani sappiamo molte cose sul mondo
diabolico che da sempre opera nella vita di ognuno di noi e più in
generale nella vita dell’umanità. Da quando Adamo cadde per la sua
disobbedienza, il demonio ha acquistato sull’uomo un certo dominio. Da
tale dominio noi siamo liberati solo dalla redenzione avvenuta con
l’obbedienza di Gesù. Ognuno di noi ha la facoltà di credere o meno al
demonio, ma come diceva San Pio, “sappiate che il demonio crede
fermamente in noi, crede fermamente nella nostra eterna possibile
dannazione”. Il demonio, essere oscuro e perturbatore, esiste realmente,
egli agisce sempre con astuzia traditrice. Satana è il nemico occulto che
semina orrori e sventure nella vita di ognuno di noi, cercando di far
credere al mondo che non esiste. Infatti, astutamente, egli ha dei punti
deboli, i quali, una volta rivelati, lo mettono in fuga e in sofferenza. Caro
lettore, tieni bene a mente che l’unico nemico invincibile, è colui del
quale, non ne conosci o non ne credi l’esistenza, o peggio ancora, non ne
comprendi la potenza, sottovalutandola e minimizzandola. Satana è
omicida sin dal principio, è colui che insidia sottilmente l’uomo nei suoi
sentimenti, rendendo quasi l’equilibrio umano sofisticato e proteso verso
la perversione dei sensi. E’ il perfido e astuto incantatore che sa come
insinuarsi nella nostra intelligenza minima e molte volte gonfia, egli si
insinua nei sentimenti e nella concupiscenza, nelle nostre azioni e nei
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rapporti sociali che diventano con la sua azione diabolica, nocivi e
disordinati, condannandoci per l’eternità alla lontananza da quel Dio
ignorato per mezzo della sua opera e per mezzo della nostra iniquità.
Caro lettore, per andare in Paradiso è difficile, occorre credere molto,
occorre avere molta fede, unita ad eroiche virtù da praticare
instancabilmente nel nostro quotidiano.
Caro lettore tieni però bene a mente, che invece, per andare all’inferno non
occorre nè credere, nè praticare virtù alcuna. Se il Paradiso è accessibile a
chi pratica molta vita di grazia, l’inferno è accessibile a tutti, in
particolare ai non credenti.
Attenzione però, chi non crede in satana e nella sua opera perfida,
mette in dubbio il senso della vita, delle parole, e dei sacrifici di Gesù,
fattosi Uomo per vincere la tentazione e la morte. Chi non crede nel
demonio, non crede nella sua sconfitta avvenuta per opera di Cristo;
chi non crede nel demonio, non crede alle tentazioni (Deserto,
Getsemani) vinte da Gesù.
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II questione
Vastità dell’azione
diabolica
CFR: ANGELI E DIAVOLI – M. ARAMILLO – EDIZIONI SAN MICHELE CFR: ANGELES Y EMONIOS – M.
ARAMILLO – EDIZIONI SAN MICHELE
CFR: IL LIBRO DELL’ ARCANGELO MICHELE – MONS. GIOVANNI DRAISCI ( 1967) CFR: INCHIESTA SUL
DEMONIO – M. TOSATTI – PIEMME RELIGIO
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Alcuni, pensano di capire l’azione diabolica con metodi umani. Per umani
intendo creati dall’uomo.
Alcuni, pensano, di poter trovare negli studi psicanalitici e psichiatrici (o
magari nelle esperienze spiritistiche, quest’ultime attualmente tanto
diffuse nel mondo), una forma di spiegazione o compensazione
sufficiente a definire qualcosa su cui vige il mistero e la paura. Eppure
questo non serve a nulla, nè spiega, nè chiarisce eventi o azioni di cui
tratteremo più avanti.
Iniziamo col dire che non ogni peccato, come molti credono, viene dal
demonio. Non tutto è attribuibile direttamente all’azione diabolica. E’
senza dubbio però, che il vivere lontani da Dio, o il negare la stessa
esistenza del maligno, significa metterlo in condizione di operare come
meglio crede e desidera.
Quando si parla del diavolo, si parla di una materia piena di nebbia e di
tenebra, quella stessa tenebra che circonda da sempre il demonio. Tuttavia
resta ovvio, come molti (specie tra i cristiani) si chiedano giustamente
come agisca il demonio o meglio ancora, come si svolga l’azione
diabolica? La domanda che però più cerca risposta è: Quali sono i mezzi
di difesa contro un pericolo tanto insidioso?
Iniziamo col rispondere alla prima domanda, dicendo che i segni del
maligno appaiono evidenti. Evidente, infatti, appare la sua presenza da
alcuni eventi precisi. L’azione diabolica appare ovvia, lì dove la
negazione di Dio è radicale, sottile e assurda; lì dove si afferma l’ignoranza,
la menzogna contro la verità evidente, lì dove l’amore è sostituito
dall’egoismo freddo e crudele, lì dove il Vangelo è visto come un
documento storico prontamente messo in discussione o smentito.
Noi sappiamo, come dice l’evangelista Giovanni, che siamo nati da Dio,
mentre tutto il mondo è sottomesso al maligno (cfr 1 Gv 5,19). Alla
seconda domanda, ovvero a quali rimedi esistano per un pericolo ed una
azione così diffusa, si può rispondere molto facilmente, anche se il
difficile sta nel metterlo in pratica, e cioè tutto quello che ci difende dal
peccato, ci tiene separati da satana, ovvero, la grazia che è la difesa
decisiva e l’innocenza che è una forma di difesa o meglio, di corazza.
Ogni cristiano deve essere come un soldato; deve essere forte e vigilare
(cfr Rm 13,12; Ef 6,11,14,17; 1 Ts 5,8; 1 Pt 5,8). Ognuno di noi deve
saper ricorrere a qualche esercizio ascetico per essere in grado di
respingere determinate azioni diaboliche.
Quanto da me scritto, ci viene insegnato da Gesù. Lui ce lo insegna
indicandoci il rimedio della preghiera e del digiuno (cfr Mc 9,29). Di
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sicuro è da ricordare quanto ci dice l’apostolo Paolo, “non lasciamoci
vincere dal male, piuttosto invece, vinciamo il male con il bene” (cfr
Rm 12,21; Mt 13,29).
Risposte in maniera breve e minima, queste domande comuni tra gli
uomini, che cercano di non vivere come schiavi di satana, resta da chiarire
come l’opera diabolica sia da sempre testimoniata e combattuta da Gesù.
Oggi in chiesa tutti parlano di Gesù, tutti credono di insegnare il Suo
messaggio d’amore, in molti parlano di Maria Sua Madre. Nessuno però
abbina il nome, le opere e la vita di Gesù al fine, forse, più importante
per il quale Egli operava. Lo stesso vale per la Madonna, tutti dicono di
nostra Madre: “Regina della pace”, eppure Maria è Regina anche della
guerra, dalla quale uscirà vincitrice come predetto dalla Bibbia. Se per un
motivo o per l’altro, noi sopprimessimo gli insegnamenti di Gesù circa il
diavolo e ignorassimo la sua opera di liberazione dal potere maligno, ci
ritroveremmo con una visione mutilata e incompleta della Salvezza. Se
togliessimo dai Vangeli tutti i brani che parlano di liberazioni dal demonio,
gli stessi Vangeli sarebbero notevolmente ridotti.
Per San Pietro, il mistero della liberazione esercitato da Cristo, era tanto
importante che in casa del centurione Cornelio disse:
“… Dio consacrò in Spirito Santo e Potenza, Gesù di Nazareth, il quale
passò beneficando e risanando tutti coloro
che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui” (At
10,38).
E’ necessario, che anche noi sappiamo dare la dovuta importanza al
combattimento contro satana (l’avversario).
Combattimento di cui si fece carico e testimone lo stesso Gesù. Molti
membri della chiesa accecati dalla sapienza di satana, in maniera incredibile,
negano l’esistenza del maligno. Essi sembrano quasi voler, cavalcando
sempre l’onda della beata ignoranza, distruggere quasi tutti gli episodi del
Vangelo.
Un cristiano, però, deve sapere la Verità.
Detto questo, premetto che, anche un bambino si chiederebbe cosa serva
predicare episodi accaduti realmente, nei quali poi non si crede. Dire che
Gesù liberò un indemoniato, e poi dire che il demonio non esiste, o che
il male è solo astratto, significa sostenere che Gesù non liberò nessuno;
significa svuotare la Verità.
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Quale pena indicibile sarà costretto a soffrire colui che testimonierà il
proprio credo e non quello rivelatoci dal Padre?
Non ci resta che supplire a molte eresie provenienti da vizi che infangano
l’anima nell’imperfezione, a tal punto da renderla convinta della stessa.
Negli ultimi tempi non si dà più importanza alla Parola di Dio, ad esempio
quando dice:
“Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo”
(1 Gv 3,8)
Né si considera ormai, l’affermazione degna di nota che troviamo nella
lettera agli Ebrei:
“Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch’egli ne
è divenuto partecipe, per ridurre all’ impotenza, mediante la morte, colui
che della morte ha il potere, cioè il diavolo,
e liberare così quelli che per timore della morte, erano soggetti a
schiavitù per tutta la vita” (Eb 2, 14-16).
Letta questa lettera, viene da pensare come oggi in alcune omelie
continuano a risuonare queste parole:
“Il demonio è solo una cosa degli antichi, oggi il male è l’uomo, che
che compie azioni malvagie sulla terra”.
Le edizioni San Paolo, in un libro che preferisco non citare, scrivono
questo:
“Solo di una cosa siamo sicuri del dopo la vita, ossia che dopo la morte
c’è il paradiso”.
Domanda: “ E l’ inferno dov’è? E’ stato forse dimenticato? Eppure il
Vangelo non è pieno di episodi che riportano il fuoco eterno? Di cosa
oggi molti si fanno testimoni? Del Vangelo? O forse di satana che
ottenebra la mente di molti che non credono più nell’inferno?
Oggi tutti si chiedono come mai ci siano tanti abominevoli
comportamenti disgustosi. Stupri, pedofilia, omosessualità, aborto, divorzi,
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sexy-shop e quanto altro… La risposta viene facile. Quando si smette di
ricordare che ad ogni peccato ci sarà l’inferno pronto, quel luogo che
Gesù dice essere la via larga, se tutti sminuiscono e negano tale dogma di
fede, non ci si deve meravigliare se nessuno si pone freni nel peccare
sempre. La cosa che rattrista però, è il fatto che Dio è stato chiaro. Chi di
voi legge questo libro non potrà dire: “Io non lo sapevo Padre”.
Dice e scrive bene il Servo di Dio, Don Dolindo Ruotolo, quando nel
libro “Chi morrà vedrà”, afferma chiaramente che il Signore dopo la morte
punisce anche l’ignoranza di chi ha preferito non ricercare la Verità.
Quando abbiamo fame, infatti, ci diamo da fare e cerchiamo da mangiare,
così quando stiamo male, cerchiamo un ospedale per timore di stare
peggio. Come mai nessuno ha il timore del giudizio di Dio? Eppure, i santi
stessi, avevano tremore, nella loro santità, del Giudizio Divino. Celebre è
l’affermazione di San Pio: “Ogni parola pesa il Signore”. Il santo del
Gargano prima di morire tremava continuamente, tenendo sulle labbra il
nome di Gesù e Maria…
Oggi invece noi siamo i migliori e i perfetti. Il male non ci appartiene.
Noi siamo buoni cristiani. Addirittura ai funerali oggi è solito dire: “Era
un buono cristiano”. Tale affermazione viene poi seguita da una vera
canonizzazione che viene fatta durante la celebrazione. Tutto questo accade
anche per persone che magari in chiesa vi entravano solo per il Battezzo,
la Comunione, il proprio Matrimonio, quello di qualche figlio e il funerale,
ovviamente.
Tutto questo non deriva, forse, dal fatto che oggi ci siamo dimenticati
dell’inferno?
Non deriva dal fatto che forse siamo devoti della Madonna, ma poi ci
dimentichiamo o minimizziamo sul messaggio di Fatima? Quel messaggio,
che fu rivelato ai bambini pastorelli di Fatima che si spaventarono nel
vedere quelle anime soffrire e sputare fuoco!
Gesù diceva: “Perché dici che sono buono? Non lo sai che solo Dio è
buono?” Eppure noi continuiamo a fingere e a gonfiarci.
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III questione
I poteri di satana:
* La sua più grande astuzia
* La tentazione
* I desideri carnali
* Il mondo
* La tentazione diabolica
* L’oppressione diabolica
* La possessione diabolica 1-2-3 grado
* Vessazione
* La soggezione diabolica
CFR: ESORCISMI E PSICHIATRI – G. AMORTH – EDB
CFR: INCHIESTA SUL DEMONIO – M. TOSATTI – PIEMME RELIGIO CFR: UN ESORCISTA RACCONTA
– G. AMORTH – EDB
CFR: NUOVI RACCONTI DI UN ESORCISTA – G. AMORTH—EDB ANGELES Y DEMONIOS – M. ARAMILLO
– EDIZIONI SAN MICHELE
CFR: COSA FARE CON QUESTI DIAVOLI? – RAUL SALVUCCI – ANCORA
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La sua più grande astuzia
La prima e maggiore astuzia del diavolo consiste nel negare se stesso.
L’astuzia del cosaccio, sta nel mettere in dubbio o negare la sua
esistenza.
Il maggiore presupposto perché il maligno possa raggiungere i suoi
obbiettivi è proprio il mettere in condizione l’uomo, infangato dai propri
vizi, di cavalcare l’onda della beata ignoranza. Non a caso, infatti, oggi
bisogna riconoscere che il diavolo si è servito, con questa tattica, di molti
“sciocchi importanti” personaggi, anche pretenziosi, e talvolta anche tra
poveri teologi e predicatori. Sarebbe bene ricordare a proposito, quanto
afferma la Santa che ha portato nel mondo il messaggio della Divina
Misericordia, ovvero, Santa Faustina. Tale Santa, vide l’inferno e rimase
straziata nel vedere come la maggior parte delle anime che soffrivano in
fiamme, erano proprio quelle anime che in vita non credevano al demonio
o all’inferno.
La tentazione
Non si può dire che ogni peccato sia causato direttamente dall’intervento
del diavolo, ma questo lo abbiamo già scritto precedentemente.
Non si può nemmeno dire però, che tutte le tentazioni siano provocate da
un opera diretta del demonio; a volte, infatti, alcuni peccati e tentazioni,
sono causati solo da un’opera indirettamente voluta dal maligno.
E’ necessario chiedere il dono del discernimento per distinguere una
tentazione dall’altra e scoprirne le origini. Molti per sentirsi migliori,
preferiscono enfatizzare l’influsso diabolico, questo però è molto dannoso.
E’ sbagliato ritenere, infatti, che il demonio non abbia alcuna influenza su
di noi.
Il nostro combattimento, dunque, deve dispiegarsi su tre fronti che qui
sotto vedremo.
I nostri desideri carnali
Noi tutti, ci troviamo nella condizione di dover combattere i desideri
della carne che contrastano quelli dello spirito, così come siamo
avvertiti da San Paolo nella sua Lettera ai Romani, nei capitoli VII ed
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VIII. Leggiamo insieme, in particolare, una parte del VII capitolo:
“Sappiamo infatti che la legge è spirituale, Mentre io sono di carne,
venduto come Schiavo del peccato. Io non riesco
a capire neppure ciò che faccio:
Infatti, non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. Ora, se
faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge è buona; quindi
non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me.
Io so infatti, che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c’è in me il
desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il
bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non
voglio,non sono più io a farlo, ma il peccato
che abita in me. Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il
bene il male è accanto a me. Infatti, acconsento
nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mia membra vedo un’ altra
legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo
della legge del peccato che è nelle mie membra” (Rm 7, 14-23).
Il mondo
Un altro fronte di battaglia, ogni giorno più forte, è quello che ci
presenta “il mondo”, non considerato più come la creazione in sé, ma,
piuttosto, come quell’insieme di criteri, scopi, idee, valori, etc., che
vengono valorizzati e adottati secondo i dominatori che si vanno
imponendo attraverso i mezzi di comunicazione sociale e per mezzo di
qualsiasi altro sistema che ci voglia imporre idee, comportamenti,
atteggiamenti, che ci inducono al peccato e all’allontanamento da Dio e
dalle sue leggi.
Dio non pretende che diamo colpa agli spiriti del male per ogni problema
che ci si presenti; ma vuole che dobbiamo, piuttosto, scoprire, volta per
volta le cause di ogni situazione per trovare una soluzione adeguata.
Così come, infatti, non servirà a nulla attribuire ogni “difficoltà” al
demonio se egli non ne è la causa, così non potremo nemmeno trovare
una soluzione e liberarci dal male con altri mezzi se non quelli
conosciuti, appunto, come oggetto delle “attenzioni” diaboliche.
Molte volte, alcune delle nostre “cadute” sono causate da mancanza di
vigilanza e di preghiera; non dimentichiamo le parole del Signore ai suoi
discepoli nell’Orto degli ulivi:
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“Vigilate e pregate per non cadere in tentazione” (Mt 26,41).
Altre “cadute” sono frutto della nostra carenza di autodisciplina; spesso ci
dimentichiamo che la vita cristiana non è facile ed esige una “crocefissione
dei nostri vizi e concupiscenze”, come avverte San Paolo. Oggi,
sfortunatamente, si sta disprezzando tutto quello che può essere disciplina
e lotta e si va facendo apologia di una vita moralmente e materialmente
sregolata o sfrenata come fonte di liberazione interiore ed esteriore. Di
fatto, ci si è procurata una tremenda schiavitù che domina milioni di
persone e specialmente i giovani. E’ assolutamente necessario rileggere
con particolare attenzione la Sacra Scrittura e gli insegnamenti del
magistero della Chiesa per riconoscere che, senza una lotta decisa, non
potremmo raggiungere alcuna vittoria. La grazia di Dio, che è comunque
assolutamente necessaria, non è sufficiente; San Paolo dice,
giustamente, che devono insieme concorrere “la Grazia di Dio e la mia
collaborazione”.
La tentazione diabolica
Ci sono tentazioni che sono provocate direttamente dal demonio.
Ricordiamo, per esempio, quelle di Gesù nel deserto. Le tentazioni
provocate dal maligno possono essere riconosciute per la loro sottigliezza,
per l’astuzia con cui vengono indotte, per la loro forza e insistenza, oltre
che per il modo improvviso e violento con cui generalmente si
presentano.
Un autore illustre fa un esempio che può esserci utile: “Prendiamo come
esempio una tentazione d’ira. Se ci troviamo a doverci fermare perché
un semaforo segnala il rosso ed una macchina ci tampona, la nostra prima
reazione sarà, generalmente, quella di arrabbiarci. Si tratta di un impulso
“normale”.
Supponiamo, invece, che uscendo di casa, incontriamo la nostra vicina che
a sua volta sta uscendo e all’improvviso avvertiamo un impulso di ira nei
suoi confronti e il desiderio di aggredirla e magari, addirittura colpirla,
senza che questa ci abbia fatto nulla. Per il resto della giornata, poi, ci
sentiamo irritabili, scattiamo facilmente e ci sentiamo pronti a incollerirci
per il più futile motivo.
La tentazione di aggredire quella persona può essere stata opera di uno
spirito cattivo il cui scopo principale, in realtà, era quello di metterci in
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stato di “malessere” per tutto il giorno. Se avessimo saputo riconoscere la
tentazione come opera di uno spirito maligno, e l’avessimo trattata come
tale, avremmo salvato la giornata”.
“…resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi” (Gc 4,7)
Un’ altra circostanza nella quale si può discernere l’opera del maligno è
data dalle tentazioni operate sul carattere di una persona, nella quale una
tentazione insorge all’improvviso con un repentino attacco di collera, pur
essendo, quella persona, solitamente di carattere mite ed affabile.
Questo può accadere anche per fattori psicologici profondi che si
cominciano a concentrare in effetti imprevedibili ma, a parte ciò, si
potrebbe pensare ad una tentazione causata precisamente da uno spirito
cattivo. Se poi questa tentazione persiste o peggiorasse, sarà bene cercare
una persona che sia adatta per parlarne.
Soprattutto, comunque, confidiamo nell’amore del Signore che:
“…non permetterà che siate tentato oltre le vostre forze,
ma con la tentazione
vi darà anche la via d’ uscita e la forza per sopportarla” (1Cor 10,13).
Oppressione diabolica
Attualmente, nella demonologia, si fa distinzione tra oppressione e
possessione diabolica. Per oppressione si intende l’influsso del demonio su di
una certa area comportamentale o spirituale di una persona. L’oppressione è
paragonabile agli effetti dell’invasione di un esercito che tende a conquistare
solo una parte di una città che si è posta come obbiettivo. Quando una persona
subisce attacchi impulsivi ed opprimenti, in un aspetto del suo comportamento
personale, per desiderio assolutamente irrefrenabile di droga, alcool, etc., può
darsi che sia il caso di una forma di oppressione.
In una eventualità del genere si constaterà la convenienza ed anzi la necessità
di una preghiera di liberazione.
Ma quali sono i segnali o i sintomi che possono indicare che una persona sia
oppressa dal demonio ed abbia necessità di una preghiera di liberazione?
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1) Si presenta un elemento di impulso, quasi violento, che non
viene rivelato immediatamente. Casi di questo genere sono
relativamente frequenti e possono comprendere diversi campi
come l’alcool, il sesso, tendenze suicide, omicide… Occorre
tenere presente, però, che si è parlato di impulsi che si
manifestano in modo repentino e con una intensità di spinta
quasi costruttiva, irrefrenabile, che afferrano la persona e la
vorrebbero costringere a compiere determinate azioni. Si tratta,
con una certa evidenza, di una situazione molto più grave di
una “semplice” tentazione o della inclinazione negativa che si
possa avere acquisito per una o più cattive abitudini.
2) E’ frequente che la persona che chiede una preghiera di
liberazione sappia che il suo problema è di origine diabolica e
lo dica esplicitamente. Tuttavia, dato che anche in questo caso,
si può essere facilmente ingannati, non si può procedere con
leggerezza e superficialità; è indispensabile, dunque, essere
prudenti e discernere, alla luce dello Spirito Santo quale sia la
situazione reale, caso per caso.
3) Quando, poi, si prega per una persona per la sua guarigione
interiore e si constata che questa preghiera non produce alcun
effetto, ebbene, questa può essere una indicazione che occorre,
piuttosto, una preghiera di liberazione. La reazione delle persone
e la loro situazione interiore dopo la preghiera possono dare
orientamenti molto utili per casi che si presentano come
“speciali”. Coloro che sono pratici nel campo dell’opera del
demonio, sanno che, ordinariamente il maligno cerca di
convincere la persona tormentata che la sua condizione è
irrimediabile e che la persona stessa non è oggetto dell’amore di
Dio ma, piuttosto addirittura di malevolenza.
Certe condizioni di “stranezza” comportamentale o anche spirituale
possono essere causate, per esempio, anche da banali carenze di
serotonina o scompensi ormonali. Possono essere influenzate da un “peccato
segreto” che tormenta la persona interiormente o, più semplicemente, da
forme acute di stress. Una situazione di oppressione può essere il
risultato dell’ accumularsi di odio nel tempo oppure di paure provocate
da mancanze di amore in epoche diverse della vita. E può essere, anche, il
risultato di una somma di fattori diversi, come l’intervento diabolico da una
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parte e fattori psicologici e naturali dall’altra.
Di fronte ad una situazione di questo genere, se il medico o la propria
guida spirituale usassero metodi non appropriati, non si avrà alcun
miglioramento e tanto meno guarigione. Anzi, tutto l’insieme potrà
ulteriormente aggravarsi. Se ci si trovasse di fronte ad un caso in cui c’è
solo una carenza di serotonina, non servirà a nulla la sola psichiatria; se
occorre questa, invece, i medicinali non avranno un effetto benefico. Se ci
fosse una mancanza di amore, sappiamo che questo non può essere
sostituito da alcun “surrogato”. Se il demonio si accanisse
nell’oppressione, non verrebbe scacciato né dall’elettrochoc e nemmeno da
consigli o pie esortazioni.
Per tutto questo, si vede come possa essere utile l’intervento integrato tra
medico e guida spirituale oltre al dono del discernimento per conoscere
bene la realtà con la quale si ha a che fare, e le modalità di intervento caso
per caso.
La possessione diabolica
LA POSSESSIONE DIABOLICA DI PRIMO GRADO
Talvolta, misteriosamente, il demonio può invadere la psiche di un essere
umano, prendendo il controllo del suo corpo e della sua intenzionalità. Il
fenomeno dura, finchè non è annullato dall’esorcismo, o per periodi
stabiliti a priori. In questo grado di possessione il demonio è latente, si
limita ad alterare gli atteggiamenti del posseduto, le sue reazioni al sacro,
gli istilla sentimenti di disperazione e depressione.
LA POSSESIONE DIABOLICA DI SECONDO GRADO
Questa possessione è più evidente: si manifestano cambi di voce, fenomeni
preternaturali quali la glossolalia, la levitazione, la pirocinesi (potere di
incendiare gli oggetti a distanza), si scopre, inoltre, che l’acqua santa
produce piaghe nel corpo del posseduto, che di per sè manifesta
chiaramente di avere un’altra personalità.
In genere per possessione diabolica si intende questa situazione
intermedia.
LA POSSESSIONE DIABOLICA DI TERZO GRADO
A questo grado, lo spirito maligno (o più spiriti) hanno preso un dominio
tale della persona, da alterare orribilmente persino i suoi tratti somatici
(che divengono veramente raccapriccianti!), il suo odore, la sua
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temperatura. Questo è il caso più arduo, e occorrono di solito numerosi
esorcismi per la liberazione definitiva. In effetti, la differenza tra le ultime
tre gradazioni è solo una sottigliezza, perchè molte volte la persona passa
da una fase all’altra con mutamenti quasi impercettibili.
La vessazione
Fenomeno grazie al Cielo rarissimo, di portata spirituale comunque minore
a quanto seguirà. La vessazione è la vera e propria aggressione fisica da
parte dei demoni. Molti Santi ne sono oggetto (pensiamo a Padre Pio!); il
diavolo, incapace di tentare efficacemente l’uomo di Dio, lo solleva da
terra, lo sfregia, lo malmena, lo sbatte contro le pareti, finchè Dio non
interrompe la sua opera distruggente.
Qui l’azione di Satana si fa più vicina all’unità psicosomatica umana: il
demonio introduce nella mente colpita, pensieri di disperazione e odio,
muove (dall’esterno) la vittima ad azioni involontarie e autodistruttive,
sacrileghe e innaturali, la tormenta con visioni spaventose e fenomeni
preternaturali raccapriccianti.
E’ tuttavia un’azione intermittente, cioè la persona ha momenti di tregua.
La soggezione diabolica
Legame di soggezione a satana fatto con un patto nel quale la persona
accetta su di sè la signoria del demonio. Si può fare con una firma
scritta col proprio sangue prelevato dal corpo con una siringa; con un
battesimo col sangue, sempre del proprio corpo, versato sul capo con l’
accettazione a sette sataniche attraverso ritualità appropriate, come messe
nere o riti simili.
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IV questione
Satana e i demoni
dicono la verità?
CFR: UN ESORCISTA RACCONTA – G.AMORTH—EDB
CFR: OMAGGIO A SAN MICHELE ARCANGELO – FOGGIA 1967
CFR: ANGELI E DIAVOLI – M. ARAMILLO – EDIZIONI SAN MICHELE CFR: SUMMA DAEMONIACA – J. A.
FORTEA – TRE EDITORI
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“Satana è il padre della menzogna; egli è bugiardo dal principio”, afferma la
Scrittura. Per questo non si deve credere quanto dice. Chiunque pratica lo
spiritismo è vittima del demonio della menzogna. Cosa ben diversa è
quando Dio costringe il demonio a parlare per bocca di ossessi al fine di
avvertire gli uomini, come risulta da molti casi di possessioni.
È’ noto il “Sermone del diavolo” che un contadino lucernese, il servo di
Dio Nicola Wolf, di Rippertschwand, ottenne scongiurando un’ossessa.
In alcuni possessioni, in Cina, un demonio dovette confessare: “Il diavolo
non farebbe mai di propria iniziativa tali esortazioni (alla conversione)”.
“È’ piuttosto la Santa Vergine a costringervelo”. (Benedetto Stolz: “La
potenza di Maria sui demoni”).
Già nell’antichità, Tertulliano diceva: “I demoni, scongiurati con
l’esorcismo, non osano ingannare un cristiano” (cfr. Van Dam).
Nel nostro caso, i demoni hanno dovuto confessare, (durante l’esorcismo
fatto alla vigilia della festa di Nostra Signora del Carmine, il 15 luglio
1978) questo:
“Al tempo della vita di Cristo, non era necessario che noi altri demoni
parlassimo per bocca degli ossessi. Allora Cristo parlava per annunciare
il Vangelo. Ma poiché adesso è LA FINE DEI TEMPI, di cui Cristo ha
detto: “Sorgeranno molti falsi profeti”, Egli usa tutti i mezzi utili al bene
delle vostre anime”.
Occorre sicuramente ricordare però come anche nei Vangeli alla fine si
denota più e più volte una confessione fatta per bocca dei demoni su chi
fosse Gesù. Gesù stesso però, ordinava di tacere…
Inoltre, non dimentichiamo quando San Paolo zittì quella anziana che
posseduta, proclama la sua missione in modo apparentemente veritiero.
Faccio quindi notare come occorrano forti lumi dall’ alto per capire e
discernere in modo giusto. Lumi che solo la recita del rosario unito alla
Grazia può dare.
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V questione
L’inferno visto
dai Santi
CFR: I MORTI RISORGERANNO – G. TOMASELLI – MESSINA CFR: BIBIOGRAFIA S. TERESA D’ AVILA
CFR: BIBIOGRAFIA S. VERONICA GIULIANI CFR: BIBIOGRAFIA S. FAUSTINA K.
CFR: BIBIOGRAFIA B. CATERINA EMMERIK
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Una breve riflessione sull’inferno
Prima di procedere oltre, è il caso di chiedersi: è bene o male riflettere
sull’inferno?La domanda si impone perché in tempi in cui tutto è visto e
risolto all’insegna di un buonismo ad oltranza, vigoreggia sempre più, la
protesta di tanti che ritengono inopportuno se non addirittura dannoso,
almeno per alcune classi di persone indugiare su certi argomenti. Non si
ripete da tanti, un po’ dappertutto, per esempio, che ai piccoli non si deve
parlare di inferno per non terrorizzarli?
Non si ripete continuamente che agli uomini bisogna parlare di amore e
non di timore? Vorremmo dire prima di tutto che tutte queste proteste o
obiezioni, spesso sono ipocrite e pretestuose. Si afferma, per es., che non
si devono spaventare i piccoli col pensiero dell’inferno, e poi si
ammanniscono loro, specie alla televisione, scene di orrore ben più
devastanti e orrende. Si pensi pure a certe feste o manifestazioni, diffuse e
incoraggiate in tutti i modi, come Halloween o sedute sataniche e simili,
organizzate soprattutto per i bambini! Diremo poi che, naturalmente, dette
proteste sono spesso in pieno contrasto con quanto suggeriscono le
Scritture e il comportamento dei Santi. In verità, usando discrezione e
prudenza si possono e si devono insegnare, magari gradualmente, anche
le più crude verità, perché anche queste appartengono al deposito delle
verità da credere per la salvezza eterna e la cui conoscenza e ricordo
sono altamente salutari. Ma vediamo in breve perché è salutare
intrattenere mente e cuore nella considerazione anche sull’inferno.
Dall’esperienza dei Santi
Dalle innumerevoli e più diverse esperienze dei Santi si ricava la certezza
che il pensiero dell’inferno fa bene anche a chi, come S. Teresa che, pur
avendo “visto” l’inferno, non è fatto per la via del timore. “Mi accade
intanto dice appunto la Santa che quando sono afflitta da qualche
contraddizione o infermità, basta che mi ricordi di quella visione perché
mi sembrino subito da nulla persuadendomi che ce ne lamentiamo senza
motivo”. E aggiunge: “Questa (la visione e la discesa all’inferno) fu una
delle più grandi grazie che il Signore m’abbia fatto, perché mi ha giovato
moltissimo, non meno per non temere le contraddizioni e le pene della vita
che per incoraggiarmi a sopportarle, ringraziando il Signore d’avermi
liberata da mali così terribili ed eterni, come mi pare di dover credere”.
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Anche Suor Faustina Kowalska afferma: “Scrivo questo (allude alla
descrizione di quanto ha visto e sofferto nello scendere per ordine di Dio,
affinché nessun’anima si giustifichi dicendo che l’inferno non c’è, oppure
che nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina Kowalska, per ordine di Dio
sono stata negli abissi dell’inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime
e testimoniare che l’inferno c’è. Quello che ho scritto è una debole ombra
delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè che la maggior
parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse
l’inferno”. La storia dunque insegni: furono tanti i Santi che, per paura
dell’inferno, ritrovarono la via del bene e della salvezza. Si pensi
all’impressione salutare che ancora suscita il Quadro dell’anima dannata
che è nella Chiesa dei Lazzaristi a Napoli: una grande immagine del
Crocifisso, in carta incollata su tela, con il bordo inferiore bruciato
dall’impronta delle mani infuocate di una dannata, che sarebbe apparsa al
suo amante nel 1711 a Firenze. (Fu) Portato a Napoli nel novembre 1712
dal P. Bernardo Giuseppe Scaramelli. In effetti, anche il parlare di inferno
è misericordia di Dio. Il pensiero infatti dell’inferno salva. “Salva più
anime il pensare e parlare dell’inferno che il predicare per ore l’amore,
credetemi”.
Ma il cristianesimo non è gioia?
Si può pensare che la riflessione e il pensiero dell’inferno siano in contrasto
con l’essenza della salvezza che è gioia e trionfo di essere. Certo, la
salvezza è, e dovrebbe essere espressione di purissima gioia. L’essere,
infatti, liberati dalla catena del peccato, e ritrovarsi figli adottivi di Dio e
commensali degli angeli, predestinati ad una felicità eterna, etc., sono
tutte realtà e fonti di inesauribile gioia spirituale.
Ma sono tanti, purtroppo, a non capire e a non voler capire. Misteri così
gaudiosi sono per loro parole senza senso che non impressionano
nemmeno l’epidermide della loro anima.
Di qui quasi la necessità, risultando incomprensibile il linguaggio dell’amore
, di far ricorso anche ai mezzi che incutono paura. Si può e spesso si deve
parlare anche di inferno per quegli stessi che camminano sul retto
sentiero, perché la salvezza, finché si è su questa terra, è sempre ancora
a rischio.
Come in ogni sperata conquista, fino a quando questa non è stata
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effettivamente raggiunta, si ha sempre timore di non farcela. Di qui, quindi,
anche la certezza che il pensiero o la meditazione sull’inferno “non è…
una distorsione del mistero cristiano di salvezza, né un’evocazione di
verità esotiche”.
A coloro che insistessero a parlare solo di amore (Dio va servito con
l’amore e non nella paura, ecc.) è bene ricordare che tutto ciò che
comunque avvicina a Dio, è buono. Poiché il timore dell’inferno allontana
dal peccato, può essere questo il primo passo per l’auspicata riconciliazione
con Dio. L’ideale resta sempre quello di tendere e operare per amore, ma
quando l’amore non c’è o non ci si è ancora arrivati, il timore può essere
utile, per sfuggire ai lacci e ai tranelli che, numerosi, possono o tendono ad
ingannare le anime, mettendone a rischio la salvezza eterna. Bisogna pure
ammettere che la meditazione sull’inferno può essere deprimente per delle
anime profondamente cristiane, ma la ripugnanza del mondo così
accentuata oggi facilmente è “una maschera che nasconde il fondo di
angustia che attanaglia ogni spirito umano”.
Convertiti dalla paura
Quanto bene possa fare il pensiero dell’inferno, ce lo dice un esempio tra
i tanti quanto avvenuto ai funerali di un famoso maestro della Sorbona di
Parigi, Raimondo Diocré. L’episodio, clamoroso e famoso, fu, al dire di
P. Tomaselli, riportato dai Bollandisti ed analizzato rigorosamente in tutti
i suoi particolari. Lo riportiamo qui nelle sue line essenziali. Alla morte
dunque del professore famoso, avvenuta a Parigi, si prepararono solenni
funerali nella Chiesa di NotreDame. Vi parteciparono professori e uomini
di cultura, autorità ecclesiastiche e civili, discepoli del defunto e fedeli di
ogni ceto. La salma, collocata al centro della navata centrale, era coperta
da un semplice velo. Si iniziò a recitare l’ufficio dei defunti. Arrivati alle
letture bibliche, e precisamente alle parole: “Responde mihi: Quantas
habeo iniquitates et peccata… “, si udì una voce sepolcrale uscire da
sotto il velo: “Per giusto giudizio di Dio sono stato accusato!”. Con
sgomento e paura si tolse il velo, ma la salma era ferma e immobile. Si
riprese l’ufficiatura interrotta fra il turbamento generale. Arrivati al versetto
predetto, il cadavere si alzò a vista di tutti e gridò: “Per giusto giudizio
di Dio sono stato giudicato!”. Spavento e terrore si impadronirono di tutti.
Alcuni medici si avvicinarono allora alla salma ripiombata in piena
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immobilità, ma constatarono che il morto era veramente morto. A questo
punto non si ebbe il coraggio di continuare il funerale, rimandando tutto
all’indomani. Le autorità ecclesiastiche non sapevano cosa fare: alcuni
dicevano, è dannato e perciò non si può pregare per lui; altri invece
dicevano: non si può ancora parlare di dannazione certa, pur essendo
stato accusato e giudicato. Il Vescovo ordinò che si riprendesse a recitare
l’ufficio dei morti. Ma al famoso versetto, nuovamente il cadavere si alzò
e gridò: “Per giusto giudizio di Dio sono stato condannato all’inferno per
sempre!”. Ormai era sicuro che il defunto era dannato. Il funerale cessò e si
credette bene, di non seppellire la salma nel cimitero comune. Tra i
presenti c’era un certo Brunone, discepolo e ammiratore di Diocré, che
rimase profondamente scosso da quanto accaduto. Pur essendo già un
buon cristiano, risolvette di abbandonare tutto e darsi alla penitenza. Con
lui altri decisero la stessa cosa. Brunone divenne il fondatore dell’Ordine
dei Certosini o Trappisti, Ordine tra i più rigorosi della Chiesa Cattolica.
Ma a dissipare ogni dubbio e perplessità, affacciati da sistemi pedagogici
e psicologici ecc., è sufficiente ricordare che di inferno ha parlato, e in
che modo! la stessa Vergine SS. ai tre bambini di Fatima, una di dieci
anni, l’altra di sette anni e il terzo di cinque anni! Brutto segno allora
che, oggi, quasi non si parli più dell’inferno. In merito già il Claudel
diceva: “Una cosa mi turba profondamente ed è che i sacerdoti non
parlano più dell’inferno. Lo si passa pudicamente sotto silenzio. Si
sottintende che tutti andranno in cielo senza alcuno sforzo, senza alcuna
convinzione precisa. Non dubitano nemmeno che l’inferno sta alla base
del Cristianesimo, che fu questo pericolo a strappare la Seconda Persona
alla Trinità e che la metà del Vangelo ne è piena. Se io fossi predicatore e
salissi in cattedra, proverei in primo luogo il bisogno di avvertire il
gregge addormentato dello spaventoso pericolo che sta correndo”.
L’inferno visto da Santa Teresa d’Avila
Nella visione della Santa si evidenziano vari ed importanti fattori
riguardanti l’inferno:
a) Il luogo dove starebbe l’inferno, il cui ingresso è costituito da
un cunicolo lungo, è stretto, simile ad un forno basso, buio e
angusto. Un luogo pestilenziale dove non c’è più né speranza
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di conforto, né spazio per sedersi o distendersi. Il suolo, tutto
melma puzzolente, è pieno di rettili schifosi. Non c’è luce, ma
tenebre fittissime e intanto tutto ciò che può dar pena alla vista
si vede ugualmente.
b) Le pene sofferte dai dannati. L’anima è investita da un fuoco
che Teresa non sa descrivere; il corpo (la Santa è lì con l’anima
e il corpo) è straziato orrendamente da dolori intollerabili. Ma
tutto questo è ancora niente di fronte all’agonia dell’anima che
soffre un’oppressione, un’angoscia, una tristezza e un vivo e
disperato dolore “che non so – dice la Santa – come esprimermi
“. “Dire che si soffrano continue agonie di morte è poco,
perché almeno in morte pare che la vita ci venga strappata da
altri, mentre qui è la stessa anima che si fa in brani da sé.
La sofferenza più atroce è il pensiero che queste pene non
hanno né fine né mitigazione alcuna”. I supplizi peggiori sono
il fuoco e la disperazione interiore. Le pene e le afflizioni sono
sentite in spirito ma si soffre veramente, come se si soffrisse
nel corpo.
c) Dette pene sono tali da superare ogni umana immaginazione: a
paragone di esse, le sofferenze più atroci di questa terra sono
un niente. Quanto vien detto sull’inferno e i suoi supplizi non
ha nulla a che vedere con la realtà, perché totalmente diversa.
È certo che “quanto si medita sui tormenti dell’inferno, su
quello che i demoni fanno patire, o che si legge nei libri, non
ha nulla a che fare con la realtà, perché totalmente diversa,
come un ritratto messo a confronto con l’oggetto ritrattato. Quasi
neppure il nostro fuoco si può paragonare con quello di laggiù
“.
d) Oltre ai castighi diciamo così comuni per tutti i dannati, ci
sono pure spaventosissimi castighi per ogni vizio particolare.
e) È la stessa anima dannata che si dilania, che si fa in brani da
sé. “Non vedevo – dice la Santa – chi me li faceva soffrire
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(detti tormenti), ma mi sentivo ardere e dilacerare, benché il
supplizio peggiore fosse il fuoco e la disperazione interiore”.
Santa Veronica Giuliani
Ed ecco adesso in breve quanto di più notevole si ritrova nelle visioni
di Santa Veronica:
a) L’inferno è luogo “oscurissimo” ma dà incendio come fosse
una gran fornace. In tutte le altre visioni il paesaggio, per così
dire, è sostanzialmente sempre quello, anche se cambiano alcuni
dettagli. Anche quando si ritrova in un luogo deserto, oscuro e
solitario essa non sente altro che urli, stridi, fischi di serpenti,
rumori di catene, di ruote, di ferri, botti così grandi che, ad
ogni colpo sembrava sprofondasse tutto il mondo. Come quando
si ritrova “in una regione bassa, nera e fetida, piena di muggiti
di tori, di urli di leoni, di fischi di serpenti… Una grande
montagna si alzava a picco davanti a me ed era tutta coperta
di aspidi e basilischi legati assieme… La montagna viva era un
clamore di maledizioni orribili”. Si tratta sempre di inferno
come le dice Gesù: “Mira e guarda bene questo luogo che
non avrà mai fine. Così il tormento, la mia giustizia ed il
rigoroso mio sdegno “. Tormento per i dannati è appunto la
giustizia di Dio ed il rigoroso suo sdegno.
b) I dannati sono coloro che hanno rifiutato Dio e la sua legge, e
hanno scelto di servire il proprio io. I demoni li tengono come
bestie legate di diversa specie. Bestie che, in un subito,
divengono agli occhi della Santa, creature (uomini), ma tanto
spaventevoli e brutte, che le davano più terrore che non gli
stessi demoni. La Santa li vede precipitare, dannati per
sempre, in quell’abisso come una pioggia. L’inferno, secondo la
Santa, lo si merita soprattutto per il peccato di ingratitudine.
Le anime cioè, pur essendo nell’abbondanza di tanti beni, quasi
mai sanno riconoscere la provenienza e quasi mai si ricordano
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di Colui che tutto ha fatto e ha donato.
c) Anche all’inferno c’è un ordine: chi ha peccato di più e più
gravemente responsabile, soffre più spaventosamente degli altri
che hanno peccato meno e con meno responsabilità. Per S.
Veronica esiste un inferno superiore, cioè l’inferno benigno, e
un inferno massimo. Esistono perciò vari reparti, raffigurati
forse in quelle montagne, l’una diversa dall’altra dalle quali i
dannati si precipitano nell’abisso. Infatti la montagna si spalanca
e nei suoi fianchi aperti la Santa vede una moltitudine di anime
e demoni intrecciati con catene di fuoco I demoni,
estremamente furiosi, molestano le anime le quali urlano
disperate. A questa montagna seguono altre montagne più orride,
le cui viscere sono teatro di atroci e indescrivibili supplizi.
Precipitano giù, con la furia di densa grandine, le anime dei
nuovi abitatori. “E a quest’arrivo, si rinnovano pene sopra pene
ai dannati”. In un luogo ancora più profondo trova ammucchiate
migliaia di anime (sono quelle degli assassini), sopra le quali
incombe un torchio con una immensa ruota. La ruota gira e fa
tremare tutto l’inferno. All’improvviso il torchio piomba su le
anime, le riduce quasi a una sola; cosicché ciascuna partecipa
alla pena dell’altra. Poi ritornano come prima. Ci sono parecchie
anime con un libro in mano. I demoni le battono con verghe
di fuoco nella bocca, con mazze di ferro sul capo, e con
spuntoni acuti trapassano loro le orecchie. Sono le anime di
quei religiosi bastardi, che adattarono la regola a uso e
consumo proprio. Altre anime sono rinchiuse in sacchetti e
infilzate dai diavoli nella bocca d’un orrendo dragone che in
eterno le digruma. Sono le anime degli avari. Altre
gorgogliano tuffate in un lago d’immondizie. Di tratto in tratto
sgusciano fulmini. Le anime restano incenerite, ma dopo
riacquistano lo stato primiero. “I peccati che hanno commesso
sono i più gravi che mai vivente può immaginare”.
d) Nel fondo dell’abisso ci sono i gerarchi dell’inferno. Qui, infatti,
la Santa vede un trono mostruoso, fatto di demoni terrificanti. Al
centro una sedia formata dai capi dell’abisso. La Santa nota
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che il muto cuscino della sedia erano Giuda ed altre anime
disperate come lui. Alla domanda agli angeli di chi fossero
quelle anime, ella riceve questa terribile risposta: “Essi furono
dignitari della Chiesa e prelati religiosi”. Satana ci sedeva
sopra nel suo indescrivibile orrore e da lì osservava tutti i
dannati.
e) La visione di Satana forma il tormento dell’inferno, come la
visione di Dio forma la delizia del Paradiso. Qui, i beati, sono
felici nella visione di Dio che è la fonte e la radice di tutti i
loro beni; nell’inferno i dannati, oltre ad essere tormentati
incredibilmente dai demoni che dispensano pene e sofferenze
inaudite nel loro odio, è la visione di Satana soprattutto, il loro
massimo nemico e artefice in parte della loro dannazione, che
li fa soffrire indicibilmente.
f) Nell’inferno vi è pure la pena dei sensi: la Santa parla di fiamme
e fuoco, di stridi e rumori, di fetore e fumo orrendo. Pene da
non potersi paragonare a nessuna pena della terra. Grande
mistero l’inferno e terribile realtà. “Molti – come disse la
Madonna a Sr. Veronica – non credono che vi sia l’inferno, ed
io ti dico che tu medesima che ci sei stata non hai compreso
niente di cosa sia”.
Beata Caterina Emmerick
Emmerick Anna Caterina nacque 1’8 settembre 1774 a Flamske bei
Coestfeld (Westfalia) entrò nel Monastero di Agnetenberg in Duelmen
(Westfalia) delle Canonichesse Regolari di S. Agostino. Morì a Duelmen
il 9 novembre 1824. La B. Emmerick tra i tanti doni ricevuti, è famosa
soprattutto per le stimmate e le visioni avute. Ella ebbe una visione
dell’inferno quando vide scendere il Salvatore negli inferi. “Vidi (…) il
Salvatore avvicinarsi, severo, al centro dell’abisso. L’inferno mi apparve
come un immenso antro tenebroso, illuminato appena da una scialba luce
quasi metallica. Sulla sua entrata risaltavano enormi porte nere, con
serrature e catenacci incandescenti. Urla di orrore si elevavano senza posa
da quella voragine paurosa di cui, a un tratto, si sprofondarono le porte.
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Così potei vedere un orrido mondo di desolazione e di tenebre. L’inferno
è un carcere di eterna ira, dove si dibattono esseri discordi e disperati.
Mentre nel cielo si gode la gioia e si adora l’Altissimo dentro giardini
ricchi di bellissimi fiori e di frutta squisite che comunicano la vita,
all’inferno invece si sprofondano cavernose prigioni, si estendono orrendi
deserti e si scorgono smisurati laghi rigurgitanti di mostri paurosi,
orribili. Là dentro ferve l’eterna e terribile discordia dei dannati. Nel cielo
invece regna l’unione dei Santi eternamente beati. L’inferno, al contrario,
rinserra quanto il mondo produce di corruzione e di errore; là imperversa
il dolore e si soffrono quindi supplizi in una indefinita varietà di
manifestazioni e di pene. Ogni dannato ha sempre presente questo
pensiero: che i tormenti, ch’egli soffre, sono il frutto naturale e giusto dei
suoi misfatti. Quanto si sente e si vede di orribile all’inferno è l’essenza, la
forma interiore del peccato scoperto.
Di quel serpe velenoso, che divora quanti lo fomentarono in seno durante la
prova mortale. Tutto questo si può comprendere quando si vede, ma
riesce inesprimibile a parole. Quando gli Angeli, che scortavano Gesù,
avevano abbattuto le porte infernali, si era sollevato come un subisso
d’imprecazioni, d’ingiurie, di urla e di lamenti. Alcuni Angeli avevano
cacciato altrove sterminate torme di demoni, i quali avevano poi dovuto
riconoscere e adorare il Redentore.
Questo era stato il loro maggior supplizio. Molti di essi venivano
quindi imprigionati dentro una sfera, che risultava di tanti settori
concentrici. Al centro dell’inferno si sprofondava un abisso tenebroso,
dov’era precipitato Lucifero in catene, il quale stava immerso tra cupi
vapori. Tutto ciò era avvenuto secondo determinati arcani divini. Seppi che
Lucifero dovrà essere scatenato per qualche tempo: cinquanta o sessant’anni
prima dell’anno 2000 di Cristo, se non erro. Alcuni demoni invece devono
essere sciolti prima di quell’epoca per castigare e sterminare i mondani.
Alcuni di essi furono scatenati ai nostri giorni; altri lo saranno presto.
Mentre tratto questo argomento, le scene infernali le vedo così orripilanti
dinanzi ai miei occhi, che la loro vista potrebbe perfino farmi morire”. Per
Emmerick dunque:
a) L’inferno è un immenso antro tenebroso, illuminato appena da
una scialba luce quasi metallica. All’entrata ci sono enormi
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porte nere con serrature e catenacci incandescenti. All’inferno
si sprofondano cavernose prigioni, si estendono orrendi deserti,
laghi smisurati rigurgitanti di mostri paurosi, orribili.
b) I demoni sono imprigionati dentro una sfera, che risulta di tanti
settori concentrici. Al centro dell’inferno si sprofonda un abisso
tenebroso, dov’è precipitato Lucifero in catene, e dove sta
immerso tra cupi vapori.
c) L’inferno è un carcere di eterna ira dove si soffrono supplizi
in una indefinita varietà di manifestazioni e di pene. E perciò
urla di orrore si elevano senza posa da quella voragine paurosa.
In questo mondo di desolazione e di tenebre, si dibattono
esseri discordi e disperati. Questi hanno sempre presente il
pensiero che i tormenti sofferti sono il frutto naturale e giusto
dei loro misfatti.
d) Quanto si sente e si vede di orribile nell’inferno è l’essenza, la
forma interiore del peccato rivelato appieno in tutta la sua
spaventosa virulenza.
e) L’inferno è l’opposto del cielo: il cielo è come un giardino
bellissimo di fiori e di frutti squisiti che comunicano la vita.
La vita eterna è come alimentata da un cibo… Siamo di fronte
all’albero della vita, come lo era già nell’Eden? La visione di
Emmerick presenta tratti teologici molto originali.
L’inferno visto dai tre veggenti di Fatima
I bambini, ai quali apparve la Madonna a Fatima dal 13 maggio al 13
ottobre 1917, sono Lùcia de Jesus (nata il 22 marzo 1907 e morta il
2005), Francisco (nato l’11 giugno 1908 e morto il 4 aprile 1919) e Jacinta
Marto (nata l’ 11 marzo 1910 e morta il 20 febbraio 1920). Tra l’altro, la
Madonna fece vedere loro l’inferno. Vedemmo, racconta Lucia, “come un
grande mare di fuoco e immersi in questo fuoco i demoni e le anime, come
se fossero braci trasparenti e nere o abbronzate, di forma umana, che
ondeggiavano nell’incendio, sollevate dalle fiamme che uscivano da loro
stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere
38
delle scintille nei grandi incendi senza peso né equilibrio, tra grida e
gemiti di dolore e di disperazione, che terrorizzavano e facevano tremare
di paura. I demoni si distinguevano per la forma orribile e ributtante di
animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni di
bracia “. Ai piccoli terrorizzati dalla paura, la Madonna dice: “Avete
visto l’inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio
vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se
farete quello che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace”. La
Madonna dirà pure: “Quando recitate il Rosario, dopo ogni mistero dite: O
Gesù mio, perdonateci, liberateci dall’inferno, portate in cielo tutte le
anime, soprattutto quelle più bisognose”. Da notare che al tempo delle
apparizioni della Madonna Lucia de Jesus aveva 10 anni, Francisco e
Jacinta Marto rispettivamente 9 e 7 anni. Anche in questa visione ci sono
elementi significativi da rilevare:
a) L’inferno appare come un grande mare di fuoco nel quale sono
immersi demoni e dannati, e nel fuoco ondeggiano nell’
incendio, sollevati dalle fiamme, e cadendo da tutte le parti.
b) I dannati emettono grida e gemiti di dolore e di disperazione,
che terrorizzano e fanno tremare di paura.
c) Demoni e dannati appaiono come braci trasparenti e nere o
abbronzate di forma umana. I demoni si distinguono per la
forma orribile e ributtante di animali spaventosi e sconosciuti,
ma trasparenti come neri carboni di bracia. Le differenze notate
(come braci trasparenti e nere o abbronzate) rispondono molto
probabilmente alle diverse forme di tormenti dati per i peccati
specifici. Oppure vogliono contrassegnare la maggiore o minore
colpevolezza dei dannati.
d) Dai demoni e dannati escono fiamme e nuvole di fumo.
Evidentemente il fuoco infernale permea tutto l’essere, quasi come
ad identificarsi con esso. Da notare che la tenera età dei veggenti
non ha impedito alla Madonna di presentare loro uno spettacolo
così orrendo. Ciò dice qualcosa ad una certa pedagogia che, per
risparmiare alle anime uno spavento salutare, lascia che esse
corrano il rischio della dannazione eterna.
39
L’inferno visto da Santa Faustina Kowalska
Kowalska Elena (Maria Faustina) nacque il 25 marzo 1955 a
Glogowiec, in Polonia. Entrò nella Congregazione della B. V. M. della
Misericordia. Per ordine del suo Direttore spirituale scrisse il diario
personale, che intitolò “La Divina Misericordia nell’anima mia”. Morì a
33 anni il 5 ottobre 1938. Anche S. Faustina Kowalska, la confidente
dell’Amore misericordioso di Gesù, fece l’esperienza dell’inferno. Ecco
come lei racconta l’evento: “Oggi sotto la guida di un angelo, sono stata
negli abissi dell’inferno. È un luogo di grandi tormenti per tutta la sua
estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho visto: la
prima pena, quella che costituisce l’inferno, è la perdita di Dio; la
seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che
quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra
l’anima, ma non l’annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente
spirituale acceso dall’ira di Dio; la quinta pena è l’oscurità continua, un
orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si
vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta
pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda
disperazione, l’odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie.
Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la
fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime, che
sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene
tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili
caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall’altro.
Sarei morta alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta
l’onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca
verrà torturato per tutta l’eternità e aggiunge: “Scrivo questo per ordine
di Dio, affinché nessun’anima si giustifichi dicendo che l’inferno non c’è,
oppure che nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina Kowalska, per ordine di
Dio sono stata negli abissi dell’inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime
e testimoniare che l’inferno c’è. Quello che ho scritto è una debole ombra
delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte
delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse
l’inferno”.
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COME SI PRESENTA L’INFERNO NELLA VISIONE DI SUOR FAUSTINA?
ECCO LE LINEE ESSENZIALI:
a) L’inferno è un luogo di grandi tormenti per tutta la sua
estensione spaventosamente grande. Orribili caverne e voragini
di tormenti dove ogni supplizio si differenzia dall’altro.
b) Le pene principali che straziano i dannati sono sette:
La perdita di Dio: è la cosiddetta pena del danno, quella che
costituisce veramente l’inferno; I continui rimorsi di coscienza.
I dannati saranno torturati dal ricordo dei peccati commessi;
dal ricordo dei tanti aiuti ricevuti e non accettati. Avrebbero
potuto salvarsi così facilmente e invece…
La consapevolezza che tale stato spaventoso non cambierà mai.
La tremenda disperazione con l’odio contro Dio e le bestemmie
e le imprecazioni. Essi saranno sempre lontani da Dio e nel
fuoco. Non usciranno più da quel carcere di disperazione e di
morte.
Il fuoco: è la pena che riassume tutte le pene che vanno sotto
il nome di “pena del senso”, quel fuoco puramente spirituale,
acceso dall’ira di Dio che penetra l’anima senza annientarla. Con
il fuoco c’è l’oscurità continua con un orribile fetore soffocante,
la compagnia continua di satana.
c) Queste sono pene che tutti i dannati soffrono, ma non è questa
la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie
anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello
che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e inde-
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scrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove
ogni supplizio si differenzia dall’altro. E qui Sr. Faustina aggiunge:
quanto rivelato e scritto sull’inferno è solo una pallida ombra della
realtà.
42
VI questione
I malefici
CFR: UN ESORCISTA RACCONTA – G. AMORTH – EDB CFR: IL CROCIATO
DELL’ IMMACOLATA ANNO I N. I
CFR: COSA FARE CON QUESTI DIAVOLI? – RAUL SALVUCCI – ANCORA CFR: ANGELI E DIAVOLI
– M. ARAMILLO – EDIZIONI SAN MICHELE
43
Non tutto ciò che le persone chiamano maleficio lo è realmente. Molte
persone dicono di soffrire per un maleficio perché sono povere, malate o
hanno delle grosse difficoltà. Questo è dovuto principalmente al fatto che
quando parlano dei loro problemi con gli altri, spesso si sentono dire o fanno
loro stessi questa affermazione: “si tratta di un maleficio” oppure “questa
persona è disturbata” o altre espressioni del genere. Perciò è necessario essere
molto prudenti quando qualcuno viene a chiederci di pregare per una persona
che dice di soffrire per un maleficio. Questo non vuol dire, però, che malgrado
qualche esagerazione, non esistano veri malefici: ce ne sono e con una certa
frequenza.
IN CHE COSA CONSISTE FARE UN MALEFICIO?: E’ fare del male ad una
persona tramite l’ azione del demonio. Il modo più comune per fare un
maleficio consiste nell’ usare degli oggetti per mezzo dei quali si esprime
la volontà di fare del male ad una persona; si invoca la potenza di satana
sull’oggetto perché gli imprima la sua forza malefica. Questo può essere
fatto direttamente o indirettamente.
Un modo diretto consiste nel far bere o mangiare alla “vittima” un
alimento o una bevanda cui si sia mescolato qualcosa che è il mezzo che
dovrebbe produrre il maleficio. Gli ingredienti che vengono usati con
maggiore frequenza sono: particelle di ossa di morti, pietre di altare, sangue
mestruale, parti di alcuni animali, certe erbe, etc.. L’efficacia malefica non
dipende tanto dal materiale che viene impiegato quanto dalla volontà di
fare del male a quella certa persona con l’intervento del demonio, e tale
volontà si manifesta attraverso le formule occulte che si usano quando si
fabbricano questi intrugli. C’è un altro modo per fare un maleficio che
possiamo chiamare indiretto e che consiste nel pronunciare una
invocazione malefica su oggetti che appartengono alla persona che si
vuole danneggiare: specialmente su fotografie o una qualche
raffigurazione della persona come, ad esempio, una bambolina. Uno dei
riti più comuni consiste nel configgere spilli sulla testa del ritratto o del
pupazzo, oppure l’ intenzione che la persona soffra, poi, più o meno
intensamente in quelle parti. Tutto questo viene fatto con un rito
satanico. Ed in effetti, a volte alcune persone vittime di un maleficio
dicono che si sentono trafiggere in una parte o in un’ altra del loro corpo.
Per questo, molte volte si ottiene la liberazione quando, durante la
preghiera la persona riesce a vomitare del filo di cotone o lacci oppure
chiodi etc..
Quando le persone che soffrono per malefici ricevono la preghiera di
44
liberazione, spesso sbavano in minore o maggiore quantità. I tempi per
ottenere la liberazione da queste situazioni è diversa caso per caso: dipende
dalla gravità del maleficio, da quanto tempo è stato fatto e dalle
disposizioni interiori della “vittima”. Occorre tenere ben presente che,
fino a quando la persona non si sarà pentita dei suoi peccati, non avrà
perdonato a chi le avesse fatto del male, non sia disposta a rinunciare a
tutto quello che è l’occultismo, e a disfarsi completamente di ogni oggetto
che le sia stato dato da stregoni, maghi, o fattucchieri, come amuleti o
cose del genere, è completamente inutile pregare per la liberazione. Chi
non tenesse in considerazione questi punti, commetterebbe gravi errori e
incorrerebbe in grossi fallimenti in questo ministero tanto necessario.
I diversi modi con i quali il maleficio opera per analogia su questi
diversi materiali, possono ridursi a quattro: l’inchiodamento, la
putrefazione, la distruzione con il fuoco e la legatura.
L’inchiodamento consiste nel trapassare con qualcosa di acuminato (spilli
preferibilmente) un oggetto che rappresenti in qualche modo la vittima
con l’ intento di recargli sofferenze.
La putrefazione vorrebbe provocare un “disfacimento” lento ma inesorabile
della persona: attraverso una malattia inspiegabile, che è strettamente legata
alla putredine indotta nell’ oggetto nel quale si è trasferita la personalità
della vittima (sotterrando il materiale maleficiato). Meno usata è la
distruzione con il fuoco che si pratica bruciando l’ oggetto maleficiato.
L’annodamento chiamato spesso legatura si ottiene legando capelli,
nastri, fili di stoffa, fazzoletti, etc..
Rappresenta un impedimento che si vuole provocare nella persona
maleficiata. Il maleficio della legatura si manifesta a volte con sintomi
che hanno qualcosa di misterioso; non è raro trovare nei guanciali delle
persone maledette o nei materassi, delle piume annodate o intrecciate in
maniera sorprendente. Anche gli stessi capelli della vittima possono
trovarsi annodati in modo analogo.
45
VII questione
Come si distinguono
i malefici?
CFR: PREGHIERE DI LIBERAZIONE – P. FUSCO
CFR: POTENZE MALEFICHE – RAUL SALVUCCI – SHALOM
46
Secondo lo scopo
Amatorio: per favorire o distruggere un rapporto d’amore con una persona.
Venefico: per procurare del male fisico, psichico, economico, familiare.
Legamento: per creare impedimenti ai movimenti, alle relazioni.
Transfert: per trasferire ad una persona i tormenti fatti a un pupazzo o a
una foto della persona che si vuole colpire.
Putrefazione: per procurare un male mortale, facendo putrefare un materiale
soggetto alla putrefazione.
Possessione: per introdurre una presenza diabolica nella vittima e causarle
una vera e propria possessione.
Secondo il modo
Diretto: mediante un contatto della vittima con l’oggetto portatore del
male (ad esempio, quando si fa bere o mangiare alla vittima qualcosa di
“maledetto” o “fatturato”).
Indiretto: attraverso l’azione malefica compiuta su un oggetto che
rappresenta la vittima.
Secondo l’operazione
Per infissione o inchiodamento: con spilli, chiodi, martello, punte, fuoco,
ghiaccio.
Per annodamento o legatura: con lacci, nodi, briglie, nastri, fasce, cerchi.
Per putrefazione: sotterrando l’oggetto o l’animale-simbolo dopo averlo
“fatturato”
Per maledizione: direttamente sulla persona o su foto, o su un simbolo di
essa.
Per distruzione con il fuoco: si pratica bruciando più volte l’oggetto sul
quale si è trasferita idealmente la persona della vittima, per ottenere, in
questa, una forma di consunzione più o meno analoga a quella della
“putrefazione”.
Per rito satanico: ad esempio, un culto satanico o messa nera, fatta allo
scopo di nuocere a qualcuno.
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Secondo il mezzo
Con fatture: pupazzi o carne, con spilli, ossa di morti, sangue, sangue
mestruale, rospi, polli.
Con oggetti maledetti: regali, piante, cuscini, bambole, orologi, talismani,
(qualsiasi altro oggetto).
Localizzazione dei sintomi:
La testa (dolore strano, botte, confusione, stanchezza mentale e fisica:
male agli occhi, disturbi del sonno, della personalità, del comportamento.
Lo stomaco (difficoltà digestive, dolori, uno strano, intenso e diffuse
malessere che dallo sterno o bocca dello stomaco sale alla gola e alla testa,
bulimia, anoressia,vomito).
Avversione al sacro (distacco dalla preghiera, dalla fede, dalla vita
spirituale cristiana, allontanamento dai sacramenti e dalla Chiesa,
distrazioni, sbadigli sonnolenza nella preghiera, disagio a stare in chiesa,
nausea fino allo svenimento.
Disturbi alla salute (senza spiegazione adeguata e senza cure efficaci);
Disturbi psichici (confusione, ossessioni, amnesie, ansia, paura, abulia,
incapacità di concentrazione a studiare, a lavorare.
Disturbi nell’affetto e nell’umore: nervosismo, litigi continui, freddezza o
passionalità immotivata, tendenza alla depressione, allo scoraggiamento,
alla disperazione.
Impedimenti (nel matrimonio, nel fidanzamento, nello studio, nella
carriera, negli affari; fallimenti, errori impensabili, strani incidenti. Spinta
alla morte.
Segni strani: sentire addosso spilli, chiodi, trafitture, fuoco, ghiaccio,
serpi, lacci.
Rumori strani e fenomeni in casa o nei luoghi di lavoro (passi,
scricchiolii, colpi, ombre, “presenze”, animaletti, lampade che scoppiano,
elettrodomestici che si bloccano, porte, finestre che si aprono o chiudono,
invasione di insetti. (Per ulteriori approfondimenti tecnici:”I segreti degli
esorcisti” – Giancarlo Padula, Edizioni Segno – e su tutta la
sintomatologia del maleficio e come combatterla: “Le vere armi per
combattere con efficacia le potenze del male”).
48
VIII questione
La stregoneria
CFR: COSA FARE CON QUESTI DIAVOLI? -RAUL SALVUCCI – ANCORA CFR: UN ESORCISTA
RACCONTA – G. AMORTH – EDB
CFR: SUMMA DAEMONIACA – J. A. FORTEA – TRE EDITORI
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La stregoneria oggi è un problema che da molti viene sminuito o negato.
Eppure sappiate che non si tratta di leggende che hanno scatenato errori
(presunti tali della chiesa). La stregoneria è esistita ed esiste ancora oggi.
Anzi proprio in questo tempo è molto più potente, solo che resta nascosta
grazie a molte azioni di plagio che ormai non ci fanno aprire gli occhi su
quanto vediamo per strada o in televisione, o perché no, anche su cosa
indossiamo. Fatta questa premessa, adesso sveliamo questa ulteriore arma
a doppio taglio usata dal nostro avversario.
Perché si diventa streghe? Si diventa streghe essenzialmente spinte dalla
propria malvagità.
Il mezzo può essere il patto diabolico, oppure più semplicemente
pernottando per tre notti in un cortile o sotto un albero. Di solito però
prevale la trasmissione da madre in figlia. L’esperienza dimostra che
sempre le streghe hanno fama di essere le imitatrici dei delitti materni e
che quasi tutta la progenie è infetta. La ragione di ciò è data dal fatto che
hanno sempre cura di lasciare un superstite e cercano di farlo crescere,
stretto il patto con il diavolo,con enormi sforzi di perfidia. Pertanto può
succedere, come spesso è stato accertato, che persone impuberi, di otto o
dieci anni, hanno suscitato tempeste e grandinate, e ciò non sarebbe
possibile se le bambine non fossero state consacrate al diavolo dalla madre
strega con l’offerta sacrilega di un tale patto. Infatti, di per sé le fanciulle
non potrebbero fare tali cose, che comportano il rifiuto delle fede, come le
streghe adulte, dal momento che non hanno conoscenza di alcun articolo
di fede.
Pentagrammi a stelle
A detta di molti, una strega, non può morire se prima non trasmette a qualche
altra donna il proprio potere con la consegna dei pignatei, i pentolini. Si
potrebbe accostare questa credenza al tabù del raccontare, presente presso
alcuni popoli “primitivi”, dove i depositari dei “sacchetti sacri”, specie di
amuleti familiari,raccontano la storia dei sacchetti solo al momento di
consegnarli ai successori, quando sentivano di stare per morire e quindi non vi
era più ragione di conservare il segreto. Oltre che per la propria malvagità, la
strega, è mossa a fare il male da due molle potenti: invidia e vendetta. La
strega si muove secondo il principio: “Se non ce l’ho io nemmeno tu lo devi
avere”. La strega è mossa a fare il male dalla propria natura malefica oppure vi
è costretta dal Demonio suo padrone.
50
Le motivazioni che portano a praticare la stregoneria, sembrano non
esistere e tutto si riduce all’invidia e all’intrinseca cattiveria. La strega
non è affatto una ribelle sociale in nome della libertà, ma una sovvertitrice
dell’ordine costituito. Essa è temibile per chi ignora certi contenuti,
come quelli riportati in questo libro.
Sotto questo aspetto, niente è cambiato nei secoli. Le streghe sono in
apparenza persone normalissime ma, quando le guardi negli occhi capisci da
come ti guardano che sono streghe.
Certo, quanto da me detto può sembrare assurdo. Eppure caro lettore se
tu recitassi il rosario quotidianamente, ti renderesti conto di come, molte
volte alcune persone sconosciute, si voltino di scatto per guardarti negli
occhi. Le streghe sanno sempre chi hanno di fronte. Specie se la persona
è un vero cristiano “armato”.
Non ci credete? Se avete il dubbio, da buon cristiani, quali dovreste essere,
dovreste portare sempre con voi il rosario, bene, iniziatene la recita e
vedete se vi capita di notare un atteggiamento del genere.
Se la persona sospetta ha atteggiamenti o contatti occulti, vedrete che
lascerà la stanza o il luogo dove vi trovate.
Questo è un espediente che al certo per cento non fallisce mai. Infatti,
ogni persona che ha legami con l’occulto non resiste alla presenza
dell’Immacolata, presenza richiamata ogni qual volta si recita il Santo
Rosario. A proposito di rosario, stiamo attenti ai rosari di plastica colorati, i
quali se presentano 4 soli o 4 lune o 4 pentacoli, rispettivamente a ogni
lato della croce, fanno del rosario un oggetto consacrato a satana. Dunque
qual’ ora doveste rendervi conto di possederli fateli non solo benedire,
ma esorcizzare.
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IX questione
La magia
CFR: ANGELI E DIAVOLI – M. ARAMILLO – EDIZIONI SAN MICHELE CFR: UN ESORCISTA RACCONTA –
G. AMORTH – EDB
CFR: COSA FARE CON QUESTI DIAVOLI? – RAUL SALVUCCI – ANCORA
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Non posso fare a meno di trattare un tema che è la causa principale dei
disturbi spirituali elencati prima. Infatti i malefici e altri impedimenti
vari, sono causati proprio dalla magia a cui ricorrono gli stregoni. Inoltre
molte persone che ricorrono alla magia per trarre vantaggio o soddisfare
curiosità nella loro vita, quando poi si convertono, pagano caramente il
loro passato magico, con disturbi o impedimenti vari che possono sfociare
anche in possessioni di 3 grado (vedi capitoli precedenti). La magia è uno
dei principali frutti dell’ occultismo, dei più diffusi, quello forse che ha
più incidenza nei popoli. A parlare della magia si potrebbe stare per ore,
non basterebbero centinaia di migliaia di pagine, ma dato che le mie
disponibilità economiche sono scarse e nessun editore permette o
collabora alla pubblicazione di queste dure verità da me scritte, non posso
che cercare di estrarre dalla mia giovane esperienza autodidatta, il meglio
possibile, o almeno quello in cui ognuno di voi che avrà avuto
esperienze, sicuramente si riconoscerà. Di tale materia oggi anche certi
sacerdoti ne sottovalutano i pericoli, tant’è che nelle omelie, oggi, non se
ne parla più. Nella Bibbia si resta stupiti nel modo e nella frequenza in
cui si parla della magia e dei maghi, sia nell’ Antico Testamento che nel
Nuovo Testamento. Uno dei modi più comuni che il demonio usa per
legare a sé l’uomo e per abbruttirlo è la magia, la superstizione, e tutto
ciò che rende a satana culto diretto o indiretto. La cosa che stupisce è che
gli stessi operatori di magia credono di poter gestire dei poteri superiori,
che in realtà astutamente li asserviscono. Uno stregone si crede padrone
del bene e del male, ma in realtà loro, insieme a medium e sensitivi,
non sono nient’ altro che persone sotto il totale dominio del maligno,
questo senza nemmeno rendersene conto. L’uomo staccato da Dio è
povero e infelice; non riesce a comprendere il significato della vita, tanto
meno quello delle difficoltà, del dolore, della morte. Desidera la felicità
come la propone il mondo: ricchezza, potere, benessere, amore, piacere,
ammirazione. Pare che il demonio gli dica: “ Ti darò tutto questo, perché
è il mio potere e lo do a chi voglio, se tu ti prostri davanti a me” (Luca
4, 6-7). Ecco allora giovani, anziani, donne, operai, professionisti, politici,
attori, curiosi, tutti in cerca della “verità” sul loro futuro. C’è poi una folla
che ne trova pronta un’altra: maghi, indovini, astrologi, cartomanti,
pranoterapeuti, sensitivi o veggenti di vario tipo.
Queste ultime persone vengono avvicinate solitamente per caso, per
speranza, per disperazione o per prova; alcuni ne restano colpiti, altri
53
legati, altri ancora entrano nei circoli chiusi delle sette sataniche. Dietro
tutto questo c’è però non solo superstizione, curiosità, finzione, frode, e
quanto altro…
La magia non è soltanto una credenza, un qualcosa privo di ogni
fondamento. La magia è un ricorso alle forze demoniache per influenzare
il corso degli eventi a proprio vantaggio sugli altri.
LA MAGIA IMITATIVA
La magia imitativa si basa sul criterio della somiglianza della forma e del
procedimento, fondandosi sul ragionamento che ogni simile genera un
suo simile. Un pupazzo rappresenterà la persona che si vuole colpire e,
dopo le opportune “ preghiere di rito”, conficcando aghi nel corpo del
fantoccio, si colpirà la persona che il fantoccio rappresenta. La vittima
avrà dolori o malattie nei punti dei corpi ove gli aghi penetrano il
pupazzo.
LA MAGIA CONTAGIOSA
La magia contagiosa si basa sul principio del contatto fisico, definito
contagio. Per influire su una persona il maligno ha bisogno di qualcosa
che appartenga a quest’ ultima: capelli, unghie, peli, vestiti; anche una
fotografia, meglio se a figura intera, ma sempre a volto scoperto. Una
parte sta per il tutto, ossia quanto verrà fatto su una parte, influirà su tutto
l’individuo.
Il mago svolgerà il suo lavoro con appropriate formule o rituali, in tempi
determinati dell’ anno e del giorno, con l’ intervento degli spiriti che egli
invoca per rendere efficace la sua opera. Se per un cristiano i suoi poteri
sono la fede, la preghiera, la giustizia e la verità, per un mago la
situazione cambia notevolmente. I maghi infatti ad un certo punto del
rituale prendono uno specchio all’ interno del quale compare satana in
persona. Questi da al mago le armi materiali per uccidere la persona a cui
si vuole male. Cosa offre in cambio il mago? Il mago offre se stesso, il
suo cliente (i clienti per questo poi pagano a caro prezzo esperienze dai
maghi…), e i suoi figli. Il risultato è che la vittima avrà un avversione al
sacro (preghiere, immagini sacre) con l’ aggiunta di altri mali, tumori,
incidenti etc.. Queste conseguenze possono capitare poi anche al cliente
col passare degli anni. Cosa chiedono i maghi al cliente? Un offerta
molto piccola, o grande se vi si va più di una volta, in più viene chiesto
di consegnare certe cose, e poi si chiede di fare il giro di sette chiese o di
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accendere candele in un certo modo, o di spargere delle precise polveri,
o da portare addosso collanine o qualche altro materiale. In questo modo
si contrae col demonio un legame molto pesante con cattive conseguenze
per l’ anima prima e per il corpo poi. Quali sono le operazioni della
magia? Consacrazioni a satana (è preferibile consacrare il proprio bimbo
all’Immacolata nel grembo, perché negli ospedali dilagano le infermiere di
satana, che consacrano i nascituri a satana, sperando che questi divenga
l’anticristo), benedizioni, destituzioni, scomuniche, maledizioni. Si
trasforma attraverso queste forme, le persone e gli oggetti, come cose
sacre (naturalmente sacre a satana).
Ogni mago deve avere un pentacolo al collo, i talismani servono ai
clienti per essere protetti.
Sono proprio i talismani gli oggetti di satana che sono tra i più richiesti,
insieme ai cornicelli che si è soliti oggi mettere dappertutto, anche i
cornicelli rossi sono oggetti sacri di satana. Quest’ultimi non necessitano
di benedizione, in quanto evocano il maligno già nella forma di corno del
drago rosso. I cornicelli sono quasi sempre rossi. Questi oggetti di satana
vengono utilizzati da chi si sente colpito da una sorte avversa, da iella, da
malocchio etc.. Si arriva a pagare milioni per certi talismani, i quali non
solo danneggiano la persona che li indossa, ma anche la famiglia e
l’ambiente (scuola, casa, sport).
Altre forme di magia sono le miscele che provocano suggestione o
vessazione diabolica in chi ingoierà gli intrugli preparati dal mago. E’
noto il cosiddetto filtro d’ amore che è una potente legatura in forza di
potenze sataniche. Ci sono tanti dolci, il dolce di san pio, il pesto delle
streghe, tutti questi dolci di casa sono da gettare quando vengono regalati.
Ogni qual volta sentite di un dolce che porta il nome di un santo,
gettate tutto e fate un rosario per quel santo in riparazione.
I maghi ad esempio, usano le candele di san Giuseppe. Tali nomi
derivano dall’ ironia di satana. Satana è ironico nel fare il male, pensate
che molti posseduti soffrono alle tre di notte, sempre ironicamente alla
passione/morte di Cristo avvenuta alle tre.
La Bibbia ci parla del demonio per la prima volta quanto tenta i
progenitori sotto forma di serpente. Bene, nella mitologia il serpente è
sempre implicato con gli emblemi della conoscenza. In Egitto la maga Iside
è colei che conosce i segreti delle piante, degli animali, che conosce i
mali e i loro rimedi, per cui può rianimare il cadavere di Osiride. Il
serpente è rappresentato annodato su se stesso e con la coda in bocca,
come emblema del ciclo eterno della vita. Si pensi anche al serpente boa
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imperatore degli Incas o al Boa divino degli indiani. Nel Voudoo il
serpente androgino Danbhalah e Aida Wedò ispira i suoi adepti con
certezza e precisione che dà risultati stupefacenti in qualsiasi ora del
giorno o della notte. Questo serpente afferma di conoscere tutti i segreti
del verbo creatore mediante la lingua magica magnificata della musica
sacra. Sto parlando della magia haitiana, di origine africana, che insieme
alla magia africana originaria a quella importata dal sud america col
nome di “macumba”, ha una grande potenza malefica. Gli esorcisti vanno
spesso in crisi quando i malefici provengono dall’ africa.
La civilizzazione moderna ha fuso, ma non cambiato, certi costumi, per cui
coabitano insieme scienza e magia, religione e antiche pratiche. Ancora
oggi, specie nelle campagne, c’è chi ricorre ai santoni (uomini o donne)
per risolvere i problemi di malocchio, o magari per ricercare un lavoro, o
per trovare un marito. Molti di questi santoni, vanno anche in chiesa,
addirittura la notte di natale insegnano ai propri figli le parole o i gesti
per togliere il malocchio, o legano al collo dei figli insieme a croci
benedette, cornicelli o peli di tasso. Questi oggetti e questi insegnamenti
legano al demonio in maniera potente.
La peggiore magia è di origine africana (la stregoneria citata prima),
questa è la pratica più usata da chi vuole fare del male agli altri, attraverso
vie magiche, o con lo spiritismo attraverso cui si intende, mettersi in
contatto con lo spirito dei defunti o con gli spiriti superiori. Più in avanti
parleremo dello spiritismo, ma ora come ora posso già preannunciarvi che
il medium fa da intermediario tra gli spiriti e gli uomini prestando la sua
energia (voce, gesti, scrittura) allo spirito che vuole manifestarsi.
Può accadere che questi spiriti evocati, che sono sempre e solo demoni, si
impossessino di qualcuno dei presenti. La Chiesa ha sempre condannato
le sedute spiritiche e la partecipazione ad esse.
Non è consultando satana che si impara qualcosa di utile.
La domanda che ricorre frequente e su cui gli stessi medium giocano è:
“E’ proprio impossibile evocare i morti? Sono sempre e solo i demoni ad
essere evocati e ad apparire alle sedute dei medium?”.
La risposta la troverete più avanti, nel capitolo che parla dello spiritismo,
ma per facilitarvi la comprensione continuiamo con la magia…
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La Magia può prevedere il futuro?
Riguardo al futuro sappi caro lettore, che ne i demoni, ne i maghi, lo
conoscono. Riguardo il futuro, basterebbe l’ affermazione di San Paolo (1
Cor 2, 7-8) nella quale si dice che i demoni uccidendo Cristo, non si
rendevano conto di agire per la salvezza dell’ uomo. Hanno però la
possibilità, per il vantaggio di essere spiriti non legati alla materia come
noi, di vedere e coordinare tanti elementi che noi non conosciamo. Hanno
inoltre la possibilità preternaturale di agire a loro vantaggio su tante
realtà, con una efficacia che a noi sembra incredibile. Conoscono ad
esempio l’ ereditarietà che si trasmette di generazione in generazione,
così come gli aspetti più profondi del nostro fisico e della nostra psiche.
Sanno degli atteggiamenti ostili, anche se accuratamente nascosti, delle
persone che ci stanno intorno e giocano con i loro piani contro di noi,
utilizzandoli opportunamente. Agiscono sulle analisi e sulle
apparecchiature perché analisi e accertamenti clinici siano falsati e questo
capita con molta frequenza. Approfittano di situazioni di stanchezza o di
stress di medici perché facciano così diagnosi sbagliate e assegnino
medicine che invece di giovare spingono alla rovina. Per intenderci la
magia non prevede il futuro, dato che gli stessi demoni lo ignorano. Gli
angeli caduti unendo insieme la conoscenza straordinaria e la forza
particolare che hanno, riescono a prevedere con una certa precisione che
fine farà la vittima del mago, ma il futuro sta a noi scriverlo.
Cos’ è “l’ effetto sospensione” nella magia?
Solitamente le sale d’ attesa di maghi e fattucchieri vari, sono strapiene e
gremite di persone in fila. Questi “maghi” lavorano più di dottori o
avvocati affermati e validi. Ma queste persone hanno veramente poteri
preternaturali? Vedono ciò che noi non possiamo ordinariamente vedere?
Realmente tolgono il maleficio o il problema al cliente? La risposta ci
viene data dalla domanda posta a inizio pagina, ovvero dal fenomeno
sospensione. In cosa consiste tale fenomeno? Per un po di tempo in genere
per qualche mese, i maghi sospendono completamente, in accordo con le
forze del male, tutti gli effetti negativi dei propri clienti. Così facendo
acquistano credibilità e predispongono i clienti a pagare. Essi però
solitamente consegnano oggetti e bevande ai propri clienti, i quali a
contatto con queste, passato l’ effetto sospensione, tornano peggio di prima.
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L’ effetto sospensione è quel meccanismo diabolico grazie al quale si regge
in piedi l’ intero mondo della magia. Satana non schiaccia satana, questo è
valido sempre, è utile tenerlo sempre a mente.
Smettere di frequentare maghi abituali è pericoloso?
La risposta è secca. No! Vale la logica dei negozi, se uno è abituato ad
entrare in un negozio e a pagare solitamente quanto prende, poi però
cambia negozio, non succede niente. Se chi frequenta però il negozio, ha
lasciato un conto in sospeso, lo deve saldare. Quindi è importante con i
maghi non avere pendenze economiche in sospeso. C’è da dire, anche se
può sembrare strano che nel mondo dell’ occulto, c’è un “codice d’
onore” come nella mafia e in genere viene rispettato. Le prestazioni
vengono fornite a chi le richiede e queste devono essere pagate, poi non
bisogna temere. Molti pensano, che i maghi trattengono avvolte le proprie
fotografie, ebbene questo non importa, infatti il male può essere fatto
anche senza fotografie.
In che modo può uccidere il demonio?
Il nostro avversario e i suoi compagni di caduta possono uccidere un uomo
in due modi, o agendo sul fisico, o provocando qualche disgrazia. Gli
spiriti del male come spiegato prima, hanno una percezione
preternaturale di moltissimi elementi che noi ignoriamo completamente.
Coordinando questi elementi essi raggiungono facilmente i loro scopi.
Noi non sappiamo ad esempio, come e perché si produce un tumore nel
nostro corpo. Loro invece lo sanno e se c’è una persona che ha
predisposizione per questa malattia, che si potrebbe sviluppare in
avvenire, ne stimolano gli agenti fisiologici adeguati perché avvenga
subito. Per esempio attraverso una alimentazione sbagliata, medicine
sbagliate, analisi che non corrispondono appunto come detto prima. Se i
demoni individuano un punto debole nel sistema cardiocircolatorio,
mettono in opera stimoli rovinosi: eccessivo uso dell’alcool o di cibi
errati, vita stressante, catastrofi inspiegabili sul piano economico, odio e
irritazione. E l’ infarto arriva. Ma come detto, i demoni possono uccidere
anche attraverso una disgrazia. Nella carambola del traffico caotico di
oggi, non è difficile spingere la vittima, che guida la sua auto, verso un
incidente mortale. In un momento di rischio in cui si potrebbe salvare
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soltanto con una grande presenza di spirito, una forte suggestione, uno
stato di nervosismo, sconvolgente, tolgono la prontezza necessaria e l’
impatto mortale avviene. Chi ha visto quale potenza sprigionano queste
forze del male negli ossessi, capisce che questo per gli spiriti è soltanto
un gioco. Infine la morte può essere provocata anche spingendo la
persona al suicidio dopo averne debilitato la psiche con suggestioni,
incubi, insonnia, stress. Di persone che pensano al suicidio o hanno
tentato di farlo, magari senza esito, ce ne sono più di quante ne possiate
immaginare.
Come vanno distrutti o buttati gli oggetti magici o maleficiati?
E’ antichissima tradizione, (quando ecologicamente ve ne erano le
possibilità), ovvero quando i fiumi portavano veramente acqua, di buttarli
dentro acqua corrente dei fiumi. Il concetto fondamentale è tuttora valido
anche se è difficile adattarlo alla realtà della vita di oggi.
Sembra che le cose fondamentali per disattivare il feticcio siano due: la
lontananza dalla persona e dai luoghi di abitazione o di lavoro e la
distruzione. Il fiume assolveva in passato molto bene questo duplice
compito: l’ acqua corrente lo portava lontano e l’ immersione nell’ acqua,
a lungo andare lo conduceva alla macerazione e quindi alla cancellazione.
Oggi i fiumi avvolte sono senza acqua o non sempre assicurano la
lontananza e la macerazione. Per chi vive in grandi città urbane, diventa poi
difficile trovare ponti da cui poter buttare queste cose. Si può allora
bruciarli tenendo presente che ciò non va mai fatto dentro la casa e che
possono dare effetti strani. Bruciano poi difficilmente, bisogna insistere,
spesso sprigionano violenti odori cattivi o fenomeni particolari.
Allontanarli con i sacchetti dell’ immondizia va bene nei luoghi dove ci
sono gli inceneritori. Quando invece vengono buttati nelle discariche
sembra che non sia sufficiente,benché ci sia almeno il vantaggio di averli
allontanati, riducendone di molto la potenzialità. Quanto il feticcio viene
tolto e buttato via, se specialmente è al suo posto da molti anni, può dare
delle reazioni. Potremmo dire che si arrabbia di essere detronizzato. E’
bene perciò dire qualche preghiera invocando la protezione del Signore e
aspergendolo con acqua santa prima di fare l’ operazione. E’ vero che c’ è
la stessa difficoltà che aveva Diogene quando cercava l’ uomo con la
lanterna, ma se per caso trovasse un sacerdote disposto a benedirlo, prima
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di buttarlo, sarebbe ancora meglio. Consiglio vivamente di non buttare
nello scarico del proprio bagno oggetti magici, cornicelli e cose varie, per
evitare allagamenti in tutta la casa o in tutto il palazzo a seconda di dove
viviate.
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X questione
Lo spiritismo
CFR: UN ESORCISTA RACCONTA – G. AMORTH – EDB CFR: ESORCISTI E PSICHIATRI – G. AMORTH –
EDB CFR: SUMMA DAEMONIACA – J. A. FORTEA – TRE EDITORI CFR: LIBERACI DAL MALE – G.
AMORTH – EDB CFR: INCHIESTA SUL DEMONIO – MARCO TOSATTI – PIEMME RELIGIO
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Una delle numerose ramificazioni dell’occultismo è lo spiritismo. Questo
tema è molto in voga specie tra la gioventù, affamata di Dio, ma incapace
di aspettare il tempo dell’ eternità a cui ognuno di noi viene destinato, sia
nel bene che nel male. Lo spiritismo consiste proprio nel cercare le verità
per vie storte, per vie abominevoli al Signore. Che cos’ è lo spiritismo?
Lo spiritismo è l’evocare gli spiriti defunti, o gli spiriti superiori per
interrogarli. Evocare, ossia richiamare la presenza quasi sempre in forma
non visibile e non sensibile, ma sempre allo scopo di fare delle
domande per provocare la risposta, i defunti, ossia le anime dei defunti.
Non possiamo dire la stessa cosa per gli spiriti, in quanto agli spiriti, si
sa che di spiriti esistono gli angeli, creati tutti buoni da Dio, sappiamo
anche che una parte di essi, ribellandosi a Dio si è trasformata in demoni.
Altro non conosciamo, o meglio potrei anche scriverlo però non ho
ancora completato gli studi in materia e preferisco aspettare prima di
rivelare l’intero elenco dei demoni. Gli spiritisti parlano anche di spiriti
guida, di entità non meglio identificate, o citano altri nomi che puzzano di
fantascienza; ossia si tratta di pure invenzioni. Lo spiritismo esiste da
quando esiste l’uomo. Presso tutti i popoli anche i più antichi, troviamo
questo tentativo di voler essere come Dio, di voler sapere o parlare con
entità di cui Dio per il nostro bene, ce ne vieta la comunicazione. Ma
perché questa necessità di evocare i defunti?
LA CURIOSITA’ E IL DESIDERIO
La prima motivazione è la curiosità o il desiderio di conoscere. La
curiosità di vedere se il tentativo riesce e che cosa si impara, che cosa
viene detto, o meglio, risposto. Oppure molte volte è il semplice desiderio
di conoscere se esiste veramente un aldilà, come è fatto e come si vive.
L’AFFETTO VERSO LA PERSONA DEFUNTA
Un secondo motivo può essere l’ affetto verso la persona defunta, da cui
non ci si vorrebbe distaccare, magari il desiderio di parlarle, di sapere
come sta, di sentirla viva e vicina.
IL VOLER SAPERE EVENTI FUTURI
Un altro motivo, è l’ interesse di sapere il futuro , supponendo che i
defunti lo conoscano, oppure l’ interesse di farsi consigliare nei momenti
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di dubbio, su cosa è meglio fare, su quali decisioni è meglio prendere.
IL DESIDERIO DI AVERE PROTEZIONE
Altro motivo è il desiderio di avere protezione, o di ottenere poteri
particolari assoggettandosi ad essi, o di asservirli a proprio uso e
comodo.
CHI E’ CHE RISPONDE NELLE SEDUTE SPIRITICHE?
Tali sedute spiritiche possono essere trucchi, suggestioni, fenomeni
paranormali, interventi diabolici… Perciò sono pesanti le condanne della
Bibbia; basti citare la forte espressione, su cui insisteremo ancora: “Chi
interroga i morti è in abominio a Dio” (Deut. 18,12). Altrettanto chiare sono
le condanne ecclesiastiche. Mi limito a citarne una: “Non è permesso
partecipare, con medium o senza medium, servendosi o no dell’ipnotismo, a
sedute o a manifestazioni spiritiche, anche se hanno l’apparenza onesta e pia;
sia che si interroghino le anime o gli spiriti, sia che si ascoltino le risposte; sia
che ci si accontenti di fare da osservatori” (Sant’ ufficio, 24 Aprile 1917). Tale
affermazione caro lettore sembra anticipare i nostri tempi, con medium o
senza medium … dal 1917 ad oggi è stata profetica senza dubbio. Oggi,
infatti, si fanno le sedute spiritiche anche per gioco tra i giovani. Il gioco del
bicchierino o della moneta, col registratore, col televisore, col telefono, col
computer e soprattutto con la scrittura automatica. Il pensiero espresso dalla
Bibbia è chiaro e senza possibilità d’ appello. La Bibbia ci dice che abbiamo
solo questa vita come periodo di prova; non c’è appello. Il Vangelo ha
espressioni che non lasciano dubbi. Per cui la storiella della reincarnazione, in
cui oggi crede un quarto degli italiani è semplicemente falsa. La fede ci dice,
ancora, quale sia l’attività delle anime dei defunti. Pensiamo al grande dogma
della comunione dei santi. Ci dice che le anime in paradiso possono ricevere
le nostre preghiere e intercedere per noi; le anime del Purgatorio possono
ricevere i nostri suffragi e ottenerci grazie. Il tutto avviene attraverso Dio. E’
solo attraverso Dio che i nostri defunti seguono le nostre attività. Può
sembrare che si sia detto troppo poco. Allora andiamo avanti nella
spiegazione.
E POSSIBILE UN CONTATTO DIRETTO CON I DEFUNTI?
Beh, tra la vita terrena e quella spirituale c’è una enorme differenza.
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Le anime dei defunti vanno subito o in Paradiso, o in Purgatorio, o all’
inferno. E’ Gesù stesso a dirci questo nella sua rivelazione. E’ anche vero,
che Gesù, ci chiede di avere fede in quello che lui ci dice, è anche vero
(secondo me) che non c’è fede se non c’è umiltà.
La Bibbia stessa ci ammonisce:
“Non voler indagare le cose troppo grandi per te” (Siracide 3,21).
Occorre fidarci di Dio, se però lo spiritismo è in esplosione, vuol dire
che non c’è, nè fiducia e forse nemmeno troppa umiltà verso Dio.
Le statistiche ci parlano della gioventù delle scuole superiori che vede
ben il 36% aver avuto pratiche di spiritismo. Il 17% di questi giovani è
convinto di essersi messo in contatto realmente con i defunti. Oggi con i
nuovi sistemi (registratore, telefono, computer, televisore, scrittura
automatica …) lo spiritismo viene anche fatto individualmente senza il
bisogno di essere in gruppo.
CHE COSA SI DEVE DIRE A CHI PRATICA LO SPIRITISMO?
Ognuno di noi deve fare una scelta precisa, se si vuole stare nella verità e
non andare dietro a demoni o favole, dobbiamo seguire quello che la fede
ci suggerisce. Se vogliamo invece il conforto fasullo che ci inganna o ci
auto-inganna, allora è bene che sappiate che chi interroga i morti è in
abominio a Dio. (Deuteronomio 18,12). E chiudo così.
Chi fa tali pratiche va sempre oggetto a disturbi di natura malefica, anche
se, come è abituato a fare satana, solo dopo l’effetto materialmente
benefico ricevuto. Racconta Don Amorth che una signora parlava col figlio
attraverso il registratore, che questo figlio era proprio lui, la rassicurava,
le insegnava a pregare e le raccontava cose belle dell’aldilà. Bene dopo
ammonimenti duri e severi di Don Amorth questa signora si rese conto
che era meglio ubbidire al sacerdote. Ossia che era meglio smettere.
Purtroppo però le influenze malefiche, (dovute dai continui colloqui che la
signora tenne col demonio) la portarono in uno stato di possessione di 2
grado e ad avere disturbi ben radicati nella sua anima e nel suo corpo,
che, stando a quanto mi è stato detto, durano, dopo alcuni anni, ancora
oggi.
ALLORA COME MAI DALLO SPIRITISMO ESCONO FATTI O EVENTI
CHE RIGUARDANO LA NOSTRA VITA?
La risposta la darebbe anche un bambino. Gesù ci dice infatti che almeno
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un demonio è sempre vicino a noi. Ora, secondo voi, satana non conosce
gli eventi o i fatti della nostra vita? Non conosce i fatti di tutti, essendo
costantemente un demonio presente accanto ad ognuno di noi?
Anche mentre state acquistando queste verità, un demonio soffre accanto
a voi per quello che leggete e apprendete.
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XI questione
Il malocchio
CFR: UN ESORCISTA RACCONTA – G. AMORTH – EDB
CFR: NUOVI RACCONTI DI UN ESORCISTA – G. AMORTH – EDB CFR: COSA FARE CON QUESTI
DIAVOLI? – RAUL SALVUCCI – ANCORA
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Il malocchio consiste in un maleficio fatto da una persona, per mezzo
dello sguardo. Non si tratta, come certi credono, del fatto che persone
portino scalogna se ti guardano storto; queste sono falsità. Il malocchio è
un vero maleficio, ossia, suppone l’intenzione di nuocere a una
determinata persona con l’intervento del demonio. Di particolare c’è il
mezzo che viene usato per portare a compimento l’opera nefasta: lo
sguardo. Molte volte il malocchio viene diagnosticato da cartomanti o da
zie o da amici (tutti vicini alla dannazione perché nell’ ignoranza) o
magari da nonne che dicono espressamente: “La goccia d’olio nel piatto,
quella in mezzo al piatto, si disintegra subito perché siamo invidiati”.
La cosa che rattrista è come persone che prendono l’ostia Santa e
addirittura sacerdoti, credono che tali pratiche, non di certo insegnate nel
Vangelo, siano buone o comunque a fin di bene. Poveri ignoranti, dico
poveri per non dire dannati.
Tuttavia se chi di voi legge, ha subìto, o fatto tali pratiche, ringraziate
Maria che tra le mani vi ha messo questo libro per togliervi da un
assicurata dannazione. Tali pratiche non sono solo da evitare, ma da
condannare. I loro effetti sono buoni, materialmente per chi si vede togliere
il malocchio, e per chi lo fa, senza dubbio.
Ma dinanzi a Dio dove si andrà a finire? Dove giustamente meritiamo.
Chiunque di voi abbia quindi praticato o subìto pratiche di questo tipo,
pulisca tutto con la confessione e con un rosario fatto in riparazione.Raul
Salvucci noto esorcista, autore di molti libri in materia, inizialmente non
credeva agli effetti del malocchio. Anche lui però dopo aver incontrato l’
esorcista palermitano, Matteo La Gura, (nel libro: “COSA FARE CON
QUESTI DIAVOLI” Pag. 124) afferma di aver incominciato a credere e
a sperimentare la potenza e la gravità del malocchio, sia di chi lo fa, sia
di chi crede di toglierlo col piattino, specie quando nella pratica c’è lo
sbadiglio…
L’esorcista palermitano, Matteo la Gura, ha spiegato come certe persone
sono portatori di negatività che trasmettono con una certa facilità.
Secondo questo esorcista chi subisce il malocchio è definibile un soggetto
spugna. Cosa vuol dire? Bene, se si mette una sbarra di ferro nell’ acqua
questa non cambia il suo stato, se si mette un pezzo di legno, questo si
rovina, se si mette però una spugna, questa resta impregnata d’acqua.
Ebbene chi subisce il malocchio è un soggetto spugna. Tali soggetti hanno
una particolare sensibilità e vanno a subire molto frequentemente queste
influenze malefiche. E’ necessario, prima di chiudere con questo
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capitolo, specificare la differenza importante che passa dal malocchio
rispetto agli altri malefici.
La fattura o maleficio è sempre più forte, questa ha bisogno di oggetti
fisici fatturati. Il malocchio è molto più leggero è non è legato ad oggetti
fatturati. Se si riscontrano oggetti nei cuscini, in casa, nello stomaco, si
tratta di maleficio.
Il malocchio, invece, è semplicemente un influsso negativo che viene
comunicato con lo sguardo attraverso i vari incontri. Il malocchio pur
essendo più leggero, ha un aspetto terribilmente pericoloso.
Comunicandosi con lo sguardo in genere opera su persone che si
incontrano abitualmente. Quindi ad ogni incontro si rinnova l’influsso
negativo.
Quando il malocchio viene trasmesso da persone che vivono nello stesso
condominio, o nello stesso ufficio, diventa una vera tortura. La cosa più
terribile è il processo di suggestione. Quando, infatti, si capisce da chi
provenga, si vive con l’ansia del non cristiano. Chi subisce,
quotidianamente, queste pratiche è soggetto al lamento con tutti, all’
essere sempre poco sereno e a vivere in modo poco cristiano. La difesa
sarebbe molto semplice da capire, se appunto non fossimo dei tiepidi, in
preda ad una mancanza di fede.
Il malocchio è eliminabile nel modo più banale esistente al mondo.
Ovvero portando al collo una medaglia benedetta, la Medaglina
Miracolosa, la Croce di San benedetto etc.. Non di certo, i cornicelli, che
impediscono sì, di essere colpiti dal malocchio, ma nei momenti in cui li
indossiamo consegnano l’anima a satana, il quale ci possiede dimostrando
a Dio, facendosi indossare, o riempiendo case e macchine, di piccole corna
di satana. Guai a quell’anima che nell’ignoranza regala questi oggetti, la
sua pena sarà tremenda. Preferisco non dire quale.
Vi suggerisco inoltre prima degli incontri, di prevenire il tutto con
preghiere di abbandono a Gesù, il quale di certo non è sordo, specie
quando si fa un vero atto di abbandono in Lui.
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XII questione
Le presenze
CFR: I MORTI RISORGERANNO – G. TOMASELLI
CFR: COSA FARE CON QUESTI DIAVOLI? – RAUL SALVUCCI – ANCORA
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Che cosa sono le presenze? Quando ci sentiamo osservati per via di
qualche presenza? La supposizione che almeno nella gran parte di
questi casi si tratti di autentici demoni o di spiriti vaganti in difficoltà ci
sembra non sostenibile. La differenza tra colui che dice di essere
posseduto o che si sente posseduto, rispetto a colui che dice di
avvertire le presenze è ovvia. Nei casi di possessione c’è violenza di chi
possiede e che mina la volontà umana. Nei casi delle presenze non c’è
violenza, avvolte c’è solo una violenza psicologica fastidiosa che in casi
particolari sfocia nella paura, ma oltre questo nient’ altro. Perché ho fatto
questa differenza? Semplicemente per chiarire che dei demoni non sono
presenze. Questo però non significa che si possa avvalere la tesi degli
spiriti in difficoltà. Questa mia conclusione viene da una parola latina
composta da sole tre lettere: “mox”. Tale parola significa “subito”.
Ebbene questo termine è utilizzato dalla dottrina cattolica per far capire
come non ammette la possibilità da parte degli spiriti umani dopo la
loro morte di vagare. La chiesa sostiene che immediatamente dopo la
morte c’è “subito” il giudizio dell’ anima, la quale va, o all’inferno, o in
Purgatorio o in Paradiso.
I SINTOMI DELLE PRESENZE
MALEFICHE:
a) La testa è il punto in cui si avvertono i primi sintomi. In
particolare invito a fare attenzione all’ attacco notturno,
anche se la testa viene solitamente colpita sia di giorno che
di notte. L’attacco notturno è però quello decisivo, che
sconvolge la psiche e l’intero corpo per la giornata intera
successivamente al risveglio mattutino. I sintomi ordinari
per quanto concerne il disturbo del sonno sono: difficoltà ad
addormentarsi, risvegliarsi presto e non prendere più
sonno, avere incubi (per incubi intendo sognare cose brutte
o angoscianti che si imprimono nella mente e che generano
spavento). Per capire se i sintomi sono di carattere
malefico, basta guardare le conseguenze che si riscontrano
quando la notte finisce. Molte volte quando ci si sveglia, ci
si sente più stanchi di quando si è andati a dormire. In queste
condizioni diventa difficile poi affrontare la propria giornata
lavorativa, o diventa difficile prender parte agli impegni che
prima si facevano con una certa soddisfazione o facilità.
Perché la testa? E perché poi di notte? Perché nella testa c’è
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una centralina di tutti i comandi che regolano e ordinano
i movimenti di tutte le parti del corpo. La funzionalità di
questo comando è assicurata dal ricambio che si ha col sonno
durante la notte.
L’attacco di notte sferrato dal maligno quindi seve per
impedire all’ uomo di opporre resistenza. Quali sono le
conseguenze dei disturbi del sonno?
Quando tutte le notti si è attaccati in questo modo, dopo
settimane o mesi, si perde la propria personalità, si perde
la propria lucidità mentale e si finisce per essere sempre
nervosi o a fare vere e proprie corbellerie. In questi
contesti la mente è sconvolta e si ha una suggestione
mentale che ci mette in condizione di fare delle
interpretazioni errate degli eventi. La stanchezza
mentale genera un senso di avvilimento che investe la
persona, la rende abitualmente depressa, triste e sempre
propensa a richiudersi in se stessa. Nei momenti più bui
si finisce col vedere il nero, molto più nero e col
credere che tutto ormai sia perduto e senza speranza.
Tale fenomeno porta continuamente alla ricerca del letto,
chiudendosi in camera anche nelle ore del giorno.
In questi casi il letto attira sempre, ma questo perché è
nel letto la fonte del male, controllate nel cuscino, o
sotto il materasso, troverete qualcosa sicuramente.
b) Lo stomaco è un altro punto cruciale. Non sto qui a
specificare quanto detto prima, ovvero dei malefici che si
assumono in modo diretto. Mi soffermo qui sui sintomi di
tale assunzione. Innanzitutto difficile digestione, senso di
pieno allo stomaco per cui si pensa di non dover mangiare,
a volte anche ripugnanza a ingerire i cibi (anoressia), dolori
e pesantezza, conati di vomito spesso violenti dai quali non
esce niente o spesso escono i peli.
c) Un’altro sintomo di presenze malefiche è l’avversione al
sacro, ossia a tutto quello che raffigura o ricorda il sacro.
d) La salute è il fattore che maggiormente risente degli
effetti negativi.
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e) Altro fattore è quello degli affetti. Il maligno può dare
dei nervosismi insopportabili spesso verso proprio quei
parenti che più ci amano.
f) Gli affari sono un altro punto importante. Il problema
economico è essenziale nella vita umana. Ci sono persone
che si giocano tutto o che da miliardari sono arrivati a
perdere tutto nel giro di pochi mesi.
g) Altro sintomo è la voglia continua di morire che si avverte
con pensieri proiettati verso il suicidio.
h) Altro sintomo importante è quello dei rumori che però non
devono preoccupare quanto i sintomi detti prima, questi
possono essere infatti anche la sola concessione fatta da
Dio al maligno e in tal caso c’è da stare sereni. Dato che
sarebbe troppo lungo spiegare tutti i sintomi in maniera
riassuntiva come altre manifestazioni conosciamo sintomi
del tipo:
TELEFONO – FREDDO – SOFFIO – ANIMALI.
Il telefono è un nuovo strumento che la magia ha introdotto
nell’ età moderna. Lo stregone può chiamare la vittima per
telefono e influirle il maleficio. Quando nessuno risponde
è bene invocare san Michele Arcangelo. Se si chiude
tranquillamente il telefono si corre il rischio che un qualche
contatto malefico sia avvenuto. Il freddo è un sintomo della
presenza del maligno. Il sentire freddo è spesso sintomo
della presenza di demoni accanto a noi. Non lasciamoci
ingannare dal pensiero dell’ inferno in fiamme. All’inferno
le fiamme ci sono, ma sono di un bruciore molto peggiore di
quello terreno causato dal nostro fuoco. Sappiate che il
mondo delle tenebre è nell’ oscurità, nell’ oscurità non può
esservi che freddo.
Il soffio di vento può essere un segno della presenza di
satana. Nella Bibbia, spirito, significa infatti anche vento.
Lo spirito è impercettibile, ma anche il vento lo è. Tal volta
indica proprio la presenza di qualcosa di spirituale. Nella
discesa dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste si dice:
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“Veniva dal cielo un rombo, come di vento che si abbattè
gagliardo e riempì tutta la casa dove si trovavano” (At 2,2).
Talvolta anche gli spiriti cattivi possono manifestarsi con il
vento forte. I demoni possono prendere pieno possesso degli
animali. Molte volte per confezionare fatture si ricorre alle
interiora degli animali. Tuttavia a quelli che guardando un
gatto nero che attraversa la strada, e che si fermano con
l’auto, beh, sappiate che il colore del gatto non c’entra in
queste cose. Chi di voi invece gli da importanza compie
peccato mortale e viola il primo comandamento.
Praticamente il demonio per questo genere di persone
nemmeno si degna di tentare o di dannare. Molte volte la
stupidità umana quando alimentata dall’ ignoranza o dalla
superstizione assicura già da se la dannazione eterna. Il
demonio si limita ad aspettare le anime dei superstiziosi
cadere come pioggia nell’inferno (vedi capitolo sull’
inferno visto dai santi).
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XIII questione
I sensitivi
CFR: I SANTI POSSEDUTI DAL DEMONIO – MARCO TOSATTI – PIEMME RELIGIO CFR: CATECHESI DI
SATANA – ERNESTO PELLEGRINI
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Per quanto chiara possa essere l’esposizione dei segni del maleficio,
rimangono in genere gravi perplessità e incertezze.
Il mondo dell’occulto, specialmente per chi vi si imbatte
involontariamente e per la prima volta, rimane sempre misterioso.
E’ spontaneo il bisogno di cercare conferme da persone che credono di
poterne parlare con competenza. Persone che fanno questa opera di
chiarificazione in queste situazioni esistono e vengono ordinariamente
chiamate “ sensitivi”.
Parlare di loro significa affrontare un argomento spinoso, ma volendo
fare una trattazione completa, è necessario affrontare anche questa
problematica.
La prima cosa da fare è un chiarimento di fondo della diversità tra gli
“operatori dell’ occulto” come maghi – fattucchieri -medium – cartomanti e
i sensitivi.
GLI OPERATORI DELL’OCCULTO: Essi sono in grado di svelare tante cose
segrete con precisi particolari per mezzo del contatto con gli spiriti, i quali
rivelano loro realtà sconosciute all’ uomo. In genere indovinano con
grande esattezza, ma come già spiegato più volte, il rapporto con loro va
sempre evitato perché in ogni caso è rovinoso.
I SENSITIVI: Essi hanno capacità analoghe, ma che provengono da doni
naturali e che vengono arricchiti e sopraelevati da doni della grazia divina.
Acquistano così una particolare “sensitività”, che messa a contatto con le
persone sofferenti, riescono a percepire con chiarezza i diversi aspetti della
situazione in cui si trovano, leggendo le motivazioni, i tempi, i luoghi, le
caratteristiche dei disturbi, scoprendo anche gli oggetti carichi di negatività.
Servirsi di loro non è sconsigliabile, anzi è bene.
Il difficilissimo problema è solo quello di saperli distinguere dagli operatori
dell’ occulto., giacché questi si coprono di simboli che evocano il sacro.
Fatta questa precisazione ora occorre parlare del dono della sensitività.
IL CARISMA DELLA SENSITIVITA’: Definire che cosa sia un carisma in
termini “biblici” e “teologici” è difficile anche per gli specialisti.
Invece in termini francescani accessibili a tutti, si può parlare della
sensitività come di un carisma che Dio dona attraverso l’opera dello
75
Spirito Santo. Il termine greco “chàrisma” significa “dono generoso”,
“regalo”. L’abbondanza dei carismi era un segno caratteristico della
ricchezza della Chiesa primitiva, come attesta la Scrittura. Poi nei secoli
successivi, anche se lo Spirito ha continuato a prodigare i suoi doni alla
Chiesa, questo termine non è stato più usato.
Il concilio Vaticano II ha ripreso questo termine. Nei suoi documenti la
parola carisma, ricorre undici volte, mentre l’aggettivo carismatico viene
usato tre volte.
La sensitività di cui stiamo parlando rientra nell’ambito di quanto dice il
Concilio.
Detto questo, oggi facciamo qualche conto realistico:
In Italia, i preti diocesani ordinati e i religiosi che hanno ricevuto
l’ordinazione sacerdotale, sono in tutto 60000 persone. Gli operatori
dell’occulto sono tra le 150000 e le 170000 persone (pronte per la
dannazione).
Questo scompenso tra i due gruppi, ovvero, tra i ministri di Dio e i ministri
di satana, è notevole. Pensate inoltre che i ministri di satana lavorano
ogni istante del giorno per satana, senza sosta alcuna.
Molti sacerdoti, invece, arrivano a fare tutto, fuorché i sacerdoti. Inoltre
tra i ministri di Dio, quelli che ormai si degnano di schierarsi
apertamente contro satana, cercando di diventare esorcisti, sono ancora
più pochi. In Italia sono circa 300 persone. Una tragedia.
E volete che lo Spirito Santo che è amore Infinito, non raccolga il gemito
di chi invece soffre a causa dell’ignoranza o del demonio che la sfrutta
sempre a dovere?
Sensitivi ce ne sono, ritengo anche che siano molti, ma disaggregati, ed
emarginati, come del resto avviene anche con gli esorcisti.
Essi, sentono di avere delle energie per potere dare indicazioni e aiuto,
ma lo fanno limitatamente e di nascosto, come i pescatori di frodo che
operano senza licenza.
COME RICONOSCERE IL CARISMA?: Il problema più grande è quello di
riuscire a distinguere chi ha il carisma della sensitività dagli operatori
dell’ occulto, perché questi ultimi si coprono sempre con forme false di
religiosità. E’ difficile anche per gli esorcisti talvolta riconoscerli, eppure
gli esorcisti hanno un certo discernimento, immaginate quanto sia difficile
per la gente normale che subito si lascia abbindolare.
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Lo strumento più illustre di questi imbrogli è quel sant’ uomo di padre
Pio: voglio perciò spezzare una lancia a sua difesa. Padre Pio ha tanti
figli spirituali illustri. Qualcuno è in odore di santità, come, Mamma Licia
(21 figli), Papà Settimio, e tanti altri…
Ci sono alcuni che, essendo disonesti, si dichiarano figli di Padre Pio,
magari hanno immagini vistose del santo nelle proprie case e soprattutto
dicono di parlare con Padre Pio. Questi ingannatori, imitatori di satana,
dunque, dicono sempre: “Chiederò a padre Pio”, poi dopo un pò di
tempo dicono: “ il padre mi ha detto…”. Non lasciatevi ingannare!
Un ultimo suggerimento, chi realmente ha dei carismi, difficilmente li
svela, proprio per una questione di santità è portato a nascondere i propri
talenti. Molti oggi, invece, non solo non hanno le stigmate, ma, non
avendole, dicono di averle e non riescono a stare senza dirlo.
Questo accade perché l’ uomo vorrebbe essere quello che non è.
Vorrebbe dei doni che non ha. Accade per invidia, fanatismo, molte
volte per soldi. Attenti!!!
Vigilate per non cadere nelle trappole del nemico infernale. Diffondete
l’importanza degli esorcisti e vedrete che il Signore farà il resto
donandocene altri.
Non improvvisiamo però noi stessi quello che non siamo. Siate umili e
vediamoci tutti per quello che siamo. Niente cioè fuorché peccati e
vanagloria misera.
77
XIV questione
L’occultismo
CFR: ANGELI E DIAVOLI – M. ARAMILLO – EDIZIONI SAN MICHELE CFR: INCHIESTA SUL DEMONIO –
MARCO TOSATTI – PIEMME RELIGIO CFR: COSA FARE CON QUESTI DIAVOLI? – RAUL SALVUCCI –
ANCORA CFR: NUOVI RACCONTI DI UN ESORCISTA – G. AMORTH – EDB
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L’occultismo è la vera religione di satana e comprende tutti gli argomenti
trattati finora, anzi, è il ceppo dai cui partono.
E’ ciò che più si oppone all’uomo e a Dio e il voler cercare una
spiegazione razionale di quello che la nostra conoscenza non arriva a
comprendere, in sostanza è credere all’ esistenza di enti o forze non
sperimentabili sul piano della normale sensibilità, ma solo attraverso
pratiche occulte che si apprendono con la ricerca, con l’imitazione e
con l’esercizio.
La nostra fede è basata sulla rivelazione, quest’ultima ha un chiaro punto
di partenza: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio con tutto il cuore,
con tutta l’anima e con tutte le forze” (Deuteronomio 6, 4-5). Questo da
me scritto è l’enunciato che sta alla base del decalogo: “Io sono il Signore
tuo Dio, non avrai altri dei all’infuori di me” (Esodo 20, 2-3).
Caro lettore, chi si dedica all’ occultismo ritiene di acquistare attraverso
queste pratiche, dei poteri straordinari che gli altri nella loro normalità
nemmeno immaginano possano esistere. Con l’ occultismo si
possono acquistare delle conoscenze che nemmeno la fisica di oggi ha
scoperto: lettura del pensiero, materializzazione di oggetti, conoscenza
del futuro, influenze benefiche o malefiche su chi si vuole, dominio sulle
forze naturali, contatto diretto con gli spiriti (sono solo i demoni, gli
spiriti che si scomodano a permettere all’ uomo di violare quanto Dio
vuole che egli sappia).
Chi pratica l’occultismo rifiuta Dio, infatti sa di pretendere poteri che
non vengono certamente dal Signore Nostro Dio e rifiuta la ragione, poichè i
poteri richiesti, non sono controllabili da nessun uomo e sono al di fuori
di ogni possibile controllo scientifico.
L’occultismo come detto, vuole quindi impadronirsi di poteri che di natura
almeno in questa vita non appartengono all’ uomo. Di questi poteri, dopo
averne acquistata la conoscenza, non ci si riesce più a liberarsene se non
col prezzo di essere per sempre degli schiavi costretti ad ubbidire
lucifero.
Quest’ultimo sfrutta il misero uomo traditore della sua specie, per ricavare
dai suoi poteri concessigli, tanto male da far perdere altri tanti uomini. Chi
pratica l’occultismo vuole impadronirsi di poteri che provengono da non
si sa quali spiriti maligni. Oggi però, sempre con l’inganno, capita di
incontrare maghi o cartomanti che dicono di ricavare il loro potere da
un certo spirito pronunciandone anche il nome. La verità è che però
se si sapesse il nome non si tratterebbe di occultismo. Vi pare?
79
Vediamo ora, però, armati di quell’intelligenza della fede, come
difenderci.
L’occultismo può essere attaccato terribilmente da noi cristiani con
l’informazione, con l’evangelizzazione e con l’ascolto delle persone.
Per quanto riguarda la nuova evangelizzazione si può affermare
tranquillamente che oggi il popolo italiano è un popolo di pagani
battezzati che sa di Dio quanto ne sanno i pagani stessi. Oggi molti
giovani vanno ad addormentarsi con una serenità d’animo strabiliante,
mentre invece se sapessero la condizione della loro anima, e quello che li
aspetta per l’eternità, certamente preferirebbero imparare questo libro a
memoria piuttosto che pensare ad un banale esame universitario.
Meglio non laureati che dannati. Credetemi. Anzi è proprio perchè siamo
un popolo di laureati ignorantissimi nella fede che oggi l’aborto, la pillola
del giorno dopo, la droga, i tatuaggi, l’eutanasia, il divorzio, le
chiesedeserto, la denatalità e tutto il resto, riescono a trovare un ottimo
terreno fertile proprio dove viviamo.
Il demonio quando vede giovani che si dedicano prima a partite di calcio,
ai propri hobby, allo studio e solo poi all’ apostolato (sempre se non si è
atei ovviamente), si pregusta già la visione eterna delle anime del d’oggi
pronte per sprofondare come pioggia nel fuoco eterno, di cui ignorano l’
esistenza.
Magari qualcuno sin dai tempi antichi ha sempre lavorato e voluto quanto
sta accadendo e quanto, noi non tentiamo di fermare più, con i nostri figli
soprattutto. L’ateismo è stato propagandato dal Marxismo con metodi
scientifici, che come del resto oggi, hanno trovato terreno fertile nella
nostra indifferenza religiosa, nel nostro consumismo, nel nostro
razionalismo e nel nostro secolarismo. La Madonna del resto lo aveva
predetto, “la Russia spargerà nel mondo i suoi errori, suscitando guerre e
persecuzioni alla Chiesa”. A Mosca sino al 1990, c’era l’istituto superiore: “
l’Ateismo”, nel quale si insegnava anche il metodo opportuno per
distruggere la fede, qualunque essa fosse stata. Inoltre, in varie città della
Russia c’erano anche musei dedicati all’ateismo, collocati sempre in
chiese sconsacrate dai comunisti, questi erano poi casualmente gli unici
musei, all’ interno dei quali, per entrare lo stato non faceva pagare.
Dall’ateismo si passa ovviamente all’idolatria, all’ occultismo, alla magia,
all’esoterismo e infine al satanismo. Insomma o Dio o satana, e non c’è
da stupirsi se solo dopo la loro morte sono usciti scandali sulla
consacrazione a satana di personaggi come Lenin, Marx, Engels, Stalin
etc..
80
Altro sintomo di poca difesa dall’occulto è, sicuramente, l’assenza totale
di valori morali in campo etico. Non esiste più una legge morale, non
esistono più valori nè altro; purtroppo però sono ancora molti che dicono
di aver sentito dire in confessione di andarsi a confessare solo i peccati
mortali sicuri; si sente di sacerdoti, vescovi e cardinali che portatori di un
“Cristo ad personam” non credono nel demonio e negano i 3/4 dei
Vangeli negando, così, non solo i miracoli di Gesù, ma anche gli stessi
esorcismi da Lui compiuti.
Oggi si pensa ad obbedire i giornali, le Televisioni e compagnie varie e
comode; mezzi, però, che raramente proibiscono sui maghi, sul
consultarli o sul praticare giochi magici.
Occorre, quindi, molto più ascolto dei pastori verso le proprie pecore,
talvolta quest’ultime, sentendosi sole, ricorrono ai maghi che dietro somme
di denaro incombenti, danno quella solidarietà che certi sacerdoti non
sanno più dare nella casa di Dio; forse perché troppo impegnati a vestirsi
da laici, o a confondersi per non essere riconosciuti dal mondo?
Scaricare sul punto più debole …
Chi ha approfondito l’ occulto, qualunque ne sia la motivazione, sarà
sicuramente rimasto sorpreso da una espressione che si ripete sempre: il
male si scarica e attacca i punti più deboli. E’ una legge importante che
bisogna conoscere per orientarsi e difendersi dagli attacchi malefici. Che
cos’è il punto più debole? Bella domanda. Anche nell’ economia degli
uomini c’è una legge che invita a ottenere << il massimo risultato con il minimo sforzo>>. Bisogna per rispondere questa domanda, oltre che fare
molti rosari al giorno, anche entrare in una profonda meditazione con la
mente o comunque fare uno sforzo per entrare nel mondo spirituale, che
è sostanzialmente diverso dal nostro. Stranamente la scoperta dei
computer può aiutarci a capire meglio questa questione. I computer sono
macchine che hanno la capacità di immagazzinare centinaia di milioni di
dati, come una intera enciclopedia, in una però ridottissima superficie.
Inoltre il computer può confrontarli ed elaborarli fornendo i risultati in
tempi rapidissimi: cosa impossibile alla mente umana. Il computer,
prodotto dalla tecnica ci apre spiragli di comprensione simili all’
invisibile mondo spirituale. Gesù nel Vangelo, per significarci le infinite
capacità di Dio nel seguire tutto il creato, dice che << perfino i capelli sul nostro capo sono contati>> ( Mt 10,30). Se si pensa che ci sono
81
cinque miliardi di uomini, i quali per regola dovrebbero avere cinque
miliardi di teste, il calcolo di tutti i capelli esistenti non può essere fatto
con la nostra tavola pitagorica. Certamente gli spiriti del male non hanno
le capacità di Dio, ma essendo ugualmente di natura spirituale, riescono a
raccogliere una infinità di elementi su cose, circostanze, situazioni,
spostamenti, amicizie, inimicizie, interessi, comportamenti della persona
da colpire e, operando molto più velocemente dei nostri computer,
vedono e stabiliscono come agire con la massima rapidità possibile.
Facciamo ora qualche esempio. Quando debbono distruggere una
famiglia, se il marito ha una costituzione che offre resistenza, scaricano
sulla moglie o viceversa; se la resistenza viene da tutti e due si passa sui
figli …
Ci sono numerosi casi di persone che vanno dagli esorcisti con bambini
colpiti da fenomeni inspiegabili. Il maleficio costa soldi: chi mai può
andare dal mago e pagarlo affinchè un bambino stia male? Io penso
che qualche persona maligna sempre ci sia, in grado di fare questo,
tuttavia è evidente che nella maggior parte dei casi il male fosse indirizzato
ai genitori ma poi si è scaricato sui figli per la loro fragilità o debolezza.
Comprendere questo è importante.
Se le forze dell’ occulto sono così numerose perché riducono al
minimo le loro energie? Dato che sono così potenti?
Si può avanzare un ipotesi: l’infinito odio che ormai pervade gli spiriti
maligni, li spinge ad agire con la massima rapidità nell’ eseguire la
commissione malefica ricevuta. Come facciamo noi quando abbiamo fretta?
Siamo solitamente attenti a scegliere la strada più corta. Questo tipo di
ipotesi, secondo me spiega anche perché delle volte per far arrivare
materiale fatturato nei cuscini o nello stomaco, usano mezzi naturali finchè
possono e mezzi preternaturali la dove con questi non arrivano.
Il diavolo per maestro …
La storia degli eremiti dei primi secoli ci parla di Massimo, un santo greco
del 300 dopo Cristo. La parola di una lettura biblica lo spinse ad
abbandonare tutto e a ritirarsi solo in un zona deserta. I primi giorni si
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sentì molto felice, pregava Dio era con lui, tutto era meraviglioso. Ma
dopo poco le notti divennero tremende. Scricchiolii di rami, belve dagli
occhi fiammeggianti, lotta tra bestie selvagge. E poi tentazioni di impurità,
tentazioni contro la fede, difficoltà nella preghiera. Satana lo attaccava
paurosamente in tutti i modi; quando poi questa situazione della notte si
estese anche al giorno, Massimo si sentì perduto. Pensò di difendersi
ripetendo in continuazione l’ invocazione del cieco di Bartimeo:
<>. Andò avanti con questa preghiera in
tutti i momenti della lotta satanica, sia di giorno che di notte, per quasi
quattordici anni. Poi un giorno gli apparve Gesù che lo liberò
definitivamente da tutti gli attacchi ed entrò in una vita di altissima e
serena unione con Dio. Un giorno lo incontrò un eremita molto anziano,
figura di grande asceta, che intuì subito che Massimo godeva di grande
ricchezza soprannaturale. Gli domandò: << Figliolo, quale grande maestro ti ha guidato ad una spiritualità così alta?>> E Massimo con grande
candore: <>.
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XV questione
I tatuaggi
CFR: MODERN PRIMITIVES – ANTON LA VEY – PAGINA 102 – 186
CFR: V. VALE A.– JUNO (A CURA DI) TATUAGGI CORPO SPIRITO – PAG 105
CFR: SACRO E PROFANO IN TATOO GALLERY, AGOSTO 1994
CFR: M. INTROVIGNE, STORIA DEL NEW AGE 1962 – 1992, CRISTIANITA’, PIACENZA, 1994, P. 99
CFR: VERNETTE, LE SETTE, ELLE DI CI, LEUMAN ( TORINO) 1995, P. 122
CFR: SPAZIO GIOVANI – RADIOBUONCONSIGLIO – TRASMISSIONE DEL 30 – 06 – 2009 ORE 16.15
CFR: DON MARCELLO STANZIONE (FONDATORE DELLA MILIZIA DI SAN MICHELEARCANGELO)
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Oggi ormai quasi tutti, bambini, adolescenti e adulti hanno il tatuaggio.
Tutti lo fanno, nessuno si domanda se sia giusto cambiare il proprio
corpo con una immagine che viene disegnata in modo permanente sulla
nostra pelle. Il tatuaggio però è assolutamente contrario all’etica cristiana
ma non solo. Parlare solo di etica sarebbe riduttivo, parlare solo (come
solo pochi sacerdoti fanno), di peccato grave è altrettanto riduttivo. Il
tatuaggio è una consacrazione indiretta (ma pur sempre consacrazione) a
cui ci si sottopone in maniera permanente almeno sul corpo. Quanti
giovani hanno il tatuaggio? Tantissimi. Quanti giovani vanno in chiesa?
Pochissimi. Cari lettori, però, non è solo questa statistica a dimostrare
quanto detto. Infatti la tecnica con la quale si viene sfregiati con disegni
che molte volte non conosciamo, è una tecnica satanica che consiste nel
marchiare l’uomo (consacrandolo). Come in ogni tipo di consacrazione,
quello che il tatuato offre a satana è la volontà di peccare, ma non solo.
La volontà di peccare si concretizza nel desiderio di chi si tatua, di
modificare il proprio corpo, di aggiungere qualcosa che la volontà di Dio
immensamente perfetta non ci ha dato. Chi si tatua quindi si allontana da
Dio e dimostra di non accettare quanto da Dio ci è stato donato per
quello che è. Parlo del nostro corpo ovviamente. Non è tutto, Dio è stato
chiarissimo sul tatuaggio, nella Sacra Scrittura, in particolare nel Levitico
19,28 sta scritto espressamente: “ Non farete incisioni nella vostra carne,
ne farete tatuaggi su di voi”. Nonostante questo, però, i cristiani, che si
credono tali, continuano a vivere nella disobbedienza più assoluta e
mortificante. Anton La Vey fondatore della chiesa di satana in America
confessa pubblicamente (nel libro Moderni Primitivi) quanto detto,
ammettendo che dietro ad ogni tatuaggio ( sia esso un fiorellino o un
drago) c’è il satanismo appunto. La cosa che meraviglia è però come
anche sacerdoti, neghino senza troppi problemi di coscienza, questa verità
difesa con orgoglio dallo stesso satanismo. Se San Pio fosse in vita cosa
direbbe se gli venisse chiesto dell’ ipotetica possibilità di farsi un
tatuaggio innocente? Cosa risponderebbe se gli venisse chiesto chi ha
architettato questa bella moda ormai fatta passare per innocente in almeno
un certo tipo di icone?La consacrazione indiretta a satana realizzata nel
momento in cui ci si tatua però non sta solo nella volontà di modificarsi e
peccare; come nella consacrazione all’ Immacolata si offrono sentimenti
e azioni, anche nella consacrazione che i tatuati, compiono
involontariamente, è offerta una azione a satana. L’azione è il sacrificio
del consacrato.
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Molti tatuati infatti sanno che per tatuarsi si va incontro ad un dolore
indicibile, ma volontariamente si sacrificano pur di disobbedire a Dio o
se volete, pur di tatuarsi. Il dolore che si prova durante e dopo il tatuaggio
per circa tre giorni, viene offerto a satana.
Chi fa tatuaggi sa benissimo che quella del tatuaggio è una prassi antica
a sfondo satanico. Ogni tribale contiene il 666, così i draghi, le spade con
i serpenti, i leoni etc.. Quando ci si tatua, invece, personaggi, santi o
affetti a noi cari, si offende invece due volte Dio. La consacrazione, in
questa ipotesi, ha lo stesso valore, ma l’offesa recata a Dio è maggiore,
infatti satana per renderci suoi miseri strumenti e per farci perdere per
sempre la bellezza del nostro tempio, cioè il nostro corpo, utilizza chi la
propria vita l’ha dedicata a combatterlo…San Pio, angeli, Santi etc.. Ma
non è tutto. Molte volte quanto non si è realmente convinti della
Misericordia di Dio, satana sfrutta i suoi tatuati-consacrati, facendoli
disperare. Infatti molti tatuati dopo la loro conversione, corrono a togliersi il
tatuaggio e a soffrire e offrire nuovamente il dolore che si prova, a satana,
rinnovandogli la propria consacrazione. Questa si rinnova con la mancata
fede nella misericordia in Dio che tutto può alla risurrezione del corpo dopo
la morte alla fine dei tempi. Cari lettori sappiate che un sacerdote di satana ha
l’obbligo di consacrarsi proprio con il tatuaggio, sappiate che volendo
ammetterlo o no, chi si tatua va incontro a indicibili dolori, a momenti bui e
depressi, oltre che a fatture e malefici stessi. Il consiglio che vi diamo è
quello di non tatuarvi, di non togliervi il tatuaggio se già vi siete marchiati a
satana, ma di andare a farvi benedire la pelle tatuata da un esorcista e non un
sacerdote qualunque. Inoltre sappiate che quasi tutti i posseduti e i drogati
hanno avuto i loro disturbi dopo l’essersi tatuati. Il tatuaggio è, infatti, la
porta che apriamo a satana. Pensate che in molti esorcismi, i posseduti,
coscienti durante il rito, hanno affermato che sentivano un fuoco tremendo
bruciare proprio sulla pelle in cui ci si era tatuati. E sappiate infine che basta
un solo tatuaggio per rischiare di avere disturbi di possessione come
dimostrano i numerosi casi studiati. Inoltre nella rivista Tatoo Gallery, (nella
sezione Sacro e Profano) c’è scritto che la tecnica con cui si fanno i tatuaggi,
fu ideata dai primitivi, i quali nel sangue che fuoriusciva, o nell’ arrossamento
della pelle, vedevano il portale creato ai demoni per entrare e uscire dal
corpo. Ricordate di quanto letto, un giorno davanti a Dio non si potrà dire: “
Io non lo sapevo”. Non si ritenga offeso chi è tatuato, ne indurisca il proprio
cuore, ma approfitti per pentirsi sinceramente e rinascere nella confessione
per i meriti del Sangue Preziosissimo di Gesù.
86
XVI questione
Yoga ?
CFR: ANGELI E DIAVOLI – M. ARAMILLO – EDB CFR: PREGHIERE DI LIBERAZIONE – P. FUSCO
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Che cos’è lo yoga?
Lo yoga è una tecnica di meditazione che viene dall’ India e dal Tibet,
pare addirittura dall’Antico Egitto. Non si tratta di una tecnica
uniforme, infatti si possono distinguere diverse tradizioni, metodi e
scuole tra le quali si distingue lo yoga classico.
Ci sono insomma diversi tipi di yoga a seconda delle finalità che si
vogliono perseguire! Tra le tecniche più importanti c’è lo yoga classico,
ma c’è lo yoga dell’ intelligenza, lo yoga della riflessione, lo yoga della
volontà e lo yoga del corpo.
Lo yoga classico è prima di tutto una pratica e in quanto tale
vorrebbe
essere una tecnica di salvezza con obbiettivi concreti, i quali sono
proposti a chi si impegna a praticarlo.
Tra questo cammino si distinguono 8 gradi:
a) Per il cambiamento del modo di comportarsi personale:
IL MODO DI COMPORTARSI E LE ASTENSIONI.
b) Per il dominio di se stessi:
IL TERZO GRADO CONSISTE NELLE POSIZIONI E IL
QUARTO GRADO NEL CONTROLLO DEL RESPIRO, IL
QUINTO GRADO E’ L’ASTRAZIONE.
c) Per l’esercizio delle facoltà superiori o attitudine psichica di
ricerca continua:
IL SESTO GRADO E’ LA CONTEMPLAZIONE, IL
SETTIMO E’ LA MEDITAZIONE E L’OTTAVO LA
CONCENTRAZIONE. Arrivare all’ ultimo grado significa
arrivare al sopramentale.
Qual è il valore dello yoga come preghiera cristiana?
E’ buono praticarlo? No, No e poi No! Se certi sacerdoti sostengono il
contrario allontanateli, perché come diceva san Pio: “Sono demoni vestiti
da prete”.
Quando si parla di yoga cristiano bisogna tenere a mente alcune cose.
Nello yoga, la pratica, risulta talmente fondamentale che, in qualche modo,
condiziona all’ accettazione dei suoi principi filosofici.
Questi principi respingono altamente l’ idea di una creazione che parte
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da Dio, tutta la moralità dello yoga, infatti, si pone in funzione della
liberazione finale che, è per i fautori di tale pratica, l’unico bene assoluto.
Tutto questo presuppone l’adozione, almeno di fatto, di alcuni
concetti filosofici indù: TRASMIGRAZIONE, REINCARNAZIONE DELLE
ANIME, UNA PARTICOLARE CONCEZIONE DELL’UOMO E DI DIO.
Inoltre vi è una ripetizione meccanica di alcune formule magiche.
Nelle pratiche dello yoga bisogna accettare alcune norme etiche e
disciplinari che sono fortemente influenzate da contenuti religiosi indù che
sono l’opposto di quelli cristiani.
La salvezza, nello yoga, si inquadra con la conquista dell’ auto-dominio,
al quale si giunge mediante un serio sforzo personale. Tutto questo,
porta a girare sempre intorno a se stessi; tutto questo ignora la
realtà del peccato e pretende una forma di deificazione dell’ uomo.
Caro lettore, basta che tu legga alcuni manuali di yoga, ovvero, di come
questi presentano certi poteri e meraviglie alle quali si arriverebbe solo
con il raggiungimento degli ultimi gradi dello yoga.
Questi poteri sono la levitazione, la conoscenza del passato e del futuro,
il conoscere la mente altrui, oltre a poteri come il camminare sul
fuoco senza bruciarsi, o sull’ acqua senza affondare, anche avvolte
manifestare una forza straordinaria etc..
Non lasciatevi ingannare dal maligno, il quale, vi fa iniziare tutto questo
con innocenti pratiche corporali per superare lo stress e l’ irrobustimento
del corpo. Dopo gli inizi meccanici corporali si è costretti a fondere quelli
spirituali con quelli fisici. L’ingannatore, l’avversario, satana, cosa ha
fatto? Ha ingannato e inganna, centinaia di fedeli cristiani, invitandoli a
praticare lo yoga con termini tratti dalla Sacra Scrittura e con il mantra.
Caro lettore, lo yoga può essere utile per un indù che non ha conosciuto la
Verità del Verbo Incarnato.
Per un cristiano è, però, dannazione, infatti, un imitatore di Cristo
dovrebbe ben sapere che la preghiera non si poggia su esercizi fisici e su
metodi tecnici-spirituali, ma si basa sulla fede e la fedeltà, virtù, queste,
da unire all’ obbedienza al Santo Padre che su questo capitolo, da me
brevemente spiegatovi, è stato molto più chiaro ed esplicito. Poveri quei
pastori (sacerdoti) che porteranno le proprie pecore nel fuoco degli inferi.
89
XVII questione
Lo zen
CFR: ANGELI E DIAVOLI – M. ARAMILLO – EDB CFR: PREGHIERE DI LIBERAZIONE – P. FUSCO
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Se lo yoga ha le sue origini nell’ India ed è una manifestazione propria
dell’ Induismo, lo zen ha origini nel Giappone e in particolare
dal Buddismo. In Giappone oggi, il buddismo attraversa una profonda
crisi mentre in Occidente sta tentando di penetrare l’ignoranza dei
superficiali cristiani, definibili tiepidi. Anche nello zen ci sono varie
ramificazioni come, il soto-zen e il rinzai-zsen.
Le diversità, questa volta, non sono tanto elencabili nei fini, ma nei modi
richiesti per raggiungere tali determinati fini. Alcuni sostengono lo zen
come l’essenza di ogni religione. Mah. Addirittura c’è chi cerca di
sostenere che Cristo e Budda si siano rivelati in modo analogo e detto
questo, si cerca di trovare dei parallelismi tra lo zen e il nuovo testamento.
Chi lo fa, strumentalizza la Sacra Scrittura e finisce all’inferno. Nello zen,
il culmine, consisterebbe nel annullare la differenza tra l’io e Dio.
L’adozione dello zen come pratica, obbliga all’accettazione
filosoficaideologica che tale pratica richiede.
Molti cristiani ricorrono a tale pratiche, perché semplicemente non
hanno conosciuto Cristo e cosa sia il cristianesimo.
Chi crede nello zen ed è stato battezzato, dovrebbe riscoprire l’ esperienza
dei mistici cristiani, esperienza che zittisce, sempre e comunque, ogni
sorta di eresia o sostituzione di Cristo.
Cosa centra in questo libro lo zen? Semplice. Le discoteche, (chiese di
satana) hanno al loro interno sempre la statua che vedete in foto.
O grande o piccola, vi invito a farci caso. Coincidenza?
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XVIII questione
La massoneria
Cfr: Centro culturale San Giorgio – Collana ANTIMASSONICA VOLUMI 24
V.1:SIMBOLOGIA DEL DOLLARO – V.2: LE FORZE OCCULTE NEL MONDO MODERNO – V.3: CONOSCERE
LA MASSONERIA – V.4: OCCULTISMO E FEDE CATTOLICA – V.5: I SEGRETI DELLA MASSONERIA – V.6:
MASSONI E MASSONERIA –
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Può un cristiano essere un massone?
Ci sono oltre sei milioni di massoni in tutto il mondo oggi. Esistono circa
33.700 logge, i luoghi di incontro dei massoni.
La maggior parte dei massoni entra a far parte della Massoneria per motivi
economici o sociali, mentre altri la considerano o un’organizzazione
filantropica di buone opere, o un’organizzazione comunitaria o una
confraternita. Molti, vi entrano per orgoglio, nella convinzione che le loro
buone opere li possano salvare. Il percorso per entrare a far parte della
Massoneria inizia in quella che viene conosciuta con il nome di “Loggia
Blu”. La Loggia Blu è il fondamento di ogni massoneria. Ma in realtà
sono le logge locali ad essere sparse per tutta la nazione, in quasi ogni
città e metropoli. Quando un uomo entra in una loggia, viene iniziato in tre
fasi: la prima corrisponde al “Grado di apprendista iniziale”, la seconda al
“Grado di compagno” e la terza al “Grado di maestro massone”.
Dopo aver superato i primi tre gradi della Loggia Blu, il massone può
scegliere di restare nella Loggia Blu o di proseguire avanzando nei gradi
sia attraverso il rito scozzese che per quello di York. Molti massoni seguono
entrambi. All’interno del rito scozzese ci sono dal quarto al trentaduesimo
grado, più il trentatreesimo grado onorario. Il rito di York ha tredici
gradi. Quando il massone ha conseguito il trentaduesimo grado,
attraverso il braccio maggiore delle arti, ha la possibilità di chiedere di
unirsi ai Venerabili.
Molte persone pensano che i massoni e i venerabili siano una stessa cosa,
ma in realtà i Venerabili sono un corpo separato dell’organizzazione.
I Venerabili sono massoni che, raggiunto il massimo grado della Loggia
Blu, e dei riti massonici scozzesi o di York, entrano in quello che è noto
come “L’antico ordine arabo dei nobili del Tempio mistico”.
Ogni passo della massoneria ha la sua iniziazione rituale, la più blanda
dei quali è quella del livello della Loggia Massonica Blu. Anche questa è
alquanto bizzarra. Per unirsi alla Loggia, ogni massone deve essere
iniziato attraverso una cerimonia che è simile in tutto il mondo.
La cerimonia tipica inizia quando l’iniziato viene prima svestito della giacca
e della cravatta e di qualsiasi denaro o articolo metallico che ha.
La gamba sinistra del pantalone viene arrotolata fino al ginocchio, la
camicia viene aperta per mostrare la parte sinistra del petto, e viene tolta
la scarpa destra e sostituita con una pantofola. Poi, alla persona che deve
essere iniziata, verranno bendati gli occhi e gli verrà messo un cappio
attorno al collo. Questo viene chiamato “cavo da rimorchio”.
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L’iniziato bendato (si dice “ingannato”) viene portato, col cappio al collo,
verso la porta esterna della Loggia. Il candidato, così attirato, si dice
essere nelle tenebre, un’allegoria massonica che significa che tutti coloro
che sono al di fuori della massoneria sono nelle tenebre e che solo i
massoni hanno la vera conoscenza che porta luce al mondo. Il nuovo
massone viene portato alla porta esterna per cercare la luce della Loggia,
e lì l’Usciere, o Portiere, gli pone una spada o una punta acuminata sul
petto e lo porta nella stanza della loggia, dove al centro vi è un altare.
I membri della loggia aspettano che il candidato nel buio circonda l’altare,
illuminato solo da una luce in alto. Dietro l’altare ve è un uomo chiamato
“il Maestro Venerabile”. È lui il maestro della Loggia e colui che
presiede l’iniziazione. Quando l’iniziato viene portato davanti al Maestro
Venerabile, si deve inchinare davanti a lui e dire qualcosa come: “Sono
perso nelle tenebre, e sto cercando la luce della massoneria”.
Allora gli si dice che sta entrando in un’organizzazione segreta e che
dovrà custodire i segreti che imparerà.
Subito dopo è necessario un voto d’iniziazione con il sangue. Ogni massone
che si unisce alla Loggia porta il pollice o la mano alla gola e ripete
un voto che è stato ripetuto da ogni massone che si è unito alla Loggia.
Nell’Apprendistato di Iniziazione o primo livello della Loggia Blu, questo
voto comprende le seguenti parole:
Mi vincolo ad una punizione non minore dello sgozzamento, che la mia
lingua venga strappata dalle sue radici e sepolta nelle rozze sabbie del
mare… Quando il nuovo massone sale al secondo livello, o Grado di
Massoneria di Comunione, il voto include le seguenti parole: Mi vincolo
ad una punizione non minore dello sventramento del petto sinistro, che il
mio cuore venga strappato e dato in preda alle bestie selvagge dei campi e
agli uccelli dell’aria…
Poi nel terzo grado, o Grado di Maestro Massone, ogni massone deve
giurare un voto che include le seguenti parole:
Mi vincolo ad una punizione non minore della recisione del mio corpo
a pezzi, le mie viscere vengano estirpate e ridotte in cenere…
I massoni vi diranno che non c’è niente di male nell’essere cristiani e
allo stesso tempo massoni. Quando gli vengono rivelati alcuni dei segreti
anti-cristiani della massoneria, replicano: “Beh, questo vale per chi sta in
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alto. Io non conosco queste cose. Sono solo nella Loggia Blu”.
Ma questo non è vero. Il massone della Loggia Blu che afferma di essere
anche seguace di Gesù Cristo deve porsi delle domande basilari. Prima di
tutto: “Come posso farmi bendare, comparire davanti ad un uomo che
chiamo ‘Maestro Venerabile’ e dirgli che sono perduto nelle tenebre ed
ho bisogno della luce della Massoneria?”. La Bibbia ci porta un
messaggio totalmente diverso sulla luce e sulle tenebre, un messaggio che
porta la speranza della gioia:
E vi scriviamo queste cose affinché la vostra gioia sia completa. Ora
questo è il messaggio che abbiamo udito da lui, e che vi annunziamo:
Dio è luce e in lui non vi è tenebra alcuna. Se diciamo di avere comunione
con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in
pratica la verità; ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce,
abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo
Figlio, ci purifica da ogni peccato (1 Giovanni 1:4-7).
Come può un massone cristiano dire di essere perduto nelle tenebre e di
volersi unire alla Loggia perché ha bisogno della luce della Massoneria?
La Bibbia, dice, che se siamo cristiani e diciamo di essere nelle tenebre,
stiamo vivendo una menzogna, e la verità non è in noi. Se Cristo vive
nella tua vita, tu hai la Luce. La seconda cosa che il massone cristiano
deve chiedersi è: “Se mi unisco alla Loggia, come posso comparire
davanti ad un uomo chiamato Venerabile Maestro ed inchinarmi davanti
a lui in una cerimonia religiosa dicendo di essere perduto nelle
tenebre?”. Gesù ha detto:
“Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà
l’altro; oppure sarà fedele all’uno e disprezzerà l’altro; voi non potete
servire a Dio e a mammona, il dio dei soldi” (Matteo 6:24).
Gesù ha detto che non possiamo servire due maestri. Non possiamo
affermare di essere seguaci di Cristo ed inchinarci poi davanti ad un uomo
che accettiamo come nostro Maestro Venerabile, nello stesso modo in cui
ci inchineremmo davanti ad un Buddha. Il dio denaro da cui Gesù Cristo
ci metteva in guardia è incastonato proprio nella Loggia. Non è forse il
prestigio, il benessere, il potere e la posizione fra gli uomini che vengono
promessi ai membri della Loggia? La terza cosa che dobbiamo chiederci è
come può un cristiano fare un patto di sangue pagano. Come può un uomo
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che dice di essere seguace di Gesù Cristo giurare di farsi recidere la gola o
di farsi strappare le budella e darle alle bestie dei campi in caso dovesse
infrangere questo voto pagano? La maggior parte dei massoni risponde
dicendo che questi voti sono soltanto roba da collegiali, che non hanno
alcun significato.
Ma nel quinto capitolo del libro di Giacomo veniamo avvertiti:
Ora prima di tutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo né per la terra
né fate alcun altro giuramento; ma sia il vostro «sì», «sì» e il «no»,
«no», per non cadere sotto il giudizio (Giacomo 5:12).
La Parola di Dio dice che la pena per aver preso il voto massonico è la
condanna. Dio non si compiace in questo. Egli proibisce assolutamente
di prendere questi voti pagani massonici.
Ma cosa va tenuto in segreto? Perché ai massoni viene richiesto di fare
questo patto di sangue per non rivelare i segreti della massoneria, prima
ancora che ne vengano a conoscenza? Perché questa gente deve inchinarsi
ignorando ancora i segreti ai quali verranno vincolati?
Perché un uomo non si sognerebbe mai di comprare un’auto o una casa,
o firmare un contratto senza aver prima studiato i termini, mentre all’iniziato
bendato nella loggia viene chiesto di giurare ubbidienza a cose di cui non è
ancora conoscenza? Roland Blackmore, uno studioso massone, afferma:
“È deplorevole che la massa dei nostri membri ignori tutto quanto è
connesso alla massoneria”. Steinmetz, un altro studioso massone, scrive:
“La maggior parte dei grandi scrittori massoni ha deplorato la mancanza di
conoscenza esoterica fra i membri in generale. Il massone medio è
deprecabilmente ignorante del vero significato dei simboli massoni, e sa
poco dei suoi insegnamenti esoterici”. Man mano che i massoni salgono
i livelli della Loggia, sperimentano una serie di rituali pieni di
simbolismi ed allegorie, che rappresentano un punto di vista ed una
filosofia specificamente religiosi. Molti massoni ignorano
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tutto ciò. Non sanno che rispondere quando gli viene chiesto di definire
gli obiettivi della massoneria. La maggior parte dice cose tipo la paternità
di Dio e la fratellanza degli uomini oppure rendere migliori gli uomini
buoni.
L’obiettivo della massoneria, secondo le sue autorità più importanti, è
quello di sbarazzarsi delle religioni e delle sue dottrine, e stabilire una
religione mondiale ed universale, libera da dogmi limitatori come quelli
che si trovano nel Cristianesimo. Dobbiamo ricordare che la Massoneria
esige soltanto che i suoi membri credano in un qualche dio. L’identità di
questo dio non è importante. Questo è un elemento fondamentale nel
puzzle della Massoneria. Il massone cercherà prima con zelo il nome perso
di quel dio o di quella divinità, e poi accetterà il dio massonico come
unico vero dio su tutti. Se riveliamo il suo nome, vi accorgerete perché
viene nascosto agli iniziati. Molti massoni che entrano nella Loggia Blu
lo fanno per ignoranza, considerandola un’organizzazione filantropica e
non sanno in realtà con cosa hanno a che fare. Il primo segreto della
Loggia è il fatto che la Massoneria è una religione. La maggior parte dei
massoni dice che non è una religione, ma semplicemente una confraternita,
un’organizzazione di fratellanza. Eppure, sentendoli descrivere le attività
della Loggia, stanno parlando di religione. Il problema è che la massoneria
va bene per ogni categoria di religione, secondo ogni definizione di
religione. La massoneria è una religione naturale che non ha bisogno di
rivelazione; tutto in natura è parte di Dio e parte dell’infinito pensiero di
Dio. La creazione diventa Dio stesso. È molto interessante notare quanto
diceva Paolo nel libro ai Romani:
Poiché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno però glorificato né
l’hanno ringraziato come Dio, anzi sono divenuti insensati nei loro
ragionamenti e il loro cuore senza intendimento si è ottenebrato.
Dichiarandosi di essere savi, sono diventati stolti, e hanno mutato la
gloria dell’incorruttibile Dio in un’immagine simile a quella di un uomo
corruttibile, di uccelli, di bestie quadrupedi e di rettili. Perciò Dio li ha
abbandonati all’impurità nelle concupiscenze dei loro cuori, sì da
vituperare i loro corpi tra loro stessi. Essi che hanno cambiato la verità di
Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del
Creatore che è benedetto in eterno. Amen (Romani 1:21-25).
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XIX questione
PRANOTERAPIA
AGOPUNTURA
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Ogni dono straordinario che non appartiene alla sfera umana va usato e
sviluppato soltanto se buono per natura ed accertato come proveniente da
Dio (cfr. 1Ts 5,21).
Non sempre il discernimento è semplice e spesso si sente parlare di
personaggi che sono dotati di capacità particolari quali la guarigione da
malattie fisiche e non solo. In questi casi è importante ricordare di non
farsi imporre le mani addosso da nessuno o farsi recitare strane preghiere
se non si è più che certi a che categoria essi appartengono; satana è infatti
esperto nel mascherarsi in angelo di luce (cfr. 2Cor 11,13-15).
Sono sorti in Italia presunti centri “specializzati” che promettono di guarire
tramite non ben definite pratiche alternative. Si fanno chiamare Centri di
Pranoterapia e sono arredati con lettini, mobilia ed oggetti vari proprio
come in uno studio di medicina convenzionale.
Alcuni di questi presunti guaritori operano anche direttamente a casa, e
la fila delle persone in attesa di essere accolte è spesso ben superiore a
quella che possiamo trovare dal medico o da qualunque altro specialista
accreditato. Non di rado costoro espongono in bella vista un crocifisso,
immagini sacre o le foto del Papa per tranquillizzare ed infondere un
certo senso di fiducia. Frequente è anche la musica, che viene diffusa
durante l’attesa o la “terapia”, per rilassare il cliente o coprire ciò che non
si deve sentire.
Questi operatori sostengono di possedere particolari capacità e poteri di
guarigione e dopo aver pregato sulla persona appaiono stanchi e
sostengono di avere accumulato su di loro la negatività del paziente. A tal
proposito è bene ricordare che ciò non accade mai con l’autentico dono di
Dio che casomai rinforza e rigenera (tramite la vera preghiera) il corpo e
lo spirito, e mai l’abbatte. Durante le loro pratiche il malcapitato paziente
può effettivamente sperimentare sensazioni di calore o vento e ciò può a
volte confondere ulteriormente e far credere che il pranoterapeuta
disponga di reali poteri di guarigione. Molti di loro sostengono inoltre di
poter operare a distanza tramite il telefono, inviando le necessaria “energia
divina” al paziente. La questione della “irradiazione energetica” e della
“purificazione astrale” sono infatti cavalli di battaglia ricorrenti per la
liberazione dalle negatività presenti sulla persona.
Dopo una prima analisi del paziente, ricorrendo alla formulazione di
svariate domande, il pranoterapeuta effettua la diagnosi e la necessaria
terapia per risolvere definitivamente il problema che generalmente
consiste in alcune sedute presso di lui. Viene pattuita una cifra per le sedute
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iniziali (generalmente piuttosto alta), quindi una cifra inferiore per le
cosiddette “sedute di mantenimento”. A volte, appena instaurato un rapporto
di sufficiente confidenza con il paziente, viene suggerito di intraprendere la
loro strada frequentando appositi corsi per diventare pranoterapeuti,
promettendo al contempo notevoli ritorni economici, realizzazione
personale e aiuto al prossimo.
In realtà quelli che loro chiamano “poteri” sono spesso ereditati da parenti
che li hanno a loro volta iniziati alle pratiche occulte sotto la guida di
spiriti maligni. Infatti generalmente coloro che praticano la Pranoterapia
hanno nella loro storia personale, o in quella dei loro genitori,
collegamenti con la magia e lo spiritismo. In altri casi questi operatori
hanno scoperto i loro presunti poteri incontrando un altro pranoterapeuta, a
seguito di una malattia/trauma personale o altrui oppure per caso. Queste
capacità di guarire vengono da loro spesso indicate come “prana”,
“energia”, “calore”, “fluido” (nella Bibbia non sono presenti questi
termini), e la manipolazione avviene liberamente con l’imposizione delle
mani o con la recita di finte preghiere che in realtà sono formule magiche o
invocazioni spiritiche. Questi presunti guaritori rovinano molte persone
che capitano sotto le loro mani dicendo che il loro è un “dono naturale”
che tutti possono avere, oppure un “carisma di guarigione” affermando al
contempo che Gesù era un “grande pranoterapeuta”. Così si
contraddicono, poiché mentre essi dicono che la guarigione avviene per
loro volontà e dote naturale, Gesù ha detto che solo chi ha fede il Lui
può guarire gli altri (cfr. Mc 16,17-18) e non chi è autonomamente
dotato di un certo potere o fluido. Quando essi parlando di doni naturali,
escludono di fatto la necessità della preghiera per ottenere qualcosa che
in realtà solo Dio può concedere.
La Pranoterapia è nata in seno al tantrismo (un tipo di yoga) come pratica
magica per ottenere la guarigione dei malati tramite il prana, che significa
soffio vitale, che il dio del vento Voyù, della religione indù, avrebbe
donato ai suoi seguaci.
Il concetto che sta alla base delle pratiche pranoterapiche è infatti la
presunta “energia vitale”. Il prana si troverebbe in tutte le cose animate,
circondandole e penetrandole, per cui l’apparente mancanza di vita sarebbe
dovuta a una minore manifestazione di questa energia. Il prana sarebbe
presente in tutte le manifestazioni della natura. Analogamente
all’assimilazione dell’ossigeno nel sangue, il prana verrebbe concentrato nel
sistema nervoso e scambiato con tutti i tessuti, donando loro forza e
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vitalità.
Esisterebbero anche dei micro campi magnetici causati dal flusso di entità
chiamate “biofotoni”. Servendosi di una cosiddetta
“immunoneuromodulazione” sarebbe possibile attivare le difese
immunitarie dell’organismo mediante la stimolazione delle zone linfatiche
e di riflessi nervosi. In base a ciò, l’azione riequilibratrice energetica della
pranotarapia, si servirebbe dei chakra, che sarebbero considerati delle specie
di centraline bioenergetiche del corpo umano. La Pranoterapia si
differenzia dalla pratica simile del reiki, al di là della terminologia
utilizzata (“prana” e “ki” sono concetti paragonabili), in quanto nella
Pranoterapia si presuppone un passaggio di prana tra il corpo
dell’operatore e il corpo del paziente mentre nel reiki l’operatore è
considerato un mezzo per il presupposto passaggio di ki tra l’Universo e il
paziente. La Pranoterapia non va confusa con il Pranic Healing, basata
anch’essa sul prana, ma che utilizza il concetto in modo differente ed
elabora diverse tecniche oltre alla semplice imposizione delle mani.
Nella Pranoterapia si riconoscono gran parte di quei guaritori che,
operando con l’imposizione delle mani, attribuiscono questa loro supposta
capacità guaritrice ad un qualcosa (che alcuni chiamano “fluido”, altri
“forza” e altri “energia”) che proviene dall’interno del proprio corpo e,
attraversando le mani, entra nel corpo del ricevente. Il termine “prana”,
introdotto per dare un nome a questo “qualcosa”, è stato accolto con grande
successo dai numerosi operatori italiani.
La Pranoterapia si basa sui seguenti presupposti:
che esista il prana (o comunque un “fluido”, una “forza” o un'”energia” a
cui si può dare il nome di prana) il quale è presente in ogni corpo umano
e in ogni organo del corpo umano, in maggiore o
minore quantità da individuo a individuo e da organo a organo;
che il prana in un corpo o in un organo possa trovarsi in stati di
maggiore o minore equilibrio, fino a trovarsi in stati di maggiore o minore
squilibrio, e che all’equilibrio di prana corrisponda il benessere (del corpo
o dell’organo) mentre allo squilibrio di prana corrisponda il malessere e
addirittura la malattia;
che il prana si possa trasferire dal corpo dell’operatore al corpo
del ricevente tramite l’imposizione delle mani in corrispondenza del
malessere e che questo trasferimento possa riportare l’equilibrio nel prana (e
quindi il benessere) di chi riceve.
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Esistono diversi tipi di approccio al trattamento da parte degli operatori:
TRATTAMENTO DI BASE: Nel trattamento di base si fa
stendere la persona da trattare su un lettino, con gli occhi chiusi, in
posizione prona o supina, in un ambiente che favorisca il rilassamento, per
esempio una stanza con luce bassa e un sottofondo musicale adeguato;
se la persona non è in grado di rilassarsi da sola, l’operatore la aiuta
guidandola con alcuni esercizi. Quando il rilassamento è raggiunto,
l’operatore entra in contatto con la persona tramite l’interazione tra i supposti
“campi energetici” individuali; dopo aver analizzato lo stato di equilibrio
e squilibrio energetico, l’operatore impone le proprie mani a contatto o a
poca distanza dai punti dolenti. In seguito, l’operatore può trattare anche
altri punti che ritiene opportuno trattare, sempre per favorire questo
supposto equilibrio energetico. Infine guida la persona ad uscire dal
rilassamento e a tornare in uno stato di piena coscienza. Generalmente una
singola applicazione dura tra i quindici e i quaranta minuti; un
trattamento completo si compone di uno o più cicli di singole applicazioni.
TRATTAMENTO TRADIZIONALE: Nel trattamento tradizionale
il pranoterapeuta semplicemente avvicina o appoggia le proprie mani al
corpo della persona da trattare, senza che alla persona sia richiesta una
particolare preparazione. In tale tipo di trattamento non è molto rilevante
che il pranoterapeuta sappia con precisione di cosa soffre il malato, ma è
rilevante solo il trasferimento del prana, in quanto sarebbe il corpo del
paziente a sfruttarlo al meglio grazie alla sua capacità omeostatica, intesa
come la capacità innata di un organismo di equilibrare il prana al suo
interno. Il trattamento tradizionale oggi viene ritenuto superato in quanto i
risultati sono più lenti da raggiungere; si utilizza generalmente con persone
poco propense ad aprirsi con l’operatore o in situazioni nelle quali non sia
possibile eseguire un trattamento più mirato.
TRATTAMENTI INTEGRATI: I pranoterapeuti, a partire
soprattutto dagli anni a cavallo del 2000, affiancano sempre più nella
propria pratica le conoscenze delle filosofie spirituali; alcuni integrano la
loro pratica con altre tecniche energetiche come il reiki o la cromoterapia
(uso dei colori), oppure con massaggi come la riflessologia, oppure con
altre medicine alternative come i fiori di Bach o l’aromaterapia. Altri
tentano di individuare i presunti squilibri bioenergetici utilizzando l’analisi
dell’aura o l’iridologia. Lo scopo di queste filosofie e tecniche è anche
quello di riequilibrare la cosiddetta bioenergia, per questo motivo si
integrano facilmente con la Pranoterapia.
102
Il sottoporsi alla Pranoterapia o il praticare questo tipo di guarigione
diventa un sicuro ostacolo alla preghiera personale che finirà per diventare
solo una sterile abitudine; il rapporto con il guaritore diventerà al contrario
una vera e propria forma di dipendenza.
E’ fondamentale ricordare che se dopo il trattamento pranoterapico la
malattia sembrasse effettivamente scomparsa o alleviata, in realtà essa è
stata soltanto trasferita in un’altra parte del corpo, della psiche o dello
spirito con conseguenze ben peggiori di quelle iniziali.
La vera liberazione e guarigione è quella di Gesù Cristo, al quale nulla è
impossibile. Secondo la nostra fede ed esperienza, è infatti Dio che guida
l’uomo e lo guarisce. Secondo i pranoterapeuti è invece l’uomo a dirigere
Dio e a guarire per mezzo dei propri poteri.
Il fatto che tanti credono a queste storie è la prova dell’attuale accecamento
spirituale in cui ci ritroviamo e che è ben profetizzato da San Paolo:
“Verrà il tempo in cui gli uomini non sopporteranno più la sana dottrina,
rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole” (2Tm 4,3-4)
AGOPUNTURA
Molte persone, dopo aver tentato diverse terapie contro il dolore fisico
sono state consigliate dal proprio medico curante di rivolgersi ad un
agopuntore per tentare di alleviare il proprio male con l’agopuntura. Tuttavia
non è solamente impiegata contro il dolore, ma si cerca di applicarla
contro ogni tipo di malattia, dal raffreddore da fieno all’ulcera duodenale.
Questo tipo di terapia si è diffusa rapidamente in Italia dagli anni
Settanta in poi.
L’agopuntura è un esempio tipico di medicina alternativa che associa un
sistema di pensiero orientale con una tecnica scientifica. Si trova in cima
alla lista delle medicine alternative.
Essa sembra risalire all’epoca dell’imperatore Huang Ti (circa 5.000 anni
fa). I suoi insegnamenti, dapprima tramandati oralmente, furono poi raccolti
in un testo che racconta le discussioni di Huang Ti con medici e ministri
del tempo. Il testo cerca di integrare le funzioni dell’uomo con le funzioni
dell’universo.
Il mondo, secondo loro, era costituito da 5 elementi che sono stati messi
in correlazione con 5 organi solidi: il cuore, i polmoni, i reni, il fegato e
la milza. Questi organi stanno in una strana relazione di amicizia e di
avversità tra loro, riflettendo le qualità dei 5 elementi: legno, fuoco, terra,
103
metallo e acqua. Quindi i reni sono organi di acqua e sono nemici del
cuore che è organo di fuoco. Ogni organo è poi correlato con un pianeta e
con una stagione dell’anno. Per esempio il cuore è correlato con l’estate.
In effetti, in quel tempo, sezionare un corpo umano era proibito in Cina
per ragioni religiose; quindi i Cinesi avevano un concetto molto
approssimativo dell’anatomia umana. Essi pensavano, per esempio, che
mentre il cervello era un organo insignificante, la milza era invece il
centro del ragionamento.
Principalmente i cristiani si chiedono se l’agopuntura si fonda, storica
mente, su basi esoteriche.
Possiamo affermare con certezza che questo metodo si basa sulla
concezione dell’energia cosmica, che sarebbe veicolata nel nostro corpo dai
meridiani. L’agopuntura divide il corpo in meridiani e paralleli, canali
invisibili attraverso cui circola quest’energia; secondo l’agopuntura, la
malattia è causata da uno squilibrio di questa energia che viene
riequilibrato attraverso l’eccitazione di certi punti. L’applicazione degli
aghi ha lo scopo di ristabilire l’equilibrio tra i due opposti presenti
nell’universo (il principio dualistico che è alla base del taosimo).
Il Tao è l’energia cosmica universale dietro l’ordine della natura. Il Tao
ha due facce, lo yin e lo yang, che sono due opposti, ma tuttavia sono la
stessa cosa. In contrasto con l’insegnamento della Bibbia, il Taoismo non
distingue le forze opposte luce-tenebre, Dio-satana. Il bene ed il male,
secondo il Taoismo, vengono quindi dalla stessa sorgente. Per i Cinesi
non c’è contraddizione tra religione e magia, né tra puro ed impuro.
Ma nell’agopuntura, fin dall’inizio, c’è anche un suo lato oscuro ed
occulto, che non affiora facilmente. Intanto bisogna sottolineare la realtà
poco nota dell’esistenza di tre livelli di agopuntura.
Un primo livello esoterico che è quello medico, apparentemente usato per
combattere il dolore e di uso comune. C’è poi un secondo livello esotericoiniziatico
(denominato “agopuntura esorcistica”) e avrebbe lo scopo di
allontanare gli spiriti maligni. Ma gli stessi maestri di agopuntura
raccomandano di non usarla, perché molto pericolosa (basta leggere
infatti le testimonianze di chi ne è stato vittima).
Durante l’impiego di questa tecnica avvengono fenomeni straordinari; si
dice che gli aghi arrivino fino a fondersi, per lo straordinario sprigionarsi
di “energie”, ma si parla anche di eccezionali fetori e di disturbi che
colpiscono tutti i presenti (vere e proprie manifestazioni demoniache).
Infine esisterebbe un livello ancora più esoterico, chiamato “agopuntura
104
imperiale”, a cui sembra che fossero sottoposti tutti i Mandarini
(governatori) dell’impero cinese e che aveva lo scopo di impedire che essi
si ribellassero all’imperatore. In pratica, il più colossale sistema di
controllo mentale, forse ipnotico, mai usato dall’uomo. L’agopuntura
cinese non ha nulla a che fare con la scienza: coloro che la esercitano o la
studiano affermano che essa è la massima espressione dell’antropologia,
del modello di vita e dell’interpretazione esistenziale cinese; quella che
vede l’essere umano come un sistema energetico monistico, cioè pura
energia.
Ora ci chiediamo se questa pratica può anche essere applicata
scientificamente.
Pare di si; infatti serie ricerche scientifiche hanno dimostrato che
l’applicazione degli aghi provoca due meccanismi:
pungendo la pelle ed alcuni muscoli con gli aghi, vengono inibite
le sensazioni di dolore al cervello (teoria del “gate control”);
queste punture permettono di liberare delle endorfine nella pelle, nel
cervello e nel midollo spinale, provocando l’effetto di dare sollievo al
dolore e di calmare il paziente. Queste effetto è stato osservato
soprattutto nel trattamento del mal di testa e dei reumatismi. Ma questa
spiegazione non ha nulla a che fare con la teoria dei meridiani, dei punti
energetici o delle virtù guaritrici dell’agopuntura. Inoltre, gli agopuntori
hanno delle divergenze importanti riguardo all’applicazione di questo
metodo. La versione occidentalizzata dell’agopuntura, che non tiene conto
degli antichi meridiani cinesi, ma che stimola tramite gli aghi le
terminazioni nervose per un’azione antidolorifica, non viene riconosciuta
dai veri praticanti dell’agopuntura. Infatti essa perderebbe in questo modo
la sua parte magica ed esoterica, perdendo anche il suo valore terapeuti.
Nessuno può negare che l’agopuntura nasce, si sviluppa e si ispira
ancora oggi ai principi empirici della pratica tradizionale cinese. Ci fa
riflettere che molte pratiche come lo yoga, il training autogeno, la
visualizzazione, siano di origine orientale, nate cioè in luoghi in cui il
Cristianesimo è bandito e perseguitato (vedi la Cina).
L’agopuntura è praticata da medici laureati e “specializzati” in
questa tecnica. Chi entra in uno studio di un agopuntore, la prima cosa che
nota è la gigantografia di un corpo umano sulla quale sono indicati alcuni
punti nevralgici da pungere in caso di patologie acute o croniche.
105
È indubbio che chi si sottopone a questo tipo di “medicina
alternativa” è molto coinvolto a livello mentale e spirituale. Il paziente
deve affidarsi completamente all’agopuntore il quale procede ad infilare gli
aghi in determinate parti del corpo.
I trattamenti con agopuntura si basano sull’uso di punti della pelle nei
quali vengono infissi 10-20 aghi sterili di acciaio o altro metallo. Gli aghi
sono lasciati per circa venti minuti senza iniettare alcun farmaco. La
puntura di questi punti particolari della pelle mette in moto dei circuiti
energetici che vanno a stimolare particolari zone ed organi del corpo
interessati dalla malattia. Le sedute si svolgono in genere una o due volte
per settimana per un ciclo in genere di 10 sedute; i cicli possono essere
singoli o ripetuti nel corso dell’anno (patologie croniche). Agli aghi, una
volta infissi, può essere applicato uno stimolatore elettrico di debole
intensità (elettro-agopuntura) o un generatore di calore (moxibustione)
secondo il tipo di patologia. Esiste, inoltre, una variante dell’agopuntura,
consistente nella pressione esercitata con le dita (digitopressione) sugli
stessi punti dell’agopuntura tradizionale.
I cultori di questa tecnica dicono: “L’agopuntura è un procedimento
terapeutico cinese dalle origini antichissime (V millennio a. C.); nel primo
testo che parla dell’agopuntura “Nei Ching So Wen”, l’imperatore giallo
viene acculturato dal medico di corte a riequilibrare le forze opposte per
giungere all’equilibrio che esclude le malattie. In sostanza l’agopuntura si
basa sulla tradizione taoista secondo la quale la vita è un’alternanza di
concetti opposti (maschio e femmina, caldo e freddo, Yin e Yang, bene e
male ecc.). È basata sulla suddivisione del corpo in una rete di 14 canali, o
meridiani, percorsi dal qi, l’energia vitale distinta in tre tipologie, nutritizia,
ancestrale e difensiva. Il qi, trasmessoci dai genitori, può essere
fortificato con il respiro, l’alimentazione e lo stile di vita. I punti (ting) su
cui l’agopuntura agisce sono individuati sul sistema dei meridiani, sono
diverse centinaia e corrispondono agli organi malati”.
106
XX questione
I DONI DI SATANA
107
A leggere il titolo di questo capitolo, sembra quasi una assurdità. Il
demonio può mai fare dei doni? Si. Certo che può, anzi li fa con tutto l’
odio possibile ai suoi devoti, quando questi cooperano con lui a
perdizione delle anime. I destinatari di questi doni, sono quindi persone
che, o non comprendono subito la provenienza di certi poteri che
acquisiscono, o invece, preferiscono non porsi troppe domande dato il
fatto che certi poteri fa comodo averli.
Quali sono questi doni? Può capitare che certe persone abbiano il dono
della preveggenza; altre volte può capitare che altre, ponendosi di fronte
un foglio di carta bianca con una penna in mano, scrivano pagine e pagine
di messaggi spontaneamente. Messaggi che poi si verificano puntualmente.
Altre persone che acquistano certi doni, possono ad esempio sdoppiarsi ed
avere il dono della bilocazione.
Chi ha questo dono di solito lo sfrutta per entrare nelle case o comunque
prendere oggetti da fatturare o maledire. Il dono più comune è quello di
sentire una voce che può suggerire delle volte preghiere, o anche tutt’altro.
L’elenco è infinito se pensiamo che la fonte di questi poteri è lucifero.
Qual’è la fonte di questi doni? Sono doni (come chi li ha sostiene) dello
Spirito Santo? Sono regali di provenienza diabolica?
La risposta potrebbe sembrare facile, ma è vero che occorre uno studio
approfondito su chi detiene questi doni. Se chi li possiede, ha avuto
contatti con il mondo del’ occultismo, non c’è alcun dubbio. Se chi li
possiede non ha avuto alcun contatto con il mondo dell’ occultismo, ma
non vive in stato di Grazia (divorzio, separazione, non frequenza assidua
alla Santa messa domenicale, assenza di preghiera, bestemmiatore,
lussurioso etc..), state pur certi che i doni vengono da lucifero anche in
questo caso. Lo Spirito Santo si posa, su chi lo richiede.
Per richiederLo non basta, ovviamente, avere tante statue o immagini
dei santi, ma occorre essere Cristiani, anzi come diceva San Pio: “essere
Buoni Cristiani”. Dobbiamo però sottolineare come serva molta prudenza,
in ogni caso. Quando San Paolo era a Tiatira, gli capitò di essere
continuamente seguito da una schiava che aveva il dono di indovinare,
essa con tale sua dote procurava molto denaro al suo padrone.
Essendo questo dono, (come del resto, ogni dono che viene utilizzato
per fare soldi) di origine diabolica, San Paolo liberò la donna dallo spirito
maligno (Atti 16, 16-18).
In conclusione, possiamo ricordare, che quando Mose faceva i miracoli
108
davanti al faraone, anche i maghi di quest’ ultimo compivano le stesse
opere, questo per opera del demonio. Inoltre, sottolineo l’importanza del
fatto che, tali poteri, molte volte, vengono acquisiti sia quando si
praticano le varie ramificazioni dell’ occultismo elencate nei capitoli
precedenti, o avvolte anche quando si subiscono malefici. Ma tali doni
restano di origine diabolica e vanno rifiutati. Testimonianze parlano di
persone che dopo aver fatto il gioco del bicchierino, hanno acquisito
doni straordinari di chiaroveggenza… maligno (Atti 16, 16-18).
In conclusione, possiamo ricordare, che quando Mose faceva i miracoli
davanti al faraone, anche i maghi di quest’ ultimo compivano le stesse
opere, questo per opera del demonio.
109
XXI questione
Halloween
CFR: LA BIBBIA DI GERUSALEMME – CEI UELCI
CFR: CENTRO CULTURALE SAN GIORGIO – HALLOWEEN, POKEMON ED
HARRY POTTER V.30 – COLLANA SAN GIORGIO – V.33: HALLOWEEN SMASCHERATO
110
La Parola di Dio nella Bibbia descrive le caratteristiche dell’oppressione
diabolica (cfr. Vangelo di Matteo, capitolo 8, versetti 28-33; Vangelo di
Marco, capitolo 5, versetti 1-6; Vangelo di Luca, capitolo 8, versetti 26-
39; Vangelo di Matteo, capitolo 9, versetto 32).
Satana ha assegnato certi demoni a determinati territori, nazioni, città,
“culture” e “sottoculture”. Questi demoni cercano di pervertire le persone
nel loro territorio e di renderle nemiche di Dio (cfr. il libro di
Ezechiele, capitolo 28, versetto 12). La lettera di San Paolo ai Romani, al
capitolo 1, versetti 28-32 (ma anche i precedenti) descrive bene, con grande
attualità e realismo, la situazione in cui versa oggi il mondo: “…E poiché
hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa
d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi
come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di
malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità;
diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni,
ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza
misericordia… ”Gesù ha dimostrato la Sua potenza sui demoni e ha
trasmesso questa stessa potenza ai Suoi discepoli (cfr. Vangelo di Marco,
capitolo 16, versetto 17 e libro dell’Apocalisse, capitolo 12, versetto 11).
Il mondo dell’occulto così lo definisce: “è il giorno più magico dell’anno, è
il capodanno di tutto il mondo esoterico”, “è la festa più importante
dell’anno per i seguaci di satana”.
La Bibbia invece afferma:
«Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano
le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e
il dolce in amaro» (Isaia 5,20).
La leggenda di Hallowen è montata sulla duplice menzogna che l’uomo
può essere più furbo del diavolo e che le porte degli inferi si chiudono a
qualcuno. Inoltre, si sviluppa secondo pratiche sataniche: chiedere al diavolo
l’esaudimento di desideri, fare un patto col diavolo, il mandato satanico a
manifestarsi agli uomini, ritualità esoterica.
Il fenomeno Halloween, nella tradizione, nei costumi e nel commercio, è
un insieme di rituali e una pratica di stregoneria consapevolmente o no.
S’impone un’irremovibile presa di posizione riguardo tutto ciò che ci
viene propinato di Halloween e di magico in genere.
Consideriamo che le parole che proclamiamo, i gesti che facciamo, gli
111
sguardi che diamo non sono neutri, ma significano la realtà spirituale che
rappresentano. Le origini di Hallowen sono strettamente connesse alla
magia, alla stregoneria e al satanismo. Gli adepti del satanismo e della
magia riconoscono nel 31 ottobre uno dei giorni più importanti dell’anno: la
vigilia di un nuovo anno per la stregoneria. A causa delle sue radici e
della sua essenza occulta, Halloween apre una porta all’influsso occulto
nella vita delle persone.
L’enfasi di Halloween è sulla paura, sulla morte, sugli spiriti, sulla
stregoneria, sulla violenza, sui demoni; e i bambini sono particolarmente
influenzabili in questo campo.
In questo periodo, molti simboli sono chiarissimi in diversi prodotti
anche alimentari: svastiche, diavoli. Il cristiano non può accettare la magia
perché non può accettare di posporre il vero Dio alle false credulità. Allo
stesso modo, non può accettare di ritenere che la sua vita sia dominata da
forze occulte manipolabili a piacimento con riti magici o che il suo futuro
sia scritto in anticipo nei movimenti stellari o in altre forme di presagio;
tutto questo anche se per motivi di curiosità non è coerente con la fede
cattolica.
La Sacra Scrittura è esplicita a riguardo (Deuteronomio 18 vedi
riferimento alla Parola di Dio sulle pratiche magiche e affini). Questi
comportamenti sono incoerenti con la nostra fede a livelli diversi, fino alla
gravità morale.
Simbolismi ed occulto
Il 31 ottobre, è una data importante non soltanto nella cultura celtica, ma
anche nel satanismo. E’ uno dei quattro sabba delle streghe. I primi tre
segnavano il tempo per le stagioni “benefiche”: il risveglio della terra dopo
l’inverno, il tempo della semina, il tempo della messe. Il quarto sabba
marcava l’arrivo dell’inverno e la “sconfitta” del sole, freddo, fame, morte.
La festa cattolica di Tutti I Santi non è legata ad Halloween, è stata
instaurata da Papa Gregorio IV nell’anno 840, e originariamente si
celebrava nel mese di maggio e non il 1° novembre. Fu nel 1048 che Odilo
de Cluny decise di spostare la celebrazione cattolica all’inizio di novembre
al fine di detronizzare il culto “Samhain”. In inglese, la vigilia, si chiama
“All Hallowed Eve”, che divenne poi Halloween. “Halloween è un fatto di
cultura, è una forma di colonizzazione economica del nostro paese, (e di
tutti gli altri). E’ un espediente commerciale, è voglia di divertirsi, è la
112
notte dove tutto è permesso, è un modo per intrattenere i bambini, quindi…
HAPPY HALLOWEEN!
Con queste espressioni o con chissà quali altre e con questo augurio, ci si
accinge ad addobbare negozi, organizzare feste, insegnare l’inglese ai
bambini in modo divertente, o improvvisare qualche mascherata a
scuola, o in ufficio. Intanto «IL MIO POPOLO PERISCE PER
MANCANZA DI CONOSCENZA» (Osea 4,6), come accade per la magia e
tutto quanto gli ruota intorno, tra cui, anche la new e next age
(pranoterapia, fiori di bach, piramidi, profumoterapia, musicoterapia, corsi
reiky, etc.). La maggior parte delle persone anche cattoliche, non sanno
che si viola l’A- B-C delle regole fondamentali del rapporto con Dio: il
primo comandamento: “Non avrai altro Dio all’infuori di me”.
Prima di agire, conosci
1. Il significato – Halloween è la forma contratta dell’espressione inglese
“All Hallows’Eve day” che letteralmente significa “vigilia d’ognissanti”.
2. La ricorrenza – Halloween, nonostante non lo si dica come invece si
dovrebbe, è una ricorrenza magica (di fatto, la magia è esercitare potere,
in modo occulto, nei confronti di qualcuno). Il mondo dell’occulto così
lo si definisce: “è il giorno più magico dell’anno, è il capodanno di tutto
il mondo esoterico”, “è la festa più importante dell’anno per i seguaci di
satana”.
La Bibbia invece afferma: «Guai a coloro che chiamano bene il male e
male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che
cambiano l’amaro in dolce e il, dolce in amaro» (Isaia 5,20).
3. La leggenda – L’antica leggenda irlandese racconta che Jack, un
fabbro malvagio, perverso e tirchio, che una notte d’ognissanti, dopo
l’ennesima bevuta viene colto da un attacco mortale di cirrosi epatica. Il
diavolo nel reclamare la sua anima viene raggirato da Jack e si trova
costretto ad esaudire alcuni suoi desideri, tra i quali quello di lasciarlo
invita, giungendo al patto di rinunciare all’anima del reprobo. Jack,
ignaro dell’effetto della malattia, muore un anno dopo. Rifiutato in
Paradiso, Jack non trova posto nemmeno all’inferno a causa del patto con
il diavolo. A modo di rito il poveraccio intaglia una grossa rapa mettendovi
all’interno della brace fiammante, a ricordo della dannazione eterna. Con
questa lanterna, Jack fantasma, torna nel mondo dei vivi.
4. La tradizione – Gli irlandesi, colpiti dalla carestia, immigrarono in
113
America verso il 1850.
Approdati nel nuovo mondo, trovarono un’enormità di zucche che, a
differenza delle piccole rape indigene, erano sufficientemente grandi da
essere intagliate. Così le zucche sostituirono le rape e divennero le Jack
o’ lantern. Furono utilizzate la notte d’ognissanti perché si pensava di
tenere lontani gli spiriti inquieti dei morti che tentavano, come Jack, di
tornare a casa.
I bambini, oggi, si travestono da spiriti inquieti, che non trovano “pace”
neanche all’interno del Paradiso e fanno visita alle famiglie guidati dalla
lanterna-zucca e ottenendo dolci in cambio della loro “benevolenza”.
“Trick-or-treat” è l’usanza del “dolcetto o scherzetto”.
Trick or treat letteralmente significa: “trucco o divertimento”, “stratagemma
o piacere”, ma che ha il significato originale di “maledizione o sacrificio”.
5. Fatti storici – La cupa leggenda di Jack, occulta dei fatti storici e, in
modo magico, mira a rievocarli. Alcuni secoli prima di Gesù Cristo, una
setta segreta teneva sotto il suo impero il mondo celtico. Ogni anno, il 31
ottobre, giorno di Halloween, questa celebrava, in onore delle sue divinità
pagane, un festival della morte.
Gli anziani della setta andavano di casa in casa reclamando offerte per il
loro dio e capitava che esigevano sacrifici umani. In caso di rifiuto,
proferivano delle maledizioni di morte sulla casa, da qui è nato il famoso
“trick or treat”.
6. Considerazioni riguardo la…Leggenda: questa è montata sulla duplice
menzogna che l’uomo può essere più furbo del diavolo e che le porte
degli inferi si chiudono a qualcuno. Inoltre si sviluppa secondo pratiche
sataniche: chiedere al diavolo l’esaudimento di desideri, fare un patto col
diavolo, il mandato satanico a manifestarsi agli uomini, ritualità
esoterica.
Tradizione: il fenomeno Halloween, nella tradizione, nei costumi e nel
commercio, è un insieme di rituali e una pratica di stregoneria sia da chi
lo faccia consapevolmente o no.
Storia: la storia rivela come dietro il fenomeno Halloween ci siano stati
rituali e sacrifici satanici. Ai nostri giorni, sappiamo che, i satanici
praticano dei sacrifice umani durante a note.
7. Attenzione: HALLOWEEN È SOSTANZIALMENTE MAGIA – S’impone
un’irremovibile presa di posizione riguardo tutto ciò che ci viene
propinato di Halloween e di magico in genere. Consideriamo che le
parole che proclamiamo, i gesti che facciamo, gli sguardi che diamo non
114
sono neutri ma significano la realtà spirituale che rappresentano. Genitori,
stiamo attenti a permettere che i nostri bambini si abituino, o ancor
peggio, si educhino all’occulto.
Insegnanti, informiamoci sulle verità nascoste dietro la macabra
creatività, potremmo scandalizzare, a nostra e a loro insaputa, gli alunni
che ci stanno davanti. Certe filastrocche che i bambini devono imparare
sono evocazioni dello spirito di morte. Giovani e meno giovani, siamo
accorti a non avvinghiarci al mondo esoterico attraverso i rituali di
massa che, nelle feste come quelle dedicate ad Halloween, ci vengono
proposti. Alcuni balli di gruppo sono rituali di iniziazione satanica.
Commercianti e venditori, abbiamo il coraggio di dire no a promuovere
articoli che, dietro l’apparenza della mascherata, diffondono e creano
mentalità esoterica. Molti oggetti venduti tra i prodotti di consumo sono
amuleti o loro riproduzioni, che vengono usati nelle pratiche di stregoneria.
Cristiani non lasciamoci fuorviare da apparenti tradizioni e mode, ma
teniamo alta la vittoria che ha sconfitto il mondo, la nostra fede (cfr
1Giovanni 5,4). Non dimentichiamoci che le disastrose conseguenze
dell’inalazione magica non sono immediate, ma si manifestano a distanza
di anni in depressioni, crisi e violenze.
8) I simboli – Pipistrelli, gatti neri, la luna piena, streghe, fantasmi…
questi simboli hanno poco a che vedere con la vigilia di Samhain. Si
tratta, però, di simboli usati nel mondo dell’occulto e che hanno trovato
un posto “naturale” nella “festa di Halloween”. Le notte di luna piena
sono il momento ideale per praticare certi riti occulti. I gatti neri vengono
associati alle streghe per superstizione, si credeva, infatti, che le streghe
potessero trasferire il loro spirito in un gatto, e per questo ne avevano
sempre uno. Ai pipistrelli, vengono attribuite capacità occulte perché
hanno caratteristiche di uccello (che nel mondo occulto sono simbolo
dell’anima) e di demonio (perché vivono nelle tenebre).
Nel medioevo, si credeva che spesso il diavolo si trasformasse in
pipistrello. Diviene, così, chiara la ragione per cui il pipistrello sia
diventato parte di Halloween. Le origini di Halloween sono strettamente
connesse alla magia, alla stregoneria e al satanismo.
Gli adepti del satanismo e della magia riconoscono nel 31 Ottobre uno
dei giorni più importanti dell’anno: la vigilia di un nuovo anno per la
stregoneria. A causa delle sue radici e della sua essenza occulta,
Halloween, apre una porta all’influsso occulto nella vita delle persone.
L’enfasi di Halloween è sulla paura, sulla morte, sugli spiriti, sulla
115
stregoneria, sulla violenza, sui demoni. La Parola di Dio, gli insegnamenti
di tutta la tradizione cattolica, dalle prime comunità cristiane fino ad
oggi, sono chiarissimi, 150 sono i passi della Sacra Scrittura che
dall’Antico (mai abolito da Gesù Cristo!) al Nuovo Testamento, vietano
il ricorso più o meno inconsapevole a pratiche magiche, esoteriche,
occultistiche, spiritiche e via dicendo.
Ad esempio il Deuteronomio, al capitolo 18, versetti 9-14 dice: “Quando
sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti, non imparerai
a commettere gli abomini delle nazioni che vi abitano. Non si trovi in
mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la
sua figlia, né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti e gli
indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in
abominio al Signore….tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio,
perché le nazioni di cui tu vai ad occupare in paese, ascoltano gli indovini e
gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore tuo
Dio”. In sostanza nella notte di Halloween, chi partecipa ai vari
“festeggiamenti” che, in un modo o in un altro più o meno
inconsapevolmente, sono veri e propri riti che mettono in contatto con
gli spiriti che, altro non sono, che gli angeli decaduti: i demoni.
La struttura spirituale che circonda l’uomo, come creatura, infatti è molto
semplice: c’è Dio, il Figlio unigenito Gesù Cristo, lo Spirito Santo (Dio
uno e Trino), gli angeli (nelle varie gerarchie) e gli angeli decaduti, cioè i
demoni con il loro capo: Lucifero, poi divenuto Satana. Poi ci sono le
anime dei beati-santi; purganti e quelle dannate, all’inferno.
L’uomo è uno spirito incarnato, composto da tre componenti distinte:
anima, corpo e spirito.
8. La Speranza – Nonostante l’amara realtà, di fenomeni come quello di
Halloween, dobbiamo dire della grande speranza che viene dalla fede
cristiana: la sua Chiesa articolata in tante realtà anche nuove ed emergenti,
e lo Spirito Santo che sta suscitando la nascita, la formazione e la crescita
di comunità cristiane in seno alla chiesa Cattolica; comunità che
collaborano con Parrocchie portando nuova vitalità evangelica.
Sempre più giovani, anche se questo i notiziari non lo dicono, stanno
scoprendo e accogliendo Gesù, Signore Salvatore e Messia e vogliono
dedicare a Lui la loro vita. Sempre più famiglie, dopo aver fatto
esperienza dello Spirito Santo, desiderano vivere esperienze dove trovare
nutrimento alla fame di comunione che oggi, il mondo denuncia. La fede è
116
necessaria per vivere l’Amore di Dio ma non è sufficiente, ci vuole la
Comunità, la Chiesa nelle sue articolazioni e varietà di carismi e
chiamate.
“Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, piuttosto
denunciatele apertamente”.
Noi vogliamo fare la volontà di Dio e quindi facciamo questa opera di
informazione, doverosa, e crediamo utile, anche per le strutture stesse
della Chiesa, spesso ignare di quanto sopra illustrato. Anche diversi
vescovi nelle Diocesi italiane stanno diffondendo le informazioni
riportate.
Molti gruppi, movimenti, associazioni cattoliche, la notte del 31 ottobre
si riuniranno in preghiera o organizzeranno feste cristiane alternative con
la partecipazione di gruppi, cantanti o cantautori della musica cristiana
contemporanea dei vari generi musicali e particolarmente, in quella
occasione, canti di Lode e Adorazione.
117
XXII questione
ELENCO DELLE
DISCIPLINE
ESOTERICHE
A RISCHIO
www.diosalva.net
118
x – Agopuntura
x – Ai-Chi (Aquatic Tai Chi)
x – Aikido
x – Analisi Reichiana
x – Antroposofia (Medicina
antroposofica)
x – Arica
x – Arnold Mindell (Metodo)
x – Aromaterapia
x – Arti Marziali (elementi
filosofico/spirituali)
x – Aston Patterning
x – Aura Vitale (diagnosi tramite)
x – Aura-Soma
x – Auricoloterapia
x – Ayurveda
x – Bates (Metodo)
x – Biodanza
x – Bioenergetica
x – Biofonia
x – Biopranoterapia
x – Bodywork
x – Bowen (Terapia)
x – Breathwork
x – Breviterapia
x – Calligaris (Metodo)
x – Capoeira
x – Cerchio di guarigione
x – Channeling
x – Chavutti Thirumal
x – Chinesiologia applicata
x – Chirometria diagnostica
x – Chiropratica
x – Chirtest
x – Chopra
x Ci Kung (Chi Kung
Qi Gong o Wudang
Chikung)
x – Cinque Tibetani
x – Cohen (Metodo)
x – Coppettazione
x – Coreoterapia
x – Cosmomedicina
x – Counseling Rogersiano
x – Cranio sacrale
119
x – Cristalloterapia o Gemmoterapia
x – Cromopuntura o Colorpuntura
(Metodo Mandel)
x – Cromoterapia
x – Danzaterapia
x – Dendroterapia
x – Diagnosi cinese della lingua
x – Dieta Chenot
x – Digitopressione Jin Shin
Do
x- Dinamica Mentale (Silva
Mind Control)
x – Do in
x – Dorn (Metodo)
x – Dream Yoga
x – Ecoterapia
x – Elettroagopuntura di Voll
(Organometria funzionale)
x – Elettromagnetoterapia
x – Equilibrio dinamico
(Teoria del)
x – Euritmia terapeutica
x – Eutonia
x – Exultation of flowers
x – Feldenkrais (Metodo)
x – Feng Shui
x – Fiori di Bach
x – Fisiognomica
x – Fitoterapia cromatica
x – Floriterapia o Fiori di
Bach
x – Fonoterapia
x – Fux (Metodo)
x – Geobiologia
x – Geoterapia
x – Gestalt
x – Grounding
x – Hakomi
x – Hellerwork
x – Ipnosi
x – Iridologia
x – Isoterapia
x – Japanase Reiki
x – Jost (Metodo)
x – Karuna Reiki
120
x – Katsugen undo (Movimento
Rigeneratore)
x – Kiatsu Do
x – Kinesiologia
x – Ki-Sung
x – Kuatsu
x – Laban Bartenieff (Metodo)
x – Lakhovsky (Terapia)
x – Lavaggio energetic
x – Litoterapia
x – Lu jong
x – Macrobiotica
x – Maditazione Dinamica
x – Magnetoterapia
x – Mandala
x – Mandel (Metodo)
x – Massaggio Ayurvedico
(Abyangam)
x – Massaggio Breuss
x – Massaggio Hara
x – Massaggio Kahuna
x – Massaggio Kembiki
x – Massaggio Metamorfico
x – Massaggio Rebalancing
x – Massaggio Ritmico
x – Massaggio Sonoro
x – Massaggio Thailandese
x – MBCT (Mindfulness-
Based Cognitive Therapy)
x – Medicina non convenzionale
(in tutte le sue varianti)
x – Meditazione Bioenergetica
x – Meditazione con le pietre
x – Meditazione corporea in
movimento
x – Meditazione Devavani
x – Meditazione di consapevolezza
x – Meditazione Gourishankar
x – Meditazione Kundalini
x – Meditazione Mandala
x – Meditazione Nadabrahma
x – Meditazione Nataraj
x – Meditazione No
dimensions
121
x Meditazione trascendentale
x – Meditazione Wesak
x – Meditazione Whirling
x – Meditazione Zen
x – Mentastica o Metodo Trager
x – Mesmerismo
x – Metodo Fitzgerald
x – Micromassaggio cinese
x – Monopatogenetica
x – Moraterapia
x – Morfopsicologia
x – Moxibustione
x – Musicoterapia
x – Naprapat
x – Naturopatia
x – Neuralterapia
x – Nuova Medicina Germanica
x – Olodonzia
x – Omeopatia
x – On Zon Su (Riflessologia
plantare)
x – Organoterapia
x – Orgonoterapia
x – Ortho-Bionomy
x – Osho Rebalancing
x – Pentacologia terapeutica
x – Pilates (Metodo)
x – Piramidologia terapeutica
x – Pranayama
x – Pranic Healing
x – Psicobiofisica
x – Psicocibernetica
x – Psicodinamica
x – Psicoenergetica
x – Psicologia transpersonale
x – Psicoperistalsi
x – Psicosintesi
x – Qi Gong Mi Zong
x – Qi Gong
x – Radiestesia
x – Seitai
x – Shen (Terapia)
x – Shiatsu
122
XXII questione
Testimonianze dall’inferno
S. Francesco Di Girolamo, celebre missionario della Compagnia
di Gesù, fu protagonista di questo fatto, che avvenne nel XIX secolo, e
che fu inserito nel proprio processo di Canonizzazione. Un giorno questo
sacerdote predicava ad una gran folla in una Piazza di Napoli. Una
prostituta, di nome Caterina, che abitava in quei paraggi lo interrompeva
con grida e cenni inverecondi. Il Santo dovette interrompere la predica. Il
giorno seguente il santo ritornò a predicare in quella piazza e vedendo
chiusa la finestra della donna disturbatrice, domandò cosa fosse capitato.
Gli fu risposto che era morta durante la notte. Egli volle andare a visitarla
ed entrò nella camera dell’infelice, accompagnato da altre persone.
Guardando con orrore il cadavere, esclamò con voce solenne Caterina, in
nome di Dio, dite dove siete!”. Per virtù di Dio si aprirono gli occhi del
cadavere, le sue labbra si mossero e con voce rauca rispose:
“Nell’inferno!…io sono per sempre nell’inferno”.
Mons. Antonio Pierozzi,
Arcivescovo di Firenze famoso per la
sua dottrina, verso la metà del secolo
XV°, nei suoi scritti narra il seguente
accadimento. Un giovane all’età di
17 anni aveva avuto la disgrazia di
nascondere in confessione un grave
peccato. Non osava confessarlo mai,
per vergogna, ed intanto si accostava
sacrilegamente alla S. Comunione.
Tormentato dai rimorsi, invece di mettersi in grazia di Dio, facendo una
regolare confessione, cercava di supplire facendo grandi penitenze. In
123
ultimo decise di farsi frate, poichè pensava forse di confessare più
facilmente i peccati di cui aveva timore di rivelare. Nel convento, fu
accolto come un giovane di santa vita. Purtroppo, il demonio, della
vergogna, riuscì a non farlo confessare con sincerità ed il poveretto
trascorse tre anni in continui sacrilegi. Neppure sul letto di morte ebbe il
coraggio di confessare le gravi colpe. I Religiosi, credettero che fosse
morto da santo, ma un frate una mattina se lo vide comparire davanti
circondato da catene e da fiamme. Il defunto con voce roca disse “ Non
pregate per me che sono all’inferno per tutta l’eternità, e cominciò a
narrargli la sua triste storia dei sacrilegi” .Dopo di ciò, sparì, lasciando
un fetore che si sparse per tutto il convento…
Santa Veronica Giuliani, il 17 gennaio 1716, racconta nel suo
diario che fu trasportata da alcuni angeli nell’abisso dell’inferno: “In un
batter d’occhio mi ritrovai in una regione bassa, nera e fetida, piena di
muggiti di tori, di urli di leoni, di fischi di serpenti… Una grande
montagna si alzava a picco davanti a me ed era tutta coperta di aspidi e
basilischi legati assieme… La montagna viva, era un clamore di maledizioni
orribili. Essa era l’inferno superiore, cioè l’inferno benigno. Infatti la
montagna si spalancò e nei suoi fianchi aperti vidi una moltitudine di
anime e demoni intrecciati con catene di fuoco. I demoni, estremamente
furiosi, molestavano le anime le quali urlavano disperate. A questa
montagna seguivano altre montagne più orride, le cui viscere erano teatro
di atroci e indescrivibili supplizi. Nel fondo dell’abisso vidi un trono
mostruoso, fatto di demoni terrificanti. Al centro, una sedia formata dai
capi dell’abisso. Satana ci sedeva sopra nel suo indescrivibile orrore e da lì
osservava tutti i dannati. Gli angeli mi spiegarono che la visione di satana
forma il tormento dell’inferno, come la visione di Dio forma la delizia del
Paradiso. Nel frattempo, notai, che il cuscino della sedia di satana, erano
Giuda ed altre anime disperate come lui. Chiesi agli angeli di chi fossero
quelle anime ed ebbi questa terribile risposta: “Essi furono dignitari della
chiesa e prelati religiosi”. In quell’abisso, vide precipitare una pioggia di
anime…
Sant’Alfonso Maria De’ Liguori, Vescovo e Dottore della
Chiesa, e quindi particolarmente degno di fede, riporta il seguente
episodio. Quando l’università di Parigi si trovava nel periodo di maggior
124
splendore, uno dei suoi più celebri professori morì improvvisamente.
Nessuno si sarebbe immaginato la sua terribile sorte, tanto meno il
Vescovo di Parigi, suo intimo amico, che pregava ogni giorno in
suffragio di quell’anima. Una notte, mentre pregava per il defunto, se lo
vide apparire davanti in forma incandescente, col volto disperato. II
Vescovo, compreso che l’amico era dannato, gli rivolse alcune domande;
gli chiese tra l’altro: “All’inferno ti ricordi ancora delle scienze per le quali
eri così famoso in vita?”. “Che scienze… che scienze! In compagnia dei
demoni abbiamo ben altro a cui pensare! Questi spiriti malvagi non ci
danno un momento di tregua e ci impediscono di pensare a qualunque altra
cosa che non siano le nostre colpe e le nostre pene. Queste sono già
tremende e spaventose, ma i demoni ce le inaspriscono in modo da
alimentare in noi una continua disperazione!”
Una vedova di 29 anni molto ricca e assai mondana, viveva a
Londra nel 1848. Tra i damerini che frequentavano la sua casa vi era un
giovane Lord, di condotta poco edificante. Una notte mentre lei era a
letto a leggere un romanzo, si accorse di una luce strana che man mano
aumentava d’intensità e che proveniva da dietro la porta della camera
che, poi si aprì, lentamente, lasciando comparire il giovane Lord complice
dei suoi disordini. Prima che essa potesse proferir parola il giovane le fu
vicino, l’afferrò al polso e le disse in inglese : “C’è un inferno, dove si
brucia”. Il dolore che la poveretta sentì al polso fu tale che svenne… Il
giorno seguente la signora seppe che la stessa notte il giovane Lord era
morto improvvisamente.
S. Teresa d’Avila descrive una sua terribile esperienza: la visione
dell’inferno. Così ella dice: ” Mentre ero in orazione mi ritrovai ad un
tratto trasportata tutta intera nell’inferno, senza sapere come. L’ingresso
mi pareva un cunicolo molto lungo e stretto, simile ad un forno assai
basso, buio ed angusto; il suolo tutto una melma puzzolente piena di rettili
schifosi… Sentivo nell’anima un fuoco che non so descrivere,
mentre dolori intollerabili mi straziavano il corpo. Nella mia vita ne ho
sofferti moltissimi; anzi, dei più gravi tuttavia non sono nemmeno
paragonabili a quelli di allora, specialmente al pensiero che quel tormento
doveva essere senza fine e senza alcuna mitigazione… Era un luogo
pestilenziale, nel quale non vi era conforto, nè spazio per sedersi o
125
distendersi, rinserrata com’ero in un buco praticato in una muraglia… Non
vi era luce ma tenebre fittissime, eppure quanto poteva dar pena si vedeva
ugualmente, nonostante l’assenza della luce: cosa che non riuscivo a
comprendere. Per allora, Dio non volle mostrarmi di più, ma in altra
visione vidi supplizi spaventosissimi, fra cui i castighi di alcuni vizi in
particolare”. S. Teresa d’Avila presenta nella sua autobiografia un’altra
esperienza:
“Era morta una persona che era vissuta assai male per molto tempo e che
morì senza confessarsi. Tuttavia, mi pareva che non avesse dovuto
dannarsi. Ma mentre lo preparavano per la sepoltura, vidi una quantità di
demoni che prendevano quel corpo come volessero giocarci. Io ero piena
di spavento e vedendolo portare alla sepoltura con i soliti onori e
cerimonie, pensavo alla bontà di Dio che, nascondendo lo stato di
quell’anima, impediva che venisse infamata. Per tutto il tempo
dell’officiatura non vidi alcun demone, ma quando il cadavere venne
calato nel sepolcro, ne vidi un’infinità che stavano dentro a riceverlo…”.
Suor Faustina Kowalska, il 20 ottobre 1935, descrive nel suo
diario una sua “visita” all’inferno. Così scrive: “Oggi, guidata da un angelo,
sono stata negli abissi infernali. E’ un luogo di grandi torture e lo spazio
che occupa è vastissimo. Di tutti i tormenti, il maggiore sta nella perdita
di Dio… sappia il peccatore che il senso con il quale pecca lo torturerà per
tutta l’eternità. Ne scrivo per ordine di Dio, affinchè nessuna anima si scusi
dicendo che non vi è inferno, che nessuno vi è stato e che non si può
sapere come vi si stia. Io, suor Faustina, per ordine di Dio, sono stata
negli abissi infernali, per testimoniare che l’inferno esiste. Ho notato,
inoltre, che nell’inferno si trovano in maggiore numero le anime di
coloro che non credevano alla sua esistenza..E continua: “… Ho veduto
molte anime gettate nell’abisso infernale per non aver osservato il silenzio;
me lo dissero esse stesse quando chiesi loro il motivo per cui si erano
perdute : si trattava di anime monastiche”.
La Madonna apparve nel 1917 a Fatima (Portogallo), esattamente il
13 Maggio, a tre pastorelli: Lucia, Giacinta e Francesco. Apparve loro
anche ogni 13 del mese fino ad ottobre, giorno in cui si assistette al
grande miracolo del sole che ruotava e che sembrava voler precipitare
sugli astanti. Oltre a clamorose rivelazioni, la Vergine ai bambini mostrò
126
l’inferno. Lucia descrisse così l’episodio: “La Madonna ci mostrò un grande
mare di fuoco che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i
demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee,
con forma umana, fluttuavano nell’incendio, portate dalle fiamme che
uscivano da loro stesse e insieme a nuvole di fumo, cadevano da tutte le
parti, simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso nè
equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano
orrore e facevano tremare di paura. I demoni si riconoscevano dalle forme
orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e
neri. Questa visione durò un momento…”
Gastone de Segur uomo dotto e religioso pubblicò un libretto
sull’esistenza dell’inferno, ove è narrata nei minimi particolari
l’apparizione di un dannato. Il fatto accadde a Mosca nel 1812. Il nonno
materno Conte Rostopchine, era allora governatore militare di Mosca ed
era in stretta amicizia col generale Orloff, uomo valoroso ma empio. Una
sera il conte Orloff durante una cena, cominciò a scherzare con un suo
amico volterriano il Generale, burlandosi della religione e dell’inferno.
Vedendo che il conte Orloff nonostante la sua incredulità aveva dei
dubbi,questi volle fare un patto con Lui: il primo di loro che sarebbe
morto sarebbe venuto ad avvisare l’altro. Circa un mese dopo il generale
ricevette l’ordine di partire da Mosca e raggiunse l’esercito che stava
affrontando l’esercito di Napoleone. Alcune settimane dopo il generale,
mentre era in perlustrazione, fu colpito a morte. Al conte Orloff
quella stessa mattina, mentre era tranquillamente a letto, comparve il
generale morto…ritto sulla persona, pallido e così parlò: Vi è un inferno
ed io vi sono dentro!” – e disparve. Il conte lasciò il letto in veste da
camera, in pianelle, con i capelli irti e gli occhi stralunati e corse a casa
del conte Rostopchine e gli raccontò tutto l’accaduto.
Dodici giorni dopo giunse la notizia della morte del generale V…,
avvenuta la mattina stessa che il Conte Orloff se l’era visto comparire.
Josefa Menendez, serva di Dio, vissuta in questo secolo; fece diverse
“visite “ all’inferno per ordine di Dio. Dal suo diario: “In un istante mi
trovai nell’inferno, ma senza esservi trascinata come le altre volte,e proprio
come vi debbono cadere i dannati. L’anima vi si precipita da se stessa,
vi si getta come se desiderasse sparire dalla vista di Dio, per poterlo
127
odiare e maledire. L’anima mia si lasciò cadere in un abisso, in cui non si
poteva vedere il fondo., perché immenso….Ho visto l’inferno come sempre:
antri e fuoco. Benché non si veggano forme corporali, i tormenti straziano
i dannati come se i corpi fossero presenti e le anime si riconoscono….Fui
spinta in una nicchia di fuoco e schiacciata come tra piastre scottanti e
come se ferri con punte aguzze arroventate s’infiggessero nel corpo…..Ho
visto alcune di queste anime ruggire per l’eterno supplizio e maledire,
ciascuna, la causa che le ha trascinate là…..Mi pare che nell’inferno le
anime si accusino specialmente di peccati di furti, commerci ingiusti ed
impurità. Mentre ero in quell’abisso, ho visto precipitare dei mondani e
non si può né dire né comprendere le grida che emettevano ed i ruggiti
che mandavano: maledizione eterna… mi sono ingannata.. sarò qui per
sempre…non c’è più rimedio….. Una fanciulla urlava disperatamente,
imprecando contro le cattive soddisfazioni concesse al corpo e
maledicendo i genitori, che le avevano dato troppa libertà a seguire la
moda e i divertimenti mondani. Da tre mesi era dannata. Josefa ebbe
numerose altre discerse all’inferno e quello che ha descritto, ogni volta,
fa rabbrividire..
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XXIII questione
Domande sull’ avversario
CFR: ANGELI E DIAVOLI – M. ARAMILLO – EDIZIONI SAN MICHELE CFR: INCHIESTA SUL DEMONIO –
MARCO TOSATTI – PIEMME RELIGIO CFR: COSA FARE CON QUESTI DIAVOLI? – RAUL SALVUCCI –
ANCORA CFR: SUMMA DAEMONIACA – J. A. FORTEA – TRE EDITORI
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Come avviene il patto tra l’uomo e satana?
Il mondo dell’occulto è impenetrabile e prospera in base alla capacità di
nascondersi. E’ difficile capire come avviene che satana collabori con
l’uomo e l’uomo con satana. Tuttavia qualcosa si può dire con una certa
sicurezza. E’ fondamentale fare prima una distinzione fra due categorie
di persone: veri professionisti, che agiscono con proprietà ed efficienza e
il sottobosco degli improvvisatori che a volte sono autentici imbroglioni.
Noi nel nostro piccolo libro ci interesseremo in particolare dei
professionisti. Uno dei modi di accesso a questa categoria di anime
dannate, è la consacrazione, che viene fatta con lunghi riti, durante una
riunione di maghi già esperti. Questi incontri avvengono di preferenza in
luoghi adatti, già utilizzati da secoli per questi scopi. Con la consacrazione
l’adepto riceve ordinariamente un libretto chiamato del <> o
talvolta del <>. I libretti originali sono antichissimi, hanno un
formato non molto grande, per testimonianza di chi li ha visti. I libretti
antichi hanno la copertina nera, le pagine sono ingiallite dai secoli, la
scrittura difficilmente leggibile e contengono antichissime formule
magiche di riti e di preghiere per entrare in contatto diretto con gli
spiriti. Oggi sembra che se ne rifacciano riproduzioni moderne, ma con
lunghi riti, in appositi luoghi e con la partecipazioni di maghi di alto
rango. Un altro modo è il passaggio di potere (o di libretto) da una persona
all’altra. Si ritiene che ogni mago prima di morire debba passare il
libretto o il compito ad un’altra persona non di sua scelta, ma che viene
suggerita al momento dallo stesso spirito. E’ certo inoltre che i
professionisti si riuniscano per potenziare la loro opera malefica. Per
operare qualche colpo grosso operano insieme.
Un giorno a uno dei più grandi esorcisti viventi, satana per bocca di un
indemoniato disse: <>.
Perché gli uomini ricorrono a una azione così ripugnante come
quella di fare un patto con satana?
Perché in effetti il patto con satana conferisce poteri spettacolari e dà
modo, quindi di far soldi e di potersi togliere molte soddisfazioni. Quello
che satana fece balenare a Cristo al termine del suo digiuno sul monte, lo
130
ripropone in termini reali all’uomo che accetta di vincolarsi a lui.
Qual è la differenza tra sedute spiritiche e messe nere?
Da premettere che il mondo dell’occulto è vastissimo, possiamo però dire
una semplice importante differenza tra sedute spiritiche e messe nere. Le
sedute spiritiche in genere servono ad evocare gli spiriti o le anime dei
morti per parlare con loro, rivolgere domande o avere insomma risposte.
Le messe nere sono cose invece molto più spinte. Si tratta di autentici riti
liturgici in onore di satana, si usano paramenti appropriati liturgici, sul nero
credo. C’è sempre di mezzo un’orgia sessuale con orgasmi e abomini di
vario genere, si usano oggetti sacri di culto, quasi sempre ostie consacrate
e, in qualche caso, sono celebrate da sacerdoti spretati. E’ capitato a Raul
Salvucci in un caso di possessione se non sbaglio, dover liberare una
persona che era stata vittima di una messa nera celebrata da un sacerdote
di satana spretato.
Quali sono i nomi del demonio?
Satana: è il più forte, intelligente e il più bello tra i demoni che si
ribellarono. Viene chiamato satana o nell’Antico Testamento anche
satanasso. La sua radice primitiva pare significare attaccare, accusare,
essere un avversario, resistere. Satana significherebbe avversario, nemico,
oppositore.
Diavolo: è così che il Nuovo Testamento si riferisce a satana. Diavolo
viene dal verbo greco: accusare. La gente usa la parola diavolo come
sinonimo di demonio, ma la Bibbia no. La Bibbia usa la parola diavolo
sempre al singolare e per riferirsi sempre al più forte dei demoni. La
Sacra Scrittura lo chiama anche l’Accusatore, il Nemico, il Tentatore, il
Maligno, l’Assassino primigenio, il Padre della menzogna, il Principe di
questo mondo, il Serpente.
Belzebù: di solito si usa come nome sinonimo di diavolo. Deriva da
Baalzebul, che significa il signore delle mosche. Appare in 2 Re 1,2.
Litith: appare in Is. 34, 14, la tradizione ebrea lo considerò un’ essere
demoniaco. Nella mitologia mesopotamica è un genio con testa e corpo
di donna, ma con ali e estremità inferiori di uccello.
Asmodeo: appare nel libro di Tobia dal persiano “aesma daeva” che
significa spirito dell’ ira.
Seirim: appaiono in Is. 13,21 Lev 17,7 e in Bar. 4,35, si è soliti tradurli
131
con i pelosi. Deriva dall’ ebreo “sàir” che significa peloso o maschi della
capra.
Demonio: dal greco significa “genio”. Nella mitologia greco-romana non
era necessariamente una entità malefica. Nel Nuovo Testamento però, viene
usato sempre per designare essere spirituali maligni.
Belial: o Beliar dalla radice “baal” che significa “signore”. Appare per
esempio in Cor. 6,15.
Apollyon: significa distruttore appare in Ap. 9, 11. Di lui si dice che il
suo nome ebraico è Abaddòn che significa “perdizione, distruzione”.
Lucifero: è un nome extra-biblico che significa “stella del mattino”. La
stragrande maggioranza dei testi usa il nome di Lucifero come sinonimo
del diavolo. Tuttavia Amorth crede che sia il nome proprio di un
demonio, in particolare il secondo più importante nella gerarchia dei
demoni. Io sono della stessa opinione, anche perché osservando più
esorcismi, esce fuori che lucifero non è satana. Il nome deriva dal fatto
che fu un angelo particolarmente privilegiato nella sua natura nei cieli
angelici, prima di ribellarsi e deformarsi. Tutti dicono che lucifero significhi
“portatore di luce”, questo è errato. Altrimenti si definirebbe
“luciferarius”.”
Qual è la gerarchia tra i demoni?
Nessuno può rispondere a questa domanda. Durante un esorcismo di Fortea,
un demonio disse che i cinque demoni più potenti dell’inferno erano in
questo ordine: satana – lucifero – belzebù – belial – meridiano. Sarà
certa? Solo Dio lo sa. Devo però sottolineare che in alcuni libri di
stregoni vengono riportati schiere e schiere di nomi, che sono il puro
frutto dell’ignoranza.
A cosa pensa un demonio?
Ogni angelo caduto conserva l’intelligenza della sua natura angelica. E
con essa espande la propria conoscenza. Conosce e indaga con la sua
mente il mondo materiale e spirituale, il mondo reale e concettuale. Nella
conoscenza prova piacere ma anche sofferenza. Soffre ogni volta che la
conoscenza stessa lo porta a considerare l’esistenza di Dio. Il demonio
percepisce di continuo la gloria e l’ordine del Creatore, in tutte le cose.
Perfino nelle cose più neutre egli percepisce il riflesso delle cose più
divine.
132
Come comunicano tra di loro i demoni?
Il linguaggio dei demoni è identico a quello degli angeli. Gli angeli non
hanno bisogno di nessuna lingua, di nessun idioma per comunicare tra di
loro. I demoni comunicano telepaticamente. La comunicazione avviene e
si produce con la volontà e può dar vita anche a dialoghi come quelli che
abbiamo noi tra umani. I demoni possono comunicare tra di loro pensieri
allo stato puro.
I demoni conoscono il futuro?
Assolutamente no. Come già scritto, essi possono solo fare congetture
ma non conoscono gli eventi futuri, altrimenti non avrebbero permesso a
Cristo di morire in Croce… Avendo essi una intelligenza in questa vita,
superiore a quella umana possono solo sforzarsi di dedurre cose che
accadranno poi. E’ chiaro che ci sono dei momenti in cui sanno con piena
certezza cosa accadrà, ma per via sempre della loro percezione di spiriti.
Il fatto che i demoni non conoscano il futuro è certificato dal fatto che
esiste la libertà umana. La stessa preghiera poi è in grado di cambiare gli
stessi piani di Dio. Ecco perché è importante pregare.
Il demonio è libero di fare o meno il male?
Il demonio fa il male quando vuole. Nessuno lo obbliga a farlo. E’ un
essere libero a decidere quando e come fare la sua volontà. Lui desidera
fare il male e per farlo deve tentare. Tentare significa insistere. Alcuni
insistono di più, altri desistono prima. Ci sono demoni che perseguitano
le anime come dei veri predatori solo per l’ardore di fare il male. Si parla
però, sia chiaro, di intensità diverse, dato che tutti odiano Dio e tutti sono
cacciatori di anime.
Si può distinguere tra tentazioni che vengono dai nostri pensieri e
quelle che vengono dai demoni?
No assolutamente. Perché il demonio comunque tenta l’uomo attraverso
specie intellegibili. Il pensiero, immagina cose che noi abbiamo la
capacità di riprodurre.
133
Che differenza c’è tra il naturale, il preternaturale e il
soprannaturale?
Naturale: è l’agire che si adegua all’operato della natura.
Preternaturale: è l’agire che va oltre l’operato della natura dell’ universo
materiale. Riguarda o azioni angeliche o demoniache. Soprannaturale: va
oltre qualsiasi natura creata. Questa forma di agire è propria di Dio.
Il demonio può provocare infermità fisiche o mentali?
Assolutamente si.
I demoni possono provocare incubi?
Si possono farlo. Quello che non riesce ancora oggi ai maggiori esperti
esorcisti è il riuscire a capire quando sia provocato dal demonio. Secondo
alcuni comunque solitamente gli incubi possono iniziare dopo aver
praticato riti esoterici, letture esoteriche o comunque dopo un forte
scossone spirituale.
I demoni possono leggere i nostri pensieri?
I demoni possono tentarci ma non possono leggere i nostri pensieri.
Tuttavia data la loro grande intelligenza possono arrivare a capire cosa
stiamo pensando. Bisogna sempre però ricordare che essi stanno fuori dalla
nostra anima e che solo Dio è ad essa collegata. La preghiera è molte volte
un pensiero nostro, per questo è ascoltata anche dai Santi e dagli Angeli.
Che cos’ è il poltergeist?
I casi di poltergeist sono la prova che il demonio può sospendere
qualcosa in aria o può muovere un oggetto. Perché specifico questo
termine? Perché dovrebbe farci riflettere sul fatto che il demonio può
tranquillamente spostare aerei, macchine, scooter e qualsiasi cosa voglia su
questa terra. Se non lo fa è per impedimento di Dio.
I demoni possono fare i miracoli? Assolutamente si. Il tutto è
dimostrato nell’ Esodo 7,10-12 in cui sta scritto che anche gli incantatori
134
fecero i miracoli di Mose… La demonologia è molto chiara nella Sacra
Scrittura e non deve essere dimostrata come la teologia.
Il demonio può essere causa della cattiva sorte?
Premesso che da cristiani, almeno teologicamente il termine sorte è poco
corretto. La cattiva sorte dovrebbe essere chiamata prova permessa da
Dio. Quest’ultimo può permettere prove utilizzando il demonio. La
risposta, almeno in un lato molto generico, è si. Ma ripeto la sorte non è un
termine teologicamente corretto.
Qual è la differenza tra magia bianca e magia nera?
La magia bianca è quella che viene praticata per ottenere bene e la magia
nera quella che si pratica per ottenere il male. Entrambe le magie sono
inefficaci. E se in qualche caso lo sono è per l’intervento del demonio.
Nessuno possiede dei poteri magici, è il demonio che si nasconde dietro
di loro, sebbene tutti questi veggenti, santoni, maghi o stregoni non lo
sappiano. Ed essi stessi, se invocano questo tipo di forze, termineranno
per essere posseduti.
I maghi indovinano il futuro grazie
a un intervento del demonio?
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Senza alcun dubbio no. E lo dico con tanta convinzione per due ragioni.
Primo: i demoni non sono a conoscenza del futuro, possono, come detto
ampiamente nel libro, fare solo deduzioni. Essi non conoscono ogni cosa.
Secondo: i demoni cercano il nostro male e se anche percepiscono
qualche evento futuro, non aiutano di certo rivelandolo ai maghi. Se non
appunto, per fare del male. A volte eccezionalmente possono fare
qualche rivelazione futura e concreta per fare in modo che la persona
diventi dipendente da questi tipi di consulte. Un cristiano non deve mai, a
nessun costo, consultare questo tipo di gente.
Negli oroscopi, nei tarocchi e negli altri modi per prevenire il
futuro, c’è l’intervento del demonio?
In generale il demonio interviene soltanto quando lo si invoca. I metodi
per prevedere il futuro, in base ai quali non si invocano forze occulte, né
esseri spirituali sconosciuti, non sono demoniaci. Sono pratiche
superstiziose, ma non demoniache. Anche se coloro che vi si dedicano
sentiranno sempre più la tentazione di invocare forze ed essere ignoti. E’
inutile dire che se non è possibile prevedere il futuro invocando i
demoni, lo è anche con l’astrologia, la cartomanzia, etc.. Le stesse persone
che si abbandonano a queste superstizioni sono la prova vivente del fatto
che siffatti metodi non si ottiene alcun beneficio. Tuttavia nel praticarli
non solo non si ottiene niente, ma si viola il primo comandamento è si
cade in peccato mortale, finendo sotto il pieno controllo del demonio.
Un demonio può provocare false visioni a un mistico?
Le nature angeliche hanno il potere di suscitare visioni e pensieri in
qualsiasi mente umana. Dio per evitare la confusione che ciò
provocherebbe nelle anime se succedesse con frequenza, non lo consente
quasi mai. Dà il permesso soltanto in rarissime occasioni che il demonio
possa apparire o creare visioni. Se non fosse per l’intervento di Dio, il
demonio ci apparirebbe sempre come angelo della luce. Nelle vite dei santi
ci sono stati casi in cui è apparso direttamente sotto forma di Nostro
Signore Gesù Cristo. Altre volte è apparso sotto forma della Beata Vergine
Immacolata. Nel caso in cui un anima abbia dei dubbi su possibili
proprie visioni, ha un solo modo per capirne l’origine; chiedere e
136
obbedire al Padre Spirituale. Bisogna sempre anteporre gli ordini del
confessore a qualsiasi propria volontà. Anche se la visione stessa dicesse
diversamente. Solitamente se la visione mistica è falsa, ovvero ha origine
demoniaca, questa sicuramente farà sorgere un contrasto con il proprio
Padre Spirituale. L’obbedienza al proprio confessore è sempre qualcosa di
santo, sicuro. Basta leggere il diario di Santa Faustina per capire questo.
Naturalmente l’obbedienza non deve mai essere fatta a richieste di
peccato. Insomma obbedire sempre, finchè non è peccato.
Un demonio può provocare stigmate?
Si, può farlo. Il cardinale Bona sosteneva che era dimostrato da alcuni
esempi indiscutibili (Discret. Spir. C7, n11) e che c’erano state
testimonianze nel caso delle possedute di Loudum. Ad ogni modo
l’origine di un caso di stigmatizzazione, come di qualunque altro
fenomeno mistico, si dedurrà dai frutti della vita di questa persona. Lo
riconoscerai dai suoi frutti. I frutti del maligno sono la superbia, la
disobbedienza, il peccato. I frutti di Dio sono l’umiltà, l’obbedienza, una
vita di sacrifici e le virtù. Il fatto che le stigmate possano essere causate
dal demonio sta a significare che il demonio può falsificare tutto. Meno
che la virtù. Il demonio non è mai obbediente. Mai. Famoso l’episodio di
Emily Rose su cui fu fatto il film: “ The exorcism of Emily Rose”, qui la
posseduta morirà con le stigmate.
Che forma hanno i demoni quando si manifestano agli uomini?
I demoni non hanno una forma visibile determinata, la loro forma è
immateriale. Per tanto se si manifestano in forma visibile, possono
adottare qualsiasi sembianza. Qualunque forma per quanto bella possa
essere, umana o angelica, rientra nella capacità dei loro poteri. Potrebbero
apparire sotto le sembianze di un sacerdote conosciuto, del proprio
confessore, o anche del Santo Padre. Naturalmente questa possibilità
creerebbe una situazione di caos nella chiesa, quindi Dio permette solo
quello che serve alla salvezza dell’uomo. Una volta San Pio ammonì una
sua figlia spirituale di non desiderarlo di vederlo in bilocazione, perché
era pericoloso. Infatti si sarebbe potuto presentare il demonio. I demoni
sono deformati dal peccato, essi sono in verità mostri che generano
ripugnanza.
137
E’ il demonio a provocare la notte dello spirito?
Chiunque cerchi Dio, e lo faccia con tutto il proprio cuore, primo o poi
entrerà in una fase chiamata: “ Notte dello Spirito”.
E’ una fase dell’evoluzione spirituale, attraversarla è necessario per
evolversi nella vita mistica. E’ impossibile raggiungere certi livelli d’amore
verso Dio senza questo tipo di purificazione. Purificazione che avviene
attraverso la sofferenza, accettata in nome di Dio e raggiunta con la
perseveranza. Questa notte è caratterizzata da una sequela di tentazioni
ossessive di origine demoniaca. Durante questa fase è come se il
demonio, si impegnasse a tutti i costi, a frenare l’avanzamento spirituale
dell’individuo, facendolo incorrere in gravi peccati. Il demonio sa bene
che o riesce a farlo peccare in quella notte o l’anima si eleverà oltre il
suo potere. La letteratura dei Santi è ricchissima di testi che parlano di
questa purificazione. La notte dello spirito suppone una serie di tentazioni
di ateismo, contro la fede, di suicidio, di depressione o di qualunque
altra cosa, ma sempre molto intense. Le tentazioni di suicidio furono
sofferte da Sant’Ignazio e Santa Teresa di Lisieux. Madre Teresa di Calcutta
subì molto quella contro la fede e in particolare dell’inesistenza di Dio.
Non c’è niente che possa evitare questa purificazione. E’ una fase che
passa solo quando Dio vuole.
Perché satana non si manifesta agli uomini mostrando
tutto il suo potere?
Così come il Messia si manifestò con i miracoli e molti credettero in Lui,
anche il Diavolo potrebbe manifestare pienamente i suoi poteri per
ingannare e sedurre le moltitudini. Non c’è dubbio che se satana si
mostrasse come angelo della luce, in molti lo seguirebbero. Il diavolo è
prima di tutto superbo, gli piacerebbe essere adorato, e la gente è debole,
molti verrebbero ingannati. Ma non può manifestare il suo potere, Dio lo
frena. Perfino satana che odia Dio e che cerca di fare tutto il male
possibile, è legato ai disegni della volontà di Dio. Il disegno di Dio è che
egli non potrà manifestarsi apertamente, almeno fino alla fine dei tempi.
All’ interno della Chiesa chi satana odia di più?
La Chiesa conta su cardinali, arcivescovi, pastori di ogni tipo, teologi,
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persone che si dedicano alla carità, missionari etc.. Ma ciò che il
demonio può odiare di più è l’ascetismo. Chiunque all’interno delle
Chiesa, o fuori, farà la propria missione in maniera ascetica, noterà come
le tentazioni si moltiplicheranno. Ciò si deve al fatto che il demonio sa
bene che l’ascesi è una forza poderosissima, è la forza della croce. E che
la forza della croce spezza l’influenza demoniaca su questo mondo.
Qualcuno in maniera molto ingenua crede che il demonio odi l’amore
più di tutto, e per questo ciò che più dovrebbe odiare sono le opere di
carità. Ma non c’è amore più grande che dare la propria vita per i propri
amici … con la sofferenza, la croce, la mortificazione, l’umiliazione.
Perché l’ acqua benedetta tormenta il demonio? L’esperienza
dell’esorcista e demonologo Fortea di Madrid, è molto significativa. Una
volta egli durante un esorcismo praticato d’inverno, rimase senza acqua.
Prese un altro tipo di liquido, da far inglutire alla posseduta. Notò che
l’effetto fu minore, molto minore. Allora come previsto dal rito romano,
interrogò il demonio e in nome di Gesù chiese perché. Il demonio rispose
che l’acqua benedetta è simbolo di purezza ed è particolarmente potente.
Anche altri materiali benedetti hanno effetto. Ma l’acqua è molto
potente. Così come l’olio, le candele e il pane. Tutti questi materiali
hanno un simbolismo intrinseco.
Che significa il 666?
Tutti danno per scontato che il 666 sia il numero o il simbolo del diavolo
ma di questo numero, che appare in un solo versetto ( Ap 13,18) si dice
che è il numero delle Bestia, cioè di un essere umano. Quindi non è il
numero diavolo ma dell’anticristo. Il numero viene dato come segno di
riconoscimento, in modo che quando arriverà il significato della profezia
sia chiaro.
Quanti sono i demoni condannati?
Nessuno può rispondere a questa domanda. Sappiamo che esistono
migliaia di milioni di angeli, dato che nel libro di Daniele si dice, in
riferimento agli angeli, che migliaia di migliaia lo servivano, miriadi e
139
miriadi di angeli si trovavano dinanzi a Lui (Daniele 7, 10).
Il demonio possiede anche l’anima del posseduto?
No, come si vede è un fenomeno che riguarda il corpo. L’anima può
stare in grazia di Dio. Se un posseduto muore, e si trova in grazia di Dio,
l’anima andrà in cielo. Per tutto quello che abbiamo detto fare la
comunione è lecito. Il posseduto non è moralmente responsabile di ciò
che dice e ciò che fa durante la trance.
Quali sono le cause della possessione?
Le cause della possessione sono: il patto con il demonio; aver assistito a
sedute spiritiche, culti satanici o riti esoterici.; che un figlio sia stato
offerto, dalla madre, a satana o il maleficio.
Perché Dio permette che esistano i posseduti?
Dio lo permette perché si mostra la verità della religione cattolica. E’ un
castigo per i peccatori. E’ un vantaggio spirituale per i buoni cristiani.
Produce insegnamenti salutari per l’uomo
che è soggetto a tali disturbi.
Dai Vangeli la prima persona che vide con
I propri occhi Gesù Risorto, fu proprio una
posseduta… La possessione è (difficile ma
pur vera) una grande grazia che Dio
concede a chi
la subisce in fondo.
140
XXIV questione
Hai paura del
diavolo?
CFR: TERESA D’AVILA, VITA, CAP. 25
141
Chi sta leggendo questo libro nel modo da me richiesto nell’introduzione,
sicuramente sta avvertendo un cambiamento interiore, sicuramente si
riconoscerà in molti atteggiamenti o situazioni, ma questa questione che
ora tratteremo riguarda tutti.
Quanti hanno paura del diavolo? Moltissimi. Eppure nella vita, spero come
punto di partenza con questo libretto, capirete che assimilando il Vangelo a
voi stessi, incominciando ad odiare la vostra stessa vita, il demonio per voi
diventerà quasi insignificante. Ricordiamo le parole di Gesù: <> (Gv 14,6). Quando la vita diventerà per noi Gesù
e noi ci affideremo a Lui e da Lui solo ci faremo guidare, tutte queste
cose diventeranno fruscelli insignificanti.
Credo di poter dare totalmente ragione a santa Teresa d’Avila quando
scrive:
<>
Io da francescano-laico quale sono, ricordo con piacere quanto diceva il
Curato d’Ars: “una sola Ave Maria recitata bene fa tremare l’intero
inferno”.
Ebbene il messaggio che tu lettore devi apprendere dalla lettura di questo
libro è che senza la recita del Santo Rosario, non hai speranze di
vincere contro il tuo avversario. Sappi però che se reciti un Rosario al
giorno, allora tu farai paura a tutti i demoni esistenti. Se la gente
sapesse questo, credetemi farebbe non meno di 4 o 5 rosari al giorno.
Pregare il Rosario poi, apporta frutti e grazie abbondanti, tanto vale,
quindi, iniziarne la recita quotidiana senza voltare mai mano all’aratro.
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XXV questione
I santi posseduti dal
demonio
CFR: I SANTI POSSEDUTI DAL DEMONIO — MARCO TOSATTI — PIEMME RELIGIO
143
LA BEATA CRISTINA STOMMELN
La beata Cristina Stommeln fu posseduta dal demonio per quasi tutta la
sua esistenza. A leggere questo, molti di voi diranno: <> Si. La possessione è infatti un grande dono che Iddio fa a chi
vuole, come da noi già scritto. Questa beata nacque a Stommeln col nome
di Cristina Bruso nel 1242. Per rendervi l’idea di chi fosse questa
straordinaria ragazza, è giusto che sappiate che all’età di sette anni, le
fece visita in una visione, un serafino, che la salutò dicendo: <>. L’angelo le
rivelò tanti altri segreti che per motivi di spazio non possiamo enunciare.
La Vergine Maria in persona all’età di nove anni le apparve e le insegnò
la sequenza allo Spirito Santo. A dieci anni, le apparve Gesù che le disse:
<>. A dodici anni le iniziarono i problemi quando il padre
volle darla in sposa, ma ella fuggì in convento. Visse la sua vita
ecclesiastica nel più assoluto e totale nascondimento, indossando un
silicio e una corda i cui nodi la ferivano. Dormiva sulle panche o sulle
pietre e digiunava sempre a pane e acqua. Il Venerdì restava ore ed ore
distesa a braccia aperte, raccolta in preghiera per il suo Sposo. La beata
Cristina iniziò il suo lungo combattimento col demonio una certa precisa
notte. Difatti mentre invece di dormire era raccolta in preghiera, le
apparvero come angeli splendenti, tanti demoni che suonavano le trombe,
essi però travestiti di angeli, sembravano fossero venuti per renderle
omaggio, e la beata Cristina, illuminata dallo Spirito Santo, non si
distrasse. La sua possessione vera e propria iniziò, in chiesa, dove cadde
in un riposo che durò tre giorni. Tutte le sue sorelle credettero si trattasse
di problemi fisici, infatti la portarono in ospedale. Tuttavia si capì
subito dopo, che ella era vittima, per permissione di Dio di una
possessione diabolica. La sua liberazione non avvenne mai in maniera
totale, se non alla fine della sua vita. La beata Cristina soffrì pene
indicibili, che molti di voi stenterebbero a credere. Spesso il sangue, le
usciva dalla bocca e dalle narici, e supplicava Cristo di soccorrerla. Non
poteva più credere che Dio avesse creato l’universo, e il suo spirito fu
lasciato nella oscurità più profonda. Fu costretta a non confessarsi per ben
18 settimane. La beata Cristina non risolse i suoi problemi neanche
144
quando raggiunse la sua maggiore età. Anzi dai 18 anni ai 25 anni le
sue pene divennero più dure e cruente. Il demonio era solito frustarla
con delle spine dalla testa ai piedi, quando pregava assumeva la forma
di un gallo, per infastidirla. Mentre dormiva il demonio una volta le
gettò sul letto 4000 pulci. Nella veglia di natale mentre pregava udì
un toro che si scagliò verso di lei e le morse la testa. Il demonio
la costrinse per quindici giorni al mutismo, ne soffrì talmente tanto
che dal petto vomitò sangue. Una sera pregò i frati domenicani che erano
con lei per aiutarla, di uscire dalla sua cella, questo perché il demonio
l’aveva minacciata di strapparle i vestiti di dosso. I frati si rifiutarono
dicendole che l’avrebbero coperta con dei panni. Il demonio subito le
strappò le maniche e il suo vestito di pelliccia, la beata disse:
<<Infelice, non sai che mio Padre potrà darmi degli altri vestiti!>>. Il
demonio portò via i brandelli strappati ma non osò fare di più. I
frati quando non riuscivano ad entrare nella stanza udivano rompersi le
ossa della santa, miracolosamente la ritrovavano in fin di vita ma sempre
pronta alla battaglia. Per quattordici giorni il demonio una volta non
la fece dormire. La beata disse: <>. I tormenti fin qui descritti
non sono nulla, infatti mentre pregava, o camminava, delle volte alla
beata Cristina arrivavano chili di escrementi che talvolta erano anche
umani. Cristina dovette subire mortificazioni impensabili dalla mente
umana. Più volte fu ricoperta di “sozzura” che il demonio le infilava sotto
i vestiti o sul volto anche quando stava a letto. La cosa terrificante
è che i frati che l’assistevano avvertivano queste sostanze, come tiepide,
Cristina le sentiva bollenti sul suo corpo. Durante la festa
dell’esaltazione della Croce, il demonio la costrinse a lapidare una ebrea,
parlava con il viso trasformato e fu costretta a pronunciare parole
blasfeme oltre che non potersi avvicinare al Sacro. Dei demoni nella
festività della Beata Vergine, la picchiarono con martelli arroventati.
Nel 1284, quando l’esorcista chiese più volte il motivo di quei tormenti, il
demonio disse che era per volontà divina. Infatti pronunciò queste parole:
<< Non è che per soddisfare il tuo desiderio di soffrire per gli altri>>.
Cristina morì a sessant’anni, ma Gesù la chiamò a se dolcemente, con un
magnifico profumo che usciva dal suo letto dopo averle ottenuto la
liberazione pochi giorni prima il 6 Novembre di quello stesso anno.
145
LA BEATA EUSTOCHIO DI PADOVA
Lasciatamelo dire, dai miei studi fatti, questa donna, di aspetto
bellissimo ha veramente tutta la mia stima e il mio amore. La beata
Eustochio ha una storia molto brutta. Figlia di una suora peccatrice, che
da un rapporto altamente peccaminoso la concepì, fu per i primi 4 anni
data al padre, mentre la madre si svestì e trascorse il resto della vita
nelle lacrime per quanto da lei fatto. Il padre dopo i suoi 4 anni pensò
di darla a quel convento dove conobbe la madre, questo perché la beata
incominciò in tenera età ad avere i disturbi di possessione. Nonostante la
sua storia, non crediate che la sua possessione fu dovuta da un castigo che
Dio volle dare, bensì da una grande predilezione di santità. Questa beata
sarà fino alla sua morte da tutti abbandonata. Nel convento dove a 4 anni
fu lasciata, venne vista sempre di cattivo occhio perché figlia della madre.
Posseduta fu costretta a indicibili sofferenze, il demonio la faceva
odiare da tutti e fece ammalare la sua superiora lasciando tracce di magia
nella sua cella. Tutti la incolparono e la carcerarono, volendola mettere al
rogo come strega. Dio però lasciandola nella più scura tenebra, mai
l’abbandonò. Dopo i brevi anni della sua vita, infatti si prenderà dalla
gente la gloria e la fama meritate in vita, da quella stessa gente che la
voleva al rogo. Sulla sua tomba, molti posseduti e molti ammalati, dopo
la sua morte trovarono guarigione e liberazione totale per i patimenti e i
suoi meriti avuti in vita. Il demonio la sollevava spesso da terra a molti
metri di altezza per lasciarla poi cadere. Più volte le trinciò minutamente
la pelle sopra il collo, e molte volte le incise le vene volendola morta.
Quando mangiava il demonio le trasformava il cibo in vermi e serpenti,
che lei per amore di Dio e per “bere tutto il suo calice” mangiava per poi
vomitare davanti a tutti. Il demonio le faceva mangiare spesso insetti. Una
volta le fu aperto dai demoni il costato da un coltello, le fu fatta una ferita
molto profonda, ma lei non si lamentò mai. Anzi pregò gli “infelici” di
scriverle addosso il Santo Nome di Gesù. Ironia, i demoni la dovettero
obbedire. Quando morì tutti capirono il suo martirio e la sua santità.
L’unica suora che le restò accanto, fu posseduta appena la beata morì.
Fu la stessa Eustochio a far sapere che aveva ottenuto per la sua unica
amica sincera questa grande grazia da Dio. Quando Eustochio fu vicina alla
morte, tutti sentirono satana andarsene di corsa in lacrime umiliato e
sconfitto correndo impaurito. Un consiglio? Approfondite questa magnifica
storia di santità!
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XXVI questione
LA CARTOMANZIA
CFR. LIBERACI DAL MALE – GABRIEL AMORTH – EDB www.diosalva.net
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La cartomanzia ritiene di poter conoscere cose occulte dall’uso di carte
comuni o speciali, decifrando per esempio le qualità ed il futuro di una
persona, dal significato convenzionale che ogni carta rappresenta, a
seconda della disposizione con cui si presentano. E’ la forma divinatoria
oggi più diffusa.
i Tarocchi sono un mazzo di 78 dette anche “lame”, e suddivisi in 2
sottogruppi: il primo è di 22 carte illustrate con figure simboliche (ad
esempio Il Diavolo, L’Angelo, La Forza, La Temperanza, La Giustizia, Il
Papa ecc.), anticamente chiamate “Trionfi”, e solo dal XIX secolo,
ribattezzate dagli esoteristi “Arcani maggiori”, l’altro in 56 carte
suddivise in 4 serie, gli “Arcani minori” che, a seconda dei paesi possono
mutare tipo di insegna. Gli Arcani Minori includono quattro figure: fante,
cavallo, donna, re, e 10 carte numerali. Le carte sono suddivise in
insegne: nei paesi latini sono più usate coppe, danari, bastoni e spade; in
Francia cuori, quadri, fiori, picche; ulteriori sistemi di segni, sono quelli
tedeschi e svizzeri.
I Tarocchi sono stati inventati come carte da gioco o a scopo istruttivo; il
loro uso divinatorio cominciò a diffondersi solo dal XVIII secolo,
specialmente nella forma italiana. Solo allora si cominciò infatti a prendere
in considerazione la possibile origine esoterica ed ermetica dei Tarocchi.
La differenza tra Arcani maggiori e Arcani minori è stata sottolineata
dagli esoteristi in questo modo: gli Arcani maggiori contengono simboli
universali, riconducibili ad esperienze di vita particolari, mentre i minori
sono una sorta di punteggiatura dei responsi.
I primi cartomanti furono affascinati dal significato simbolico di queste
carte; in seguito attribuirono agli arcani maggiori ulteriori significati legati
sia alle raffigurazioni, sia al loro nome, sia alla numerologia associata al
numero indicato sulle carte. Queste ulteriori interpretazioni furono poi
simbolizzate e inserite nelle nuove rappresentazioni delle carte,
arricchendole sempre più sia dal punto di vista iconografico sia dal punto
di vista simbolico.
In seguito anche gli Arcani minori furono sottoposti a un analogo studio e
seguirono un’analoga evoluzione.
I tarocchi, sotto la forma di Arcani maggiori, hanno raggiunto ai nostri
tempi una grande popolarità, tanto che vengono addirittura acclusi ad alcune
riviste con relative istruzioni d’uso. Tanti sono coloro che tramite le
trasmissioni televisive o conoscenti, si fanno leggere le carte per scrutare
eventi futuri o ricevere suggerimenti riguardo i fatti della propria vita. A
148
volte le risposte riguardano promesse di felicità ma in altri casi si parla di
persone che ci fanno del male e che ci ostacolano la strada, oppure
arrivano ad annunciare vere e proprie sciagure.
Generalmente le risposte sono però generiche e velate, proprio perché sia
la persona che li interroga a costruirsi la fantasia che preferisce. Il
condizionamento è infatti sempre in funzione del proprio stato d’animo e
dell’attuale situazione emotiva.
E’ sempre bene ricordare che il demonio è esperto nel promettere cose
apparentemente buone, ma nel contempo ama creare paura, odio e
divisione, spingendo all’egoismo e magari ad una profonda ansia per
qualcosa che deve accadere. Le presunte risposte sono spesso
menzognere e fallaci con il solo scopo di creare preoccupazioni e divisione
tra le persone.
Egli non è onnisciente come Dio, è solo dotato di finissima intelligenza
spirituale in grado di analizzare i dati di cui è in possesso e fare delle
stime su quello che potrà accadere. In qualità di puro spirito, la sua
intelligenza è ben superiore alla nostra e molti dei suoi pronostici sono
conseguenza di elaborate analisi sulla persona che si trova davanti, in base
alle sue tendenze, passioni, debolezze e peccati.
Perciò, anche se a volte può azzeccarci, non significa che conosce a priori
l’esito finale degli eventi.
Solo in rari casi Dio consente agli spiriti impuri di sapere in anticipo
l’esito di qualche evento futuro, per motivi che spesso a noi sfuggono ma
pur sempre nell’utilità dell’ottica divina. Un caso può essere quello di
ricevere un annuncio di disgrazia proprio come avvertimento alla vita di
peccato che stiamo percorrendo.
La conoscenza totale di tutto, in tutti, e in ogni momento, è di sola pertinenza
divina. Solo Dio ci conosce nell’intimo più profondo, il diavolo
non può entrare nell’anima e non conosce i nostri pensieri, può solo
suggerirci i suoi e studiarci accuratamente per vedere come ci
comportiamo esternamente. Conoscendo le nostre debolezze, i vizi, i
peccati, le aspirazioni, è pronto a darci le risposte che più ci aspettiamo
per renderci soddisfatti, con l’unico scopo di legarci a lui e portarci su
strade sbagliate.
A parte il caso dei numerosi ciarlatani in circolazione, coloro che leggono
le carte sono dei veri e propri operatori dell’occulto che si muovono sotto
la guida invisibile di entità demoniache.
Pochi sanno che i veri cartomanti effettuano un rituale magico per la
149
consacrazione delle carte a satana dalla durata di alcuni giorni.
Coloro che si fanno leggere le carte violano apertamente il primo
comandamento, entrano in contatto diretto con il mondo infernale, e si
espongono al reale rischio di infiltrazione spiritica. Evitate di farvi leggere
i tarocchi, confessatevi se l’avete fatto, e distruggeteli se li possedete.
150
XXVII questione
L’Astrologia
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151
Altra insidia è rappresentata dalla cosiddetta astrologia. La parola
“astrologia” significa «scienza degli astri». Originariamente era sinonimo
di “astronomia” e le due parole si usarono promiscuamente fino al primo
secolo dopo Cristo e anche oltre. Attualmente astrologia designa una
scienza che presume di determinare i vari influssi che gli astri esercitano
sull’uomo, determinando il carattere delle persone, le loro scelte e le loro
azioni, e i vari eventi della storia. L’astrologia è un metodo molto antico
di divinazione e la Chiesa fin dai tempi antichi ha espresso la sua
condanna. Il Concilio di Toledo così si espresse: “Se qualcuno pensa che
si deve credere all’astrologia, sia anatema” (DS 205). Il Concilio si
riferiva alla mentalità abbastanza diffusa secondo la quale le azioni umane
si dovevano imputare agli astri. Con questo si veniva a negare la libertà
dell’uomo.
Osservò in proposito S. Agostino: “Gli astrologi pretendono che vi sia nel
cielo la causa inevitabile del peccato: sono Venere o Saturno o Marte che
ci hanno fatto compiere questa o quella azione, volendo che sia senza colpa
l’uomo, che è carne e sangue e verminosa superbia, e la colpa ricada su
colui che ha creato e regge il cielo e le stelle” (S. Agostino, Confessioni,
IV, 3). E ancora: “Bisogna riconoscere che quando gli astrologi dicono il
vero, ciò avviene sotto una ispirazione occultissima che le anime umane
subiscono senza saperlo. E siccome ciò avviene allo scopo d’ingannare gli
uomini, è opera di spiriti immondi e seduttori, ai quali è permesso di
conoscere alcuni dati veri sulle cose temporali. Per questo il buon
cristiano deve guardarsi dagli astrologi e da tutti coloro che esercitano
l’arte divinatoria, specialmente se predicono il vero; affinché la sua anima
non venga irretita da essi mediante il commercio con i demoni, in
un’intesa con questi” (ID., Super Gen. ad litt., 11, 17). E’ vero che i corpi
celesti, in modo particolare la luna, esercitano un influsso sulla natura (si
pensi semplicemente come ne tengono conto i contadini per la semina o
per il travaso di vino). Possono influire insieme con altri fattori
metereologici anche sull’umore delle persone e su eventi come il parto.
Ma “non possono esercitare un influsso diretto sull’intelletto e la volontà”
(S. Tommaso, Somma Teologica, I-II, 9, 5). “L’uomo infatti ha la facoltà
di giudicare e di riflettere su tutto quanto può operare, sia nell’uso delle
cose esteriori, come nel secondare e respingere le passioni interne; e ciò
sarebbe inutile se il nostro volere fosse causato dagli astri e non fosse in
nostra facoltà. Non è quindi possibile che gli astri siano causa della nostra
elezione volontaria” (S. Tommaso, Summa contra gentiles, III, 85).
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Tutt’al più: “inclinant astra, sed non necessitant”.
Osserva giustamente il Peschke: “L’astrologia scientifica con le sue
grossolane classificazioni secondo le costellazioni non è mai in grado di
dare un oroscopo veramente individuale per ogni singola persona. Le
posizioni delle stelle, per tutti coloro che sono nati approssimativamente
nello steso tempo, sono le stesse, il che dovrebbe condurre allo stesso
oroscopo e di conseguenza allo stesso destino per tutti. Decine di persone
hanno lo steso oroscopo di Napoleone, Goethe o Gandhi. Ma chi di loro
ha avuto gli stessi talenti o lo stesso destino? Questo non è vero neppure
per i gemelli” (K.H. Peschke, Etica cristiana, p. 145).
Una forma popolare dell’astrologia è l’oroscopo. Per molti è una moda,
un gioco. Ma per altri è realtà. Per costoro è triste osservare come
facciano dipendere le loro decisioni dalla lettura del segno zodiacale. E’
praticato soprattutto da gente secolarizzata, che non crede in Dio o non
pratica la religione, anche se non sono rari casi di credenti che credono
lecito conciliare religione e superstizione. Vale in modo particolare per
essi quanto dice S. Paolo: “Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati
stolti” (Rm 1,22).
Molti di costoro si ritengono magari buoni cristiani, nonostante credano
ciecamente nei temi astrali e nelle caratteristiche dei segni. Si
costruiscono l’alibi di ferro che l’astrologia sia sostanzialmente innocua e
utile. E’ invece fondamentale capire che quanto più sono ritenuti innocui
certi legami col male, tanto più sono subdoli e ti portano a condizioni in
cui la luce divina non può più penetrare per illuminare, consigliare, guidare
e discernere ciò che è giusto e ciò che non lo è.
Questo apparentemente innocuo giochetto dell’astrologia fa danni
enormi, e non solo con riferimento all’oroscopo giornaliero delle radio o
dei giornali. Molte persone non intraprendono neppure una conversazione
senza prima aver indagato il segno zodiacale di appartenenza della
persona con cui si rapportano.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica condanna senza tentennamenti
l’astrologia e afferma che si oppone al riconoscimento dell’assoluto
dominio di Dio sulla nostra vita. Ecco il testo: “Tutte le forme di
divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione
dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che «svelino» l’avvenire. La
consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia,
l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il
ricorso ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia
153
ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le
potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto,
congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo ” (C CC 2116 ).
Dio può rivelare l’avvenire ai suoi profeti o ad altri santi. Tuttavia il
giusto atteggiamento cristiano consiste nell’abbandonarsi con fiducia nelle
mani della Provvidenza per ciò che concerne il futuro e a rifuggire da
ogni curiosità malsana a questo riguardo” (CCC 2115). Il fatto che talvolta
i giudizi siano corrispondenti al vero, non significa che il mezzo usato
sia lecito. San Paolo avverte che il demonio si traveste sovente da
angelo di luce (cfr. 2 Cor 11,14).
Ricorrere all’astrologia sapendo che Dio e la Chiesa la condannano,
significa mettere la propria vita nelle mani di altre forze, che non sono
quelle divine. Se qualcuno vi chiede di che segno siete, rispondete che il
vostro unico segno di riconoscimento è Gesù Cristo e non altre
ridicolezze.
154
XXVIII questione
lE JANARE DI BENEVENTO
Benevento vanta il primato di una leggenda (vera) suggestiva che ha
ispirato poeti e artisti: la credenza dell’esistenza delle streghe. La
tradizione lega la fama di Benevento alle sue famose streghe, che
qualche secolo fa, si racconta, erano solite cantare e danzare intorno ad
un noce prima di spiccare il volo, nelle notti nebbiose d’inverno, per
volare sulla città. Narra la leggenda che, ai tempi del Ducato Longobardo,
un serpente di bronzo appeso ad un albero di Noce era meta di un culto
misterioso che trascinò alla perdizione gli abitanti della città, scelta dal
Demonio come sua dimora. La pianta fu abbattuta dal vescovo Barbato
il quale fece estirpare anche le radici in modo da cavar via il male dalla
terra; nelle radici trovò un demone che egli stesso esorcizzò con l’acqua
santa. Ancora oggi si dice che le creature della notte tornino in quel luogo
maledetto. Molti hanno paura di parlare del beneventano come ancora
una città stregata e indemoniata. Oggi si dice che Torino è la capitale del
satanismo, ma nessuno ricorda che la Magia è tramandata da intere
generazioni a Benevento. Studio Aperto, trasmissione in onda su Italia 1 ha
mostrato una volta, al mondo intero, come ogni giorno in questa città ci
siano centinaia di persone in fila ad una certa ora del giorno, per poter
andare da quella strega … I sanniti sono maestri dell’occultismo e della
magia nera. Addirittura una volta, durante una battaglia riuscirono ad
immobilizzare, tutta un’armata romana. I sacerdoti “sanniti-hirpini” erano
considerati superiori ai Druidi celtici. Quella che oggi noi chiamiamo
pranoterapia, era una pratica molto comune per loro. Nel beneventano,
molti hanno ereditato anche geneticamente tali pratiche, oltre che,
naturalmente da libri antichi. Noi rispondiamo con questo libro, piccolo,
scritto male, impaginato ancora peggio ma, terribilmente potente e odiato
da chi pratica l’ occultismo. Perché? Perché permette a chi lo legge e lo
distribuisce, di conoscere, combattere e farsi apostolo della Verità che è
in Gesù, di indicare la retta Via che è in Gesù, e tal volta, di salvare
l’anima propria o di qualche fratello, ottenendogli magari, la Vita eterna
che è in Gesù. Ave Maria.
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Finito di stampare nel mese di Aprile 2012
per conto di Youcanprint Edizioni
venezia shares this
2
prete salvato da maria.

bello